Storia dei vecchi simboli…….

Il Partito Socialista Rivoluzionario Italiano è il più antico partito politico in senso moderno e la prima formazione organizzata della sinistra in Italia, oltre ad aver rappresentato anche il prototipo del partito di massa.

Partito fondato a Rimini dall’attivista socialista Andrea Costa nel 1881,(1) con il nome originario di Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna, nel 1884 assunse la denominazione definitiva per confluire infine, nel 1893 nel Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.

Il deputato socialista Andrea Costa, ”L’illustrazione popolare, Fratelli Treves Editori – Milano, 1882” (nasce a Imola il 30 novembre 1851  tra i fondatori del socialismo in Italia, primo deputato socialista della storia d’Italia deceduto a Imola il 19 gennaio 1910).

Il PSI nasce il 16 agosto 1892 a Genova come «Partito dei Lavoratori Italiani», assumendo l’anno seguente la denominazione di «Partito Socialista Italiano». Costituito dalla fusione dei vari circoli socialisti e operai organizzati su scala locale, il PSI manifestò sin dal suo congresso costitutivo una scarsa coesione interna, data la presenza di correnti sia moderate sia rivoluzionarie. Venne fondato il 21 gennaio 1921 a Livorno il Partito Comunista d’Italia come sezione italiana dell’Internazionale Comunista in seguito al biennio rosso, alla rivoluzione d’ottobre e alla separazione dell’ala di sinistra del Partito Socialista Italiano.

Il congresso parigino del 1937 affermò che la caduta del fascismo avrebbe dovuto portare l’Italia verso la “repubblica socialista”. Nel 1936 il PSI, che nel 1934 aveva firmato con il PCI un patto di unità di azione, partecipò alla guerra civile spagnola, insieme con comunisti, giellisti (Giustizia e Libertà) e repubblicani. I rapporti con i comunisti si inasprirono temporaneamente nel 1939, quando si venne a conoscenza del patto Ribbentrop-Molotov tra Stalin e il governo nazista, ma si riaggiustarono quando l’Unione Sovietica, aggredita dai tedeschi nel 1941, divenne una delle potenze determinanti nella guerra contro il regime di Hitler. 

Sandro Pertini nasce a Stella San Giovanni il 25 settembre del 1896, partigiano, primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire la carica di presidente della Repubblica Italiana. Nel primo dopoguerra aderì al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati (1857-1932 tra i primi e più importanti leader del socialismo italiano e tra i fondatori a Genova nel 1892) e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, nel 1925 fu condannato a otto mesi di carcere, e quindi costretto all’esilio in Francia. Contribuì a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni e Lelio Basso, il Partito Socialista di Unità Proletaria, deceduto a Roma il 24 febbraio del 1990.

Nel 1953 il PSI si batté, insieme con il PCI, contro la “legge truffa”, la quale prevedeva un premio di maggioranza per la lista che avesse conquistato la maggioranza assoluta dei voti. Attorno alla metà degli anni Settanta il PSI incontrò gravi difficoltà. In quegli anni, nel tentativo di ricreare una alleanza con il PCI, presentando una proposta di governo che comprendesse anche i comunisti, il PSI si vide ripagare la sua linea politica con un insuccesso elettorale. 

Nella foto a destra Enrico Berlinguer (1922-1984) con Bettino Craxi (1934-2000). (6)

Enrico Berlinguer nasce a Sassari il 25 maggio 1922, il padre era avvocato nobile e Cavaliere ereditario, antifascista e vicino alla massoneria (come molti intellettuali laici dell’epoca). La madre era Mariuccia Loriga, cugina della madre di Francesco Cossiga (1928-2010) e figlia del medico igienista Giovanni Loriga. (7) Berlinguer nel 1962 entrò nella segreteria del PCI e divenne responsabile della sezione esteri. Eletto segretario generale del partito nel 1972, mantenne tale ruolo fino alla prematura scomparsa dodici anni dopo, a seguito di un ictus che lo colpì durante un comizio, era l’11 giugno 1984 a Padova.

1) Figlio di Pietro Casadio e di Rosa Tozzi, Andrea nacque nel Palazzo Orsini di Imola, dove il padre svolgeva l’incarico di uomo di fiducia del ricco produttore e mercante di canapa Orso Orsini, amico intimo di Papa Pio IX, nonché zio e tutore di Felice Orsini. Dopo gli studi superiori si iscrisse all’Università di Bologna – Facoltà di Lettere – come semplice uditore, in quanto privo delle risorse economiche necessarie per l’iscrizione quale studente ordinario; poté comunque assistere alle lezioni di Giosuè Carducci e conoscere, fra gli altri, Giovanni Pascoli.

2) Partito socialista rivoluzionario di Romagna

https://www.treccani.it/enciclopedia/partito-socialista-rivoluzionario-di-romagna_(Dizionario-di-Storia)

3) Partito Socialista italiano (PSI) 14 agosto 1892

https://www.storiaememoriadibologna.it/partito-socialista-italiano-psi-334-organizzazione

4) Il Partito Socialista (1892-1994)

http://www.storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblicapartiti2.htm

5) Sandro Pertini

http://www.senato.it/leg/01/BGT/Schede/Attsen/00001844.htm

6) Enrico Berlinguer, a 30 anni dalla morte

7) Francesco Barbagallo, Enrico Berlinguer, Roma, Carocci, 2006.

8) Archivio elezioni storiche

https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=C&dtel=20/06/1976&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S

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ASSOCIAZIONE CULTURALE DOMENICO ROCCO GUERRISI

L’ Associazione con sede in via Rinascita n. 1 Polistena cap. 89024 Reggio Calabria, C.F. 91034440809, e-mail assculturaledrguerrisi@gmail.com . L’Associazione si occupa di Storia, Cultura, Genealogia, Cavalieri di Altanum, Altavilla, d’Angiò, Rodi e Malta. Nasce il 28 ottobre 2020, l’ASSOCIAZIONE CULTURALE DOMENICO ROCCO GUERRISI.
L’ associazione prende il nome dal soldato polistenese Domenico Rocco Guerrisi ucciso dai nazisti nel 1945.

Domenico Guerrisi viene deportato nei campi di concentramento di Dachau, Ohrdruf, Buchenwald.

La seconda guerra mondiale è stato il più grande conflitto armato della storia e costato all’ umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri, con una stima totale di morti che oscilla tra i 55 e i 60 milioni di individui.

Breve storia di un soldato polistenese.

Domenico Guerrisi nasce a Polistena il 26 agosto del 1921.

Il 18 maggio del 1940 si sposa nella chiesa di Santa Marina, con la sig. Concetta Dieni. Le pubblicazioni ecclesiastiche sono state eseguite nei giorni 5 e 12 maggio, residenti nella via Timpa numero 25.

“Nella paroecia S. Marinae Virginis civitatis Polistinae” viene registrato il primo figlio di Domenico e Concetta, deceduto pochi mesi dalla nascita, “mortui in mese Junii” anno domini 1941 die 30 mesis Junii, Guerrisi Vincentius filius Dominici et Dieni Concepta “mensium quattur”. Arciprete Alousius Guido. Il 30 aprile 1942 nasce il loro secondo genito Francesco (mio padre deceduto il 29 giugno 1993).

Domenico Rocco Guerrisi viene chiamato alle armi alla fine dell’anno 1942. Nel gennaio 1943, invia una lettera alla famiglia, datata 12 gennaio 1943, dove comunica una notizia poco allegra, si trovava in prigione, nel carcere di Peschiera del Garda (Verona), il Guerrisi cerca di ritornare a Polistena, ma viene catturato. Il 20 settembre 1943, un convoglio di 1790 soldati italiani, parte dall’Italia per arrivare nel campo di concentramento di Dachau il giorno 22, furono i primi italiani deportati in un campo concentramento (deportati in Germania in seguito all’evacuazione del carcere ordinato dai tedeschi).

Al soldato Guerrisi a Dachau gli viene assegnato il numero di matricola 54230 (trattati come animali), poi viene trasferito a Buchenwald il 4 dicembre del 1944, registrato con il nuovo numero 101.172 (internato a Ohrdruf sotto campo di Buchenwald). Nei registri tedeschi il cognome Guerrisi diventa Waris-Guerresi.

Il 12 gennaio 1945, viene trasferito al principale campo di Buchenwald, gli viene assegnato un nuovo numero 106.504. Inserito nel blocco 67, gruppo di detenuti malati e invalidi, sul posto di lavoro unita “20 a”, il numero si riferisce alle persone rese invalide. Deceduto a 23 anni, tra la fine di gennaio e aprile del 1945, con migliaia di deportati.

SOLDATO GUERRISI DOMENICO 1921-1945 (https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/…/soldato…/).

*Giovanni Russo, Non dimenticateci! CADUTI E DISPERSI POLISTENESI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE 2011.

*Vincenzo Guerrisi, Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti, libro documenti 2021.

*Enzo Modulo Morosini, Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili 2022.

https://www.facebook.com/groups/887815442027356/?multi_permalinks=892072504934983&notif_id=1604402659381662&notif_t=feedback_reaction_generic

Per comunicazioni inviare e-mail a: assculturaledrguerrisi@gmail.com

Poesia al soldato “Domenico Guerrisi”

L’Associazione Culturale “Domenico Rocco Guerrisi” ringrazio la sig. Francesca Cannata, per aver scritto la poesia al soldato Domenico, per la famiglia Guerrisi questa poesia ha un significato enorme.

