Il Vescovo di Mileto Marco Antonio del Tufo (21 ottobre 1585 – 1606 deceduto), descrive la chiesa della Catena di Polistena, come cappella della Catena (anno 1515) e che il suo rendimento annuo godeva di sei carlini, secondo quanto si ricava dai rilievi di Consalvo Ernandes di Cordova (Montilla, 1 settembre 1453 – Granada 2 dicembre 1515), Gran Capitano del Regno di Napoli, vicerè e generale spagnolo, feudatario di Polistena. (1)

L’origine della festa della Madonna della Catena di Polistena, secondo la testimonianza di Girolamo Marafioti (1567- dopo il 1626, umanista, presbitero e storico), risale alla fine del 1500. Nel suo libro del 1601 il Marafioti ci racconta: ”in occasione della festività della Madonna …tra le altre allegrezze, si costumavano i giochi della lotta e della corsa, con la proposta di un onoratissimo  premio al vincitore”.(2)

Domenico Maria Valensise (13 dicembre 1832 – 17 gennaio 1916, teologo e vescovo cattolico italiano): ”Quante alle Chiese di S. Maria del Campo, e S. Maria della Catena, il Marafioti ci fa sapere che erano site in un campo oltre il fiume Vacale, e che nella festività della prima costumavansi dal popolo i giuochi della lotta e del corso, e che davansi ai vincitori larghissimi premi”. (3)

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Vecchia foto della chiesa della Catena, il giorno della festa della Madonna, che si celebra la IV domenica dopo Pasqua (si assiste ad un pellegrinaggio di massa degli abitanti dei paesi vicini, foto gentilmente concessa dall’amico Antonio Cammareri).

La  festa della Madonna di Polistena, si celebra la IV domenica dopo Pasqua. Si assiste ad un pellegrinaggio di massa degli abitanti dei paesi vicini. L’immagine della Madonna nell’atto di dare la libertà allo schiavo incatenato, è stata intepretata come un simbolo, per gli emigrati e immigrati, delle partorienti e dei carcerati.

Madonna della catenaFoto processione Madonna della Catena di Polistena “anni 50-60”, a sinistra dietro il signore con il cappello, Vincenzo Cacciatore a fianco della statua (tale culto era stato fondato da suo zio Giuseppe Nicastro, fondatore nel 1894 della chiesa della Catena, Vincenzo Cacciatore era  figlio di Rosaria Nicastro).

La chiesa della Madonna della Catena,  fu eretta sui ruderi della chiesa di San Nicola distrutta dal terremoto del 1783 (la chiesa dedicata a San Nicola da Tolentino 1245-1305, è stato un frate dell’Ordine di Sant’Agostino). Fondata nel 1894 da Giuseppe Nicastro, l’intento del Nicastro era di rievocare la memoria di una più antica chiesetta dello stesso titolo, che sorgeva oltre il fiume Vacale.(2)(3)

004 (5) - Copia
Foto (di Vincenzo Guerrisi) processione della Madonna della Catena di Polistena “anni 50-60”.
004 (4) - Copia
Foto (di Vincenzo Guerrisi) processione della Madonna della Catena di Polistena “anni 50-60”.

La chiesa ospita al suo interno una statua della Madonna della Catena in cartapesta, copia di una in legno di Francesco Morani, distrutta in un incendio, negli anni cinquanta.(4)

Madonna-della-Catena-PolistenaChiesa della Catena

Nel Marzo del 1999 nell’Ufficio della Diocesi Oppido–Palmi venne stipulata tra Cesare Nicastro (nipote di Giuseppe Nicastro fondatore della chiesa) e Mons. Domenico Crusco  una Convenzione che disciplina l’amministazione, la gestione e i tempi di utilizzo dell’Edificio. Da tale data la chiesa della Catena, rientra nei confini della Parrocchia di S. Marina Vergine (Duomo di Polistena).(6)

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Libro sul Santuario di Laurignano del 1933, Maria Ss. della Catena
004 (3)
Maria Ss. della Catena, Santuario di Laurignano (CS).

Dove nasce il culto della Madonna della Catena

Il culto della Madonna nasce a Palermo nel 1392, si racconta  nel libro di A. Mongitore che  tre uomini furono ingiustamente condannati, condotti a Piazza Marina il 18 di agosto, dove avrebbero dovuto essere impiccati. Proprio mentre stavano preparando le forche, si scatenò un gran temporale che costrinse i carnefici a rifugiarsi nella Chiesa. In attesa che si potesse riprendere l’esecuzione, i tre condannati furono legati con doppie catene all’altare della Vergine, ma il temporale continuò per l’intera giornata, e le guardie dovettero passare la notte nella chiesetta per sorvegliarli. I tre si portarono lacrimando ai piedi della Madonna invocandola col titolo di Vergine delle Grazie e cominciarono a pregarla insistentemente, e a un tratto, mentre i soldati cadevano in un profondo sonno, le catene che trattenevano i tre si spezzarono e la voce della Madonna li rassicurò “Andate pure in libertà e non temete cosa alcuna: il divino Infante che tengo tra le braccia ha già accolto le vostre preghiere e vi ha concesso la vita!”.(5)

001 - CopiaRara immaginetta Maria ss. della Catena, protettrice degli emigrati, delle partorienti e dei carcerati.

Le catene caddero senza far rumore e la porta si spalancò, i tre innocenti uscirono dal tempio e le guardie si svegliarono solo all’alba. Subito i soldati riuscirono a riprendere i fuggitivi ma furono fermati dal popolo che ricorse al re Martino I. Quando questo andò nella chiesetta, coi propri occhi constatò il miracolo: le catene si erano infrante.

Subito l’eco del miracolo si diffuse ovunque, e frotte di pellegrini giunsero alla chiesa che ormai era chiamata “della Catena”. I miracoli si moltiplicarono e la Madonna della Catena divenne patrona di molti comuni dell’isola e venerata in tantissimi altri, e il suo culto arrivò in tutto il Sud Italia.(5)

(Scritto da Vincenzo Guerrisi)

 

(1) Rocco Liberti, il culto della Madonna della Catena nell’Italia Meridionale 1997.

(2) Girolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria.  Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601. http://books.google.it/books?id=LlawjHUbv9UC&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false Consultabile on line in Google Libri

(3) Monografia di Polistena, del sacerdote Domenico Valensise 1863 http://books.google.it/books?id=EOTFzoLCVdUC&pg=PA96,M1#PPA95,M1

(4) http://www.madonnadellacatena.it/?page_id=227

(5) A.Mongitore, Palermo Divoto di Maria Vergine e Maria Vergine Protettrice di Palermo, vol 1., Palermo, 1719/1720, p. 299.

(6) Fusco, Polistena storia sociale e politica 1221-1979.

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

 

 

 

 

 

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