Elena Lucrezia Cornaro la prima donna Laureata al mondo 1678

Elena Cornaro, nata a Venezia il 5 Giugno del 1646, da Giovanni Battista e  Zanetta Boni.

Appartenente a una delle più importanti famiglie del patriziato veneziano, probabilmente Giovan Battista, quando si accorse delle qualità della figlia, ne favorì in tutti i modi la crescita culturale e il successo pubblico: era infatti del tutto straordinario che a quel tempo una donna emergesse nel campo degli studi e una tale eccezione avrebbe contribuito a dare ancor più lustro al nome della famiglia.

A diciannove anni prese i voti come oblata benedettina, proseguendo gli studi di teologia,  latino, filosofia, greco, spagnolo e ebraico. Il Cardinale Gregorio Barbarigo si oppose alla laurea di Elena, riteneva che una donna non poteva diventare Dottoressa.

Ottenne la laurea a 32 anni ma in filosofia (era il 25 giugno 1678), non gli concessero la laurea in teologia. Per la parità del diritto allo studio per le donne; si sarebbe dovuto aspettare fino al 1732, con  la laurea in Italia della fisica di Bologna Laura Bassi.

Elena
Elena Lucrezia Cornaro Piscopia

Dopo gli studi a Venezia, andò ad abitare a Padova nel Palazzo Cornaro (di cui fa parte il museo Loggia e Odeo Cornaro), di salute cagionevole e di gracile costituzione, indebolita altresì dal lungo applicarsi agli studi, Elena si spense a soli 38 anni, il 26 luglio del 1684. La sua morte fu accompagnata da esequie ed onorificenze solenni. Il feretro, coperto dell’abito benedettino e della mantella d’ermellino, veste dottorale, con in testa due corone, una di gigli per la sua condizione di vergine, l’altra di alloro, fu tumulato nella chiesa padovana di Santa Giustina. Una sua statua venne eretta nel portico di Palazzo del Bo, sede dell’Università a Padova, dove ancora oggi si può ammirare.

 

(1) CORNER, Elena Lucrezia

(2)Elena Lucrezia Cornaro Piscopia | enciclopedia delle donne

(3) Elena Lucrezia Cornaro Piscopia

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Don Eugenio Anile

Don Eugenio Anile originario di  Polistena, nato il 22 ottobre 1920. Il 15 ottobre del 1934 entra nel seminario di Mileto, accompagnato da suo padre e dal suo padrino

Frequentò poi il seminario maggiore di Catanzaro e quello di Reggio Calabria, a ventiquattro anni nel duomo di Reggio Calabria fu ordinato sacerdote, era il 29 giugno 1945, la sua prima messa fu due giorni dopo nella chiesa dove è cresciuto la Matrice  (Duomo o ).

Il 4 Ottobre del 1945 gli fu affidata la chiesa di Feroleto della Chiesa, il 24 aprile 1962 quella di San Antenogeno di Tritanti, e il 12 settembre del 1964 la parrocchia di Maropati di San Giorgio Martire dove rimarrà per ben 44 anni.

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Don Anile foto del cinquantesimo di Sacerdozio 29 giugno 1995. La foto si trova anche nel libro di Giovanni Mobilia ”LA MADONNA DI MAROPATI” Storia e Testimonianze.

 

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Nella foto a sinistra Don Eugenio, 50° Anniversario dell’ordinanza sacerdotale del nostro Canonico Don Antonio Pascale, coi confratelli e familiari (). La foto si trova anche nell’ opuscolo Il Maestro Prete del 1994 (foto di Vincenzo Guerrisi).

Monsignore Francesco Luzzi e l’ospizio opera Pia San Francesco di Paola

Nel marzo del 1999, Don Eugenio guarisce da atrofia cerebrale (che lo aveva ridotto allo stato vegetativo), inspiegabilmente dopo che la sorella gli passa sul corpo una reliquia di sangue della Madonna di Maropati. Il 3 gennaio del 1971, in casa dell’avv. Cordiano, ex sindaco di Maropati, su un’immagine raffigurante la Madonna del Rosario, affissa alla parete sopra il letto dei coniugi, cominciarono le manifestazioni di sangue e lacrimazioni. (2)

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Cimitero di Maropati, Don Eugenio Anile scompare il 24 novembre 2008.

