Morani e Jerace furono una famiglia polistenese di pittori e scultori attivi tra il XVII e il XX secolo.(1)(2)(3)

Foto di Vincenzo Guerrisi

Fortunato Morano

Fortunato Morano, (San Pietro di Caridà 1773 – Polistena 1844)(4) fu membro di una famiglia di decoratori di San Pietro di Caridà che operava già nel corso del XVIII secolo. Secondo il costume del tempo, diede vita ad una bottega d’arte, in cui si svolgeva la sua attività. Trasferitosi a Polistena,(5)(6) prese parte al più generale fermento artistico e culturale che rivitalizzò la zona della Calabria nell’area di Vibo, dopo la distruzione del terremoto del 1783. Questo rinnovato clima culturale era in larga parte generato dal gruppo di artisti il cui fulcro era l’archeologo ed erudito Vito Capialbi.(7)

La facciata del Santuario di Maria Santissima dell’Itria di Polistena, fu realizzata su progetto di Francesco Morani nel 1804, l’edificio originario fu distrutto dal terremoto del 1783.(8)(9)

Nella  Chiesa di SantAnna , all’inizio del Novecento vennero avviati ulteriori lavori di ristrutturazione, su progetto di Francesco Morani, e nel 1962 fu realizzato l’altare marmoreo. All’interno della chiesa si conserva la scultura del Bambinello, opera di Fortunato Morani.(21)

Opera dei Morani e la statua lignea della Madonna del Rosario di Cittanova nella chiesa Santuario di Maria Santissima del Rosario, tuttavia attribuita da alcuni studiosi a Domenico De Lorenzo.(10) La chiesa distrutta dal terremoto del 1783; il sacerdote affidò l’esecuzione architettonica a Fortunato Morani e ai due figli Vincenzo e Francesco con esecuzione di stucchi interni.

La nicchia tra i due campanili ospita una statua in marmo bianco della Madonna col Bambino, opera dello scultore Francesco Jerace. All’interno si possono ammirare le decorazioni neoclassiche a stucco eseguite dai Morani e gli affreschi del soffitto sono fatti sulla tela (Lavanda dei piedi, Incoronazione della Vergine, autore del dipinto Francesco Morani figlio di Giovanni, e La disputa di Gesù al tempio).

I discendenti di Fortunato

Francesco, Vincenzo, Domenico e Giovanni, figli di Fortunato e di Pasqualina Mamone, si formarono nella bottega del padre.(11)(12)
Francesco, il primogenito, di cui è incerta la data di nascita e che morì a Polistena nel 1878, si specializzò in opere devozionali e realizzò sculture e decorazioni per diverse chiese della zona di Reggio Calabria. Si ricordano in particolare una statua e gli stucchi nella Chiesa di San Francesco di Paola e le decorazioni della Chiesa di Maria Santissima del Rosario – a cui lavorò insieme al fratello Vincenzo – a Polistena.(7)

Vincenzo, nato a Polistena nel 1809, divenne un affermato pittore e decoratore. Si formò inizialmente nella bottega del padre e in seguito a Napoli. Mutò il cognome paterno in Morani, sia perché spesso i fratelli firmavano le proprie opere collettivamente ed erano conosciuti come “i Morani”, sia per ricalcare i cognomi dei grandi artisti dell’epoca, molti dei quali terminanti con una i. Dopo aver raggiunto una certa notorietà nel regno borbonico si trasferì nel 1834 a Roma, dove visse e lavorò fino alla morte nel 1870. (13)(7)(14)(15) Ebbe un figlio, Alessandro, anch’egli pittore e decoratore.(16)

Domenico, terzogenito di Fortunato, nacque a Polistena nel 1824 e si trasferì a Roma insieme al fratello maggiore Vincenzo; fu allievo di Pietro Tenerani e divenne uno scultore di opere in gesso e marmo di stile purista. Nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma è conservato un suo angelo in marmo.(17) Nel 1843 realizzò due sculture raffiguranti Menandro e Hendel per il teatro di Villa Torlonia. Una sua statua raffigurante Silvia, personaggio dell’opera Aminta di Torquato Tasso, fu esposta a Firenze nel 1861. Nel Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli è infine conservato un suo busto raffigurante Vincenzo Bellini.(7)

Foto di Vincenzo Guerrisi

Nella  Chiesa della Madonna della Catena, ospita al suo interno una statua della Madonna della Catena in cartapesta, copia di una in legno di Fortunato, distrutta in un incendio, una statua lignea di San Giuseppe, dello stesso autore.(25)

Madonna della catena
Madonna della Catena foto di Vincenzo Guerrisi

 I discendenti di Francesco

Mariarosa Morani, figlia di Francesco, sposò Fortunato Jerace dando alla luce sette figli, tra cui Francesco, Vincenzo e Gaetano Jerace, che seguirono la vocazione artistica di famiglia. Francesco fu pittore e scultore e apprese i primi rudimenti artistici nello studio del nonno materno Francesco;(18) Vincenzo fu uno scultore animalista ed è ricordato per la decorazione del palazzo del duca di Guardialombarda a Napoli;(19) Gaetano fu un pittore specializzato in paesaggi e scorci marinari.(20)

  Foto di Vincenzo Guerrisi

I discendenti di Maria Rosa

La figlia di Fortunato, Maria Stella sposa Raffaele Longo di San Giorgio Morgeto, diede alla luce: Felice (musicista), e Fortunato (scultore).

