Il Convento della Pietà di Tropea

L’antico Convento della Pietà, sorto nel 1639 sui resti di un ospedale per i feriti delle Crociate.(14)(15) Edificato per accogliere i giovani della nobiltà di Tropea e dintorni, fu per anni  sede delle carceri ed in fine dell’asilo cittadino. Acquistato da Monsignore Cribellati, fu poi donato alle suore della Carità e in fine acquistato da privati.(1)(2)(3)

La struttura si sviluppa attorno ad una ampia corte centrale articolandosi anche ai piani interrati, le grandi volte che possono indicare intorno al 1600 la data di prima costruzione.(1)(2)(3)

Il Convento è situato nella parte antica della città, di fronte alla Chiesa di Santa Maria dell’Isola.

Recuperato finalmente alla vita civile, ha riconquistato l’originale bellezza grazie a un sapiente e prudente restauro. L’architetto Luigi Giffone che ha lavorato tra Londra e Atene, si è preoccupato soprattutto, di togliere tutte le orribili sovrastrutture aggiunte nel corso dei secoli. Ritrova le semplici linee originali, riapre le finestre ad arco e protette da spesse inferriate. Dentro il convento  tropeano i bei soffitti a volta e gli spessi muri di pietra non permettevano grandi modifiche, a parte la necessità di ricavare i bagni e risistemare gli impianti. Anche la scelta dei materiali e stata rigorosa: piastrelle di ceramica tipica del sud per i bagni e cotto per i pavimenti. Ogni stanza è collegata all’altra da brevi scalinate, stretti corridoi e cortiletti nascosti. Dal terrazzo, che costituisce il tetto della casa, articolata su tre livelli che segue la discesa della costa verso il mare. (4)(5)(6)

A Tropea  l’architetto Giffone contribuì a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe del paese tropeano, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Riuscì a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo.(7)(8) Nel Convento si trova il fontanile in pietra (che proveniva da Palazzo Giffone di proprietà dell’omonima famiglia, oggi appartenente al pratrimonio demaniale)(2)(9) e il camino (l’architetto ha quindi disegnato un grande camino che occupa quasi per intero una delle pareti corte dell’ambiente) con lo stemma di famiglia, recuperato in Spagna (dodici piastrelle, allegramente colorate e composte in quadro, campeggiano sulla semplice caminiera raccontando i  fasti del passato di un delle nobili famiglie di tropea).(10)(11) L’architetto ha vissuto nel convento con la moglie Jennifer Bentley.(6)(12)(13)(16)

(1) TROPEA edizione pama graphicolor rimini 1984 Francesco Pugliese

(2) TROPEA  Pellegrini editore Cosenza 2011 Francesco Laganà

(3)  DOSSIER ”TROPEA” edizione Romano Tropea 1990 Giuseppe Lonetti

(4) VILLE&CASALI 1998 settembre n° 9

(5) Case&Country 1998 agosto n° 8

(6) Interview with Architect Luigi Giffone Jennifer Bentley in 2007

(7) Intervista all’Architetto Luigi Giffone.  L’appartamento di Luigi Giffone e il ricordo di Antonio Caracciolo, Salvatore Libertino. Nei lavori di ammodernamento ha avuto parte determinante l’opera di Mastro Antonio Caracciolo che seppe con la sua intelligenza, creatività e competenza professionale dare corpo e vita alle linee progettuali del padrone di casa, architetto famosissimo in tutto il mondo, guru dello space planning e fondatore di DEGW, contribuendo a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe di Tropea, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Gli spazi furono arredati e corredati di tutti quei ricordi che l’architetto Giffone è riuscito a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo, una strana esposizione pittoresca antropologica multietnica, che destava ammirazione, curiosità e interesse durante le visite da parte di numerosissime persone. Le riprese sono state effettuate nell’estate del 1993.

(8) L’appartamento di Luigi Giffone e il ricordo di Antonio Caracciolo 2015 Salvatore Libertino

(9) Palazzo Giffone, risale al 1800, un tempo dell’omonima famiglia nobili di Tropea e Polistena. Oggi il palazzo appartiene al patrimonio demaniale, su cui da decenni si dovrebbero effettuare lavori di restauro.

(10) Lo stemma racconta i motivi geometri della famiglia Giffone, la scacchiera degli Aragonesi e il giglio con le lune del Duca d’Alba.

(11) 100 CAMINI ANNO V n°1  ANNUALE

(12) Highlights – Il Convento della Pietà Appartamenti Tropea – Il Convento …   Il Convento della Pietà | Histouring

(13) TropeaMagazine – I Conventi dell’antica Tropea di Michelangelo Piccolo

(14) Tropea Magazine – Il Monastero delle Clarisse della Madonna della …

(15) TropeaMagazine – Orme Francescane nella Diocesi di Tropea di …

(16) Luigi Giffone guru dello space planning

001 - Copia (2).jpg

Luigi Giffone guru dello space planning

 

Luigi Giffone Università di ChicagoLuigi Giffone Università di Chicago

Nato a Polistena il 31 novembre 1926, figlio del marchese Orazio Giffone (Tropea 24-09-1904 Roma 31-12-1980) e Elisa Lombardi (Polistena 15-06-1894 Roma 10-07-1979. Figlia di Francesco e Virginia Cavatore) nobili di Polistena e Tropea. Nipote dell’ Ingegnere civile Giuseppe Lombardi.(1)(2)

Studia ingegneria e architettura all’Università di Roma, è poi in America per studiare presso il Collegio Tecnico di Chicago dove si è laureato nel 1957. Ha poi fatto studi postlaurea presso l’Istituto delle Tecnologie dell’Illinois e presso l’Università di Chicago. Negli Stati Uniti a seguito il maestro di architettura organica Frank Lioyd a Taliesin West . Si sposa con l’Inglese Jennifer Bentley.