 

1) Vita di Don Eugenio Anile http://viewpure.com/iXv9iLqYSB0?start=0&end=0&fbclid=IwAR2RQqxrpkG8D2_of5iUprGXD1lMuKS-_twUHzkICHIghbF1vNGAh_4sLcM

2) Giovanni Mobilia ”LA MADONNA DI MAROPATI” Storia e Testimonianze 2014

 

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La Nobile famiglia Valensise

Cenni storici della famiglia Valensise, la famiglia discende da Ferdinando De Valencia Capitano Generale.(1) Giunto a Reggio Calabria con la spedizione del 1503, uno dei più valenti Capitani dell’esercito di Ferdinando il Cattolico.(2) BLASONARIO DELLA CALABRIA
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Battaglia di Seminara (1503), Ferdinando De Valencia fu scelto come uno dei condottieri nella spedizione in Calabria contro i Francesi. In tale occasione seguiva a Reggio C. la morte di Portocarrero comandante generale, gli altri capitani lo volevano eleggere suo successore, preferendolo a Don Alfonso di Andrada-e, egli non accettò.(3) I due eserciti si incontrarono a metà strada tra Seminara e Gioia. Nella battaglia le truppe spagnole sconfissero i francesi, questi ultimi si ritirarono verso nord molestati dagli spagnoli. Per i suoi servizi ebbe dal Re 225.000 marchi l’importante ufficio Tesoriere,(4) i suoi meriti vennero apprezzati anche dall’Imperatore Carlo V.
La famiglia dal cognome Valencia (oggettivato poi in Valensies o Valensise) si stabili in Italia con il Re Carlo V d’Asburgo (successore di Ferdinando il Cattolico).(5)

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Il nobile Don Vincenzo Mileto e Donna Pasqualina Guerrisi

La famiglia di Don Vincenzo Mileto (fu  mastro fabbro Giuseppe e Angela Ciurleo) e Donna Pasqualina Guerrisi (fu Dot. Don Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi) nobili di Polistena e Melicucco. BLASONARIO DELLA CALABRIA

Documento dell’archivio parrocchiale della chiesa di . Atto di matrimonio del 1787 della famiglia di Donna Pasqualina Guerrisi e Don Vincenzo Mileto.

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Stemma famiglia Guerrisi del 1790 circa, pervenuto agli eredi da Don Domenico Guerrisi, ufficiale dello stato civile e cancelliere del comune di Polistena (Melicucco). Lo stemma riporta un leone rampante tra le anteriori tenente un’ascia, la visiera dell’elmo posta come timbro sullo scudo, in posizione di fronte con la bavaglia abbassata.
Nell’anno del Signore 1787, il 25 del mese di gennaio, io Don Nicola Antonio Montiglia (Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena unisco in matrimonio Donna Pasqualina Guerrisi (fu Dot. Don Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi) con  Don Vincenzo Mileto (fu  mastro fabbro Giuseppe e Angela Ciurleo). Polistena 25 gennaio 1787. Io Don Nicola Antonio Montiglia con licenza superiore di matrimonio.  

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Il nobile Dottor Fisico Don Giovanni Tigani e Donna Francesca Guerrisi

La famiglia del Dottor Fisico Don Giovanni Tigani  (fu Francesco e Donna Caterina Reggitano) e Donna Francesca Guerrisi (fu Don Francesco Antonio e Magnifica Aurora Curciarello) nobili di Polistena e Melicucco. BLASONARIO DELLA CALABRIA

Documento dell’archivio parrocchiale della chiesa di . Atti di nascita di Donna Francesca Guerrisi e Don Giovanni Tigani.