Francesca Cannata nasce a Polistena nel 1955 , consegue la Laurea in Pedagogia presso l’ Università di Messina nel 1978. Ama la fotografia, scrive poesie e racconti. Dedica una poesia al militare Guerrisi Domenico Rocco deceduto nel 1945 a Buchenwald, per la ricorrenza del suo centenario.

Occhi ancora fanciulli

parlano con gratitudine al cielo.

È canto alla terra

volo leggero nel vento.

Ora

tutto muta in cupa tristezza

ogni gioia diviene paura.

Viene chiamato alle armi.

Dove lo porterà la guerra?

In quali sconosciuti luoghi

si aggirerà guardingo?

Ora

con occhi velati

disperato

congeda la moglie

e il suo sguardo accompagna

una mano tremante

tra i capelli del bimbo

e nel petto il cuore impazzisce

Ora

Immagini di anonimi luoghi

sostituiscono la timpa

scorrono come fotogrammi

di una pellicola incolore

mentre il carro si allontana

da ciò che gli è caro.

Dove lo porterà quel viaggio?

I ricordi spariscono

con la nebbia del mattino

lasciano spazio

ad un orizzonte sfocato

E… a un dolore straziante.

La guerra cambia tutto

Occulta il profumo dei fiori

mostra il grigiore

di albe e tramonti

ma non tocca la memoria

di ciò che è stato.

Una luce si diffonde

e rassicurante

dissipa quel buio

che odora di morte

e cancella i progetti

di una vita futura.

La vita… Pregio grandioso

perché donarlo alla guerra?

perché donarlo alla morte?

Avverte un pensiero

diventare ricorrente

diventare pressante

Così

matura la fuga.

Sostenuto da lucida follia

brama la casa.

La guerra…

non comprende

non giustifica

non conosce compassione

cattura, processa, condanna.

La sorte ancora inveisce

Deportato

da Dachau a Buchenwald

e al campo di Ohrdruf

Malnutrito, maltrattato, indebolito

anela il calar della sera

e su un letto di paglia

d’insetti infestato

aspetta la notte

per sognare la Timpa.

Ora

non gli appartiene il futuro

son altri a segnare il suo destino.

Corre per l’ultima volta

il pensiero alla sposa

ancor rivede la sua mano tremante

tra i capelli di un bimbo

Sorride.

Francesca Cannata

Agosto 2021

A Domenico Guerrisi

Per la ricorrenza del suo centenario

26 agosto 1921

26 agosto 2021

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Domenico Guerrisi, nasce a Polistena (Reggio Calabria) il 26 agosto 1921, residente a Polistena in Via Timpa n° 25 (Reggio Calabria).

Era in servizio presso il 52º Reggimento Artiglieria, Divisione Fanteria Torino– Arma o Unità: Artigliere, fu Vincenzo Guerrisi e Maria Concetta Pronestì.

Venne chiamato alle armi dal Distretto Militare di Reggio Calabria, venendo assegnato al 52º Reggimento Artiglieria, Divisione Fanteria Torino.

Il 12 gennaio 1943, scrive una lettera allo zio: dove dichiara che si trovava in carcere, perchè cerca di ritornare dalla famiglia, dal documento dell’Ufficio del Distretto militare di  Reggio Calabria, risulta, che Domenico si ribella alla guerra, si trova recluso nel carcere di Peschiera del Garda (Verona) per diserzione e insubordinazione. Condannato dal tribunale militare di guerra di Verona con sentenza del 31 marzo 1943, alla pena di anni sei e mesi sei.

Sempre dagli atti dell’Ufficio del Distretto militare di  Reggio Calabria, risulta, che in data 8 settembre 1943, mentre si trovava nelle carceri  di Peschiera del Garda, viene deportato in Germania in seguito all’evacuazione, ordinato dai tedeschi.

Si veniva così a conoscenza che, il Guerrisi arriva nel campo di concentramento di Dachau il 22 settembre, gli assegnano il numero di matricola 54230. La famiglia non ha più notizie di Domenico.

Trasferito nel campo di concentramento di Buchenwald il 4 dicembre 1944, registrato con il numero detenuto 101.172. Viene assegnato al campo di lavoro di Ohrdruf ( faceva parte del complesso concentrazionario di Buchenwald). Le condizioni di vita a Ohrdruf erano molto poveri; il 12 gennaio 1945 Domenico, si trovava in un gruppo di detenuti malati, trasferito di nuovo al principale campo di Buchenwald con il numero di matricola 106.504. Ospite nel blocco 67 viene messo a lavorare sul posto di lavoro Unità “20 a”; numero che si riferisce alle persone “invalide”. All’inizio di aprile del 1945 i migliaia di prigionieri furono costretti  alle marcia della morte , marcia forzata di prigionieri, di guerra o altra natura, sottoposti a digiuno, fatiche fisiche estreme, esposizione agli elementi, esecuzioni sommarie o maltrattamenti che ne provocano la morte. Il Guerrisi deceduto a 23 anni, tra la fine di gennaio e aprile del 1945, con migliaia di deportati.

1) Francesca Cannata – Poeti e Poesia (poetipoesia.com)

2) FRANCESCA CANNATA Archivi – Poeti e Poesia (poetipoesia.com)

3) Germoglidarte – Intervista a: Francesca Cannata https://germoglidarte.wordpress.com/2014/10/01/intervista-a-francesca-cannata/?fbclid=IwAR3Ym7WjsFVOh6b04nReH5kRvgX12REmI0ti5YBHxxkdij2b72PTLpswNw0

4) Attestato di riconoscenza luglio-dicembre 2022

5) Inaugurazione dell’ A.C.D.R.G. per la ricorrenza del centenario di Domenico Guerrisi 1921-1945.

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CALENDARIO 2023 SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI

L’Associazione Culturale “Domenico Rocco Guerrisi”, ringrazia il Sindaco di San Giorgio Morgeto Dott. Salvatore Valerioti.

L’archivio dell’ associazione culturale “Domenico Rocco Guerrisi”, si è arricchito di un’interessante calendario, a cura dell’ASSOCIAZIONE “SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI” .

Nel calendario si trova lo stemma e la storia dei comuni che ogni anno aderiscono all’iniziativa dell’associazione. ASSOCIAZIONE CULTURALE “DOMENICO ROCCO GUERRISI” CALENDARIO 2023 I SANGIORGESI D’ITALIA – SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI

San Giorgio Morgeto è un borgo dalle antiche origini, la cui fondazione risale, secondo il mito, ai tempi di Re Morgeto, figlio di Italo; situato a 512 m s.l.m. nel territorio del Parco Nazionale d’Aspromonte, grazie alla sua posizione strategica il paese è stato sempre un punto fondamentale per il controllo dell’ acceso alla piana di Gioia Tauro e alle alture appenniniche.

L’antico nome “Morgetum” fu mutato in San Giorgio tra il 986 e il 1075, in seguito al miracoloso salvataggio dalle incursioni dei saraceni, operato dal Santo di Cappadocia, titolare del locale monastero basiliano. Dopo l’unita di Italia, nel 1864, il sindaco Giuseppe Bonini e i consiglieri decisero di aggiungere al nome di San Giorgio quello antico di Morgeto, ricomponendo in tal modo due momenti fondamentali della storia del borgo.

In età medievale il nucleo originario era costituito da un monastero e da una Chiesa fondati dai monaci basiliani. I ruderi di un Castello in cima ad una collina attestano la presenza di un centro fortificato di epoca normanna (IX-X secolo) che nel tempo acquistò importanza.

L’abitato vero e proprio era sorto e cresciuto molto, in seguito alla distruzione della città di Altano o Casignano, sita a tre miglia di distanza, poichè i suoi abitanti fuggirono qui dalla loro patria distrutta. Per quanto riguarda Altano (o Casignano) essa fu edificata dai greci nella vicinanza di San Giorgio Morgeto, un luogo sicuro dove trovare riposo durante i lunghi viaggi dallo Jonio al Tirreno. Di ciò che edificarono i greci non rimane nulla. Altanum è stata un’antica città creduta vescovile, patria del pontefice San Eusebio, aggredita più volte nel corso della storia.

I dodici mesi dell’anno San Giorgio e i suoi comuni.

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1) ASSOCIAZIONE “SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI”

sede legale: Via A. Volta, 4 – 46051 San Giorgio Bigarello (MN).

2) La chiesa di S. Eusebio di Altanum fondata dalla famiglia Milano nel 1729

3) Da Re Morgeto ad Altanum-San Giorgio Morgeto

4) Il castello di San Giorgio Morgeto

5) Riscoperta una mappa del 1595 d.C. sul popolo dei Morgetes-Brutii

6) IL FONDO MILANO

7) Polistena vista da Altanum antica città del regno dei Morgeti

8) La famiglia Milano Marchesi di S. Giorgio e Polistena

9) I sindaci di San Giorgio Morgeto (RC) dal 1863 al 2016

10) Polistena vista da Altanum – Arte e Storia VG (wordpress.com)

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Il 18 dicembre, a San Giorgio Morgeto, si terrà il convegno su Altanum “DAL PASSATO AL FUTURO”

Biblioteca comunale di San Giorgio Morgeto 18 dicembre

L’Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi presenta

CONVEGNO DAL PASSATO AL FUTURO “L’ANTICA CITTÀ DI ALTANUM”

Per comunicazioni inviare e-mail a: assculturaledrguerrisi@gmail.com

CONVEGNO DAL PASSATO AL FUTURO “L’ANTICA CITTÀ DI ALTANUM”

*Saluti del presidente dell’associazione

*Video – Altanum antica città della Magna Grecia

*Descrizione della Mappa del Regno dei Morgeti

*Descrizione della Strada Troiana

*Guerra del 986 d.C.