Progetto edifici scolastici per Will e Perkins, a Chicago. Giffone a New York svolge progetti di edifici per Lippincott e Margulies,  lavora per marchi del calibro  di Coca Cola, Chevron, Amercan Motors e Chemical Bank. Nel 1969 l’architetto si unisce alla JFN Associati, uno studio di New York più affermati nell’attività di interior design e space planning. Nel 1973 crea la DEGW, con Frank Duffy , John Worthington e Peter Ely. Giffone fondò anche la sede di DEGW a Parigi e Milano.(3)

L’Architetto Luigi Giffone  progetta nella Chiesa di Maria Santissima del Rosario di Polistena la ”Fonte Battesimale” con il Cristo di Michelangelo Parlato e l’ Altare della Chiesa. Un’epigrafe all’interno, con scritto sopra in latino: « D.O.M FONTEM HUNC SALUTIS LINEIS QUEM POLITIS A LOYSIUS GIFFONE  DESCRIPSIT ANTQUE ORNATUM CHRISTI SIMULACRO ADORABILI VIDES MICHALANGELUS PARLATO QUOD AFFABRE E GYPSO FINXIT EIUSDEMQUE GERMANUS DOMINICUS ECCLESIA E DONAVIT ROSARIUS CAMMARERI PIE DE SUO FECIT S.ANGILLETTA UNA CUM M. DE LEO E. RIGGIO J. TRIPODI A. MONTAGNESE OPERAM SUAM ENIXE DEDERUNT AQUAM DE FONTE FIDENDE VULTU TUO PER AMANTER SEMPER HIC CHRISTE HAURIEMUS A.D. MCMLXVI (D. ONUPHRIUS BRINDISI SCRIPSIT) ».(4)(5)(6)

A Tropea  l’architetto Giffone contribuì a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe del paese tropeano, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Riuscì a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo. (7)(8)(9)(10)(23)

Maria Cristina (Polistena 04-04-1930 Polistena 30-01-2015), sorella di Manfredo e Luigi, negli anni ’50 a Polistena fu la fondatrice della ”Casa di riposo San Francesco di Paola”.(11)

Il Marchese Domenico Maria Giffone (Zio di Luigi, commissario prefettizio di Polistena), l’ Ing. Giuseppe Lombardi (Zio di Luigi, Podestà di Polistena 1935-1941,  e figlio del Marchese Orazio Giffone) Mons. Luigi Guido (Parroco del Duomo di Polistena1926-1957) contribuiscono alla nascita del comune di Melicucco che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936).(12)(13)

Nel 1954  i Giffoni creano uno storico documentario sulla Città di Tropea ”PROFILI SUL TIRRENO ”. Regia e Fotografia: Manfredo Giffone (frat. di Luigi Polistena 11-11-1928 Roma 03-05-1999); Produzione: Orazio Giffone (padre di Luigi Commissario prefettizio di Polistena 1942 ); Documento film: Montaggio: Franca Gabrini.(14)

”Foto di Vincenzo Guerrisi, Maria Cristina e Luigi Giffone.”

Negli ultimi anni del secolo scorso Luigi Giffone ha realizzato alcune affascinanti ville ad Atene e nei dintorni di Tropea. A luglio 2014 riceve il premio l’isola.(15)(16)(17) Il 4 febbraio 2016 fa parte del Club UNESCO Tropea Costa degli Dei.(18)

Il 28 maggio 2016 a Tropea è stato, inoltre, consegnato un riconoscimento particolare al Giffone, architetto di fama mondiale di origini tropeane, però vissuto quasi sempre all’estero, per la sua progettualità innovativa e per l’amore alla città di Tropea.(19)(20) L’architetto a luglio 2016 è stato intervistato dal programma Rai Sereno Variabile.(21)(22)

(1) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea desunte dalla …  Recupero del palazzo ex Giffoni come Centro Interculturale a Tropea . Comune di Tropea Lavori pubblici: Quattro milioni di euro per Palazzo …

(1) Giffone – famiglie nobili napolitane . Citato in “Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti” vol.I, pag. 476, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888. La Massoneria nelle due Sicilie: E i fratelli meridionali del ‘700 – …  La Calabria illustrata (etc.) – Pagina 136 – Risultati da Google Libri  i cognomi del sud – Il Portale del Sud

(2) Discorso della famiglia Giffone de’ marchesi di Cinquefondi con le notizie della sua prima origine, e delle sue discendenze, Napoli editore Giuseppe Roselli 1703

(3) Spatial Agency: DEGW www.spatialagency.net/database/degw

(4) Chiesa di Maria Santissima del Rosario (Polistena).

(5) con l’esposizione dei lavori dell’Architetto polistenese Luigi Giffone http://www.comune.polistena.rc.it/dettmani.php?id=47

(6) Giffone tra nuove idee e curiosità – (quiCalabria.it – testata giornalistica)http://www.quicalabria.it 

(7) Interview with Architect Luigi Giffone Jennifer Bentley in 2007

(8) Intervista all’Architetto Luigi Giffone   https://youtu.be/Xi8ai5AtGAM . L’appartamento di Luigi Giffone e il ricordo di Antonio Caracciolo (YOU TUBE), Salvatore Libertino. Nei lavori di ammodernamento ha avuto parte determinante l’opera di Mastro Antonio Caracciolo che seppe con la sua intelligenza, creatività e competenza professionale dare corpo e vita alle linee progettuali del padrone di casa, architetto famosissimo in tutto il mondo, guru dello space planning e fondatore di DEGW, contribuendo a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe di Tropea, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Gli spazi furono arredati e corredati di tutti quei ricordi che l’architetto Giffone è riuscito a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo, una strana esposizione pittoresca antropologica multietnica, che destava ammirazione, curiosità e interesse durante le visite da parte di numerosissime persone. Le riprese sono state effettuate nell’estate del 1993. Intervista all’Architetto Luigi Giffone

(9) L’Architetto Luigi Giffone e lo Storico don Pasquale Russo a confronto

(10) CALABRIA-Polistena-Tropea (Giffone Famiglia)

(11) Luigi Giffone ricorda sua sorella Maria Cristina

(12) Storia del paese di Melicucco (RC) frazione di Polistena fino al 13 luglio 1936 https://youtu.be/QlyCIc03KT0

(13) Storia di Giuseppe Lombardi podestà di Polistena e la nascita del comune di Melicucco

(14) Tropea profili sul tirreno

(15) Grande il successo per la prima edizione del “Premio L’Isola 2014 …

(16)  I “Magnifici sette” del premio “L’isola” 2014 | Vittoria Saccà

(17) Luigi Giffone – la G di DEGW | DEGW Italia

(18)  Il “Club Unesco Tropea Costa degli Déi” si presenta alla città

(19) Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde Mediterranee” – 13 …

(20) Concluso Premio Internazionale di Poesia “Tropea: Onde … – SenzaFili

(21) Il programma Rai “Sereno Variabile” dedica un’intera puntata a Tropea

(22) Una puntata di Sereno variabile dedicata interamente a Tropea …

(23) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/04/23/il-convento-della-pieta-di-tropea

POLISTENA STORIA foto di un tempo come eravamo

007 (2).jpg

Foto di Vincenzo Guerrisi, Polistena Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale in piazza del Popolo, opera di Francesco Jerace.

Cenni storici su Polistena.