pro 7 - Copia (2)
I coniugi Don Giovanni Tigani e Donna Francesa Antonia Guerrisi. A sinistra l’atto di nascita di Don Giovanni, battezzato nella chiesa Matrice di Polistena il 7 giugno 1804. A destra l’atto di nascita di Donna Francesca, battezzata nella chiesa Matrice di Polistena il 9 marzo 1809. Un grazie per i documenti al signor Francesco Tigani.
Nell’anno del Signore 1832, il 14 del mese di gennaio, io Don Michelangelo Guerrisi  Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena unisco in matrimonio Donna Francesca Guerrisi (fu Don Francesco Antonio Guerrisi e Magnifica Aurora Curciarello) con Dottor Fisico Don Giovanni Tigani  (fu Don Francesco e Donna Caterina Reggitano). Polistena 14 Gennaio 1832. Io Don Michelangelo Guerrisi con licenza superiore di matrimonio.  
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Atto di matrimonio Tigani-Guerrisi, Polistena 14 Gennaio 1832 il Sindaco Giuseppe Custurone il Parroco Michelangelo Guerrisi. Un grazie per il documento al signor Francesco Tigani. In questo documento la firma del Parroco della chiesa di Santa Marina era di Don Michelangelo Guerrisi, della stessa famiglia di Donna Francesca Guerrisi (fu Don Francesco Antonio e Magnifica Aurora Curciarello) con Dottor Fisico Don Giovanni Tigani (fu Francesco e Donna Caterina Reggitano).
Guerrisi Lombardo (4) - Copia
Firma di Don Michelangelo Arciprete Guerrisi. Chiesa Matrice di Polistena (Duomo o chiesa di Santa Marina).
I nonni di Donna Francesca Guerrisi e Don Giovanni Tigani erano .
proc 4 (4) - Copia
Atto di morte di U.J.D. Don Domenico Guerrisi 17 febbraio 1797, di anni sessanta cinque circa. Michelangelo Arciprete Guerrisi il sindaco Giuseppe Custurone, Melicucco li sette del 1832. Don Domenico aveva il titolo U.J.D. o U.I.D. in latino di Utroque Jure Doctor ovvero «dottore nell’uno [civile] e nell’altro [ecclesiastico] diritto», precursore della attuale laura in Giurisprudenza.
Guerrisi Lombardo (3)
Atto di morte di Don Francesco Antonio 4 agosto 1808, chiesa Matrice Polistena, Don Francesco mori a 44 anni circa padre di Donna Francesca Guerrisi . Francesco Antonio figlio di Don Domenico.
proc 3 (2)
Atto di notifica provincia della prima Calabria ulteriore, distretto di Palmi circondario di Polistena comune di Polistena. Ufficiale di stato civile Giuseppe Custurone sindaco di Polistena, notifichiamo a tutti che Don Giovanni Tigani di anni ventisette di professione Dottore Fisico figlio di Francesco Legale e Donna Caterina Reggitano domiciliati a Polistena e Donna Francesca Guerrisi di anni ventidue figlia di I. Don Francesco di professione Proprietario domiciliato a Melicucco e Donna Aurora Curciarello domiciliata a Polistena intendono procedere alla nostra presenza alla sollenne promessa di celebrare e tra loro matrimonio avanti la chiesa secondo la forma prescritta dal sacro concilio di Trento.
Don Francesco Tigani (padre di Don Giovanni) era sposato con Donna Caterina Reggitano. Don Francesco era vice Marchese (governatore) di Anoia. Da qui gli interessi dei Tigani ad Anoia (all’epoca Maropati era interno al marchesato di Anoia sotto la famiglia Paravagna, nel 1636 la Marchesa Giovanna Ruffo vendeva a Giovanni Francesco Paravagna di Genova la terra di Anoia. I nobili Brunone Guerrisi e Elisabeth Ruffo). A Mammola, la chiesa di San Giuseppe, passò in beneficio ai Tigani-Guerrisi di Polistena dopo i Reggitano o Riggitano.
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Chiesa di San Giuseppe di Mammola, famiglia Reggitano.
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Chiesa di San Giuseppe di Mammola.
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A sinistra la foto della chiesa di San Giuseppe vista dal piazzale, a destra il piazzale dove un tempo si trovava il palazzo Reggitano.
© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

La Chiesa di San Giuseppe del 1730 di Mammola

La chiesa di San Giuseppe era sotto il patronato della famiglia Reggitano, si trova a Mammola in provincia di Reggio Calabria.

La chiesa, è un luogo di culto cattolico, fondata nel 1730 dalla famiglia Riggitano o Reggitano. Sopra il portone della chiesa si trova ancora la scritta dei fondatori con la data del 1730.

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Fu l’unico edificio a resistere al terremoto del 1783, rimase anche aperta al culto.

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Chiesa di San Giuseppe di Mammola.
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Interno della chiesa di San Giuseppe.

Atto di matrimonio del 1832 di Don Giovanni Tigani, fu Francesco e Donna Caterina Riggitano di Mammola.(2) 

Nell’anno del Signore 1832, il 14 del mese di gennaio, io Don Michelangelo Guerrisi  Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena unisco in matrimonio Donna Francesca Guerrisi (fu Don Francesco Antonio Guerrisi e Magnifica Aurora Curciarello) con Dottor Fisico Don Giovanni Tigani  (fu Don Francesco e Donna Caterina Reggitano). Polistena 14 Gennaio 1832. Io Don Michelangelo Guerrisi(8) con licenza superiore di matrimonio.(1)(2)(3)

Sicuramente il beneficio della chiesa di San Giuseppe passa a Don Francesco Tigani e Donna Caterina Reggitano, genitori del Dottor Fisico Don Giovanni che a Polistena nel 1832 sposa Donna Maria Francesca Guerrisi.(1)

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Atto di matrimonio Tigani-Guerrisi, Polistena 14 Gennaio 1832 il Sindaco Giuseppe Custurone il Parroco Michelangelo Guerrisi. Un grazie per il documento al signor Francesco Tigani. In questo documento la firma del Parroco della chiesa di Santa Marina era di Don Michelangelo Guerrisi, (8) della stessa famiglia di Donna Francesca Guerrisi (fu Guerrisi Don Francesco Antonio e Magnifica Aurora Curciarello) con Dottor Fisico Don Giovanni Tigani (fu Francesco e Donna Caterina Reggitano).

