Il nuovo ospedale di Polistena del 1971

La fondazione del nuovo ospedale di Polistena avvenne nel 1971,  ad opera del cav. Orazio Giffone (1) e del suo valido collaboratore, il primario chirurgo dr. Elio Monticelli. Il costo dell’opera è stato elevato da lire 700 milioni a lire un miliardo.

Le prime indicazioni circa un ospedale a Polistena sono dei frati Osservanti nel 1537,  i francescani furono i principali propagatori del culto e della dottrina dell’Immacolata Concezione, la chiesa dell’Immacolata Concezione, apparteneva ai Frati Minori Osservanti, l’ospedale aveva sede nella chiesa.

L’abito francescano in un’incisione del 1904

Nel 1905, con fondi privati, in prossimità della chiesa dell’Immacolata Concezione, ci fu la fondazione del primo ospedale . Contribuirono in particolare Giuseppe Valensise e Giuseppe Milano (Principe di Ardore) e sua moglie. Contattato da Francesco Jerace, partecipò inoltre il Comitato Ungherese costituitosi per prestare soccorso alle comunità colpite dal terremoto del 1908.

Vecchio Ospedale di Polistena  chiesa dell'Immacolata Concezione.
Vecchio Ospedale di Polistena chiesa dell’Immacolata Concezione.

L’acquisto di un’autobulanza per l’ospedale fu nel 1973, su iniziativa di Raffaele Lagamba (polistenese), con i soci del Circolo dei Calabresi di New York .

Autoambulanza1973 infer. Guerrisi-Giovinazzo

La prima sala operatoria fu realizzata nel 1947, quando l’ospedale viene ammodernato, a tale risultato contribuì il medico chirurgo Antonino Guerrisi (1900-1968), direttore sanitario dal 1947 al 1960. Il 10 dicembre 1974 viene inaugurata l’attuale sede del nosocomio.

Articoli del nuovo ospedale del 1971.

Ultimazione dei lavori Giffone Monticelli

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Valensise, Giuseppe Lombardi e Orazio Giffone

A sinistra Valensise con i suoi cugini Giuseppe Lombardi e Orazio Giffone.

(1) Orazio Giffone cognato di Giuseppe Lombardi  Podestà  (Sindaci di Polistena )  del comune di Polistena dal 1935 al 1941. Giuseppe Lombardi – Arte e Storia VG

(2) La Nobile Famiglia Giffone – Arte e Storia VG

(3) Luigi Giffone guru dello space planning – Arte e Storia VG

(5) Orazio Giffone e il nuovo ospedale di Polistena del 1971 su YOU TUBE

(6) CALABRIA-Polistena-Tropea (Giffone Famiglia) canzone Angelo Furfaro

(7) Storia del paese di Giffone (RC) fondato dalla famiglia Giffone di Polistena Cinquefrondi Tropea 

Santuario dell’isola di Tropea

Satuario

La  chiesa dell’isola si trova a Tropea, sulla rupe posta difronte alla città, una rupe che un tempo  era  circondata completamente dal mare. Già nel 1066, l’isola appare menzionata quando fu fusa la porta di bronzo della Badia Cassinese, per commissione dell’abate di Montecassino Desiderio.(1)(2)

Non si sa molto delle origini della chiesetta, più volte soggetta a interventi di manutenzione. Probabilmente fu eretta nel periodo dei bizantini, tra il sesto e nono secolo. Per molti anni appartenne ai monaci basiliani e a partire dall’undicesimo secolo vi abitarono i monaci Benedettini. Fu proprio Roberto il Guiscardo, il duca normanno, a volere il passaggio dal rito greco a quello latino, intorno al 1060. In seguito ai terremoti del 1783 e del 1905, si conserva ben poco della struttura originaria. La scala che si percorre per raggiungerla è stata realizzata intorno al 1810.(3)(4)(5)(6)

 

1) Una Chiesa Medioevale da riscoprire, S. Maria dell’Isola di Tropea di …

2) Santa Maria di Tropea, possedimento 

3) Pro loco Tropea – Chiesa di Santa Maria dell’Isola

4) La chiesa dell’isola di Tropea – infotropea 

5) Santuario Santa Maria dell’Isola a Tropea – Calabria Vacanze …

6) Interno della chiesa – Foto di Santuario Santa Maria dell’Isola, Tropea …

Palazzo Giffone di Tropea

Palazzo Giffone

Palazzo Giffone un tempo dell’omonima famiglia nobili di Tropea e Polistena. Risalente alla prima metà dell’800, ubicato in pieno centro storico in largo Galluppi, è costituito da 3 piani, un androne interno con volta a botte ed un cortile dal quale si accede ai piani superiori.(1) 