« Delle più celebri terre della Calabria è quella di S.Giorgio detta prima Morgezia, per essere stata edificata da Morgete figliuolo di Italo; ma in progresso di tempo essendo in detta terra edificala la Chiesa con un celebre Monastero di Monaci Basiliani sotto il titolo di S. Giorgio, per la somma divozione di tal Santo e concorso di popoli che venivano da remotissime parti ad adorarlo, lasciato il nome di Morgeto si disse questa terra S. Giorgio; alla quale va unita la terra di Polistena, cos’i detta per essere stata edificata da Polissena Ambiente, cittadina di detta terra di S. Giorgio, nel tempo di Re Roberto in un aulico suo Feudo, dal cui nome poi corrottamente si disse Polistena, come viene notato dal P. Girolamo Marafioti dei Minori Osservanti nelle sue Cronache di Calabria. »
(Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.167).(1)(2)(3)

Foto di Vincenzo Guerrisi pubblicate su Wikipedia nel 2016.

Anticamente Polistena si chiamava Santa Marina, come scrive sul suo libro Girolamo Marafioti nel 1601.(4)

« Più basso di S.Giorgio nella pianura si vede un’altra habitatione chiamata anticamenta S.Marina, come dimostraremo di sotto, hoggi si chiama Polistina »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.115, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601.).(4)

Domenico Valensise studiò il libro del Marafioti che affermava che gli abitanti di Polistena si trasferirono nel casale di Santa Marina. Nell’opera del Marafioti si riferisce che Re Roberto concesse al Marchese di Gerace tale casale di Santa Marina.(4) Afferma Valensise con documenti da lui studiati che Polistena sia sorta sotto l’Impero di Oriente, e che i fondatori di questa città si crede che fossero gli abitanti di Altano(1) (Proclo, scrisse nel « Epitome de oraculis » che gli abitanti di Locri costruirono a nord delle città di Altano e Morgeto una fortezza, Templum Musarum-Cinquefrondi),(5) si sa però che a tre miglia di Polistena si trovavano le rovine di Altano.(4)  A Polistena esisteva un ponte chiamato Santa Marina poi distrutto, per la copertura del fiume Jerapotamo, oggi si chiama viale Rivoluzione d’Ottobre.(6)

Cartoline e foto pubblicate su Wikipedia nel 2015.

Santa Marina era feudo di Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa. Con Erico VI il casale cresce di popolazione, e diventa grande, cambia nome si chiamò Polistena (da due vocaboli greci Polis-città e Tenan-fortezza del corpo o Tennon-corona d’ulivo con fili di lana intessuta).(4)

Già 82 anni prima del terremoto di Polistena del 1783, la cittadina adottava lo stemma di Santa Marina. La Santa protettrice dei polistenesi era raffigurata: con una palma che incatenava un simbolico dragone, la stessa immagine è scolpita in marmo.
Nei ruderi della Chiesa di San Rocco, agli inizi del 1900, si ritrova un medaglione in marmo, che raffigurava la protettrice di Polistena in veste da monaco con una palma nella mano sinistra, e a fianco un bambino. Lo stemma di Santa Marina, protettrice della cittadina di Polistena rimase fino al 1810 circa, dopo si adotto quello attuale, che raffigurava: il cielo azzurro con una torre d’argento, poggiata sopra un’isoletta di verde circondata da due fiumi.(7)

I primi documenti che attestano l’esistenza di Polistena con il nome attuale risalgono però al XIII secolo, quando un villaggio con questo nome viene nominato in occasione di una cessione di alcuni terreni a favore del monastero di Santa Maria di Campoforano. Siamo nel 1266, ma probabilmente la città con il nome Polistena esisteva ancora da prima, cioè almeno dal 1221 come attestato in un rescritto di Papa Onorio III inerente allo stato di decadenza di alcuni monasteri basiliani della Calabria Meridionale, tra cui ben tre di Polistena.(8)

Nel 1291 Polistena viene concessa in feudo ad Aldobrandino di Firenze da Carlo II ,(1)  nel 1875  si ritrovano nel fondo (Fra Giacinto), delle moneta d’oro del diametro di 21 millimetri, che appartenevano alla Repubblica Fiorentina.(9)

Foto pubblicate su Wikipedia nel 2014-2015 e 2016.

La chiesa di Sant’Anna è la più antica chiesa di Polistena. Fu infatti l’unico edificio a resistere al terremoto del 1783 che rase al suolo l’intera città. Infatti come dice Domenico Valensise, la chiesa non solo resistette al terremoto ma rimase anche aperta al culto e accolse le ceneri dei polistenesi periti nel flagello.(1) I cadaveri vennero infatti trasportati nel largo antistante la Chiesa della SS. Trinità, dove vennero bruciati e le ceneri, una volta raccolte, vennero tumulate nella Cappella. A memoria di tale fatto fu posta un’iscrizione cancellata dall’umidità e dal tempo, su cui si può ancora leggere la parola EXSTINCTOS.(10)(11)

Foto di Vincenzo Guerrisi pubblicate su Wikipedia nel 2016

Il Marchese Domenico Maria Giffone (Commissario prefettizio di Polistena) Ing. Giuseppe Lombardi (Podestà di Polistena 1935-1941, cognato del Marchese Orazio Giffone) Mons. Luigi Guido (Parroco del Duomo di Polistena1926-1957) contribuiscono alla nascita del comune di Melicucco che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936). A Polistena all’Ing. Giuseppe Lombardi e dedicata una via.(12)(13)(14)(15)(16)

(1) Domenico Valensise Monografia di Polistena 1863

(2) San Giorgio Morgeto e Re Morgete.

(3) San Giorgio Morgeto e Polistena (R.C.) e il Castello di Re Morgete

(4) Girolamo Marafioti , Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981. Consultabile on line in Google Libri

(5) Christian Vannozzi, Un crocevia tra Ionio e Tirreno – Cinquefrondi, “cuore” di Reggio Calabria, su instoria.it

(6) Il fiume Jerapotamo coperto, oggi si chiama viale Rivoluzione d’Ottobre, in passato esisteva un ponte in legno e uno in muratura chiamato Santa Marina

(7) Lo Stemma Municipale della Città di Polistena, Giovanni Russo

(8) Vincenzo Fusco, “Polistena, Storia sociale e politica, 1221-1979”, edizioni parallelo 38, 1979

(9) Giovanni Russo, Polistena nelle immagini di ieri

(10) Polistena la chiesa di Sant’Anna Giovanni Russo 1996

(11) POLISTENA Terremoto della Calabria meridionale del 1783   https://youtu.be/IW7LTvFNyEQ

(12) Storia – Comune di Melicucco

(13) Storia di Polistena R.C. https://youtu.be/2-03-NzTdJY

(14) Storia di Giuseppe Lombardi podestà di Polistena e la nascita del comune di Melicucco  https://youtu.be/USrWKfLO8lM

(15) Storia del paese di Melicucco (RC) frazione di Polistena fino al 13 luglio 1936 https://youtu.be/QlyCIc03KT0