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Mi trovo a Mammola, posso sostare per un tempo utile che mi permette di osservare l’interno della Chiesa di San Giuseppe (dedicata al Santo). Posso usare la macchina fotografica, unico modo per mantenere vivida la memoria di ciò che suscita il mio interesse dal punto di vista formale e non solo… Mi soffermo sulla statua di San Giuseppe di notevole fattura, l’autore dell’opera è il calabrese Rodolfo del Pozzo; Mammolese, nato nel 1867, muore a Catanzaro nel 1935.(4)

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Statua di San Giuseppe, di Rodolfo del Pozzo.(4)

Ci racconta l’ex sindaco di Mammola Antonio Longo (dove ringrazio per la sua disponibilità), che nella piazza dove un tempo si trovava palazzo Reggitano, ogni anno il 19 marzo si festeggia San Giuseppe, con la processione e in serata si cena nel piazzale con la pasta e ceci (tradizione tramandata dalla famiglia Reggitano, Tigani e Agostini).(5)

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A sinistra la foto della chiesa di San Giuseppe vista dal piazzale, a destra il piazzale dove un tempo si trovava il palazzo Reggitano.

 

Storia di Mammola

Mammola si sviluppò ulteriormente tra il 950 e il 986 d.C. sorse infatti un villaggio, abitato da popolazioni che avevano abbandonato il litorale ionico per sfuggire alle incursioni dei saracene. Il toponimo Mammola appare per la prima volta tra il XI e il XII secolo, in un documento che faceva parte dei beni del Monastero di San Fantino, in un documento del 1232, si parla di un certo Rogerius de Mammula.(6)

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Alcuni portoni dei palazzi; Ex palazzo Floccari-Guerrisi, palazzo Florimo, palazzo Piccolo, stemma famiglia Della Rosa e l’immagine dell’epigrafe con scritto sopra il nome di Francesco Ferrari.

Mammola nel periodo feudale è appartenente a diverse famiglie: Giovanni Ruffo, Ruggero di Lauria, Anselmo Sabrasio, Raimondo del Prato, De Luna, Caracciolo di Gerace, Correale da Sorrento, Famiglia Carafa, nel 1540 il paese divenne capoluogo di Baronia allargando il suo territorio con Agnana. Successivamente passa alle dipendenze dei Gagliego, dei Loffredo, dei Ruffo, dei Pazzi, dei d’Aragona d’Ayerbe, dei Joppolo, di nuovo agli Spina, ai Barreca, e infine alla famiglia dei De Gregorio che la detennero fino al 1806.(6)

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Le cinque statue dello scultore Antonio Nicodemo Spina, figlio di Don Giovanni (Barone di Mammola) e Donna Elisabetta Lidonnici. Da sinistra la statua dell’Annunziata-Annunciazione di Gesù, il quadro dell’Annunciazione di Valerioti di Melicucco, statua del Sacro Cuore di Gesù, in bas. da sinistra la statua dell’Immacolata, la Sacra Famiglia e Maria Addolorata.(7)
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Da sinistra la chiesa di San Giuseppe, la chiesa dell’Annunziata e la chiesa Matrice di San Nicola di Bari.

1)

2) Documento dell’archivio parrocchiale della chiesa di Santa Marina di Polistena. Atto di matrimonio del 1832 della famiglia di Donna Maria Francesca Guerrisi e Don Giovanni Tigani.

3)

4) L’autore dell’opera è un calabrese; una nota biografica è presente nel testo: Arte di Calabria tra Ottocento e Novecento: dizionario degli artisti calabresi… di Enzo Le Pera (Ed. Rubbettino). Mammolese, nato nel 1867, muore a Catanzaro nel 1935. Le Pera scrive che fu pittore, scultore in cartapesta, fondatore di una scuola d’arte locale.

5) Festa di San Giuseppe (19 marzo): processione e tradizionale cena con pasta e ceci.

6) Vincenzo Zavaglia, Mammola, Frama Sud, Chiaravalle C. 1973. Storia – Comune di Mammola http://www.comune.mammola.rc.it/index.php?action=index&p=76La storia – Pro-loco di Mammola (RC) https://www.prolocodimammola.it/la-storia/

7) La famiglia del Barone Don Giovanni  Spina era proveniente da Melicuccà.

