Festa di San Valentino

L’originale festività religiosa prende il nome dal Santo Martire Valentino,  e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I. Andando a sostituirsi alla precedente festa pagana dei Lupercali ( festa che si celebrava nei giorni nefasti di febbraio, mese purificatorio, in onore del dio Fauno,  protettore del bestiame), presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana.

È conosciuta, in ogni caso, la leggenda secondo cui il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza, priva di sostanze e di altro sostegno, al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe dunque creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

Valentine_Postcard_43902

San Valentino fu decapitato il 14 febbraio 273, a 97 anni, per mano del soldato romano Furius Placidus, agli ordini dell’imperatore Aureliano. Secondo alcune fonti Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano: la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata; e i due sposi morirono, insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. A chiudere il cerchio della tragedia sarebbe poi intervenuto il martirio del celebrante.

Nuremberg_chronicles_f_122r_1

1) San Valentino, festa di origine pagana, in Televideo, 14 febbraio 2009. URL consultato il 14-02-2009.

2) L’iconografia di san Valentino, su assisiofm.it.

3) San Valentino, in Santi, beati e testimoni – Enciclopedia dei santi, santiebeati.it. – 2001.

4) Sito con le principali informazioni sulla Festa di San Valentino a Ternifestadisanvalentinoterni.it.

Annunci

Michele Guerrisi (1893–1963) e la gipsoteca Guerrisi

 

Michele_Guerrisi

Autoritratto di Michele Guerrisi nato a Cittanova (Reggio Calabria) il 23 febbraio del 1893, da Pasquale e Filomena Barbaro (di Palmi). Trasferitosi da giovane con i suoi genitori a Palmi, dove frequentò il ginnasio cittadino.

 

Storia della gipsoteca Michele Guerrisi

La gipsoteca Guerrisi, venne inaugurata nel 1960, presso palazzo San Nicola di Palmi e trasferita in seguito nella Casa della cultura. Accoglie le opere di ispirazione classica dello scultore Michele Guerrisi, la sezione conserva un totale di 78 sculture attribuibili al Michele, la gipsoteca conserva degli acquerelli  donati al Comune di Palmi dalla moglie Marta Rempte. Lo scultore Guerrisi, ha testimoniato in maniera tangibile la stima e il profondo rispetto nei confronti del maestro Cilea realizzando le opere di abbellimento del mausoleo che si erge in piazza Pentimalli, sempre a Palmi, e che custodisce le spoglie del compositore; sopra la cripta, Guerrisi realizzò otto bassorilievi marmorei che rappresentano il mito di Orfeo ed Euridice ed un imponente statua che raffigura la musa Erato.

All’interno della gipsoteca intitolata al maestro Michele Guerrisi, sono collocate alcune sculture dei polistenesi Francesco e Vincenzo Jerace, e sculture di Nicola Gullì e Alessandro Monteleone.  Inoltre nella struttura si trovano alcune tele di Giuseppe Palumbo, Attilio Zagari e di Antonio Cannata.

La sezione dedicata al compositore Francesco Cilea (1866-1950), raccoglie invece spartiti, manoscritti e numerosissimi documenti legati all’attività del compositore le cui opere liriche sono eseguite in tutto il mondo. In modo particolare è importante l’epistolario del maestro: circa cinquemila lettere. Molteplici sono anche le miniature realizzate dal fratello Michele Cilea e ovviamente non manca una ricca biblioteca musicale.

Michele Guerrisi (1893–1963)

001 (2)

Michele Guerrisi nato a Cittanova (Reggio di Calabria) il 23 febbraio del 1893, da Pasquale e Filomena Barbaro (di Palmi). Oltre che docente, pittore, poeta, scultore è stato anche filosofo e letterato.  Fece i suoi studi nel paese natale della mamma, poi a Firenze, Roma e Napoli dove nel 1916 conseguì la laurea in lettere e il diploma di scultura. In seguito a concorsi vinti, fu titolare di storia dell’arte nelle Accademie di Belle Arti di Palermo (1920-1921), Carrara (1921-1922) e Torino (1922-1941); insegnò anche storia dell’arte nella scuola superiore di Architettura della R. Università di Torino; nel 1941 fu titolare di scultura nell’Accademia di Belle Arti di Roma, dove diventa direttore della stessa scuola nel 1952.