Il comune di Polistena li ricorda cosi:

 Foto di Vincenzo Guerrisi

Per quanto riguarda lo stemma della famiglia(6)(11) che si trova sulla facciata della casa, non  sappiamo se questa famiglia apparteneva alla nobil casa dei Morano di Gagliato (provincia di Catanzaro, i suoi discendenti dichiarano di si).(22) Una cosa e sicura, Fortunato Morano era un umile artigiano, che con la sua dinastia ha reso grande la nostra Polistena.

Stemma Murano foto Vncenzo Guerrisi
Stemma famiglia Morano-i foto Vincenzo Guerrisi

Guardano delle vecchi foto della famiglia Giffone, ho scoperto che nel 1933, Vincenzo Jerace, regalo una foto al Marchese Orazio Giffone

 Foto di Vincenzo Guerrisi

Il viso di questa busto, sembra quello del Redentore opera bronzea collocata su una cima del monte Ortobene, presso Nuoro ad un’altezza di 925 metri slm. Opera dello scultore Vincenzo Jerace, venne eretta nel 1901 in occasione della celebrazione del Giubileo.(23)

Se si guarda la firma, sulla foto regalata al Marchese, Vincenzo si firma cosi V. L. JERACE. Anche sulla statua del Redentore la stessa firma Vincenzo Luisa Jerace. Sul palmo della mano benedicente, rivolta verso la città di Nuoro, l’artista fece incidere la dedica: A Luisa Jerace, morta mentre il suo Vincenzo la scolpiva.(23) Ai piedi della formazione rocciosa sulla quale è collocata la statua vi è una lapide. Dedicata a Luisa contessa Pompeati Jerace, moglie dello scultore, deceduta nell’aprile del 1901. La leggenda narra che morì alla vista della statua, impressionata dalla sua mole.(24)

I due busti di Manfredo Giffone figlio di Orazio.

 Foto di Vincenzo Guerrisi

(1) Rosa Maria Cagliostro, Atlante del barocco in Italia: Calabria, De Luca Editori d’Arte, 2002, ISBN 8880164538. URL consultato il 9 dicembre 2013

(2) Comune di Polistena

(3) A. Caruso, La famiglia Morani di Polistena, in Calabria Letteraria, XL (1992), 7-9, pp. 99 s.

(4) Fortunato Morano p.143

(5) L’ORIGINARIA CASA DEI MORANI FU QUELLA … – L’Alba della Piana

(6) La Bottega dei Morani storia nobiliare – Digilander – Libero

(7) Vincenzo Morani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(8) Santuario di Maria Santissima dell’Itria di Polistena – guida e …

(9) Francesco Morani Chiesa di Sant’Anna Polistena…

(10) Le Chiese – .:: Comune di Polistena – portale istituzionale

(11)  GAGLIATO (Provincia di Catanzaro) – Calabresi.net.- Lo stemma in pietra che si trova sulla casa di Polistena e quello che sta a indicare il cognome della famiglia Morano che Gioacchino da Fiore indicò: “nobile famiglia di Giuristi di Catanzaro”, Gagliato è in territorio di Catanzaro dove i Morano possedevano un feudo e poi furono spodestati dai Sanseverino.

(12) Della Calabria illustrata i Morano

(13) 800 Calabrese – Galleria Il Triangolo

(14) Vincenzo Morani – Storia

(15) I dipinti / La collezione – Museo di Roma in Trastevere

(16) Alessandro Morani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(17) Basilica dei Ss. XII Apostoli di Roma, frescobaldifestival.it. URL consultato il 25/04/2017.

(18) Francesco Jerace, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(19) Vincenzo Jerace, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

(20) Gaetano Jerace, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

(21) Chiesa di Sant’Anna: guida su cosa vedere e visitare a Polistena

(22)  Nel 1856 Francesco Morani acquista la casa di via Domenicani …

(23)  Breve storia della festa del Redentore

(24) Omaggio a Luisa Jerace – 11 gennaio 2014 – La Nuova Sardegna

(25) Chiesa della Madonna della Catena di Polistena

(26)

(27) Storia di Polistena R.C. canzone Polistena Angelo Furfaro

(28) POLISTENA foto di un tempo come eravamo

 

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