*Audio della Principessa Monia Giovanna discendente della famiglia d’Angiò di Provenza

Il progetto di diffondere la storia dell’antica Città di Altanum e del Regno dei Morgeti continua!

L’Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi ringrazia tutte le persone che in questi anni ci hanno seguito nelle ricerche 📖

E’ IMPORTANTE CONOSCERE LA STORIA DI ALTANUM E MORGETO, ALTANUM ERA COME LA CAPITALE DEL REGNO DI RE MORGETO, IL TERRITORIO DI ALTANUM ERA TALMENTE VASTO CHE SI ESTENDEVA DA LAUREANA A TAURIANOVA: CONFINAVA CON: MEDMA, METAURUS, MILETUS, TAURIANUM, HIPPONUM E LOCRI EPIZEFIRI.

L’antica Città di Altanum si trova nel regno di Re Morgeto.

Si narra che Morgeto fu successore di Re Italo/Italos, il quale governò l’antica Italia, sino a quando il suo regno fu conquistato dai Bruzi.

I Morgeti (in greco antico: Μόργητες, in latino: Morgētes) furono un antico popolo, che faceva parte del gruppo delle cosiddette genti “italiche” che occuparono le aree estreme meridionali della penisola italiana e parte della Sicilia. Da Re Morgeto a San Giorgio Morgeto

(https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/…/da-re-morgeto…/).

Altanum, città risalente al VI secolo: gli scavi, condotti nel 1921 da Vincenzo De Cristo su incarico di Paolo Orsi portarono alla luce due monete in bronzo (VI-VII sec. circa) attestando l’età della città. L’epoca della città di Altanum si deve riportare al regno di re Morgeto, di cui scrive Plinio il Vecchio, Strabone e Proclo, e lo storico Stefano di Bisanzio: “Morges in Italia regnavit sub annum mundi 2349” (Diction. Stor.). Viene anche nominata un anno dopo, nel 2350, da Girolamo Enniges. La città è menzionata nell’Itinerario antonino. Polistena vista da Altanum antica città del regno dei Morgeti

(https://tuttostoria770638580.wordpress.com/…/polistena…/).

Altanum venne distrutta da re Totila (Baduila, meglio noto con il nome di Totila fu re degli Ostrogoti deceduto nel 552), il quale gli cambiò il nome in Casignano. Distrutta nel 986 d.C. dai Saraceni.

Giovanni Fiore da Cropani, nella sua opera Della Calabria illustrata, scrive del Papa S. Eusebio (Papa martire e pontefice) ci riferisce che nasce nella città di Casignano, nella sua patria viene creato l’ordine dei cavalieri di Cassignana (per difesa del pontefice). Documenti dicono che il suo corpo viene sepolto nella via Appia, nel cimitero di Callisto il 26 settembre 311.

Nel 1729 la famiglia Milano fa costruire sul suolo della distrutta città, una chiesa dedicata a Sant’Eusebio pontefice, distrutta dal terremoto del 1783. La chiesa di S. Eusebio di Altanum fondata dalla famiglia Milano nel 1729 (https://tuttostoria770638580.wordpress.com/…/la-chiesa…/).

Riscoperta una mappa del 1595 d.C. sul popolo dei Morgetes-Brutii (https://laverastoria.home.blog/…/riscoperta-una-mappa…/).

Rara mappa da Orthellius del 1595 d.C. l’Italia i Brutii-Morgetes Magna Grecia e Locri-Epizephyrij

(https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/…/rara-mappa…/).

“Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento gennaio 2021

(https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/…/monografia-da…/).

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Il presidente dell’Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi, ringrazia la Gazzetta del Sud – 18 dicembre 2022.

Attilio Sergio
SAN GIORGIO MORGETO

Vincenzo Guerrisi, presidente dell’associazione ”Domenico Rocco Guerrisi”, <<ha sottolineato come la storia dell’antica Città dei Morgeti e di Altanum, ci insegna che per secoli, in questo territorio, dominò un popolo fiero e forte, i Morgeti, che crearono un grande territorio urbano che si estendeva dalla Piana fino alle catena montuosa delle Serre, e che confinò con la Repubblica di Locri>>.

Il presidente dell’Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi, ringrazia il Quotidiano del Sud – 21 dicembre 2022.

Di Piero Catalano
SAN GIORGIO MORGETO
Da Altanum a una nuova città

Ad illustrare dettagliatamente la storia dell’ antica “Città dei Morgeti” e di “Altanum” è stato il ricercato ed esperto in materia Vincenzo Guerrisi, presidente dell’associazione ”Domenico Rocco Guerrisi” e autore di una pregevole monografia proprio su “Altanum”, <<per secoli, in questo territorio – a detto – dominò un popolo fiero e forte, i Morgeti, che crearono un grande territorio urbano. Tanti sono i documenti ritrovati e oggi abbiamo anche le mappe e la storia di quella antica città, che rappresenta un esempio di unità territoriale in quest’area>>.

Il presidente dell’associazione ringrazia tutti i partecipanti in particolare la mia famiglia e il sig. Tiziano Scattarreggia.

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VI AUGURO BUONE FESTE!😇🌹

L’associazione culturale “Domenico Rocco Guerrisi”, ringrazia il Sindaco di San Giorgio Morgeto Dott. Salvatore Valerioti.

L’archivio dell’ associazione culturale “Domenico Rocco Guerrisi”, si è arricchito di un’interessante calendario, a cura dell’ASSOCIAZIONE “SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI” .

Nel calendario 2023 si trova lo stemma e la storia dei comuni che ogni anno aderiscono all’iniziativa dell’associazione.

Continua a leggere CALENDARIO 2023 I SANGIORGESI D’ITALIA – SAN GIORGIO E I SUOI COMUNI (https://associazioneculturaledomenicoroccoguerrisi.wordpr…).

San Giorgio Morgeto è un borgo dalle antiche origini, la cui fondazione risale, secondo il mito, ai tempi di Re Morgeto, figlio di Italo; situato a 512 m s.l.m. nel territorio del Parco Nazionale d’Aspromonte, grazie alla sua posizione strategica il paese è stato sempre un punto fondamentale per il controllo dell’ acceso alla piana di Gioia Tauro e alle alture appenniniche.

L’antico nome “Morgetum” fu mutato in San Giorgio tra il 986 e il 1075, in seguito al miracoloso salvataggio dalle incursioni dei saraceni, operato dal Santo di Cappadocia, titolare del locale monastero basiliano. Dopo l’unita di Italia, nel 1864, il sindaco Giuseppe Bonini e i consiglieri decisero di aggiungere al nome di San Giorgio quello antico di Morgeto, ricomponendo in tal modo due momenti fondamentali della storia del borgo.

In età medievale il nucleo originario era costituito da un monastero e da una Chiesa fondati dai monaci basiliani. I ruderi di un Castello in cima ad una collina attestano la presenza di un centro fortificato di epoca normanna (IX-X secolo) che nel tempo acquistò importanza.

L’abitato vero e proprio era sorto e cresciuto molto, in seguito alla distruzione della città di Altano o Casignano, sita a tre miglia di distanza, poichè i suoi abitanti fuggirono qui dalla loro patria distrutta. Per quanto riguarda Altano (o Casignano) essa fu edificata dai greci nella vicinanza di San Giorgio Morgeto, un luogo sicuro dove trovare riposo durante i lunghi viaggi dallo Jonio al Tirreno. Di ciò che edificarono i greci non rimane nulla. Altanum è stata un’antica città creduta vescovile, patria del pontefice San Eusebio, aggredita più volte nel corso della storia.

Il presidente dell’Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi, ringrazia lo staff di Calabria dreamin.

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1) CONVEGNO DAL PASSATO AL FUTURO “ALTANUM”

2) Polistena vista da Altanum antica città del regno dei Morgeti

3) CONVEGNO DAL PASSATO AL FUTURO “ALTANUM” 18-12-2022

4) CONVEGNO DAL PASSATO AL FUTURO “ALTANUM”

5) CONVEGNO DAL PASSATO AL FUTURO ”L’ANTICA CITTA’ DI ALTANUM”

6) Una giornata natalizia a san giorgio morgeto https://fb.watch/hBD6TSsx6m/

7)

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9) SAN GIORGIO MORGETO (RC): CONVEGNO “DAL PASSATO AL FUTURO” 2

(https://www.reggiotv.it/notizie/cultura/89165/san-giorgio-morgeto-rc-convegno-dal-passato-al-futuro?fbclid=IwAR17c1D_NwaVMhW7nk28B9YzBn9Atu-HJWhMv28DX7tTVeZEd2zs5vVV74c).