8) Michelangelo Guerrisi, parroco della chiesa Madre di Polistena dal 1825 al 1832, della stessa famiglia di Donna Francesca Guerrisi (fu Guerrisi Don Francesco Antonio e Magnifica Aurora Curciarello).

 

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Continua

I Guerrisi da Polistena a Casalnuovo (Cittanova)

L’origine  della cittadina di Casalnuovo (Cittanova),(1) fu ad opera del primo principe Girolamo Grimaldi in data 12 agosto 1618.(2)

Il “Nuovo Casale di Cortoladi”, in seguito denominato col più semplice “Casalnuovo”, nelle intenzioni del feudatario  doveva raccogliere le popolazioni dei villaggi dei suoi latifondi, precedentemente presenti nei dintorni. All’inizio del 1783 Casalnuovo contava 5.590 abitanti.

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Cittanova terremoto del 1783.

Nella parrocchia Vergine di Polistena,(3) si trova un atto di matrimonio del 1780, di Giuseppe Guerrisi che nella chiesa di sposa Mariana Focà.(4) Giuseppe originario di Polistena va a vivere a Casalnuovo, prima del terremoto del 1783.

Nel 1780 Giuseppe Guerrisi figlio di Antonino e Girolama Varone ( Giuseppe era vedovo di Elisabetta Pronestì di Polistena) il 13 di Marzo sposa  Mariana Focà nella chiesa di San Rocco di Polistena.

Il secondo atto di matrimonio del 1806 chiesa Matrice Polistena

Il 17 febbraio del 1806, Francesco Antonio di Casalnuovo (fu Domenico e Caterina Condello) sposa Rosaria Bottiglieri (fu Francesco e Marina Pilogallo).  Vanno a vivere a Polistena.

Documento dell’archivio di stato di Reggio Calabria. Atti di nascita del 1800 della famiglia di Francesco Guerrisi (del 1787) e Rosaria Bottiglieri (del 1787) di Polistena. Dichiarano tre figli dal 1810 al 1818 (domiciliati nel quartiere la Piazzetta).

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Ordinanza del comune di Polistena 203. Polistena provincia di Calabria Ultra, nel 1818 del 18 ottobre, Francesco Guerrisi sposato con Rosaria Bottiglieri, dichiarano il figlio Domenico Giuseppe Antonino, in presenza del sindaco N. Lidonicci e i testimoni Francesco Graziano (domiciliato quartiere la Piazzetta) e Giuseppe Chiodo (domiciliato quartiere la Piazzetta).

Il 1º gennaio del 1842 il Circondari di Casalnuovo fu diviso in due circondari distinti: l’uno formato da Casalnuovo, l’altro composto dal comune di Radicena (Taurianova), dal comune di Iatrinoli (Taurianova) e dai villaggi di Terranova e San Martino.

Il 1º aprile 1852 Ferdinando II con decreto № 129, su istanza del decurionato (il consiglio comunale dell’epoca), assunse il nome di Cittanuova, in seguito semplificato in Cittanova.

Il poeta Vincenzo Guerrisi Parla 

vincenzo Guerrisi nasce a Bovalino il 16 agosto del 1925. I genitori Francesco Guerrisi (1885, i genitori provenivano da Polistena) e Giroloma Parlà (1887) provenivano da Cittanova, cittadina della Piana Calabrese. Francesco era il fratello dell’arciprete Rocco Giuseppe Guerrisi (1876, i genitori provenivano da Polistena) religioso molto influente a Cittanova e nella allora diocesi di Mileto. Nel 1918 l’epidemia denominata “Spagnola” aveva falciato un notevole numero di vite. Di questa pandemia si ammalò Francesco. Rocco cadde nella disperazione più profonda poiché non poteva accettare la morte del fratello, il quale era gia sposato e padre di tre figli. E, allora, rimanendo in ginocchio, continuamente, per 48 ore pregò Dio di far guarire il fratello e di prendere al suo posto la propria anima, in quanto la sua morte non avrebbe lasciato nella disperazione nessuna famiglia. Così avvenne. Dio ascoltò la sua preghiera. Francesco miracolosamente guarì mentre Rocco si ammalò esalando l’ultimo respiro qualche giorno più tardi. Questo sacrificio salvò la vita del fratello, ma non la pace della famiglia. Francesco nel 1920 era nel direttivo del partito socialista in quanto paladino dei diritti civili della propria comunità. Cominciavano le purghe fasciste ed, essendo malvisto, rischiava di esserne vittima. La santa morte del Fratello arciprete significò, il ritorno alla vita per lui, ma comportò anche il venir meno della sua protezione… pertanto fu necessario lasciare Cittanova per trasferirsi in un altro luogo, prediligendo Bovalino Marina.

