Santa Marina Vergine (Santa Marina di Bitinia) protettrice dei Polistenesi. L’origine della festa è molto antica, viene celebrata con la ”Teoria dei Santi” (ovvero la ”Processione delle statue di Polistena”) dal periodo post terremoto del 1783, che provocò oltre 2271 vittime,(1) distruggendo l’intera Polistena.

Foto storica di Santa Marina di Bitinia patrona di Polistena, una delle più belle della mia collezione. Ripropone la nostra S. Marina con la reliquia del suo corpo, una costola sinistra concessione del Cardinale Trevisanato (nel 1870).
Foto storica di Santa Marina di Bitinia patrona di Polistena, una delle più belle della mia collezione. Ripropone la nostra S. Marina con la reliquia del suo corpo, una costola sinistra concessione del Cardinale Trevisanato (nel 1870).

Quando Polistena si riprese da questa calamità ha avuto la necessità di ricorrere all’intercessione della Santa Patrona e di tutti i Santi presenti nella cittadina, portandoli in festa per le vie del paese, questa usanza fu praticata sino al 1960; solo quarant’anni dopo, era il 1998, la processione con la ”Teoria dei Santi” fu ripristinata grazie alla volontà dell’arciprete Don Giuseppe Demasi e da un comitato che sostiene questa importante tradizione.

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Vecchio quadro raffigurante Santa Marina che raccomanda Polistena a Gesù. Giovanni Russo, libro del 1985 ”POLISTENA NELLE IMMAGINI DI IERI”.

Nei ruderi della Chiesa di San Rocco, agli inizi del 1900, si ritrovò un medaglione in marmo che raffigurava la protettrice di Polistena in veste da monaco con una palma nella mano sinistra e a fianco un bambino. Si pensa che la chiesa Matrice fosse intitolata a Santa Marina sin dalla fondazione di Polistena 1020-1050 circa, per molti secoli si confuse Santa Marina con Santa Margherita, ma la parrocchia risulti da sempre dedicata a Santa Marina.

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Lo stemma di Santa Marina 1832.
Santa Marina di Bitinia protettrice di Polistena  Si racconta che quando Polistena si riprese dal terribile terremoto del 1783, ha avuto la necessità di ricorrere all ’intercessione della santa patrona e di tutti i santi presenti nella cittadina, portandoli in festa per le vie del paese.
Santa Marina di Bitinia protettrice di Polistena. Si racconta che quando Polistena si riprese dal terribile terremoto del 1783, ha avuto la necessità di ricorrere all ’intercessione della Santa Patrona e di tutti i Santi presenti nella cittadina, portandoli in festa per le vie del paese.

Polistena da tempo immemorabile, ha avuto il suo stemma. Girolamo Marafioti, erudito del XVII secolo, nel suo libro ”Croniche, et antichita di Calabria” dichiarava che Polistena si chiamava Santa Marina.

Padre Girolamo basò la sua opera sulle informazione contenute in un antico documento trovato a Sinopoli assieme al castelliere Marcantonio Carnivale. Nel più antico stemma della città di Polistena era raffigurata la protettrice dei polistenesi. Lo stemma fu in uso fino ai primi del Ottocento, epoca dalla quale si presume essere stato adottato l’attuale stemma.