Premi e esposizioni

– Dal 1920 il prof. Guerrisi, espose nelle più importanti mostre nazionali d’arte ed internazionali: Barcellona (1929), Atene (1931), Amburgo, Augusta, Dresda e Lipsia (1933), Budapest, Praga, Varsavia e Vienna (1935), Berlino, Parigi e S. Paolo (1937), Berna (1938) e New Jork (1940).

– Mostre personali nel 1938 alla Biennale di Venezia, nel 1943 alla Quadriennale romana, nel 1957 alla Promotrice di Torino e presso altri Enti.

– Premio Marini-Missana per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1926.

– Medaglia d’oro della Mattia Preti nel 1932.

– Medaglia d’oro dei Combattenti nel concorso per le opere d’arte sulla guerra e sulla Vittoria nel 1935.

– Premio per la scultura alla Esposizione di Budapest nel 1935.

– Premio Ernesto di Sambuy alla Promotrice di Torino nel 1935.

– Medaglia d’oro per la scultura alla Esposizione internazionale di Parigi nel 1937.

– Premio della scultura alla Promotrice di Torino nel 1941.

– Premiato per la scultura al Quadriennale di Roma nel 1943.

– Premiato nel corso internazionale per il monumento a Bolivar in Quito e in altri concorsi nazionali e internazionali.

– Bergamotto d’oro premio alla cultura Lyons Club Reggio Calabria nel 1961.

Michele Guerrisi fu l’autore di numerosi monumenti ai caduti della prima guerra mondiale: nel 1921 agli studenti caduti dell’ università di Napoli, nel 1923 monumento di San Giuliano (CB), nel 1924 quello della sua città natale Cittanova (RC) e il monumento ai caduti di Siderno (RC), nel 1926 ai caduti di Montecalvo Irpino (AV), nel 1928 di Ariano di Puglia, nel 1929  in piazza Matteotti di Palmi (RC), nel 1930 monumento in piazza Toti di Luzzara (RE) e nel 1933 quello di Catanzaro. Altri monumenti a Oliveto Citra (SA), Castellabate (SA), Serrata e a Delianuova (RC).

Guerrisi – Basso rilievo funebre del Cav. Conti  Alfredo, Cimitero di Luzzara.

Guerrisi – Basso rilievo funebre di Conti Cav. Alfredo, Cimitero di Luzzara.

Altre opere, Il monumento a Ibico a Reggio Calabria,  Il mausoleo a Palmi, Il monumento a Taverna di Mattia Preti,  monumento al beato Felice a Nicosia.

A Roma Michele Guerrisi, dona la statua di Sant’Antonio di Padova, alla chiesa del Riposo anno 1957 (San Pio V).

L’altare di S. Antonio di Padova, si trovava nella chiesa di Santa Lucia di Maropati, i primi atti della cappella sono del 21 febbraio 1707.  Storia del cognome Guarrisi-Guerrisi di Calabria – Arte e Storia

Foto di Vincenzo Guerrisi, monumento ai caduti di Cittanova.

1) Michele Guerrisi 1893–1963 scultore pittore e scrittore. Di V. Guerrisi.