10) “Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento

11) IL FUTURO DELLA NUOVA CITTÀ DELLA PIANA, SE NE È DISCUSSO A SAN GIORGIO MORGETO

(https://www.reggiotv.it/notizie/politica/89337/il-futuro-della-nuova-citta-della-piana-se-ne-e-discusso-a-san-giorgio-morgeto?fbclid=IwAR1jPuwGMr30UUROsbAooajlIqLAbrmYzgAi6MjfG_d_xFVBc7IvSoOwC6U)

12) SAN GIORGIO MORGETO (RC): CONVEGNO “DAL PASSATO AL FUTURO” 1

(https://www.reggiotv.it/notizie/cultura/89165/san-giorgio-morgeto-rc-convegno-dal-passato-al-futuro?fbclid=IwAR1oO12nDi1RRTGd2dD6MctJPq5s_unF3rgkh-b7oMdLH2OSeRz1DUD9kc8)

13) “Dal passato al futuro” (https://www.pianainforma.it/news/dal-passato-al-futuro?fbclid=IwAR1jPuwGMr30UUROsbAooajlIqLAbrmYzgAi6MjfG_d_xFVBc7IvSoOwC6U).

14) “Il futuro della nuova città della Piana”

(https://www.pianainforma.it/news/il-futuro-della-nuova-citta-della-piana-se-ne-e-discusso-a-san-giorgio-morgeto)

15) ALTANUM

(https://it.m.wikipedia.org/wiki/Altanum).

16) TAURIANUM

(https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tauriana).

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

SOLDATO GUERRISI DOMENICO 1921-1945

Nato a Polistena in provincia di Reggio Calabria il 26 agosto 1921, figlio primogenito del cav. Vincenzo e della sig. Concetta Pronestì, coniugato con Concetta Dieni. Chiamato alle armi alla fine del 1942, soldato del 52º Reggimento di Artiglieria – Divisione Fanteria Torino. Poesia al soldato Domenico Guerrisi per la ricorrenza del suo centenario

A gennaio del 1943, Domenico scrive una lettera alla famiglia da Bolzano: “Carissimo zio vi do notizia della mia ottima salute cosi spero sentire da voi e parenti, vi do purtroppo una notizia poco allegra, mi trovo in prigione denunciato, perché volevo tornare a casa”.(documento dell’8 settembre 1943 del Distretto Militare di Reggio Calabria). Mentre si trovava ristretto nel reclusorio militare di Peschiera del Garda di Verona per espiazione pena di sei anni e sei mesi, viene deportato in Germania in seguito all’evacuazione del carcere, ordinata dai tedeschi.

Rifiuta la RSI insieme agli altri carcerati del reclusorio militare di Peschiera del Garda, dopo l’8 settembre 1943 i detenuti e militari si ribellano e diventano i primi italiani in un campo di concentramento. Internato il 22 settembre nel campo di concentramento di Dachau, gli viene assegnano il numero di matricola 54230.

Trasferito nel campo di concentramento di Buchenwald nel dicembre del 1944, al suo arrivo viene registrato con il numero detenuto 101.172. Internato a Ohrdruf, che faceva parte del complesso concentrazionario di Buchenwald, dove le condizioni di vita erano molto povere; a partire da gennaio 1945 il sotto campo di Ohrdruf viene indicato come un sub-campo di Buchenwald.

Il 12 gennaio 1945 il Guerrisi, viene trasferito di nuovo al principale campo di Buchenwald con il numero di matricola 106.504, inserito nel blocco 67 (gruppo di detenuti malati e invalidi) sul posto di lavoro Unità “20 a”; il numero si riferisce alle persone “invalide” dove dovevano svolgere un lavoro semplice (fisicamente facile). All’inizio di aprile 1945 la SS ha costretto migliaia di prigionieri alle marce della morte, una marcia forzata di prigionieri, di guerra o altra natura, sottoposti a digiuno, fatiche fisiche estreme, esposizione agli elementi, esecuzioni sommarie o maltrattamenti che ne provocano la morte.

Deceduto a 23 anni, tra la fine di gennaio e aprile del 1945, con migliaia di deportati. Nei documenti di Dachau e Buchenwald, il cognome viene storpiato in Waris-Varis , Gvarisi-Guarisi, Guerresi. Gli conferiscono la Medaglia Croce al merito di guerra, e la Medaglia d’Onore alla memoria con riferimento sia agli Internati Militari Italiani (Italienische Militär-Internierte, IMI) sia ai civili.

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Onorificenze

 Distintivo d’onore per i patrioti “Volontari della libertà”

Croce al merito di guerra
«Deportato in Germania dopo l’8 settembre 1943»
Medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati
«Deportato in Germania dopo l’8 settembre 1943»
— Reggio Calabria, il 2 giugno 2017, è stata consegnata la Medaglia d’Onore alla Memoria di Domenico Rocco.

RiconoscimentI

Nel giugno 2019, viene esposto il busto in onore di Domenico Rocco Guerrisi, ad Anoia Superiore, nella Celebrazioni ad Anoia per la Festa della Repubblica Ripercorse le tappe fondamentali della conquista della libertà e dello Stato Repubblicano 3 giugno 2019.

Il 28 ottobre 2020 a Polistena nasce il gruppo ACDRG ”ASSOCIAZIONE CULTURALE DOMENICO ROCCO GUERRISI”. L’ associazione culturale prende il nome di Domenico Rocco Guerrisi ucciso dai nazisti nel 1945.

Note

  1.  100 ANNI DOPO…
  2.  Vincenzo Guerrisi, Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti, Booksprint, 26 gennaio 2021, ISBN 978-88-249-5308-5URL consultato il 3 ottobre 2021.
  3.  blasonariodellacalabria, L’ultima lettera Bolzano 12 gennaio 1943, su BLASONARIO DELLA CALABRIA, 26 settembre 2018. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  4.  blasonariodellacalabria, Lettera di un militare, su LA VERA STORIA, 22 marzo 2019. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  5.  dimenticatidistato, Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio, su Dimenticati di Stato, 12 febbraio 2017. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  6.  Sig. Domenico Guerrisi e sig. Nicolina Fonte di Polistena documenti dal 1700 al 1970 Guerrisi (famiglia)
  7.  vincenzoguerrisi, Un polistenese nei campi di concentramento nazisti, su TUTTO STORIA, 19 settembre 2018. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  8.  Lucio Rodinò, Polistena: Conclusa la due giorni dedicata ai caduti di guerra, su Inquieto Notizie, 3 agosto 2011. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  9.  Lettera del 12 gennaio 1943 Bolzano
  10.  artecheparla, VI CONSIGLIO UN LIBRO, su Arte che parla blog, 9 febbraio 2021. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  11.  blasonariodellacalabria, Poesia al soldato Domenico Guerrisi per la ricorrenza del suo centenario, su LA VERA STORIA, 24 agosto 2021. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  12.  https://anei.it/attachments/article/19/quaderno-1.pdf Un patrimonio di tutti: l’opera culturale e morale dell’A.N.E.I. – La resistenza nel Lager di Dachau
  13.  https://anei.it/documenti/ Un patrimonio di tutti: l’opera culturale e morale dell’A.N.E.I. I “Quaderni del centro di studi sulla deportazione e l’internamento”
  14.  Redazione, I primi italiani ribelli da Peschiera del Garda a Dachau, su La Bottega del Barbieri, 26 settembre 2017. URL consultato il 3 ottobre 2021.
  15.  International Tracing Service Große Allee 5-934454 Bad Arolsen Germania
  16.  National Archives and Registris Administration (NARA Washington) – Registri tedeschi catturati dalla seconda guerra mondiale – Buchenwald – Documenti del campo – Carte dei detenuti – Documenti dei prigionieri. Pagina libro matricola Dachau – Settembre 1943.
  17.  Fondazione memoria della deportazione
  18.  Libro d’oro delle famiglie nobili e notabili, Enzo Modulo Morosini
  19.  Sopravvissuto alla “marcia della morte”
  20.  Deportati a Dachau, Buchenwald, Gross Rosen, Natzweiler e Neuengamme
  21.  Deportati dimenticatidistato.com
  22.  Vincenzo Guerrisi Monografia da Altanum a Polistena Territorio degli Itali Morgeti libro documento, da pag. 314 a pag. 338
  23.  Giovanni Russo, Non dimenticateci! CADUTI E DISPERSI POLISTENESI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
  24.  Regio decreto nº 571 del 4 maggio 1951. Ai catturati e deportati in Germania o in territori controllati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e la deportazione si fosse protratta per un periodo di almeno cinque mesi. Parimenti avevano diritto tutti i caduti, i dispersi ed i morti nei campi di prigionia tedeschi o nipponici.
  25.  Comitato riconoscimenti ex IMI
  26.  Medaglia d’Onore Un riconoscimento morale per gli internati nei lager nazisti
  27.  2 Giugno, celebrazione a Reggio: ecco tutti gli insigniti
  28.  Regio decreto nº 1729 del 14 dicembre 1942 , aggiornato con legge nº 571 del 4 maggio 1951. Catturati e deportati in Germania o in territori controllati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e la deportazione si fosse protratta per un periodo di almeno cinque mesi. Parimenti avevano diritto tutti i caduti, i dispersi ed i morti nei campi di prigionia tedeschi o nipponici.Croce al merito di guerra, 1ª concessione(decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1949, n. 773)
  29.  Le onorificenze della Repubblica Italiana – Quirinale
  30.  Le medaglie della prima e seconda guerra mondiale
  31.  Legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, commi 1271-1276
  32.  LETTERA ORDINE DEL 4 MAGGIO 2017_14850.pdf
  33.  Celebrazioni ad Anoia per la Festa della Repubblica
  34.  Articolo del 6 giugno, di Piero Catalano sul Quotidiano del Sud, Anoia festa della Repubblica 2019. ”PER NON DIMENTICARE LA NOSTRA REPUBBLICA”

Bibliografia

*Giovanni Russo, Non dimenticateci! CADUTI E DISPERSI POLISTENESI NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE 2011.
*Vincenzo Guerrisi, Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti libro documenti 2021, ISBN 9788824953078.
*Enzo Modulo Morosini, Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili 2022, ISBN – 978-88-945103-1-7.