(16) POLISTENA foto di un tempo come eravamo

I Guarrisi-Guerrisi di Maropati

DSCN0144 (2)

Maropati  nella Chiesa di Santa Lucia tuttora conservata si trova  una campana, con l’iscrizione “Don Franciscus Guarrisi” e l’immagine di Santa Lucia, che reca la data del  1635. Chiesa di Santa Lucia (Maropati).(1)(2)(3)

Nel 1707 era presente l’ altare di Sant’Antoni di Padova, è di fondazione successiva la  cappella dedicata allo Spirito Santo (della famiglia Guerrisi).(4)(5) Il vescovo il  24 settembre 1707, permette a Don Antonio Guarrisi-Guerrisi, di costruire la chiesa dedicata a Maria SS. Assunta di Maropati, poi distrutta dal terremoto del 1783.(6)

La discendenza dei Guerrisi di Maropati fra i suoi membri  sacerdoti e religiosi oltre Antonio fondatore della chiesa dell’assunta , ricordiamo Don Francesco il cui nome si trova su una campana del 1635, Don Michele Angelo sacrestano chiesa di Gesù e Maria nel 1720, Michele Par. di Maropati dal 1772 al 1775, frat. Domenico ordine dei predicatori 1784, Don Antonio e Don Domenico presenti nella visita pastorale del vescovo anno 1822, Don Antonio titolare della chiesa di (Jatrinoli- Taurianova) San Pietro e Paolo.  20 giugno 1884 il sindaco di Maropati cavaliere Antonio Guerrisi. (6)

Foto di Vincenzo Guerrisi inserite su Wikipedia il 1 e 2 gennaio 2016. Un grazie al signor Giovanni Mobilia di Maropati.

(1)  Antonio Piromalli, Maropati, storia di un feudo e di una usurpazione Maropati: storia, dalle origini al 1900 – Ilmiosud.it.

(2) ^ Storia di un feudo.

(3) CALABRIA-Maropati (R.C.) e la campana di Santa Lucia del 1635 https://youtu.be/0KxApf0pNsM

(4) Giovanni Mobilia, tratto da Maropati e Dintorni.

(5) Giovanni Quaranta, le foto d’epoca appartengono alla fototeca privata di Giovanni Mobilia. La chiesa di S. Lucia di Maropati, in Maropati … e dintorni – 2006

(6) CHIESA DELL’ASSUNTA DI MAROPATI-Giovanni Mobilia dicembre 2014.

(7) Maropati la campana di Santa Lucia del 1635  “Don Franciscus Guarrisi”.

Guerrisi Domenico Rocco

Guerrisi Domenico Rocco nato a Polistena (R.C.) il 26-08-1921, figlio del nobile cavaliere Vincenzo Guerrisi (di Domenico e Fonte Nicolina)(1) e Concetta Pronestì. Soldato del 52° Reggimento di Artiglieria – Divisione Fanteria Torino. Catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed imprigionato nel Reclusorio militare di Peschiera del Garda (Verona). Deportato il 20 settembre 1943 nel Campo di concentramento di Dachau. Arrivato il 22 settembre 1943. Matricola 54230. All’atto dell’immatricolazione il nome viene storpiato in Guerresi. Trasferito al Campo di concentramento di Buchenwald il 4 dicembre 1944, dove se ne perdono le tracce. Presumibilmente morto a Buchenwald.

Nella foto Pronestì Concetta Guerrisi Vincenzo con i figli  Agostino, Domenico Rocco, Giuseppina e Pasqua.

005006

Lettera del 12-01-1943, inviata da Domenico Rocco allo zio Mercuri Francesco.

014 (4)

Francesco Mercuri Guerrisi Pasqualina.

Mi scrive Michele Ceddia  il 16 marzo 2017 alle 9:57. Salve Vincenzo, mi chiamo Michele Ceddia e sono un appassionato di storia militare in generale e degli ex imi. A tal proposito leggendo la storia del suo parente ho effettuato gentilmente una ricerca presso l’archivio del lager buchenwald, questi ultimi mi hanno risposto cosi:
Caro Michele Ceddia,

La ringrazio molto per la vostra richiesta fatta al Buchenwald Memorial
archivi. Si prega di scusa che ci ha preso così tanto tempo per rispondere
ad esso. Al momento abbiamo un numero significativo di richieste di
informazioni su ex prigionieri da affrontare, quindi non è
sempre possibile per noi di rispondere in modo tempestivo. Grazie mille
per la tua comprensione.

Il tuo parente, * Domenico Guerrisi *, nato 26 Agosto 1921, a Polistena,
è stato registrato con il nome di ”Domenico Waris (o Gvarisi)” nella maggior parte del
record di Buchenwald. Suppongo che questo è accaduto a causa di una grafia
errore che è stato probabilmente causato da un malinteso. All’arrivo a
il campo i detenuti è stato chiesto per i loro dati personali da parte di compagni
Buchenwald prigionieri che annotate i dati e aveva i nuovi arrivi
firmare i documenti. Nel caso in cui essi non parlano la stessa lingua,
potrebbero verificarsi errori di ortografia come questo.

Domenico Guerrisi è stata trasferita da Dachau a Buchenwald dicembre
5/6 1944 (data di arrivo), Al suo arrivo è stato registrato con il
Numero detenuto 101.172 e, per alcuni giorni, è stato ricavato in una parte della
campo che viene indicato come il piccolo accampamento, prima che fosse portato al
campo S III, nei pressi di Ohrdruf, Turingia.

S III era stato inizialmente un sottocampo di Buchenwald, ma servito da
lager indipendente per un breve periodo di tempo nel dicembre
1944. Qui, Domenico è stato probabilmente assegnato un altro numero di detenuti, che
può essere trovato nei record: “Blechnummer 1953”.

Le condizioni di vita in Ohrdruf erano molto poveri, e anche il campo
amministrazione rivelata caotico. Quindi, a partire da gennaio 1945 la Ohrdruf
campo è stato somministrato da Buchenwald di nuovo; “S III” era ora di nuovo
indicato come un sub-campo di Buchenwald.

Il 12 gennaio 1945, un gruppo di detenuti malati e invalidi S III, tra
li Domenico Guerrisi, è stato trasferito di nuovo alla principale Buchenwald
campo. Ora Domenico è stato registrato con il numero 106504. Si prigioniero
è stata ospitata nel blocco 67 del piccolo campo ed è stato messo a lavorare sul posto di lavoro
Unità “20a”. Il numero si riferisce alla “invalidi” unità di lavoro, che aveva solo
per fare un certo lavoro semplice e fisicamente facile in campo.