2) GUERRISIMichele in “Dizionario Biografico” – Treccani

http://www.treccani.it/enciclopedia/michele-guerrisi_%28Dizionario-Biografico%29/

3) Gli eroici fanti di michele guerrisi per il monumento ai caduti di … – Iccd

http://www.iccd.beniculturali.it/getFile.php?id=5482

4) Guerrisi Michele Biografia Online – Enzo Le Pera – Arte Ricerca

http://www.artericerca.com/artisti_italiani_novecento/Guerrisi%20Michele%20Biografia.html

5) Gipsoteca “Michele Guerrisi” – Comune di Palmi

http://www.comune.palmi.rc.it/index.php?action=index&p=349

6) Cittanova ricorda Michele Guerrisi – Ilmetropolitano.it

http://www.ilmetropolitano.it/2013/12/20/cittanova-ricorda-michele-guerrisi/

7) Curiosando tra le opere d’arte luzzaresi – Michele Guerrisi

http://unpaese.blogspot.com/2010/11/curiosando-tra-le-opere-darte-luzzaresi_5764.html

8) Gipsoteca Guerrisi: in Calabria musica e scultura si rivelano | Yes …

http://www.yescalabria.com/it/gipsoteca-guerrisi-calabria-musica-scultura-si-rivelano/

9) Mausoleo di Francesco Cilea di Palmi – guida e informazioni su …

https://www.geoplan.it/luoghi-interesse-italia/monumenti-provincia-reggio-calabria/cartina-monumenti-palmi/m

10) VIII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma – La Quadriennale di …

http://www.quadriennalediroma.org/arbiq_web/index.php?sezione=quadriennali&id=8&ricerca=

Sindacato e la RSU

Il sindacato, nel diritto del lavoro, è un ente che rappresenta le parti in un rapporto di lavoro.

Le prime forme di associazione dei lavoratori sorsero in Gran Bretagna: le trade unions. Le trade unions furono le prime vere forme di rappresentanza sindacale. Furono essenzialmente dei sindacati nazionali di mestiere che si formano in Gran Bretagna nel 1824, con lo scopo di rendere più sopportabili le condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche dopo la rivoluzione industriale.

1912_Lawrence_Textile_Strike_1Immagini dello sciopero del 1912 del settore tessile a Lawrence (Massachusetts).

La rappresentanza sindacale unitaria, in Italia, (abbrev. RSU), vennero introdotte in Italia nel 1991, dapprima nel settore privato, con l’intesa-quadro interconfederale CGILCISLUIL del 1º marzo 1991 e, successivamente, con l’accordo del 23 luglio del 1993 tra le suddette organizzazioni sindacali e Confindustria (Protocollo CiampiGiugni) in tutte le organizzazioni produttive private con più di 15 dipendenti. Nelle imprese a partecipazione statale, l’istituzione delle RSU avvenne con l’accordo stipulato il 20 dicembre del 1993 tra parti sociali e Intersind.

Cosa sono le RSU
Una breve descrizione della nascita, del ruolo e delle funzioni delle Rappresentanze Sindacali Unitarie.
La RSU rappresenta i lavoratori nel luogo di lavoro e… li rappresenta tutti!
Sono trascorsi alcuni anni da quando ha preso l’avvio l’esperienza delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nel pubblico impiego, talvolta tra lo scetticismo e la diffidenza di tanti.

Nel pubblico impiego le prime elezioni RSU si sono svolte il 22, 23 e 24 novembre 1998. Nella scuola si votò per la prima volta dal 13 al 16 dicembre 2000 (risultati delle passate elezioni). In tutti i comparti della conoscenza (scuola, università, enti pubblici di ricerca e alta formazione artistica e musicale) i lavoratori sono stati chiamati a rinnovare i loro rappresentanti il 3, 4 e 5 marzo 2015, con un’importante novità: anche i lavoratori a tempo determinato hanno potuto votare ed essere eletti. Un diritto conquistato grazie alla nostra tenacia e determinazione nel dare piena rappresentanza al personale precario.

Le prossime elezioni per il rinnovo delle RSU si terranno il 17, 18 e 19 aprile 2018.

Sostenere la dignità del lavoro non solo nelle regole del contratto nazionale ma anche nelle decisioni che si prendono in ogni luogo di lavoro è stato un continuo impegno. Tanto maggiore quanto più “pesanti” sono stati in questi anni gli interventi a cui il mondo della conoscenza è stato sottoposto, con il suo continuo ed implacabile impoverimento.