 

 

1) Arte e storia, Tipografia Domenicana, 1916.

2) Fulvio Mazza, Gioia Tauro: storia, cultura, economia, in ”Le città della Calabria”, vol. 14, Rubbettino Editore, 2004, p. 80.

3) Vincenzo Arena studia e trascrive  esattamente tutto l’archivio parrocchiale del Duomo di Polistena traducendolo dal latino all’italiano (tre anni di duro lavoro). Ringrazio infinitamente lui e l’amico Antonio Cammareri, che mi hanno aiutato moltissimo nelle mie ricerche sul cognome Guerrisi di Calabria.

4) Nei ruderi della Chiesa di San Rocco, agli inizi del 1900, si ritrovò un medaglione in marmo che raffigurava la protettrice di Polistena (Santa Marina) in veste da monaco con una palma nella mano sinistra e a fianco ad un bambino.

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San Rocco di Montpellier compatrono della città di Polistena

San Rocco di Montpellier è riconosciuto attualmente quale compatrono di Polistena.(1) La festa in onore di San Rocco è un evento religioso e civile che si svolge annualmente nella città di Polistena il 16 di agosto.(2)

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Domenico Maria Valensise (Vescovo di Ascolane e Nicastro), descrive nel suo libro ”MONOGRAFIA DI POLISTENA” del 1863 la Chiesa San Rocco.(3) Le 10 Chiese secolari, che si aveva ab antico Polistena, erano dedicate o, come volete dire, intitolate alla SS. Trinità, a S. Marina, a S. Rocco, a S. Ciriaco, a S. Sebastiano, a S. Giuseppe, a San Giovanni, a S. Marina della Catena, a S. Maria degli Angeli e S. Maria del Campo. Le prime cinque erano consacrate, e celebravano in designati giorni la festa di loro consacrazione.

Nel catalogo pertanto delle Chiese consacrate, riportato nella Sinodo di Mons. Parravicino, ove nell’enumerale si assegna il giorno in cui ciascuna è tenuta a celebrare la propria consacrazione, al num. 72, cosi si ha di Polistena << Eccl. Paroch. S. Marinae in dicto Codice fol. 845. Sabato post festum Purificationis – Eccl. S. Cyriaci ut in fol. 858. prima Domenica di Aprilis – ”Eccl. S. Rochi fol. 858. Dominica Secunda Februarii” – Eccl. SS. Trinitatis fol. 859. a  terg. Feria V. post festum S. Joachim – Eccl. S. Sebastiano 682; omnes in curia ignorant diem; ideo designata fuit dies 30. augusti.>>(3)

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Nei ruderi della Chiesa di San Rocco, agli inizi del 1900, si ritrovò un medaglione in marmo che raffigurava la protettrice di Polistena () in veste da monaco con una palma nella mano sinistra e a fianco ad un bambino.(4)

La Cappella di San Rocco si trova nella Chiesa Matrice, che contiene all’interno la pregevole statua lignea di San Rocco, che alcuni studiosi attribuiscono a Fortunato Morani.(5)

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Cappella di San Rocco Duomo di Polistena. Ai lati della statua di san Rocco si trovano altre due statue, a sinistra quella di san Biagio e destra quella di san Felice.

La popolarità di San Rocco rimane ancora ben viva, tanto che, sia in Italia sia all’estero, è il santo patrono di numerosi paesi e tante le località che portano il suo nome.

Il culto di san Rocco è popolarissimo da secoli in Europa e nel resto del mondo.  I recenti aggiornamenti liturgici gli riconoscono il patronato contro le malattie contagiose,  AIDS  compresa. Lo si invocava contro la peste, autentico flagello medievale e che a più riprese si diffuse per contagio nel vecchio continente mietendo milioni di vittime.

È invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali, visto il suo carisma di guarigione e l’uso che aveva di invocare la protezione di Dio sui luoghi che toccava, prima di lasciarli. È patrono pure degli invalidi, dei prigionieri e degli emarginati, per aver provato le stesse condizioni durante la sua vita.(6)

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1)COMPATRONO – Significato e sinonimi di compatrono nel dizionario …

https://educalingo.com/it/dic-it/compatrono compatròno in Vocabolario – Treccani http://www.treccani.it/vocabolario/compatrono/

2) Festa di San Rocco 2017 – Polistena – Parrocchia Santa Marina …

https://www.duomopolistena.it/news/festa-di-san-rocco-polistena-16-agosto-2017

3) Monografia di Polistena, del sacerdote Domenico Valensise 1863 http://books.google.it/books?id=EOTFzoLCVdUC&pg=PA96,M1#PPA95,M1