Sfortunatamente, non abbiamo tutti i documenti che potrebbero fornire una visione
da quello che è successo al vostro parente quando le parti del piccolo campo erano
evacuato all’inizio di aprile 1945 e la SS ha costretto migliaia di
prigionieri marce della morte. E ‘possibile che Domenico era tra quelli
che sono stati costretti a lasciare il campo, ma come nessuna lista di trasporto erano
compilato nei giorni precedenti dei campi è stata liberata, non siamo in
possesso di tutti i documenti che potrebbero rivelarsi questa ipotesi.

Allego un breve testo che fare con le marce della morte. Purtroppo,
è in tedesco, ma potrei Può essere di qualche aiuto in ogni modo.
Per la nostra ricerca ci affidiamo a una copia digitale del Buchenwald
Campo di concentramento registery, il cui originale si trova presso il
archivi del International Tracing Service (ITS) a Bad Arolsen. Se
si vuole portare avanti con la vostra ricerca, o di ottenere scansioni di loro
documenti personali, vi consiglio di contattare gli ITS.

International Tracing Service
Große Allee 5-9
34454 Bad Arolsen
Germania http://www.its-arolsen.org

007008010

Francesco Guerrisi dopo la scomparsa di suo padre Domenico Rocco viene cresciuto dallo zio Mercuri e la moglie Pasqualina Guerrisi.

Dieni Concetta sposata con Domenico Rocco, il figlio Francesco Guerrisi, gli zii Francesco Mercuri e pasqualina Guerrisi, Vincenzo con suo figlio Domenico Rocco.

004 (2)004 - Copia - Copia (2)

Guerrisi Francesco zio di Domenico Rocco, (1) Guerrisi Francesco figlio di Domenico Rocco.

001 (2)

Guerrisi Vincenzo partecipa sia alla prima che alla seconda Guerra Mondiale.  Padre di Domenico Rocco.

(1) Famiglia Englen – nobili napoletani . Guerrisi Francesco zio di Domenico Rocco. Libro  ” Non dimenticateci Caduti e dispersi  polistenesi nella seconda guerra mondiale” di Giovanni Russo.

(2) Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio https://dimenticatidistato.com/2017/02/12/nonno-domenico-e-finalmente-uscito-dalloblio

(3) Storia di un giovane soldato di Polistena  https://youtu.be/uttKhFak3a0

(4) Guerrisi conti nobili https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

(5) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi https://youtu.be/Wr4yW24ovy0

(6) Un paio di giorni fa mi scriveva il nipote di un giovane soldato, chiedendomi notizie del nonno, dato per disperso dalla data dell’8 settembre 1943. “Egregio Signor Zamboni, come posso rintracciare notizie di mio nonno Domenico disperso nella seconda Guerra mondiale. Si chiamava Guerrisi Domenico Rocco ed era nato a Polistena (RC) il 26 agosto […]

Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio

(7) Storia di un giovane soldato di Polistena

Giuseppe Lombardi

Giuseppe LombardiNato a Polistena l ’08-07-1892 e morto a Napoli il 04-08-1943 , figlio di Francesco e Virginia Cavatore (nobili di Polistena Palazzo Amendolea-Cavatore). Fu Ingegnere civile, Podestà del comune di Polistena e Capitano di Artiglieria. (1) Si sposa con Claudia Di Tocco nobile di Montemiletto (n.12-06-1902  m.02-01-1948 Tocco (famiglia). (2)

Matrimonio Giuseppe Lombardi Claudia Di Tocco

Fu Podestà del comune di Polistena dal 1935 al 1941,(3) con il Marchese Domenico Maria Giffone di Polistena e Tropea (Commissario prefettizio di Polistena), (2) e Monsignore Luigi Guido (Parroco del Duomo di Polistena 1926-1957 ) contribuiscono alla nascita del comune di Melicucco che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936).(4)(6)(8)

monsignore-luigi-guido

L’ingegnere Lombardi, partecipe sia della prima guerra mondiale che della seconda, muore a Napoli il 4 agosto del 1943, durante un incursione aerea dei nemici dove venne travolto e stroncato dal crollo di un ricovero.(1) Decorato della Croce di Guerra.(6)(8)

Fu anche, Presidente Delegato del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale S. Maria degli ungheresi di Polistena e Socio Onorario della Società di Mutuo e Soccorso di Fede e Lavoro.(1) Scrisse delle poesie nel 1903. Sua sorella  Elisa sposò il Marchese Orazio Giffone di Tropea,(7) Commissario prefettizio nel 1942 nel comune di Polistena.(3)

A Polistena all’Ing. Giuseppe Lombardi e dedicata una via.

(1) Giovanni Russo Non dimenticateci!  caduti e dispersi polistenesi nella seconda guerra mondiale anno 2011 pag.48

(2) i cognomi del sud – Il Portale del Sud

(3) Comune di Polistena sindaci e consiglieri comunali dal 1800 ad oggi http://www.comune.polistena.rc.it/sindaci.php

(4)  Storia – Comune di Melicucco

(5) Storia di Polistena R.C. https://youtu.be/2-03-NzTdJY

(6) Storia del paese di Melicucco (RC) frazione di Polistena fino al 13 luglio 1936 https://youtu.be/QlyCIc03KT0

(7) La Nobile Famiglia Giffone https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/22/la-nobile-famiglia-giffone

(8) Storia di Giuseppe Lombardi podestà di Polistena e la nascita del comune di Melicucco

 

 

Guerino o Warin di Provenza

Figlio di Warin o Gueríno I d’Alvernia (760-819), (1) nobile carolingio fu conte d’Alvernia ,  Arles, Autun, Borgogna, Chalon ,  Tolosa e Provenza (Francia).(2) Nell’819 Pipino I entrò in armi in Guascogna, con il conte Guerino e il conte Berengario di Tolosa, che sconfissero Lupo III, secondo Erginaldo, misero in fuga parecchi dei suoi sostenitori, tra cui suo fratello, Gersando, ucciso durante la fuga. Lupo III, accusato di slealtà, fu immediatamente deposto ed esiliato, dando la Guascogna in amministrazione al conte Berengario.(5)  Guerino di Turgovia  era il nonno di  Guerino di Provenza,  da lui discende la nobile casata dei Welfen o Guelfi.

armoiries_provence-conte-guerino-o-guarinoblason-autun-conte-guerinoarms_of_the_duke_of_burgundy_1404-1430blason_departement_fr_cote-dor-svg2blason_departement_fr_nievre-svg1

blason_departement_fr_saone-et-loireblason_departement_fr_yonneblason_fr_bourgogne_svgblason_ville_fr_dijon_cote-dorarms_of_the_duke_of_burgundy_since_1430