Per comunicazioni inviare e-mail a: assculturaledrguerrisi@gmail.com

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I NOBILI NORMANNI GUERRISIUS NEL 1166

Articoli del BLASONARIO DELLA CALABRIA  

Le informazioni dell’articolo possono cambiare con il ritrovamento di nuovi documenti (per informazioni scrivere all’ A.C.D.R.G. E-mail assculturaledrguerrisi@gmail.com ) WARINIUS-GUERISIUS SIGNORE DI DOMFRONTWarinus de Metz e Aimeria de MontgomeryADELISE DI DOMFRONT E ROTROU II DI PERCHEDA WERINIUS DI POITOU A PETRUS GUERRISI DI PALERMO, Documenti del 1090 del nobile Guerrisius-GuerrisiGuerrisius di Hebert di Denoville 1094Guerrisius clericus beneficiario nel 1181 della chiesa di S. Pietro di BeneventoIl nobile giudice Guerrisi del 1186, Il giudice Guerrisius-Guerrisi di Dragonara documenti dal 1196 al 1213Nicolosi o Nicola Guerrisi di Messina 1275-1277 proprietario di naviNotarius Guirrisio-Guerrisii Petrus 1265-1281.

Guerrisius clericus beneficiario nel 1181 della chiesa di S. Pietro di Benevento

Documento del 1166, gennaio 1172, settembre 1184, febbraio-marzo-aprile del 1191, Guerrisius canonicus regularis subscripsi (Guerrisi canonico regolare sottoscritto). I canonici erano gli ecclesiastici iscritti nell’apposito registro (il kanṓn in greco, appunto) conservato presso ogni chiesa vescovile. I canonici si distinguevano per l’appartenenza al clero diocesano, e quindi per la diretta dipendenza dal vescovo. Generalmente i canonici di una cattedrale, concattedrale o collegiata hanno l’obbligo di recitare insieme la liturgia delle ore, o per lo meno alcune delle sue parti più importanti. Essi sono riuniti in capitoli, che possiedono spesso beni con i quali provvedono al mantenimento dei loro canonici. Nei secoli successivi, il termine passò ad indicare i chierici che assistevano il vescovo nella sua azione pastorale. Essi vivevano insieme a lui in vescovado e seguivano una regola comune o canone.

Libro, ”I DOCUMENTI INEDITI DELL’EPOCA NORMANNA IN SICILIA” per il Dot. Carlo Alberto Garufi

Dot. Carlo Alberto Garufi (1868-1948): Necessità di compilare i registi e i documenti dell’Epoca Normanna nell’ Italia Meridionale, e bisogno di ricercare gli Archivi per gli inediti; la ricerca in pochi centri di Sicilia ne ha dato 111.

Restringendoci all’Italia Meridionale e agli studi diplomatici relativi al basso medio-evo (sec. XI-XV), possiamo affermare che le ricerche sono state attive e feconde per il tempo anteriore alla fondazione della monarchia normanna, per il tempo svevo, per l’angioino e per l’aragonese.

L’epoca Normanna non ha avuto in vero la medesima sorte, e per noi dell’Italia Meridionale è di capitale importanza, giacchè a dirla col Cusa, <<la storia di quel tempo è tutta nostra, e forse per questo i dotti stranieri han lasciato a noi la cura di studiarla e d’illustrarla>>.

L’Archivio di Stato e Biblioteca Comunale di Palermo, e Tabulari vescovili e capitolari di Palermo, Morreale, Cefalù. L’Archivio di Stato mi forni ottimo materiale nei seguenti fondi: Tabulario vescovile di Cefalù, che comprende, otre a 31 pergamene del tempo, due Codici membranacei dei primi anni del sec. XIII. Il Tabulario di Morreale contiene i documenti latini appartenenti al Monastero di S. Maria Nuova di Morreale, che vanno dal 1115 maggio al 6 marzo 1550. Il primo foglio in carta contiene la descrizione brevissima della venuta dei Normanni in Sicilia: <<Normanni septemtrionalis homo interpretatus est, north danorum lingua septemtrio est, man, homo: Normanni vero prima origine gotici furere magnamque per insulam in aceano germanico etc….>>.

Nei documenti dell’epoca Normanna in Calabria e Sicilia (tabulario cap. Cefalù pergamena numero 20, 23, 32, 42, 43, 45, 60).

Pergamena numero 20, nel 1166 Martino di Bisignano dona alcune terre nel territorio di Palizzi alla chiesa di Cefalù in onore di Dio, di Maria e di San Domenico (pag. 95-96).

Firma dei Normanni, D. Ascitinus, D. Rogerius, D. Petrus, D. Petrus II, D. Ioannes, D. Girrisius, D. Petrus III, Engilbertus.

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Gennaio 1172, Bosone vescovo di Cefalu (dal 1157 al 1172 Dove riposa re Ruggero II: nella cattedrale di Palermo o a Cefalù? SIUSA – Curia arcivescovile di Cefalù), per evitare lite concede agli eredi di Mauro Blancabarba di Polizzi che amministrino la chiesa di s. Filippo, costruita da un loro antenato.

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Settembre 1184, Guidone vescovo di Cefalù concede a Cantagullano una bottega che avea comprato da tal Sinibaldo sita nella via che dal mare conduce alla città di Cefalù, pel censo di 20 tarì all’anno.

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Nell’aprile del 1185 Guglielmo II, a preghiera di due monaci del monastero di S. Maria di Giosafat, sulla fede dei testimoni, rinnova un privilegio di Ruggiero re, da loro perduto nel terremoto che distrusse la loro casa di Calabria.

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Nel maggio del 1185, Guidone vescovo di Cefalù, consente che Rainaldo del fu Roberto di S. Giovanni assuma la rettoria della chiesa di S. Nicola di Malvicino.

Aprile 1189, Mobilia moglie di Ruggiero di Cantore, dona alla chiesa di S. Maria di Girgenti alcune sue terre.

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Febbraio 1191, Guidone vescovo di Cefalù dona ad Arangia, povera ragazza nipote di frate Samuehl, una vigna in occasione del di lei matrimonio, coll’obligo di corrispondere ogni anno alla chiesa due libre di incenso.

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Marzo 1191, Guidone vescovo di Cefalù, conferma a Gregorio Lombardo i possedimenti che teneva in parte dalla chiesa e in parte avea comprati.

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Aprile 1191, Guido vescovo di Cefalù, col consenso del capitolo, dona una casa vicino la torre della città a Notaro Matteo d’Aversa, pel censo di tari 16 annuali.

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Il cognome Guerrisi viene inserito nel “Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili”.

Il Presidente dell’Associazione Culturale ”Domenico Rocco Guerrisi”, ringrazia il Conte Dott. Enzo Modulo Morosini , Storico di Venezia e Studioso di Araldica, il cui Casato dei Morosini è iscritto nel “Libro dei Titolati Italiani” come Patrizi Veneti e Conti, che ha curato e sigillato la 6^ Edizione del 📖 Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili. Libro di 1276 pagine, con annesso Armoriale Storico Generico Italiano edito a Vicenza nel 2022.

Breve storia sul cognome GUARRISI-GUERRISI

Le prime testimonianze del cognome Guerrisius in Italia risalgono al 1186. La famiglia era al servizio dei Normanni, il ramo di tale Casato era rappresentato da Guerrisius nobile soldato-giudice menzionato nel codice diplomatico del regno di Carlo I d’Angiò, e nei documenti del 1196 al 1213 della città di Dragonara un tempo sede vescovile, abitato scomparso nel territorio dell’odierna Torremaggiore in provincia di Foggia, dove il giudice vantava anche di diritti feudali.

Nei documenti inediti della famiglia Altavilla dell’epoca normanna in Sicilia viene menzionato nell’anno 1166, 1172, 1184, 1191 Guerrisius Canonicus (Guerrisi Canonico, tabulario di Cefalù pergamena numero 20, 23, 32, 42, 43, 45, 60).

Nei documenti del 1181 il Guerrisius- Clericus era beneficiario della chiesa di San Pietro di Benevento. Nei registri Angioini documenti del 1262 al 1269 troviamo il notaio Pietro Guerrisi di Palermo e nel 1275 al 1277 Nicola Guerrisi proprietario di navi, che con la sua nave detta Sant’ Antonio partiva da Palermo per portare a Venezia sale, grano e cibo provenienti dal meridione d’Italia.