Oggi il palazzo appartiene al patrimonio demaniale, su cui da decenni si dovrebbero effettuare lavori di restauro.(2)(3)(4)(5)

Stemma Famiglia Giffone Tropea                                 Stemma famiglia Giffone di Tropea

 

(1) Tropea – Palazzo Giffone – Gazzettino di Tropea e dintorni

(2) Tropea Magazine – I Sindaci di Tropea 1321 a oggi 

(3) Tropea- Francesco Puglisi Pama Graphicolor Rimini 1984

(4) Tropea- Francesco Laganà Pellegrini Editore Cosenza 2011

(5) Dossier Tropea- Giuseppe Lonetti Romano Edizioni Tropea 1990

 

 

 

Domenico Valensise Monografia di Polistena

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Domenico Valensise, nato a Polistena il 13 dicembre 1832 e morto  il 17 gennaio 1916.(1)(2)(3) Ordinato giovanissimo sacerdote, conseguì la laurea in teologia a Napoli. (4) Fu nominato Canonico e Giudice sinodale della diocesi di Mileto.  Nel 1888 Leone XIII lo elesse Vescovo di Ascolana e poi Nicastro. Colpito da male agli occhi, rinuncio alla diocesi all’inizio del ‘900,  per rimeritarlo delle sue virtù il sommo Pontefice, lo promosse Arcivescovo titolare di Ossirinco (antica sede metropolitana d’Eggito). Nel 1914 Pio X gli conferisce l’alto grado di assistente al soglio Pontificio col titolo di Conte Romano.

La prima pubblicazione di Monografia di Polistena, fu a Napoli nel 1863. (5)(6)(7)(8)

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Nel frattempo andavano susseguendosi le sue pubblicazioni, e la fama di teologo, letterato, storico e poeta. Meritò di essere iscritto a varie e importanti  accademie, tra le più importanti; la buona novella di Firenze, l’accademia cosentina, la Filosofico-medica S. Tommaso di Bologna, L’immacolata di Roma.

Cenni storici su Polistena.

« Delle più celebri terre della Calabria è quella di S.Giorgio detta prima Morgezia, per essere stata edificata da Morgete figliuolo di Italo; ma in progresso di tempo essendo in detta terra edificala la Chiesa con un celebre Monastero di Monaci Basiliani sotto il titolo di S. Giorgio, per la somma divozione di tal Santo e concorso di popoli che venivano da remotissime parti ad adorarlo, lasciato il nome di Morgeto si disse questa terra S. Giorgio; alla quale va unita la terra di Polistena, cos’i detta per essere stata edificata da Polissena Ambiente, cittadina di detta terra di S. Giorgio, nel tempo di Re Roberto in un aulico suo Feudo, dal cui nome poi corrottamente si disse Polistena, come viene notato dal P. Girolamo Marafioti dei Minori Osservanti nelle sue Cronache di Calabria. »
(Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.167)

Tra i pochi poi che di Polistena scrivendo si siano, come da principio dicemmo, per l’aggiunta di qualche nuova cosa dal Marafioti scostati voglionsi annoverare il Vivenzio, il Caristena, il Grimaldi ed il Sacco. Questi infatti concordemente affermano esser stata Polistena sotto l’imperio greco fondata, e dall’ Imperadore Federico notevolmente ingrandita. Ma per quanto gradite, ed alla patria nostra onorevoli potessero tornare cosiffatte notizie, non vi a documento che li confermi. Sia pero che si voglia di ciò; ed aggiusti pure il lettore quella fede che gli piace all’autorità del Grimaldi, del Sacco, del Caristena, e del Vivenzio; a noi, che tutte sul proposito abbiam cercate le biblioteche e il grande Archivio del Regno, e dato poter con osservanza affermare la origine della patria nostra andar tuttora ignorata, e quanto dai prelodati autori sulla stessa fu scritto non iscontrar nell’istoria documento di sorta.

La vicinanza di Altanum con Polistena

L’origine di questa città perdersi nella oscurezza dei tempi: ma ne fanno parola l’Itinerario di Antonino, Diodoro nel terzo libro delle guerre di Africa, e Proclo nella narrazione delle guerre dei siracusani. Totila l’ebbe abbattuta, e in segno di dispregio al nome di Altano surrogò quello di Casignana. Or sebbene  la vicinanza di questa città e la emigrazione dei suoi cittadini seguita nel 1059, epoca appunto circa la quale si crede nata la nostra Polistena.