Nell’833 il conte Guerino II d’Alvernia, aiutò il conte di Tolosa Bernardo di Settimania  a riprendersi  tutti i suoi possedimenti, insieme arrivarono sino al fiume Marna. Guerino era governatore di Alvernia,  in quello stesso anno,  secondo la Vita Hludovici imperatoris, fortificò la città di Cavillonum.(5)

Nell’841, Guerino si schierò dalla parte di Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo  contro l’imperatore Lotario I ed il nuovo re d’Aquitania, Pipino II d’Aquitania, e secondo il Chronicon S. Maxentii, Guerino al comando dei provenzali e dei tolosani, cacciò Lotario I dall’Aquitania.(6)

Guerino, definito illustre conte viene citato in altri due documenti delle Caroli Calvi Diplomata, rispettivamente la n° LXXI, dell’847 e la LXXXVI, dell’849, di donazioni del re Carlo il Calvo.(3)(4) Morì nell’853, come riportato negli Annales Lausonenses. (7) Guerino aveva sposato Albana o Ava, prima dell’825, come risulta da un documento di quell’anno,(8) Da Albana o Ava, ebbe due figli, Isembardo conte di Barcellona (820/830-l’881) e Bernardo conte d’Alvernia. 

La famiglia Linari discende dalla famiglia del conte, si chiamarono semplicemente Guerrini, mantenendo lo stemma della famiglia. (9) La Famiglia Guerrisi è considerata un ramo del casato, in pratica una variazione cognominale dovuta, probabilmente alla necessità di sfuggire a delle persecuzioni tra guelfi e ghibellini.(10)

 

(1) P. Guinard, Recherches sur les origines des seigneurs de Semur-en-Brionnais, Semur-en-Brionnais, 1996.

(2)(EN) Warin Nobilta carolingia.

(3)(LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VIII: Caroli Calvi Diplomata, n°LXXI, pag 491.

(4) (LA)Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VIII: Caroli Calvi Diplomata, n°LXXXVI, pag 503. 

(5) (LA) Monumenta Germanie Historica, Scriptores,tomus II:Vita Hludovici imperatoris. 

(6) (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis pag 601.

(7)(LA) Monumenta Germanie Historica, Scriptores,tomus III: Annales Lausonenses pag 152.

(8)(LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VI:Ludovici Pii Imperatoris Diplomata, n°CXXXIV pag 546.

(9)Ernst Wilhelm, Prince de Lynar, conte de Redern, 1924|Genell.net.

(10)Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi.

(11) Guerrisi conti nobili https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

(12) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi

La nobile famiglia Paparatto-Paparatti

 

Era il ramo di Rosarno dei Paparatti ad essere quello principale, godendo del titolo di Barone e risultando dimorante in questa cittadina almeno dal 1500.(1)(3) Nel 1599 un nobile Paparatto di Nicotera partecipa con Fabio Furci alla congiura di Tropea.(5)(6)

Paolo Paparatto fu sindaco in un’epoca di turbolenze popolari sia a Napoli che in quasi tutto il Regno, non molto tempo dopo fu eletto sindaco Francesco P. senior. Era la settimana di turno di Francesco Paparatto (in tal modo infatti esercitavano l’ufficio di sindaco) che andò incontro al Cardinale per ossequiarlo e questi, saputo che era il sindaco della Città, lo collocò alla sua destra. D. Antonio Paparatto figlio del detto D. Francesco fu anche sindaco.(2)(3)(4)

Il Lacquaniti, nel dedicare un capitolo del suo libro agli ultimi anni di vita del Barone Antonino Paparatti, sposato con la Principessa Ursula Mastrilli e Sovrintendente alle Industrie per il feudo di Rosarno (incarico a lui affidato dal Duca Pignatelli), ci fa sapere che il Barone Antonino nacque all’incirca nell’ultimo decennio del 1600 e che la sua famiglia dimorava a Rosarno da qualche secolo.(3)

Da un documento del Sedile di Portercole del 1704 risulta iscritto alla Congregazione dei Nobili un Francesco Paparatto. Nel corso degli anni numerosi Paparatto sono stati Sindaci di Tropea, nel 1619 Tiberio, 1649 Francesco, 1728 Gio. Battista.(4)(7)

(1) Memorie per servire alla storia della santa Chiesa tropeana …

(2) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea desunte dalla …

(3) Brevi considerazioni sulla Nobile Famiglia Paparatti (Paparatto) di …

(4) TropeaMagazine – I Casati – La Famiglia Paparatto – di Antonio Vizzone

(5)  Tropea Magazine     TropeaMagazine – Fabio Furci, congiurato di Tropea nel 1599 di …

(6) TropeaMagazine – Il Sedile di Tropea e alcune considerazioni sul …

(7) TropeaMagazine – I Sindaci

(8) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/22/la-nobile-famiglia-giffone

(9) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

 

La Nobile Famiglia Giffone

giffone

Cenni Storici della famiglia Giffone di Calabria, la famiglia Giffone discende da Guaimaro (Jefuno) figlio di Guidone Duca di Sorrento, nipote dei Principi di Salerno.(1)

Da Francesco Giffone, Marchese di Cinquefrondi, venne fondato alla fine del Seicento Giffone, comune in provincia di Reggio Calabria (da cui il paese prese il nome).(2)(3)

Il Marchese di Cinquefrondi è di questa stessa famiglia di Tropea e Polistena richiese un’attestazione di discendenza dallo stesso stipite, e negandogliela andò personalmente per ottenerla; e avendogliela negata di nuovo, si riunì un’assemblea di molti nobili e finalmente il Marchese conseguì il certificato di discendenza, ottenendo il titolo di Marchese di Cinquefrondi nel 1611, nel 1580 aveva fondato (con facoltà di papa Gregorio XIII) il monastero dei Padri osservanti francescani e  la chiesa di Santa Maria del Soccorso.(4) Nel 1783 si ebbe la distruzione del paese ad opera del terremoto. Più fonti tramandano che il casale di Giffuni perì e il torrente Giffuni scomparve, mentre apparve un laghetto. (5)(6)

Sindaci di Tropea di questa nobile famiglia, nel 1746 Ottavio Giffone e nel 1794 Luigi.(7)

Il Marchese Domenico Maria Giffone di Polistena e Tropea (Commissario prefettizio di Polistena), l’ Ing. Giuseppe Lombardi (Podestà di Polistena 1935-1941,  cognato del Marchese Orazio Giffone) Mons. Luigi Guido (Parroco del Duomo di Polistena1926-1957 ) contribuiscono alla nascita del comune di Melicucco che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936).(8)(9) A Polistena all’Ing. Giuseppe Lombardi e dedicata una via.(10)