In Calabria la famiglia Guerrisi è documentata con numerosi Arcipreti, civili, dottori, cavalieri. Fondatori di alcuni altari beneficiati e committenti di importanti chiese e statue. I documenti più importanti: La campana del 1635 (conservata nella chiesa di Santa Lucia di Maropati), lo stemma di San Giorgio Martire di Maropati dell’Arciprete Michele Guerrisi (1715-1806, conservato a Cinquefrondi, l’Arciprete don Michele fa ricostruire la chiesa di San Michele Arcangelo di Cinquefrondi distrutta dal terremoto del 1783), lo stemma di don Francesco Guerrisi coniugato con la sig. Francesca Politi di Tritanti di Maropati (don F. Guerrisi 1738-1798, viene sepolto nella chiesa di Santa Marina di Polistena, stemma in ghisa 50×50 raffigura un leone rampante tenente un’ ascia), l’Arciprete don Antonino Guerrisi (1760-1828) fa ricostruire la chiesa di Sant’Atenogene di Tritanti distrutta dal terremoto del 1783.

Nei documenti del 1800, troviamo la contrada Guerrisi di Tritanti, la contrada Guerrisi di Melicucco di Polistena e la contrada Guerrisi di Cinquefrondi. Stemma della famiglia Guerrisi di Maropati/Tritanti -Polistena : D’ORO AL LEONE DI ROSSO TENENTE UN’ASCIA DELLO STESSO. Stemma della famiglia Guerrisi di Cinquefrondi: D’ARGENTO AL LEONE DI ROSSO SOSTENUTO DA TRE MONTI DI VERDE ALL’ITALIANA USCENTI DALLA PUNTA, ACCOMPAGNATO IN CAPO DA UN CRESENTE DEL CAMPO ACCOSTATO DA DUE STELLE ( 8 ) D’ORO E NEL CANTON DESTRO DA UN SOLE DELLO STESSO; SUL TUTTO UNA BANDA D’AZZURRO ABBASSATA.

Documenti inseriti nel libro di 650 pagine, ”Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento gennaio 2021.

Il cognome Guerrisi viene inserito nel ”Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili”

(https://associazioneculturaledomenicoroccoguerrisi.wordpr…).

Guerrisi dal nome germanico Warin-Waris che, tratto dalla radice war (o waran, “difesa”, “guardia”), può essere tradotto come “il difensore” (o “il protettore”, o “che difende”, o altre varianti sul tema). Le primi testimonianze in Italia del nobile Guerrisius Soldato-Giudice normanno si trovano nei documenti del 1160 della nobile famiglia Altavilla e poi d’Angiò, fonte libro di storia “Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento, di Vincenzo Guerrisi gennaio 2021.

1) Libro, ”I DOCUMENTI INEDITI DELL’EPOCA NORMANNA IN SICILIA” per il Dot. Carlo Alberto Garufi anno 1899 Palermo. Guerrisius pag. 148, 239, 241, 245. Guirrisius pag. 200. Guarrafius pag. 232 (https://archive.org/details/idocumentiinedit00garu/page/n9/mode/2up).

2) Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti, libro documento – Vincenzo Guerrisi – gennaio 2021 BookSprintEdizioni

3) Guerrisi Genealogy and Guerrisi Family History Information https://www.geni.com/surnames/guerrisi?fbclid=IwAR0DlxAG9fn-Lkfr8nK-t4YVO_vP07UCuiktd-Zsjm_u87hfkpPTl-uq2R8

4) Il cognome Guerrisi viene inserito nel “Libro d’Oro delle Famiglie Nobili e Notabili”

©Tutti i diritti riservati.

“Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento

“Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento

VINCENZO GUERRISI

<<Questo studio sulle origini del nome Italia, riprende gli spunti e le informazioni degli studiosi di storia. Il popolo degli Enotri giunti in Italia, si sarebbero distinti in tre rami: Itali, Morgeti e Siculi. La Monografia racconta del personaggio di Italo, re degli Enotri, che, secondo il mito, sarebbe vissuto 16 generazioni prima della guerra di Troia; da lui deriverebbe il nome Italia.

Mette in ordine le poche frammentate notizie a nostra disposizione, puntualizza alcuni snodi fondamentali della storia del popolo dei Morgeti,  il successore del saggio re Italo fu suo figlio Morgeto. L’epoca del regno di Morgeto fu accertata dallo storico Carlo Stefano di Bisanzio o Bizantino, negli anni del mondo 2349 “Morges in Italia regnavit sub annum mundi 2349”, e un anno dopo 2350 da Girolamo Enniges.

All’interno del libro troverete la cartina di Abramo Ortelio (1527-1598), grande fondatore della cartografia fiamminga e ricordato anche per aver pubblicato il primo atlante moderno. Mappa di Abraham Ortelius del 1595, “cartina geografica antica”, regno dei Morgeti (documento storico). Tra le molte fotografie che corredano il volume unitamente a stampe settecentesche di vedute, anche una ricca sezione di antiche carte geografiche tra le quali “Itala nam tellus Graecia Maior erat” di Abraham Ortelius proveniente dalla collezione privata di Alfonso e Anna Barone di Bisignano. 

Nel 1595 il cartografo Ortelio, pubblicò una mappa storica del regno dei Morgeti, inserendo le città di: Turres, Subsicium, Miletus, Vibonis navale, Ithacefie infule, Criba , Hippo que Vibo Valentia, Altanum, Sedecula (Hipponium mons-Lampetes), Postropja, Herculis portus, Medama, Metaurus Statio, Emporum Medame, Hipporum, Taurianum, Mallie, Orestis portus, Decastidium, Scylleum, Scylla, Columna Regia, Regiu, P. Valerij villa, Mamertium. 

I Morgeti si sarebbero stanziati nell’ entroterra della regione Calabria, re Morgeto edifico la prima fortificazione ad Altanum, poi distrutta anni dopo da Totila (n. circa 516- m. 552) e chiamata poi Casignano (da case distrutte), per re Totila il nome Altano doveva essere troppo avvenente. Re Morgeto fondatore del castello dei Morgeti, antico popolo che faceva parte del gruppo delle cosiddette genti “italiche”.

Il manoscritto, frutto di minuziose ricerche, avvalendosi di informazioni tratte da testi e documenti antichi e recenti e, fra l’altro, dall’Archivio di Stato di Reggio Calabria, è un fluente resoconto che parte dalle origini (intorno al 1000) fino agli ultimi due decenni del nostro secolo, riguardante la città di Polistena e dei paesi viciniori. L’autore, dunque, assorbe – il già scritto – da geografi, storici, filosofi greci, ecclesiastici, scrittori, eruditi e dotti, addirittura, qualcuno risalente al 60 a.C. .

Consulta ciò che ha scritto Strabone ed altri fino ad arrivare al frate Girolamo Marafioti e al teologo sacerdote Domenico Valensise.
Il libro, apre con la descrizione dell’origine, dell’aspetto topografico e, del sito che anticamente sorgeva fra S. Giorgio Morgeto ed una pianura non molto distante dai suoi piedi. Da qui, e molto più in basso, in seguito fu edificata l’attuale Polistena. Inoltre, la citazione della nascita dei paesi limitrofi: Melicucco, Cinquefrondi, Tritanti, Anoia, Cittanova, S. Giorgio Morgeto, Cernatali, Giffone, Maropati, ect. costituivano la Calabria Ulteriore, attuale provincia di Reggio Calabria.

Il libro, si avvale di illustrazioni di antiche cartine geografiche, stemmi, disegni, mosaici, lapidi, foto, antiche campane, statue, busti marmorei, mappe, opere d’arte, e dipinti, riprodotti rigorosamente in bianco e nero; così come Atti dello Stato Civile, Statuti, timbri, lettere calligrafiche a scrittura cancelleresca, copertine di libri, locandine; fiumare, chiese, monumenti artistici e piazze; associazioni; uomini dell’alta società, nobili, personaggi illustri, prelati – fra i quali Monsignor Guido, zio dell’autore – per finire con i vari sindaci che negli anni gli sono succeduti>>.

Monografia da Altanum a Polistena

  territorio degli Itali-Morgeti” libro documento

Vincenzo Guerrisi

Prezzo Euro 26,50.–

Pagine 650 – Copertina

flessibile

Formato libro : 156×217

ISBN : 9788824953078

Anno di pubblicazione : Gen. 2021

Spedizione in tutta Italia

https://www.booksprintedizioni.it/libro/libro-documento/monografia-da-altanum-a-polistena-territorio-degli-itali-morgeti

Amazon.it: Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti – Guerrisi, Vincenzo – Libri

https://www.ibs.it/monografia-da-altanum-a-polistena-libro-vincenzo-guerrisi/e/9788824953078

Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti – Guerrisi Vincenzo, Booksprint, Trama libro, 9788824953078 | Libreria Universitaria

Vincenzo Guerrisi presenta “Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti” – YouTube

“Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti” – Vincenzo Guerrisi – YouTube

L’ACDRG PRESENTA MONOGRAFIA DA ALTANUM A POLISTENA TERRITORIO DEGLI ITALI-MORGETI LIBRO DOCUMENTO – YouTube

RECENSIONE – LIBRO DA ALTANUM A POLISTENA TERRITORIO DEGLI ITALI-MORGETI – YouTube

Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti – Vincenzo Guerrisi – Google Libri

https://www.artistidiborgo.it/dbautori/Vincenzo-Guerrisi

Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti | Artisti di Borgo

Per comunicazioni inviare mail a: assculturaledrguerrisi@gmail.com

ARTISTI DEI BORGHI ITALIANI

ARTISTI DI BORGO

Vincenzo Guerrisi di Polistena (https://www.artistidiborgo.it/dbautori/Vincenzo-Guerrisi) partecipa al Premio Letterario Borgo Italiano 2022 (https://www.artistidiborgo.it/), con il libro inedito ”POLISTENA” dal 900 ai giorni nostri (con documenti di archivio).