Quelli che tengono come certa la notizia data dai suddetti cronisti, cioè, che Polistena sia surta sotto lo Impero di Oriente, in congetturando circa i fondatori di essa credono si fossero i cittadini di Altano. E a sapere per tanto, che a tre miglia da Polistena su certo spianato delle montagne sonovi alcuni ruderi  diconsi avanzi del distrutto Altano; ed il luogo va detto S. Eusebio, che si vuol di quello originario. Domenico Valensise, Monografia di Polistena, Napoli, Tipografia di Vincenzo Marchese, 1863, pp. 21-25.(9)

 

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(1) Convegno sulla morte di mons. Domenico Maria Valensise – Calabria …

(2) Polistena, convegno centenario morte Mons. Valensise | ApprodoNews

(3) centenario morte Mons. Valensise | ApprodoNews

(4) La Civiltà cattolica

(5) D. Valensise, Monografia di Polistena, 1863 – Scribd

(6) Monografia di Polistena – Domenico Valensise – Google Books

(7) Monografia di Polistena : Valensise, Domenico, 1832-1916 : Free …

(8) Monografia di Polistena – Franco Pancallo Editore

(9) Polistena vista da Altanum

 

 

Dal conte Warin ai Guerrisi-Guerrini

Il  conte Guerino o Warin di Provenza in Francia, conte di Alvernia, Autun e di Provenza.

Conte d’Alvernia dall’819 all’839 di Provenza dall’830 circa all’845 e conte di Autun dall’832 alla sua morte 853. (1)     Guerino di Provenza     Guerino I d’Alvernia    Guerino di Turgovia.

Guerino di Turgovia stemma dei Welfen

Secondo il cronista Ekkehard IV, la discendenza nobile della casata alla famiglia dei Welfen o Guelfi, viene fatta risalire al conte Warin o Guerino di Turgovia in qualità di administratores Alamanniae.

A sinistra in alto, lo stemma di Guerino e Adelinde fondatori dell’Abbazia di Buchau nel 770.

Guerino di Provenza nipote di Guerino di Turgovia , definito illustre conte viene citato in altri due documenti delle Caroli Calvi Diplomata, rispettivamente la n° LXXI, dell’847 e la LXXXVI, dell’849, di donazioni del re dei Franchi occidentali, Carlo il Calvo.(2)(3)

Guerino I d’Alvernia, parente con Guerino di Turgovia. Si suppone che fosse figlio o nipote di Adalardo († 763) parente di Carlo Martello,  conte di Chalon nell’ambito del ducato di Borgogna, il quale fu ucciso difendendo Chalon contro Waifer, duca di Aquitanis.

La famiglia Linari, discende dal conte Guerino o Warin di Provenza. I Conti di Linari furono un’antica famiglia nobile, originaria dell’omonimo villaggio nell’alta valle del Lamone. Verso il 1360 i Fiorentini distrussero il loro castello, Giovanni di Linari si riparò a Marradi. Il suo abiatico Battista Guerrino morì nel 1416, i suoi figli si chiamarono Guerrini. (4)

La famiglia Guerrisi è considerata un ramo del casato di Guerino o Warin, in pratica una variazione cognominale dovuta, probabilmente, alla necessità di sfuggire a delle persecuzioni tra guelfi e ghibellini.(5) Mantennero lo stemma della famiglia.

Anche Warin de Lisle Sir Waryn de Ysle-Inghilterra. Data di nascita: circa 1272 morto nel 1322 nel suo stemma di famiglia raffigura un leone rampante incoronato. Sir Warin de Lisle Custode del Castello di Windsor, suo padre morì nel 1288,  Warin ereditò molti Stati, principalmente incentrato su Kingston Lisle  nel Berkshire e Stowe-Northamptonshire-Inghilterra.

I warin d'inghilterra

Guarino o Guerino dal nome germanico Warin che, tratto dalla radice war (o waran, “difesa”, “guardia”), può essere tradotto come “il difensore” (o “il protettore”, o “che difende”, o altre varianti sul tema).

Guarino è anche un cognome, che troviamo, ad esempio, in un atto del 1270. Varianti del cognome sono Guarini, Guerin, Guerini, Guerrini e Guerrisi.

Wernigeroder Wappenbu

(1) P. Guinard, Recherches sur les origines des seigneurs de Semur-en-Brionnais, Semur-en-Brionnais, 1996.

(2) (LA) Monumenta Germanie Historica, Scriptores,tomus III: Annales Lausonenses pag 152.

(3) (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VI:Ludovici Pii Imperatoris Diplomata, n°CXXXIV pag 546.

(4) Ernst Wilhelm, Prince de Lynar, conte de Redern, 1924|Genell.net.

(5) Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi.

(6) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi

Francesco Guerrisi e la seconda guerra mondiale

004 - Copia (2)

Francesco, nato a Polistena il 23 gennaio del 1915, sposato con Spina Carmella. Figlio di Domenico e Fonte Nicolina. Soldato nel fronte territorio metropolita, muore a Polistena il 22 marzo 1944 durante la convalescenza concessa dall’ospedale di Napoli per malattia contratta in guerra, turbercolosi polmonare. (1)

Cimitero di PolistenaCimitero di Polistena.