Nel 1954  i Giffoni creano uno storico documentario sulla Città di Tropea ”PROFILI SUL TIRRENO ”. Regia e Fotografia: Manfredo Giffone; Produzione: Orazio Giffone (Commissario prefettizio di Polistena 1942 ); Documento film: Montaggio: Franca Gabrini.(11)

Maria Cristina (figlia di Orazio e Elisa Lombardi e sorella di Manfredo e Luigi) negli anni ’50 a Polistena fu la fondatrice della ”Casa di riposo San Francesco di Paola”.(12)

L’Architetto Luigi Giffone  progetta nella Chiesa di Maria Santissima del Rosario di Polistena la ”Fonte Battesimale” con il Cristo di Michelangelo Parlato e l’ Altare della Chiesa. Un’epigrafe all’interno, con scritto sopra in latino: « D.O.M FONTEM HUNC SALUTIS LINEIS QUEM POLITIS A LOYSIUS GIFFONE  DESCRIPSIT ANTQUE ORNATUM CHRISTI SIMULACRO ADORABILI VIDES MICHALANGELUS PARLATO QUOD AFFABRE E GYPSO FINXIT EIUSDEMQUE GERMANUS DOMINICUS ECCLESIA E DONAVIT ROSARIUS CAMMARERI PIE DE SUO FECIT S.ANGILLETTA UNA CUM M. DE LEO E. RIGGIO J. TRIPODI A. MONTAGNESE OPERAM SUAM ENIXE DEDERUNT AQUAM DE FONTE FIDENDE VULTU TUO PER AMANTER SEMPER HIC CHRISTE HAURIEMUS A.D. MCMLXVI (D. ONUPHRIUS BRINDISI SCRIPSIT) ».(13)

A Tropea  l’architetto Giffone contribuì a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe del paese tropeano, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Riuscì a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo. Architetto famosissimo in tutto il mondo, guru dello space planning e uno dei fondatori di DEGW.(6)(14)

Guerrisi Vincenzo, dedicato a Manfredo Maria Cristina e Luigi Giffone.

(1)  Discorso della famiglia Giffone de’ marchesi di Cinquefondi con le notizie della sua prima origine, e delle sue discendenze, Napoli editore Giuseppe Roselli 1703

(2) Storia – Comune di Giffone. Cenni Storici – Comune di Giffone.

(3) Storia del paese di Giffone (RC) fondato dalla famiglia Giffone di Polistena Cinquefrondi Tropea https://youtu.be/LCILeammcts

(4) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea e Cinquefrondi Giffone desunte.

(5) Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del regno di Napoli, tomo IV, Napoli presso Vincenzo Manfredi, 1802.

(6) Interview with Architect Luigi Giffone Jennifer Bentley Giffone in 2007

(6) CALABRIA-Polistena-Tropea (Giffone Famiglia)

(7) Tropea Magazine – I Sindaci di Tropea 1321 a oggi.

(8)  Storia – Comune di Melicucco.

(9) Storia del paese di Melicucco (RC) frazione di Polistena fino al 13 luglio 1936 https://youtu.be/QlyCIc03KT0

(10) Storia di Giuseppe Lombardi podestà di Polistena e la nascita del comune di Melicucco https://youtu.be/USrWKfLO8lM

(11) Tropea, breve documentario girato a Tropea negli anni Cinquanta da Manfredo Giffone.

(12) Luigi Giffone ricorda sua sorella Maria Cristina

(13) Chiesa di Maria Santissima del Rosario (Polistena).

(14) L’appartamento di Luigi Giffone e il ricordo di Antonio Caracciolo (YOU TUBE), Salvatore Libertino. Nei lavori di ammodernamento ha avuto parte determinante l’opera di Mastro Antonio Caracciolo che seppe con la sua intelligenza, creatività e competenza professionale dare corpo e vita alle linee progettuali del padrone di casa, architetto famosissimo in tutto il mondo, guru dello space planning e fondatore di DEGW, contribuendo a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe di Tropea, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Gli spazi furono arredati e corredati di tutti quei ricordi che l’architetto Giffone è riuscito a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo, una strana esposizione pittoresca antropologica multietnica, che destava ammirazione, curiosità e interesse durante le visite da parte di numerosissime persone. Le riprese sono state effettuate nell’estate del 1993. Intervista all’Architetto Luigi Giffone

Guerrisi Conti Nobili

Il leone rampante della famiglia Macedonio (MACEDONIO) e lo stemma leone rampante, dei Guerrisi nobili di Polistena, Maropati e Cinquefrondi.(1)

La famiglia Guerrisi, ha un ceppo nel mantovano e veronese ed uno in Calabria. Il cognome dovrebbe derivare, direttamente o attraverso alterazioni dialettali, dal nome Guerrasius, un’italianizzazione del nome germanico Warin.(1) Guerino o Warin di Provenza, la famiglia  Linari discende dal conte, definito illustre conte viene citato in altri due documenti delle Caroli Calvi Diplomata, rispettivamente la n° LXXI, dell’847 e la LXXXVI, dell’849, di donazioni di Carlo il Calvo, re dei Franchi.(2)(3) Del nome Guerrasius abbiamo un esempio a Solfora in provincia di Avellino,(4) in una registrazione del settembre 1187:”DUM NOS, DEI GRATIA ROGGERIUS TRICARICI COMES INTUS CASTRUM NOSTRUM MONTORII ADESSEMUS. DOMNUS BENENCASA RELIGIOSUS ABBAS COENOBII SANCTAE TRINITIS CAVAE AD NOS SICUT EI PLACUIT. NOBIS DILINGENTER AC BENIGNITER POSTULA VIT PRO PARTE NOSTRA SCILICET.  QUI DE TERRIS EJUSDEM MONASTERII AD LABORANDUM TENET.. ET AD MAJOREM HUIUS CARTULAE FIRMITATEM NOBIS GERVASIO ET GUERRASIO  ET GUILIELMO IUDICIBUS NOSTRIS MONTORII EAM CORROBORARE PRAECEPIMUS. X EGO GERVASIUS  IUDEX QUI SUPRA. X EGO QUI SUPRA GUERRASIUS IUDEX.”(5)  Guerino di Turgovia  era il nonno di  Guerino di Provenza,  da lui discende la nobile casata dei Welfen o Guelfi. (6) Altro ramo, vengono da Marradi, e dicono di discendere dai  Conti di Linari,  è considerata un ramo del casato dei Guerrini-Guerrisi, in pratica una variazione cognominale dovuta, probabilmente, alla necessità di sfuggire a delle persecuzioni tra guelfi e ghibellini (Warin-Guarrisi-Guerrisi). (7) Altro ramo, dai Conti di Lipari e distinta per egregi personaggi valorosi nelle armi ed insigne per lettere.(8)

Il ramo calabrese, vengono da Maropati, Anoia,  Tropea, Polistena e Cinquefrondi (Sidaci, Mon Signori, medici e letterati).