4) Giovanni Russo, Polistena nelle immagini di ieri

5) Vincenzo Fusco, “Dolce paese…”, 1991, Editrice Jone e Giovanni Russo, “Polistena, storia, arte e cultura, Laruffa Editore, 2003

6) San Rocco, in Santi, beati e testimoni – Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Il nobile U.J.D. Dottore Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi

La famiglia Guerrisi risulta dimorare nel paese di Polistena-Melicucco almeno dal 1630 circa, dall’archivio parrocchiale Vergine,(1) dai risultati delle ricerche di Vincenzo Arena.(2)

I Guerrisi di Polistena dal 1630 al 1965

U.J.D. Dottore Don Domenico Guerrisi sposa Donna Luisa Lombardi nel 1765 circa, Don Domenico aveva il titolo U.J.D. o U.I.D. in latino di Utroque Jure Doctor  ovvero «dottore nell’uno [civile] e nell’altro [ecclesiastico] diritto», precursore della attuale laura in Giurisprudenza. (3) Dal matrimonio di Don Domenico e Donna Luisa nascono due figli o forse più (?),  Don Francesco Antonio e Donna Pasqualina.

Don Domenico Guerrisi fu uno dei capostipiti della famiglia di Polistena-Melicucco (RC).

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Atto di morte di U.J.D. Don Domenico Guerrisi 17 febbraio 1781, di anni sessanta cinque circa. Michelangelo Arciprete Guerrisi il sindaco Giuseppe Custurone, Melicucco li sette del 1832. Un grazie per il documento al signor Francesco Tigani.

Documento dell’archivio parrocchiale della chiesa di Santa Marina. Atto di matrimonio del 1786 della famiglia di Don Francesco Antonio Guerrisi e Magnifica Aurora Curciarello.

Nell’anno del Signore 1786, il 04 del mese di ottobre, io Don Nicola Antonio Montiglia(4) Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena unisco in matrimonio Don Francesco Antonio Guerrisi (fu Dot. Don Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi) con  Magnifica Aurora Curciarello (fu notaio Don Michelangelo e Magnifica Costanza Corica). Polistena 04 ottobre 1786. Io Don Nicola Antonio Montiglia con licenza superiore di matrimonio. 
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Stemma famiglia Guerrisi del 1779 circa, pervenuto agli eredi da Don Domenico Guerrisi, ufficiale dello stato civile e cancelliere del comune di Polistena (Melicucco). Lo stemma riporta un leone rampante tra le anteriori tenente un’ascia, la visiera dell’elmo posta come timbro sullo scudo, in posizione di fronte con la bavaglia abbassata. BLASONARIO DELLA CALABRIA
Documento dell’archivio parrocchiale della chiesa di Santa Marina. Atto di matrimonio del 1787 della famiglia di Donna Pasqualina Guerrisi e Don Vincenzo Mileto (

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Lo stemma della famiglia Guerrisi di Polistena-Melicucco del 1779

La famiglia Guerrisi risulta dimorare nel paese di Polistena-Melicucco almeno dal 1630 circa, (1)(2)(3) attraverso una serie di documenti  d’archivio cercheremo,  di ricostruire e far conoscere la storia dello stemma della famiglia Guerrisi di Calabria.

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Stemma famiglia Guerrisi del 1779 circa, pervenuto agli eredi da Don Domenico Guerrisi, ufficiale dello stato civile e cancelliere del comune di Polistena (Melicucco). Lo stemma riporta un leone rampante tra le anteriori tenente un’ascia, la visiera dell’elmo posta come timbro sullo scudo, in posizione di fronte con la bavaglia abbassata. BLASONARIO DELLA CALABRIA

Il cognome appare variamente deformato nei documenti: Guarrise 1586 (Maropati); Guarrisi 1600-1707 (Maropati-Cinquefrondi-Polisteana); Guerrise 1612-1700 (Maropati-Cinquefrondi-Polistena); Guerrisi 1637 (Polistena) a oggi.

La prima Guarrise-Guarrisi-Guerrisi che conosciamo con questo cognome che arrivò a Polistena nel 1637 da Maropati, fu  Elisabetta Guerrisi (dall’archivio parrocchiale della vecchia chiesa di  Vergine di Polistena).(1)(2) Si può notare che il cognome a Polistena era già Guerrisi.(3)

Dall’archivio parrocchiale, il parroco Don Giovan Francesco Marafioti, (4)  battesimo del 20 giugno del 1637, madrina Elisabetta Guerrisi di Maropati.