Polistena monumento ai caduti, foto del '900.Polistena monumento ai caduti, foto del ‘900.

Fratello di Vincenzo Guerrisi (1899-1974), figlio del nobile Domenico (cugino di Don Giovanni di Cinquefrondi),(3) chiamato come soldato di leva di prima categoria della classe 1899 del distretto di Reggio Calabria. Il 26 novembre 1923, gli viene consegnato l’attestato e le medaglie, come soldato vincitore della prima  guerra mondiale.(1)  Autorizzato a fregarsi della medaglia della vittoria n° 194245, concessione n°1215423 classe 1899. Il 31 maggio 1971 gli viene consegnato l’attestato e le medaglie, Ordine di Vittorio Veneto, numero di ordine 6717, onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto.(4)

Guerrisi Vincenzo, attestati e medaglie, prima guerra mondiale,
Guerrisi Vincenzo prima guerra mondiale

Zio di Domenico Rocco (1921- disperso, figlio di ). Soldato del 52° Reggimento di Artiglieria – Divisione Fanteria Torino. Catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed imprigionato nel Reclusorio militare di Peschiera del Garda (Verona). Deportato il 20 settembre 1943 nel Campo di concentramento di Dachau. Arrivato il 22 settembre 1943. Matricola 54230. All’atto dell’immatricolazione il nome viene storpiato in Guerresi. Trasferito al Campo di concentramento di Buchenwald il 4 dicembre 1944, dove se ne perdono le tracce. Presumibilmente morto a Buchenwald.(5)

guerrisi domenico rocco
Guerrisi Domenico Rocco disperso seconda guerra mondiale

Foto storica della via Timpa di Polistena, anni ’40-’50.

I Guerrisi di Polistena 1900 (2)A sinistra lo zio di Francesco, Giuseppe Fonte, con i fratelli di Francesco, Vincenzo, Giuseppe e Agostino.

(1) Giovanni Russo ”Non dimenticateci Caduti e dispersi  polistenesi nella seconda guerra mondiale”.

(2)  e .

(3) La “leva” è uguale per tutti… o quasi – L’Alba della Piana Giovanni Quaranta

(4) Attestato a Guerrisi Vincenzo, Roma 26 Novembre 1923. – Attestato a Guerrisi Vincenzo, Roma 31 maggio 1971.

(5) Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio | Dimenticati di Stato

(6) Storia di un giovane soldato di Polistena

 

 

 

 

Guerrisi Vincenzo e la “Grande Guerra”

 

DSCN1668 (2)

Vincenzo Guerrisi, nato a Polistena (RC)  il 23 gennaio 1899, figlio del nobile Domenico (cugino di Don Giovanni di Cinquefrondi)(1) e Fonte Nicolina. Sposato con Concetta Pronestì,  chiamato come soldato di leva di prima categoria della classe 1899 del distretto di Reggio Calabria.

Polistena monumento ai caduti, foto del '900.Polistena monumento ai caduti, foto del ‘900.

DSCN1652Il 26 novembre 1923, gli viene consegnato l’attestato e le medaglie, come soldato vincitore della prima  guerra mondiale.(1)  Autorizzato a fregarsi della medaglia della vittoria n° 194245, concessione n°1215423 classe 1899.(3)

DSCN1648Il 31 maggio 1971 gli viene consegnato l’attestato e le medaglie, Ordine di Vittorio Veneto, numero di ordine 6717, onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto.(3)

Guerrisi Vincenzo, attestati e medaglie, prima guerra mondiale,

Guerrisi Vincenzo, attestati e medaglie, prima guerra mondiale, Roma 1923 e 1971.

Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.

Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.

Vincenzo nella seconda guerra mondiale perde il fratello, Francesco Guerrisi  (23-01-1915) soldato nel fronte territorio metropolita, muore a Polistena (22-03-1944) durante la convalescenza concessa dall’ospedale di Napoli per malattia contratta in guerra, turbercolosi polmonare. E il figlio Guerrisi Domenico Rocco (26-08-1921), soldato del 52° Reggimento di Artiglieria – Divisione Fanteria Torino. Catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed imprigionato nel Reclusorio militare di Peschiera del Garda (Verona). Deportato il 20 settembre 1943 nel Campo di concentramento di Dachau. Arrivato il 22 settembre 1943. Matricola 54230. All’atto dell’immatricolazione il nome viene storpiato in Guerresi. Trasferito al Campo di concentramento di Buchenwald il 4 dicembre 1944, dove se ne perdono le tracce. Presumibilmente morto a Buchenwald.

Nella foto, Concetta Pronestì con il marito Vincenzo Guerrisi, i figli; Agostino, Domenico Rocco, Giuseppina e Pasqua.