Il nobile cavaliere Vincenzo Guerrisi e suo figlio Domenico Rocco disperso nella seconda guerra mondiale in germania.

Il Cavaliere Guerrisi Vincenzo e suo figlio Domenico Rocco di Polistena, discendenti dei Guerrisi nobili di Maropati e Cinquefrondi.

I Guerrisi di Polistena 1900

I Guerrisi di Polistena lo zio Fonte Domenico fu Giuseppe (1875-1956), Guerrisi Vincenzo con i fratelli Giuseppe, Agostino (1906-1978 sposato con Spina Maria C.) e Francesco (1915-1944 sposato con Spina Carmella). Figli di Domenico e Fonte Nicolina.(9) Il 24 dicembre 1810 si benedisse la chiesa di Sant’Anna, la più antica chiesa di Polistena, Giuseppe Guerrisi  insieme a Allessandro Pancallo erano i tamburi (Tamburo) del comune.(9)

Maropati  nella Chiesa di Santa Lucia tuttora conservata si trova  una campana, che reca la data del  1635, con l’iscrizione “Don Franciscus Guarrisi” e l’immagine di Santa Lucia.

La campana del 1635 con l'iscrizione del nobile Don Franciscus Guarrisi.

Nel 1707 era presente l’ altare di Sant’Antoni di Padova, è di fondazione successiva la  cappella dedicata allo Spirito Santo (della famiglia Guerrisi). Il vescovo il  24 settembre 1707, permette a Don Antonio Guarrisi-Guerrisi, di costruire la chiesa dedicata a Maria SS. Assunta di Maropati, poi distrutta dal terremoto del 1783. (10)(11)(12) Chiesa di Santa Lucia (Maropati), la discendenza dei Guerrisi di Maropati fra i suoi membri  sacerdoti e religiosi oltre Antonio fondatore della chiesa dell’assunta , ricordiamo Don Francesco il cui nome si trova su una campana del 1635, Don Michele Angelo sacrestano chiesa di Gesù e Maria nel 1720, Michele Par. di Maropati dal 1772 al 1775, frat. Domenico ordine dei predicatori 1784, Don Antonio e Don Domenico presenti nella visita pastorale del vescovo anno 1822, Don Antonio titolare della chiesa di (Jatrinoli- Taurianova) San Pietro e Paolo.  20 giugno 1884 il sindaco di Maropati cavaliere Antonio Guerrisi (13)

A Cinquefrondi Guerrisi Clementiana , sposa don Orazio III Lupis Macedonio di Poligori (Grotteria 1830). Il figlio don Giovanni III Lupis Macedonio Guerrisi (Famiglia Lupis Grotteria 1865 Reggio Calabria 1936), sposa Dorotea Palermo 10 giugno 1891,(14) Palermo  dei principi di Santa Margherita  .

Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 1905 articolo del sindaco Cav. Guerrisi. Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 1905 articolo del sindaco Cav. Giuseppe Guerrisi.

A Cinquefrondi la famiglia Guerrisi  si è imparentata con i nobili Lupis Macedonio di Poligori, Crisafi e i  Palermo di Santa Margherita.(1)(14)(15)(16) Sindaco caval. Giuseppe Guerrisi 1905 e Giuseppe Guerrisi dal 1946 al 1949  (lo scultore Michele Guerrisi di Cittanova (fu inoltre pittore e scrittore),(17) dichiarava di discendere da questa famiglia).(18) Un altro ramo di Tropea e Polistena si è imparentata con le famiglie nobili dei Taccone, Tocco, Fonte, Spina, Paparatti, Macrì  e Giffone.(19)(20)(21)(22)

(1) RootsWeb: GEN-MEDIEVAL-L NEW FORUM READY!/IL NUOVO … Annuaire genèral hèraldique universal paris: institut hèraldique, 1901.

(2) (EN) Nobiltà carolingia-Warin.

(3) (LA)  Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VIII:Caroli Calvi Diplomata, n° LXXXVI, pag 503.

(4) In pergamena, in Arm. II, O, N, 9. (Purdgavine cit.,pp.20-22).

(5) Archivio della Badia di Cava, Arca nova XLIII, 110 in G.Tescione, Caserta medievale e i suoi conti e signori, 1956,pp.125-126.

(6) Wolfgang Hartung: Die Herkunft der Welfen aus Alamannien. S. 23–55 e Josef Fleckenstein, Michael Borgolte.

(7) Di Crollanza Goffredo. Enciclopedia araldica cavalleresca, prontuario nobiliare, Pisa: presso la direzione del giornale araldico, 1878.

(8)  Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi.

(9)  Famiglia Englen – nobili napoletani – Famiglia Spina – nobili napoletani  Famiglia Carafa della Spina – nobili napoletani Giovanni Russo Polistena la Chiesa di S. Anna, 1996.

(10)  Antonio Piromalli, Maropati, storia di un feudo e di una usurpazione, Cosenza, Pellegrini, 2003.

(11)  Archivio Storico Diocesano di Mileto (A.S.D.M).,IC Sch.14, pp.43r-44v, dove si riporta fondata con atto notarile nel 1745, mentre un altro documento del 1832 la riporta fondata dal cappellano don Domenico Guerrisi nel 1729.

(12)  Giovanni Mobilia, tratto da Maropati e Dintorni.

(13) brigante» sonnino – L’Alba della Piana Giovanni Mobilia Luglio 2009. alcune vecchie citazioni sulle acque termali di … – L’Alba della Piana 2016  L’alba delle Piana dicembre 2014

(14) Camelotnews:Hohenstaufen Dynasty: A   Famiglia Lupis – Accademia Araldica Nobiliare Italiana  Rivista Araldica (Rivista del Collegio Araldico) fasc.828 n.7-8-9 a.1986 ISSN0035-5771   * Linea di Isidoro di Orazio Lupis Macedonio Guerrisi  La Casata dei Lupi – I Duchi Lupis Macedonio Palermo di Santa …

(15) lupis di grotteria – Libro d’Oro della Nobiltà Mediterranea http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letteral/Lupis/Lupis.html

(16) macedonio – Libro d’Oro della Nobiltà Mediterranea http://www.genmarenostrum.com/pagine-lettere/letteram/macedonio.html

(17) Michele Guerrisi 1893–1963 scultore pittore e scrittore

(18) Michele Guerrisi Roma 1957,   storia di Cinquefrondi.

(19) Guerino o Warin di Provenza https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/12/13/guerino-o-warin-di-provenza

(20) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi

(21) Guerrisi Domenico Rocco https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/02/12/mio-nonno-grazi-signor-roberto

(22) Storia di un giovane soldato di Polistena