« Più basso di S.Giorgio nella pianura si vede un’altra habitatione chiamata anticamenta S.Marina, come dimostraremo di sotto, hoggi si chiama Polistina »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601.)
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Libro scritto da mio zio. ”La vita di S.Marina” vergine di Bitinia protettrice della città di Polistena, 23 settembre 1943 Stab. Tip. C. Colombo – Polistena.
Perché Mons. Luigi Guido (1879-1957) scrive il libro per Santa Marina. ”La vita di S.Marina” vergine di Bitinia protettrice della città di Polistena'' (23 settembre 1943 Stab. Tip. C. Colombo – Polistena).  Storia della Reliquia di Santa Marina a Polistena.
Mons. Luigi Guido (1879-1957). ”La vita di S.Marina” vergine di Bitinia protettrice della città di Polistena” (23 settembre 1943 Stab. Tip. C. Colombo – Polistena).
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”La vita di S.Marina” vergine di Bitinia protettrice della città di Polistena, 23 settembre 1943 Stab. Tip. C. Colombo – Polistena.
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Ragione del libro Mons. L. Guido.
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Storia della Reliquia di Santa Marina a Polistena.
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Il Pacichelli, riproduce in rame la città di Polistena data 1701, con lo stemma di Santa Marina (a destra), che calca sotto i piedi un drago, e che stringe con la mano sinistra una catena cui lo tiene legato, e con la destra una palma in segno di vittori.

Storia di Santa Marina

Santa Marina fu una monaca, presumibilmente nata in Bitinia da genitori cristiani nel 725 circa  (antica regione dell’Asia Minore) caratterizzata dalla singolare e romanzesca storia d’aver vissuto, per anni, sotto le finte spoglie maschili di Marino.

Dopo la morte della madre, il padre, di nome Eugenio, ancora addolorato per la perdita dell’amata moglie, decise di ritirarsi in un convento  a Canobin, in Libano. Marina in cuor suo era molto triste per la lontananza dell’amato padre. Anche Eugenio soffriva molto. Allora un giorno, recatosi dall’abate, mediante un innocuo stratagemma, disse che a casa aveva un figlio, il quale aveva espresso ripetutamente il desiderio di poter entrare nel convento. L’Abate, commosso, consentì ad Eugenio di poter portare il figlio.

Marina entrò in convento con il nome di fra’ Marino, vestendosi da uomo, in quanto non era ammesso alle donne entrarvi. Il padre le aveva tagliato i lunghi capelli, inoltre i frati vivevano in celle molto buie indossando un grande cappuccio che copriva il loro volto. Restò in convento anche dopo la morte del padre, conducendo vita monastica e seguendo gli insegnamenti dell’amato padre.

Marina durante un lungo viaggio, per raccogliere provviste per il convento, con alcuni confratelli passò la notte in una locanda. La figlia del locandiere, rimasta incinta di un soldato la notte stessa, accusò successivamente il “monaco Marino” del misfatto. I genitori della ragazza, infuriati, corsero al convento e raccontarono tutto all’abate, che rimase allibito, non credendo per nulla alle accuse che venivano rivolte verso uno dei suoi frati.

L’abate, addolorato, la cacciò immediatamente dal convento e le fu affidato, subito dopo lo svezzamento, il bambino, che secondo la tradizione si chiamava Fortunato, e che allevò con mezzi di fortuna. Restò sempre nei dintorni del convento facendo penitenza per una colpa che non aveva mai commesso ed elemosinando il poco cibo che serviva per il piccolo Fortunato.

Finalmente, dopo tre lunghi anni, dietro intercessione dei frati, che mai avevano creduto all’accusa verso il confratello, l’abate riammise in convento fra’ Marino, a condizione che si mettesse al completo servizio dei frati. Ma troppo duri erano stati i sacrifici, tanto che avevano colpito il fisico di Marina. Poco tempo dopo, nel 740 circa, infatti morì. I monaci, mentre lo svestivano, prima della sepoltura, fecero la sorprendente scoperta e capirono allora di quale grossa diffamazione fosse stata vittima e l’ammirarono per la sua grande rassegnazione. Grande fu la commozione dell’abate e dei confratelli davanti al corpo di Marina.

Nei secoli passati si era ipotizzato che la monaca travestita da monaco provenisse da Alessandria d’Egitto, ed era ricordata soprattutto il 18 giugno. Ricerche storiche successive, più accreditate, la danno invece originaria della Bitinia, e la sua data di ricorrenza fu poi rimpiazzata da quella della monaca italiana Beata Marina di Spoleto, mentre l’ultima revisione del Martirologio Romano ricorda oggi quella della Bitinia sia il 18 giugno sia il giorno 17 luglio.