Nell’anno del Signore 1637, il 20 del mese di giugno, io Don Giovan Francesco Marafioti (4) Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena ho battezzato un bambino nato da Antonino Marandò ed Elisabetta ? coniugi di questa Parrocchia, e di questo paese e famiglia, a cui fu imposto il nome Giuseppe. Madrina furono Elisabetta Guerrisi di Maropati.(3) Polistena 20 Giugno 1637. Io Don Giovan Francesco Marafioti con licenza superiore di battezzare. 

Nei registri Parrocchiali della chiesa Matrice, si trova un atto di morte di Milano Guerrisi di 15 anni di Paolo di Maropati, era il 1768 (il nome viene dato per Santo Milano Episcopo). A Polistena nel 1726 si trovava la chiesa di Santo Milano Episcopo (distrutta dal Terremoto del 1783), fondata da Giovanni Domenico Milano.(5)

I nobili Brunone Guerrisi e Elisabeth Ruffo 

U.J.D. Don Domenico Guerrisi fu uno dei capostipiti della famiglia di Polistena-Melicucco (RC), sposa Donna Luisa Lombardi.

Lo stemma della famiglia riporta un leone rampante tra le anteriori tenente un’ascia, la visiera dell’elmo posta come timbro sullo scudo, in posizione di fronte con la bavaglia abbassata. Pervenuto agli eredi da Don Domenico Guerrisi, ufficiale dello stato civile e cancelliere del comune di Polistena (Melicucco). Non si sa da chi venne fuso e dove, lo stemma del 1779 circa,  Don Francesco Antonio (figlio di Don Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi) nel 1786 sposa Magnifica Aurora Curciarello e nel 1787 Donna Pasqualina Guerrisi (figlia di Don Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi) sposa Don Vincenzo Mileto.

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La famiglia Lomdardi (o Lombardo ,Lombarda, Lombardus,  de Lombardis);  Armi dal 1462 più antica: partito d’azzurro e d’oro al leone dell’uno nell’altro.  Dal 1800: di rosso al leone d’argento.(6) Il cognome di origine etnica, fa riferimento al popolo  germanico dei Lomgobardi. Potrebbe indicare altresì un’origine dall’ Italia del settentrione, nota come Lombardia nel medioevo.

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La famiglia Guerrisi (o Guarrisi-Guerrise);  In un attestato che parla del giudice dal nome Guerrasius del 1187, si trova uno stemma raffigurato che ci riporta al conte Warin-Guerino di Provenza (?777-853); Armi il più antico: partito d’oro al leone rampante rosso tra le anteriori tenente un’ascia. (7) Dal nome germanico Warin che, tratto dalla radice war (o waran, “difesa”, “guardia”),(può essere tradotto come “il difensore” o “il protettore”, o “che difende”, o altre varianti sul tema).(8)

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Armoriale Francese di Hector Le Breton, uno dei più antichi documenti araldici della Francia. Riconosciuto dal XVII secolo come preziosa testimonianza storica, contiene circa 950 blasoni. http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

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U.J.D. Dottore Don Domenico Guerrisi sposa Donna Luisa Lombardi nel 1765 circa, Don Domenico aveva il titolo U.J.D. o U.I.D. in latino di Utroque Jure Doctor  ovvero «dottore nell’uno [civile] e nell’altro [ecclesiastico] diritto», precursore della attuale laura in Giurisprudenza. (9) Dal matrimonio di Don Domenico e Donna Luisa nascono due figli o forse più (?),  Don Francesco Antonio e Donna Pasqualina.

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Atto di morte di U.J.D. Don Domenico Guerrisi 17 febbraio 1781, di anni sessanta cinque circa. Michelangelo Arciprete Guerrisi il sindaco Giuseppe Custurone, Melicucco li sette del 1832. Un grazie per il documento al signor Francesco Tigani.
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Vecchio timbro di Ferdinando il Re del Regno delle due Sicilie, sindaco di Polistena Felice Antonio Sigillo’ (sindaco di Polistena dal 1841 al 1851), ufficiale dello stato civile e cancelliere Domenico Guerrisi.

-Documento dell’archivio parrocchiale della chiesa di Santa Marina. Atto di matrimonio del 1786 della famiglia di Don Francesco Antonio Guerrisi e Magnifica Aurora Curciarello.

Nell’anno del Signore 1786, il 04 del mese di ottobre, io Don Nicola Antonio Montiglia(10) Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena unisco in matrimonio Don Francesco Antonio Guerrisi (fu Dot. Don Domenico Guerrisi e Donna Luisa Lombardi) con  Magnifica Aurora Curciarello (fu notaio Michelangelo e Magnifica Costanza Corica). Polistena 04 ottobre 1786. Io Don Nicola Antonio Montiglia con licenza superiore di matrimonio. 

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