Polistena tra i racconti del Premio Letterario il Borgo Italiano 2022 con Vincenzo Guerrisi (https://www.premioilborgoitaliano.it/post/polistena-tra-i-racconti-del-premio-letterario-il-borgo-italiano-2022-con-vincenzo-guerrisi?fbclid=IwAR3Kk4qpV-sFvoQESvpHsBHZlhZfrv9IG6pQCwGDgWcbRNGszOu3UIu8mYU).

I finalisti del Premio Letterario il Borgo Italiano 2022 Edizione Borgo di Lanzo Torinese (https://www.premioilborgoitaliano.it/post/i-finalisti-del-premio-letterario-il-borgo-italiano-2022-edizione-borgo-di-lanzo-torinese?fbclid=IwAR2ovqDhGD8EuQeO-Eh_wDoxFvPqREWHGIc99GwottbAsSSfzBEuh1Q04aY).

Vincenzo Guerrisi è nato a Polistena il 25 luglio 1979. Si è diplomato come Tecnico Alberghiero della Ristorazione alla scuola Alberghiera ”Giuseppe Renda” di Polistena, dove lavora. Si trasferisce in Piemonte nel gennaio 2002, dove si forma professionalmente come Tecnico di laboratorio alberghiero nella scuola di Biella ”E.Zegna”. Si sposa il 16 agosto 2004 con la signora Maria Paparatti, padre di due ragazze di 16 e 12 anni. Dopo 13 anni ritorna a Polistena, la sua passione è la storia, e in Calabria ha la possibilità di studiare documenti storici, nell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, e nelle varie parrocchie. Ha scritto numerosi articoli di storia e di genealogia grazie ai documenti studiati (ha effettuato numerose ricerche nell’Archivio di Stato di Reggio Calabria, e nelle varie parrocchie di Polistena e dintorni, documenti dal 1600 al 1900). È il Presidente dell’Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi, autore di Blasonario della Calabria.

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1)Vincenzo Guerrisi https://www.artistidiborgo.it/dbautori/Vincenzo-Guerrisi

2) Polistena tra i racconti del Premio Letterario il Borgo Italiano 2022 con Vincenzo Guerrisi (https://www.premioilborgoitaliano.it/post/polistena-tra-i-racconti-del-premio-letterario-il-borgo-italiano-2022-con-vincenzo-guerrisi?fbclid=IwAR3Kk4qpV-sFvoQESvpHsBHZlhZfrv9IG6pQCwGDgWcbRNGszOu3UIu8mYU).

3) I finalisti del Premio Letterario il Borgo Italiano 2022 Edizione Borgo di Lanzo Torinese (https://www.premioilborgoitaliano.it/post/i-finalisti-del-premio-letterario-il-borgo-italiano-2022-edizione-borgo-di-lanzo-torinese?fbclid=IwAR2ovqDhGD8EuQeO-Eh_wDoxFvPqREWHGIc99GwottbAsSSfzBEuh1Q04aY).

📖 Il successore di Italo che governò l’Italia (l’odierna Calabria) fu Re Morgete, Italo, vissuto, secondo il mito, 16 generazioni prima della guerra di Troia. Da lui deriverebbe il nome Italia, dato prima alla regione corrispondente al suo regno, ovvero quasi tutta la Calabria, e poi esteso a tutta la Penisola. MORGETI
(https://it.m.wikipedia.org/wiki/Morgeti).

Quando fu distrutta la città di Tauriana, Metauro, Altano e tante altre, i Saraceni si impadronirono di Reggio e Gerace, attaccarono Morgeto città inespugnabile, i suoi abitanti valorosi discendenti da antichi conquistatori gli Itali-Morgeti. Infatti le città furono assalite dai Saraceni i quali, non trovando abbondante bottino distrussero interamente e devastarono tutto il territorio circostante. La città dei Morgeti con gli Altanesi e Tauriani, per ben sei mesi combattono il popolo saraceno, quando per mancanza di viveri si stavano arrendendo, apparve un cavaliere. Era il guerriero di cappadocia, San Giorgio…..

Nell’anno 1000, alcuni Normanni di ritorno dalla terra Santa difesero dei salernitani dai Saraceni, tanto che li implorarono di restare. Tornati in Normandia i signori baroni raccontarono che in Italia vi erano territori da conquistare. Dato che Trancredi d’Altavilla non aveva a disposizione terre e possedimenti da dividere ai figli, i fratelli Altavilla partirono per la conquista dell’Italia meridionale. Fu Guglielmo detto braccio di ferro con suo fratello Dragone, i primi a partire nell’anno 1030 verso la conquista del territorio italiano, conquistato il meridione d’Italia, dopo averlo strappato a Bizantini, Longobardi e all’ Emirato arabo nel 1072, fondarono con Ruggero II nel 1130 il regno di Sicilia. Tra le cattedrali erette dai normanni in Italia, è importante ricordare anche quella di Tropea per via del valore simbolico-politico e soprattutto diplomatico che ebbe…..

Carlo d’Angiò sposa Beatrice di Provenza, Papa Innocente IV aveva contribuito alla loro unione, Carlo I deceduto nel 1285, succede al regno Carlo II, che dona Polistena al nobile Aldebrandino di Firenze. Polistena città della Baronia di San Giorgio Morgeto, nel 1351 appartenne alla famiglia Caracciolo di Gerace, passò poi nel 1450 al Magnifico Consigliere Conte Cureale o Correale e nel 1501 al Signor Nobilissimo Cavaliere Giacomo Milano. L’anno seguente fu del Gran Capitano Consalvo Ernandes di Cordova fino al 1568, anno in cui la ripresero la famiglia Milano che la tennero fino all’eversione della feudalità nel 1806.

I Milano Franco d’Aragona, Principi di Ardore, Duchi di San Paolo e Marchesi di San Giorgio e Polistena, amministratori illuminati di un vasto territorio che si affacciava sia sul Mar Tirreno che sul Mar Ionio. Quando poi Giacomo Milano salì alla dignità di Principe di Ardore e stabili a Polistena la sua residenza, essa è cresciuta in bellezza e in grandezza, divenne un centro ricco di chiese e conventi. La famiglia MILANO, feudatari di Polistena dal 1568 fino all’abolizione della feudalità (fine del regime feudale 1806-1808). I cittadini di Polistena prima del 1783 erano 4.600 abitanti circa.

Nel 1730 il palazzo era difeso dalle guardie. A volte i corpi di guardia facevano parte delle fortificazioni cittadine, forse difendendo il passaggio su di un ponte sul fiume o su un fossato.
Nei documenti del 1730 si trovano i nomi del Capitano, e dei soldati che difendevano la fortezza- palazzo Milano……..📖

Indice

• Polistena dal 900 ai giorni nostri

• La famiglia Milano

• Chiesa di Santa Maria degli Angioli

• La chiesa di S. Eusebio di Altanum

• La chiesa di Santa Marina Vergine

• La chiesa della Trinità di Polistena

• Il terremoto del 1783

• Lo storico palazzo Tigani di Polistena

• Don Domenico Guerrisi (1790-1853)

• L’insurrezione del 1815

• Chiesa di San Francesco di Paola di Polistena

• L’ACDRG ricorda Manfredo Giffone e Landolfo Toraldo di Francia

• I sindaci di Polistena dal 1800 al 2022

• Av. Edoardo Sigillò (1888-1967)

• Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale

• La seconda guerra mondiale

• Polistena città d’arte

• Lo scultore Michele Guerrisi ricorda Fortunato Longo

• L’ospedale di Polistena

• Il sindaco Girolamo Tripodi

• Giuseppe Renda scultore polistenese

• La processione della schiodata

• Le vasche di Gatanedu di Polistena

• La nascita dell’anfiteatro di Polistena 1979-1982

• Timbri del 1800

• Blasonatura dello stemma di Polistena

• Il castello di San Giorgio Morgeto

• Foto di Polistena

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4) Monografia da Altanum a Polistena, territorio degli Itali-Morgeti (https://www.artistidiborgo.it/opere-2/Monografia-da-Altanum-a-Polistena%2C-territorio-degli-Itali-Morgeti)

Un lavoro di anni di ricerche e studi, il libro “Monografia da Altanum a Polistena” territorio degli Itali-Morgeti mette in ordine le poche frammentate notizie a nostra disposizione, puntualizza alcuni snodi fondamentali della storia del popolo dei Morgeti, riprendendo gli spunti e le informazioni degli studiosi di storia. All’interno del libro troverete la cartina di Abramo Ortelio (1527-1598), grande fondatore della cartografia fiamminga e ricordato anche per aver pubblicato il primo atlante moderno. Mappa di Abraham Ortelius del 1595, “cartina geografica antica”, regno dei Morgeti (documento storico). Altanum – tra Polistena e San Giorgio Morgeto, Postropja–Tropea, Herculis Portus – tra Nicotera Joppolo e Ricadi, Emporium Medame – San Ferdinando, Medama – Rosarno, Metaurus Statio – Gioia Tauro, Scylleum Prom-Scylla-Scylleum Scilla, Oreftis Porus – tra Palmi e Bagnara Calabra, Taurianum – Palmi, Mallie – Fiumara e San Roberto, Miletus – Mileto, Hippo que Vibo Valentia, Vibonis Navale – Vibo Marina, Hipporum – Vibo Valentia, Hipponium Mons – Monte di Vibo, Criba – ?, Sedecula – ?, Decastidium – ?. La monografia racconta la storia dei vari comuni calabresi, le fonti degli scrittori antichi ci raccontano del personaggio di Italo, re degli Enotri, che, secondo il mito, sarebbe vissuto 16 generazioni prima della guerra di Troia; da lui deriverebbe il nome Italia, dato prima alla regione corrispondente al suo regno, ovvero quasi tutta la Calabria. In seguito, con la conquista romana dei secoli successivi, il termine Italia si estese fino alle Alpi, comprendendo anche la Liguria, di fatto tutti i suoi abitanti furono considerati italici e Romani (https://www.artistidiborgo.it/opere-2/Monografia-da-Altanum-a-Polistena%2C-territorio-degli-Itali-Morgeti).