Il cavaliere Vincenzo Guerrisi muore a Polistena nel 1974, seguito dalla moglie Concetta.

Domenico Rocco e Vincenzo Guerrisi medaglia di bronzo RCNella foto Vincenzo Guerrisi (Reggio Calabria), il 2 giugno 2017  è stata consegnata la Medaglia d’Onore di bronzo  alla Memoria di Domenico Rocco Guerrisi nonno di Vincenzo.

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Polistena vecchia foto anni ’40-’50, via timpa-ponte, Francesco Mercuri Guerrisi-Antonio Cotrone Pronestì ecc, parenti di Vincenzo Guerrisi.

(1) La “leva” è uguale per tutti… o quasi – L’Alba della Piana Giovanni Quaranta

(2) La prima guerra mondiale è conosciuta anche con il termine di “Grande Guerra” perché così apparve alle popolazioni che vi si trovavano coinvolte. Era una guerra “Grande” non solo per estensione dei fronti e per numero degli stati coinvolti: mai prima c’erano stati tanti soldati in trincea, tante armi in dotazioni agli eserciti, tante industrie impegnate a sostenere lo sforzo bellico.

(3) Attestato a Guerrisi Vincenzo, Roma 26 Novembre 1923. – Attestato a Guerrisi Vincenzo, Roma 31 maggio 1971.

(4)  Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio | Dimenticati di Stato

(5) Storia di un giovane soldato di Polistena

 

(6) Medaglia Guerrisi Domenico Rocco – Arte e Storia VG

(7) Guerrisi Domenico Rocco

(8) Storia del cognome Guarrisi-Guerrisi di Calabria

(9) Guerrisi

(10) I Guarrisi-Guerrisi di Maropati

(11) Guerrisi Conti Nobili

Guerrisi

Dal nome germanico Warin che, tratto dalla radice war (o waran, “difesa”, “guardia”),(1)(2)(3) può essere tradotto come “il difensore” (o “il protettore”, o “che difende”, o altre varianti sul tema).(4)(5)(6)

Il cognome appare variamente deformato nei documenti: Guarrisi 1600-1707; Guerrise 1700; Guerrisi 1720 a 1884 a oggi.(3) In alcuni documenti della seconda guerra mondiale il cognome del soldato Guerrisi Domenico Rocco diventa; Guerresi-Waris-Gvarisi.

Un attestato del 1187, che parla del cognome Guerrisi,(7) la famiglia Guerrisi, ha un ceppo nel mantovano e veronese ed uno in Calabria. Il cognome dovrebbe derivare, direttamente o attraverso alterazioni dialettali, dal nome Guerrasius, un’italianizzazione del nome germanico Warin. Il nome del giudice Guerrasius o Guerrasio dichiarato nobile, si trova in tre atti uno con la data del 1187 settembre e gli altri due del 1194 marzo e ottobre.(8) Tutti e tre parlano dei conti Tricarico che stava nel castello di Montoro Avellino. Lo stemma raffigurato ci riporta al conte Guerino di Provenza, nipote di Guerino di Turgovia.(9)(10)

Varianti del cognome sono Guarino, Guarini, Guerin, Guerini e Guerrini.(4)

 

Storia del cognome Guarrisi-Guerrisi di Calabria

Stemma Guerrisi

 

(1) Michele Francipane, Dizionario Ragionato dei cognomi italiani

(2) Emidio De Felice, Dizionario Dei cognomi italiani

(3) Antonio Piromalli, Maropati, storia di un feudo e di una usurpazione Maropati: storia, dalle origini al 1900 – Ilmiosud.it. ^ Storia di un feudo (EN) Warin

(4) Alfonso Burgio, Dizionario dei nomi propri di persona

(5) Guerrino

(6) Origine E Storia Dei Cognomi Italiani Ettore Rossoni

(7) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

(8) l’atto del 1187 e firmato dal giudice Guerrasius-Guerrasio dichiarato nobile, i due atti del 1194 forse era il figlio del primo visto la data.

(9)  RootsWeb: GEN-MEDIEVAL-L NEW FORUM READY!/IL NUOVO … Annuaire genèral hèraldique universal paris: institut hèraldique, 1901. (FR) Almanach De Gotha Pour L’ Année …: annuaire généalogique, diplomatique et statistique, Chez Justus Perthes, 1º gennaio 1836.

(10) (EN) Nobiltà carolingia-Warin. Isanbart-Guerino, conte di Provenza, Chalon e Macon (Des Franken). Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi. 

Polistena vista da Altanum



Foto del paesaggio di Polistena, scatatte da Altano-Altanum

Foto Vincenzo Guerrisi

« Altanum colle molto ameno, verso l’ostro, nel finistro lato di San Giorgio distante però da lui per ispatto di tre miglia in circa, dove infino ad hoggi si veggono le reliquie dell’antiche mura »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.113, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601).