Fu sepolta nel convento, da dove fu trasferita dopo qualche tempo in Romania ed infine a Venezia, ove ancora oggi si venera il suo corpo incorrotto.

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Corpo di Santa Marina Vergine, nella chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia.

Durante la festa patronale del 2000, a Polistena, da Venezia sono giunte le spoglie della santa, le quali sono rimaste per una settimana nella chiesa di Santa Marina Vergine delle rispettive città; dove vi si custodisce una Reliquia del suo corpo, una costola sinistra concessione del Cardinale Trevisanato (nel 1870). Ogni anno viene festeggiata Santa Marina Vergine in Agosto.

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Statua di Santa Marina Vergine, posta sull’altare maggiore del Duomo di Polistena. Abito Monacale, Crocifisso, giglio, bambino di nome Fortunato.
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Simulacro in legno di Santa Marina vergine, patrona e protettrice di Polistena, Reggio Calabria. Abito Monacale, Crocifisso, giglio, bambino di nome Fortunato (opera di Vincenzo Zaffiro nel 1835).
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Libro di mio zio Mons. Luigi Guido, ”La vita di Santa Marina”

 

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Dipinto (GRILLO-ZIMATORE), la cacciata dal convento di Santa Marina (foto Antonio Cammareri). Parrocchia Santa Marina di Polistena.
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Dipinto (GRILLO-ZIMATORE), la morte di Santa Marina (foto Antonio Cammareri). Parrocchia Santa Marina di Polistena.
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Polistena, vecchia foto della processione di Santa Marina (foto Antonio Cammareri).
PREGHIERA A SANTA MARINA 🙏 Da recitarsi specialmente in tempi di calamità e di grandi dolori In quest' ora di grande tribolazione, con gli occhi pieni di lacrime, fiduciosi ricorriamo a Voi, o gloriosa S. Marina, per implorare protezione ed aiuto. Il nostro cuore geme e sanguina per tante miserie e dolori, che da ogni parte ci circondano. Il Signore giustamente ci castiga per i nostri peccati. Ma per i meriti grandi che avete presso Dio, Voi ottenete per il vostro popolo devoto misericordia e perdono. Noi vi preghiamo, o nostra Santa avvocata, che per vostra intercessione il Signore ci salvi e ci liberi da qualunque flagello, ma specialmente dalla guerra, dalla fame dalla peste (dal Corona Virus) e dalla morte improvvisa, straziante e disgraziata.  Stendete, o eccelsa Eroina, su di noi, sulle nostre famiglie e sui nostri cari, presenti e lontani, le ali del vostro potente patrocinio, e soccorreteci in tutte le nostre necessità spirituali e temporali. Difendeteci nelle avversità della vita, sollevatevi nella afflizioni, e nelle ore tristi consolateci. E poiché siete l'angelo tutelare della nostra città, Voi custoditeci e liberateci da ogni male. Fate, o grande nostra Patrona, che noi, fuggendo il peccato, sul vostro esempio, possiamo amare Dio e il nostro prossimo; e con la fede ereditata dai nostri padri, da veri cristiani possiamo santamente vivere e morire. Santa Marina, ricordatevi che Polistena , è nostra!... Pregate, per noi!... Noi confidiamo in Voi. Indulgenza di 100 giorni concessa dall' Ecc.mo nostro Pastore, Mons. Paolo Albera, Vescovo di Mileto. Dal libro scritto da mio zio, Mons. Luigi Guido ''La vita di S. Marina'' protettrice della città di Polistena. Mileto, 23 settembre 1943.
PREGHIERA A SANTA MARINA 🙏 Da recitarsi specialmente in tempi di calamità e di grandi dolori In quest’ ora di grande tribolazione, con gli occhi pieni di lacrime, fiduciosi ricorriamo a Voi, o gloriosa S. Marina, per implorare protezione ed aiuto. Il nostro cuore geme e sanguina per tante miserie e dolori, che da ogni parte ci circondano. Il Signore giustamente ci castiga per i nostri peccati. Ma per i meriti grandi che avete presso Dio, Voi ottenete per il vostro popolo devoto misericordia e perdono. Noi vi preghiamo, o nostra Santa avvocata, che per vostra intercessione il Signore ci salvi e ci liberi da qualunque flagello, ma specialmente dalla guerra, dalla fame dalla peste (dal Corona Virus) e dalla morte improvvisa, straziante e disgraziata. Stendete, o eccelsa Eroina, su di noi, sulle nostre famiglie e sui nostri cari, presenti e lontani, le ali del vostro potente patrocinio, e soccorreteci in tutte le nostre necessità spirituali e temporali. Difendeteci nelle avversità della vita, sollevatevi nella afflizioni, e nelle ore tristi consolateci. E poiché siete l’angelo tutelare della nostra città, Voi custoditeci e liberateci da ogni male. Fate, o grande nostra Patrona, che noi, fuggendo il peccato, sul vostro esempio, possiamo amare Dio e il nostro prossimo; e con la fede ereditata dai nostri padri, da veri cristiani possiamo santamente vivere e morire. Santa Marina, ricordatevi che Polistena , è nostra!… Pregate, per noi!… Noi confidiamo in Voi. Indulgenza di 100 giorni concessa dall’ Ecc.mo nostro Pastore, Mons. Paolo Albera, Vescovo di Mileto. Dal libro scritto da mio zio, Mons. Luigi Guido ”La vita di S. Marina” protettrice della città di Polistena. Mileto, 23 settembre 1943.