5) Polistena https://www.artistidiborgo.it/dbborghi/Polistena

6) Artisti dei Borghi italiani https://www.artistidiborgo.it/

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Donna Elisabet Guarrisi 1604-1663  e don Francesco 1738-1798

Documenti della parrocchia di Santa Marina Vergine di Polistena anno 1654 e 1663. La chiesa di Santa Marina Vergine di Polistena dai documenti del 1586

Donna Elisabet Guarrisi era coniugata con il sig. Francesco Longo, deceduta nel 1663.

Battesimo dell’anno 1654, della bambina Elisabetta figlia del sig. Domenico Rigliuni e sig. Franceschella Morano, la madrina D. Elisabet Guarrisi.

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Dopo il terremoto del 1783. Documenti della parrocchia di Santa Marina di Polistena anno 1796, 1798 e 1799.

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Il sig. Agostino di Francesco sposa la sig. Rosaria Pochì nel 1796 (Nicola Antonio Montiglia parroco chiesa Matrice dal 1783 al 1818), dalla loro unione nasce, il sig. Francesco 1799, sig. Giuseppina 1805-1888, sig. Caterina 1807 e sig. Michelangelo 1811-1845 (Il sig. Michele Angelo Guerrisi del 1811 di Polistena).

Documenti della parrocchia di Polistena, don Nicola Antonio Montiglia parroco della chiesa madre dal 1783 al 1818, atto di morte del sig. Francesco Guarrisi-Guerrisi anno 1798. Il sig. Francesco Guarrisi coniugato con la sig. Francesca Politi deceduta nel 1785 (viene sepolto nella chiesa di Tritanti). Francesco Guerrisi proprietario e la signora Francesca Politi del 1735 di Maropati-Tritanti.  

Dai documenti della chiesa di Sant’Atenogene di Tritanti risultano sei i figli di Francesco e Francesca; nasceva nel 1767 Giuseppe Giorgio Rocco (Arciprete don Michele Angelo del 1799 di Giuseppe), nel 1769 Elisabeth Lucia, nel 1771 Antenogeno Rocco, nel 1774 Agostino Giuseppe (Agostino Guerrisi e Rosaria Pochì), nel 1778 Eugenio Vincenzo e nel 1784 Rosaria (morta appena nata seppellita nella chiesa di Tritanti). Sig. Domenico Guerrisi e sig. Nicolina Fonte di Polistena documenti dal 1700 al 1970.

Documenti della parrocchia di Tritanti (RC), atto di nascita, di Agostino Guerrisi del 1774, figlio del sig. Francesco e sig. Francesca Politi. Padrino il sig. Agostino Barone. 

Atto di battesimo della chiesa Santa Marina di Polistena, dell’Arciprete don Michele Angelo Vincenzo Francesco di Giuseppe Guarrisi, agosto 1799 padrino Magnifico Francesco Floccari (Arciprete don Michele Angelo Vincenzo Francesco del 1799 di Giuseppe).

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Timbro dell’ Arciprete Michelangelo Guerrisi M.A.G., anno 1839 chiesa Matrice di Melicucco sotto il titolo di San Nicola Vescovo.

1) Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti, libro documento 2021.

2) Il signor Francesco Guerrisi proprietario e la signora Francesca Politi del 1735 di Maropati-Tritanti a Polistena

3) Libro d’oro delle famiglie nobili e notabili, con annesso armoriale storico generale italiano. Ediz. illustrata 2022

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Famiglia Milano feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena

Fonti storiche della famiglia MILANO, feudatari di Polistena dal 1568 fino all’abolizione della feudalità (fine del regime feudale 1806-1808).

La famiglia Milano, originaria della Spagna, il suo primo antenato era Goffredo vissuto nel 1200 “Baronel del Milan”, dalla sua baronia deriva il cognome Milano tramandato ai suoi discendenti. Famiglia, trapiantata nel Regno delle due sicilie, al seguito di Alfonso d’Aragona (figlio del Re d’Aragona Giacomo I d’Aragona).I Signori, cui ebbe la nostra Città della famiglia Milano, furono Baldassare il giovane, che vinse, come si è detto, la lite contro i Cordovesi (il Baldassare deceduto nel 1570). Giacomo suo figliouolo il quale nel 1596 ottenne il titolo di Marchese sopra la terra di San Giorgio – Baldassare II morto 1607. Quando poi Giacomo Milano salì alla dignità di Principe di Ardore e stabili a Polistena la sua residenza, essa è cresciuta in bellezza e in grandezza, divenne un centro ricco di chiese e conventi.

Il titolo di Città sia venuto alla nostra Polistena col trasferimento, che fece essa del Marchesato di Postilione, come ci dà ad intendere lo Expelly, incominciando a chiamarla Città dopo un tal fatto, o le sia stato dall’istesso Giacomo Milano, il quale siccome Principe Imperiale si avea un tal privilegio. Giacomo V (1639-1693), Marchese di San Giorgio dal 1667 e Patrizio Napoletano; Marchese di Postiglione, che vende, e appoggia il titolo sul feudo di Polistena. Feudatario abile, riusci nel 1669 ad ottenere da Carlo II di Spagna l’estenzione del titolo di Marchese, anche sulla città di Polistena; da quella data i Milano, assunsero il titolo di Marchesi di San Giorgio e Polistena. Vedi lo Expelly lib.3, io nol saprei decisamente affermare. Il certo è che Polistena si ebbe questo titolo, ed in conferma potremmo addurne i Registri del Regno. Conciossiachè se in questi, dove tutto è rigorosamente legale, la nostra Patria fino a certa epoca viene chiamata Casale, da questa in poi la si addimanda Città.(Domenico Valensise ”Monografia di Polistena”)In conseguenza di ciò, il palazzo di Polistena con una grande Cappella, divenne la sede definitiva del feudo. Polistena prima del terremoto del 1783 era una tranquilla cittadina, il palazzo dei Milano, feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena, era a nord del fiume Jerapotamo, intorno al palazzo del Marchese, si trovavano le case delle altre famiglie nobili.Giacomo, sposò Giovanna Evoli, figlia di Francesco Eboli, Duca di Castropignano e Zenobia Revertera figlia di Nicola Ippolito Duca di Salandra. Dopo il terremoto del 1783 Polistena fu ricostruita completamente su un’altura più a nord su progetto dell’architetto Pompeo Schiantarelli.

Dopo il Cataclisma del 1783 il rione sopra la collina fu costruito con strade non larghe, ma regolari, bei palazzi di varie famiglie, quasi tutte civili, con ampia piazza detta Mercato che i nostri maggiori assegnavano come centro all’ingrandimento della città. Cosi si fosse caldeggiato ai giorni nostri un pò di più l’antico disegno ! Fu edificato nella vigna, detta Eboli, dal nome della Principessa che lo portò in dote ad un Milano. E da ciò il nome di rione Eboli. La qual cosa ha fatto che parte della Città su di esso costrutta si addimandesse Evoli, che, secondo ammirato, è lo stesso che Eboli, mentre in origine era quello di cognome di quella illustre famiglia.Giacomo suo figliouolo il quale nel 1596 ottenne il titolo di Marchese sopra la terra di San Giorgio – Baldassare II morto 1607. – Giovan Domenico, suo fratello, morto nel Luglio 1615. Giovanni Junior figliuoli di costui – Giacomo, che ottene il titolo di Marchese sopra Polistena e quivi mori nel 1693. – Giovanni figliuolo di lui – altri forse ancora che i Repertori non menzionano – e da ultimo Giovan Domenico, sotto il quale, aboliti i feudi, cessò la Signoria.(Domenico Valensise in ”Monografia di Polistena”, e Ammirato Fam. Nob. Nap. Tap. I. p. 3, fonti https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/…/famigl…/).Cit. ”Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento.

1) La famiglia Milano Marchesi di S. Giorgio e Polistena

2) BLASONARIO DELLA CALABRIA

3) Famiglia Milano Marchesi di S. Giorgio e Polistena

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