Nel 1921 l’archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo per eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum. Le possenti murature, i resti di torri circolari ( una è detta “la bombardiera”).Per la sua posizione fu certamente un punto militare e strategico di grande importanza, che fanno pensare all’esistenza di un’antica città, probabilmente Altanum detta poi Casignana  (S. Eusebio).(3)(4)(5)

mappa di reggio calabria

Foto Vincenzo Guerrisi

Durante gli scavi di Paolo Orsi presso “la cisterna” fu rinvenuta una grande quantità di frammenti di materiale ceramico, frammenti di ossa e monete.(6)

Proclo, scrisse nel « Epitome de oraculis » che gli abitanti di Locri costruirono a nord delle città di Altano e Morgeto una fortezza, Templum Musarum.(1)

« Dice Proclo, che dopo Altano e Morgeto, i Locresi edificarono un Castelletto, il qual hoggi noi chiamiamo Cinquefrondi: Proclo dunque collocando Morgeto tra Altano, e Cinquefrondi. »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag. 113, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601.(2))

Scritti d’epoca su Polistena

Domenico Valensise Monografia di Polistena – Arte e Storia VG

Tra i pochi poi che di Polistena scrivendo si siano, come da principio dicemmo, per l’aggiunta di qualche nuova cosa dal Marafioti scostati voglionsi annoverare il Vivenzio, il Caristena, il Grimaldi ed il Sacco. Questi infatti concordemente affermano esser stata Polistena sotto l’imperio greco fondata, e dall’ Imperadore Federico notevolmente ingrandita. Ma per quanto gradite, ed alla patria nostra onorevoli potessero tornare cosiffatte notizie, non vi a documento che li confermi. Sia pero che si voglia di ciò; ed aggiusti pure il lettore quella fede che gli piace all’autorità del Grimaldi, del Sacco, del Caristena, e del Vivenzio; a noi, che tutte sul proposito abbiam cercate le biblioteche e il grande Archivio del Regno, e dato poter con osservanza affermare la origine della patria nostra andar tuttora ignorata, e quanto dai prelodati autori sulla stessa fu scritto non iscontrar nell’istoria documento di sorta.

La vicinanza di Altanum con Polistena

L’origine di questa città perdersi nella oscurezza dei tempi: ma ne fanno parola l’Itinerario di Antonino, Diodoro nel terzo libro delle guerre di Africa, e Proclo nella narrazione delle guerre dei siracusani. Totila l’ebbe abbattuta, e in segno di dispregio al nome di Altano surrogò quello di Casignana. Or sebbene  la vicinanza di questa città e la emigrazione dei suoi cittadini seguita nel 1059, epoca appunto circa la quale si crede nata la nostra Polistena.

Quelli che tengono come certa la notizia data dai suddetti cronisti, cioè, che Polistena sia surta sotto lo Impero di Oriente, in congetturando circa i fondatori di essa credono si fossero i cittadini di Altano. E a sapere per tanto, che a tre miglia da Polistena su certo spianato delle montagne sonovi alcuni ruderi  diconsi avanzi del distrutto Altano; ed il luogo va detto S. Eusebio, che si vuol di quello originario. Domenico Valensise, Monografia di Polistena, del sacerdote Domenico Valensise, Napoli, Tipografia di Vincenzo Marchese, 1863, pp. 21-25.

« Delle più celebri terre della Calabria è quella di San Giorgio detta prima Morgezia, per essere stata edificata da Morgete figliuolo di Italo; ma in progresso di tempo essendo in detta terra edificala la Chiesa con un celebre Monastero di Monaci Basiliani sotto il titolo di San Giorgio, per la somma divozione di tal Santo e concorso di popoli che venivano da remotissime parti ad adorarlo, lasciato il nome di Morgeto si disse questa terra San Giorgio; alla quale va unita la terra di Polistena, cos’i detta per essere stata edificata da Polissena Ambiente, cittadina di detta terra di San Giorgio, nel tempo di Re Roberto in un aulico suo Feudo, dal cui nome poi corrottamente si disse Polistena, come viene notato dal P. Girolamo Marafioti dei Minori Osservanti nelle sue Cronache di Calabria. »
(Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.167)

San Giorgio Morgeto e le reliquie dell’antiche mura di Altano-Altanum viste da Polistena

Foto Vincenzo Guerrisi

(1) Christian Vannozzi, Un crocevia tra Ionio e Tirreno – Cinquefrondi, “cuore” di Reggio Calabria

*Polistena vista da Altanum

* POLISTENA foto di un tempo come eravamo

(2)  Girolamo Marafioti pag. 113,Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981. Consultabile on line in Google Libri