Santa Marina di Bitinia protettrice di Polistena

https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2018/09/04/santa-marina-di-bitinia-protettrice-di-polistena/

 

(1) La Chiesa di Sant’Anna è la più antica chiesa di Polistena. Fu infatti l’unico edificio a resistere al terremoto del 1783 che rase al suolo l’intera città. Infatti come dice Domenico Valensise, la chiesa non solo resistette al terremoto ma rimase anche aperta al culto e accolse le ceneri dei polistenesi periti nel flagello. I cadaveri secondo il Grimaldi furono 2271, e secondo altri scrittori ancora di più. I cadaveri vennero trasportati nel largo antistante la Chiesa della SS. Trinità, dove vennero bruciati e le ceneri, una volta raccolte, vennero tumulate nella Cappella. A memoria di tale fatto fu posta un’iscrizione cancellata dall’umidità e dal tempo, su cui si può ancora leggere la parola EXSTINCTOS. La chiesa sorge al di sotto di Piazzale Trinità, vicino al Chiesa della Trinità.

(2) Girolamo Marafioti, Padova , Ad instanza de gl’Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981-

https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2019/01/06/chroniche-et-antichita-di-calabria-girolamo-marafioti/

(3) Domenico Valensise, monografia di Polistena 1863

https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/06/26/domenico-valensise-monografia-di-polistena/

(4) Giovanni Russo, Lo Stemma Municipale della Città di Polistena.

(5) Santa Marina Vergine, iconografia e culto in Italia, su cartantica.it.

(6) Santa Marina (Marino), in Santi, beati e testimoni – Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

(7) Mons. Luigi Gudo (1879-1957), ”La vita di S.Marina” vergine di Bitinia protettrice della città di Polistena, 23 settembre 1943 Stab. Tip. C. Colombo – Polistena.

https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/05/01/monsignor-luigi-guido-e-la-chiesa-di-santanna/?fbclid=IwAR3Uu_71IPWRVzWCuu0yGwXKs1j9f-A_NTdwRg_pyE6rAw1R5uejHddJExA

 

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