(3) Il Sito Archeologico – procastello san Giorgio

(4) MicheleTimpano: San Giorgio Morgeto

(5) sulle vie di altanum | Riviera Web

La famiglia Morani e Jerace di Polistena

Morani e Jerace furono una famiglia polistenese di pittori e scultori attivi tra il XVII e il XX secolo.(1)(2)(3)

Foto di Vincenzo Guerrisi

Fortunato Morano

Fortunato Morano, (San Pietro di Caridà 1773 – Polistena 1844)(4) fu membro di una famiglia di decoratori di San Pietro di Caridà che operava già nel corso del XVIII secolo. Secondo il costume del tempo, diede vita ad una bottega d’arte, in cui si svolgeva la sua attività. Trasferitosi a Polistena,(5)(6) prese parte al più generale fermento artistico e culturale che rivitalizzò la zona della Calabria nell’area di Vibo, dopo la distruzione del terremoto del 1783. Questo rinnovato clima culturale era in larga parte generato dal gruppo di artisti il cui fulcro era l’archeologo ed erudito Vito Capialbi.(7)

La facciata del Santuario di Maria Santissima dell’Itria di Polistena, fu realizzata su progetto di Francesco Morani nel 1804, l’edificio originario fu distrutto dal terremoto del 1783.(8)(9)

Nella  Chiesa di SantAnna , all’inizio del Novecento vennero avviati ulteriori lavori di ristrutturazione, su progetto di Francesco Morani, e nel 1962 fu realizzato l’altare marmoreo. All’interno della chiesa si conserva la scultura del Bambinello, opera di Fortunato Morani.(21)

Opera dei Morani e la statua lignea della Madonna del Rosario di Cittanova nella chiesa Santuario di Maria Santissima del Rosario, tuttavia attribuita da alcuni studiosi a Domenico De Lorenzo.(10) La chiesa distrutta dal terremoto del 1783; il sacerdote affidò l’esecuzione architettonica a Fortunato Morani e ai due figli Vincenzo e Francesco con esecuzione di stucchi interni.

La nicchia tra i due campanili ospita una statua in marmo bianco della Madonna col Bambino, opera dello scultore Francesco Jerace. All’interno si possono ammirare le decorazioni neoclassiche a stucco eseguite dai Morani e gli affreschi del soffitto sono fatti sulla tela (Lavanda dei piedi, Incoronazione della Vergine, autore del dipinto Francesco Morani figlio di Giovanni, e La disputa di Gesù al tempio).

I discendenti di Fortunato

Francesco, Vincenzo, Domenico e Giovanni, figli di Fortunato e di Pasqualina Mamone, si formarono nella bottega del padre.(11)(12)
Francesco, il primogenito, di cui è incerta la data di nascita e che morì a Polistena nel 1878, si specializzò in opere devozionali e realizzò sculture e decorazioni per diverse chiese della zona di Reggio Calabria. Si ricordano in particolare una statua e gli stucchi nella Chiesa di San Francesco di Paola e le decorazioni della Chiesa di Maria Santissima del Rosario – a cui lavorò insieme al fratello Vincenzo – a Polistena.(7)

Vincenzo, nato a Polistena nel 1809, divenne un affermato pittore e decoratore. Si formò inizialmente nella bottega del padre e in seguito a Napoli. Mutò il cognome paterno in Morani, sia perché spesso i fratelli firmavano le proprie opere collettivamente ed erano conosciuti come “i Morani”, sia per ricalcare i cognomi dei grandi artisti dell’epoca, molti dei quali terminanti con una i. Dopo aver raggiunto una certa notorietà nel regno borbonico si trasferì nel 1834 a Roma, dove visse e lavorò fino alla morte nel 1870. (13)(7)(14)(15) Ebbe un figlio, Alessandro, anch’egli pittore e decoratore.(16)

Domenico, terzogenito di Fortunato, nacque a Polistena nel 1824 e si trasferì a Roma insieme al fratello maggiore Vincenzo; fu allievo di Pietro Tenerani e divenne uno scultore di opere in gesso e marmo di stile purista. Nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma è conservato un suo angelo in marmo.(17) Nel 1843 realizzò due sculture raffiguranti Menandro e Hendel per il teatro di Villa Torlonia. Una sua statua raffigurante Silvia, personaggio dell’opera Aminta di Torquato Tasso, fu esposta a Firenze nel 1861. Nel Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli è infine conservato un suo busto raffigurante Vincenzo Bellini.(7)

Foto di Vincenzo Guerrisi

Nella  Chiesa della Madonna della Catena, ospita al suo interno una statua della Madonna della Catena in cartapesta, copia di una in legno di Fortunato, distrutta in un incendio, una statua lignea di San Giuseppe, dello stesso autore.(25)

Madonna della catena
Madonna della Catena foto di Vincenzo Guerrisi

 I discendenti di Francesco

Mariarosa Morani, figlia di Francesco, sposò Fortunato Jerace dando alla luce sette figli, tra cui Francesco, Vincenzo e Gaetano Jerace, che seguirono la vocazione artistica di famiglia. Francesco fu pittore e scultore e apprese i primi rudimenti artistici nello studio del nonno materno Francesco;(18) Vincenzo fu uno scultore animalista ed è ricordato per la decorazione del palazzo del duca di Guardialombarda a Napoli;(19) Gaetano fu un pittore specializzato in paesaggi e scorci marinari.(20)

Foto di Vincenzo Guerrisi

I discendenti di Maria Rosa

La figlia di Fortunato, Maria Stella sposa Raffaele Longo di San Giorgio Morgeto, diede alla luce: Felice (musicista), e Fortunato (scultore).

Il comune di Polistena li ricorda cosi:

 Foto di Vincenzo Guerrisi

Per quanto riguarda lo stemma della famiglia(6)(11) che si trova sulla facciata della casa, non  sappiamo se questa famiglia apparteneva alla nobil casa dei Morano di Gagliato (provincia di Catanzaro, i suoi discendenti dichiarano di si).(22) Una cosa e sicura, Fortunato Morano era un umile artigiano, che con la sua dinastia ha reso grande la nostra Polistena.

Stemma Murano foto Vncenzo Guerrisi
Stemma famiglia Morano-i foto Vincenzo Guerrisi

Guardano delle vecchi foto, ho scoperto che nel 1933, Vincenzo si firma cosi V. L. JERACE.

 Foto di Vincenzo Guerrisi

Il viso di questa busto, sembra quello del Redentore opera bronzea collocata su una cima del monte Ortobene, presso Nuoro ad un’altezza di 925 metri slm. Opera dello scultore Vincenzo Jerace, venne eretta nel 1901 in occasione della celebrazione del Giubileo.(23)

Anche sulla statua del Redentore la stessa firma Vincenzo Luisa Jerace. Sul palmo della mano benedicente, rivolta verso la città di Nuoro, l’artista fece incidere la dedica: A Luisa Jerace, morta mentre il suo Vincenzo la scolpiva.(23) Ai piedi della formazione rocciosa sulla quale è collocata la statua vi è una lapide. Dedicata a Luisa contessa Pompeati Jerace, moglie dello scultore, deceduta nell’aprile del 1901. La leggenda narra che morì alla vista della statua, impressionata dalla sua mole.(24)

(1) Rosa Maria Cagliostro, Atlante del barocco in Italia: Calabria, De Luca Editori d’Arte, 2002, ISBN 8880164538. URL consultato il 9 dicembre 2013

(2) Comune di Polistena

(3) A. Caruso, La famiglia Morani di Polistena, in Calabria Letteraria, XL (1992), 7-9, pp. 99 s.

(4) Fortunato Morano p.143

(5) L’ORIGINARIA CASA DEI MORANI FU QUELLA … – L’Alba della Piana

(6) La Bottega dei Morani storia nobiliare – Digilander – Libero

(7) Vincenzo Morani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(8) Santuario di Maria Santissima dell’Itria di Polistena – guida e …

(9) Francesco Morani Chiesa di Sant’Anna Polistena…

(10) Le Chiese – .:: Comune di Polistena – portale istituzionale

(11)  GAGLIATO (Provincia di Catanzaro) – Calabresi.net.- Lo stemma in pietra che si trova sulla casa di Polistena e quello che sta a indicare il cognome della famiglia Morano che Gioacchino da Fiore indicò: “nobile famiglia di Giuristi di Catanzaro”, Gagliato è in territorio di Catanzaro dove i Morano possedevano un feudo e poi furono spodestati dai Sanseverino.

(12) Della Calabria illustrata i Morano

(13) 800 Calabrese – Galleria Il Triangolo

(14) Vincenzo Morani – Storia

(15) I dipinti / La collezione – Museo di Roma in Trastevere

(16) Alessandro Morani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(17) Basilica dei Ss. XII Apostoli di Roma, frescobaldifestival.it. URL consultato il 25/04/2017.

(18) Francesco Jerace, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(19) Vincenzo Jerace, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

(20) Gaetano Jerace, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

(21) Chiesa di Sant’Anna: guida su cosa vedere e visitare a Polistena

(22)  Nel 1856 Francesco Morani acquista la casa di via Domenicani …

(23)  Breve storia della festa del Redentore

(24) Omaggio a Luisa Jerace – 11 gennaio 2014 – La Nuova Sardegna

(25) Chiesa della Madonna della Catena di Polistena

(26)

(27) Storia di Polistena R.C. canzone Polistena Angelo Furfaro

(28) POLISTENA foto di un tempo come eravamo