Generoso è stato l’impegno di tanti uomini e tante donne, che ad una progressiva esperienza contrattuale che sono andati maturando hanno affiancato la non facile “arte” del sapersi rapportare con gli altri lavoratori. Questo nella convinzione che la contrattazione sul posto di lavoro rappresenta uno strumento fondamentale per garantire i diritti fondamentali ed imprescindibili di lavoratrici e lavoratori, per assicurare la trasparenza nelle scelte e nell’assegnazione delle risorse.

Questa esperienza prosegue, trovando accoglienza in questo spazio del nostro sito, e ad essa vogliamo continuare a contribuire.

RSU in pillole
Che cosa è la RSU
RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria. È un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da non meno di tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.

La normativa fondamentale di riferimento è l'”Accordo Collettivo Quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale” del 7 agosto 1998.

Come si forma
La RSU si forma con le elezioni. Le procedure sono regolate principalmente dall’Accordo Quadro e prevedono la partecipazione al voto di almeno il 50% +1 degli elettori. In caso contrario la RSU non si costituisce e occorre indire nuove elezioni. È questo il primo passo della sua legittimazione.

I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.

Quale ruolo svolge
I poteri e le competenze contrattuali nei luoghi di lavoro vengono esercitati dalle RSU e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria firmatarie del relativo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro) di comparto.

Chi è eletto nella RSU, tuttavia, non è un funzionario del sindacato, ma una lavoratrice o un lavoratore che svolge un preciso ruolo: rappresenta le esigenze dei lavoratori senza con ciò diventare un sindacalista di professione. La RSU, dunque, tutela i lavoratori collettivamente, controllando l’applicazione del contratto o trasformando in una vertenza un particolare problema. Se è in grado, la RSU può anche farsi carico di una prima tutela, cercando di risolvere il contrasto del lavoratore con il datore di lavoro, per poi passare, eventualmente, la tutela al sindacato e ai legali.

Tra le competenze necessarie per svolgere il ruolo di RSU vi sono, poi, quelle relazionali. La forza della RSU, infatti, non deriva solamente dal potere assegnato dal contratto e dalle leggi ma anche dalla capacità di creare consenso intorno alle sue proposte e azioni e una ampia condivisione degli obiettivi.

La RSU funziona come unico organismo che decide a maggioranza la linea di condotta e se firmare un accordo.

Quanto dura in carica
La RSU svolge il suo ruolo a tempo determinato. Infatti, rimane in carica tre anni, alla scadenza dei quali decade automaticamente e si devono fare nuove elezioni. Sono inoltre previsti, articolo 7 dell’Accordo Quadro già citato, i casi di dimissioni degli eletti, la loro sostituzione e l’eventuale decadenza prima del termine.

La tutela del delegato RSU e l’esercizio dei diritti sindacali
Svolgendo un ruolo esposto, il delegato RSU ha una tutela rafforzata rispetto a quella data ad ogni lavoratore (articoli 1-15 dello Statuto dei Lavoratori).

I componenti della RSU sono, inoltre, titolari di diritti sindacali previsti da leggi, accordi quadro e contratti. I diritti, quali l’uso della bacheca, la convocazione di una assemblea e l’uso di permessi retribuiti, spettano alla RSU nel suo insieme e non ai singoli componenti.

Sicurezza e prevenzione in ogni luogo di lavoro, la figura del RLS
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza è la persona eletta o designata all’interno della RSU per rappresentare i lavoratori sugli aspetti che concernono la salute e la sicurezza durante il lavoro.

È una figura resa obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro dal DLgs 626/94, successivamente trasfuso nel cosiddetto testo unico sulla sicurezza sul lavoro, il DLgs 81/08 (versione aggiornata).
La legge e i Contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) attribuiscono al RLS una serie articolata di compiti e funzioni. Egli gode delle stesse e identiche tutele previste per il delegato sindacale.

Quattro sono i diritti fondamentali riconosciuti al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza:

diritto all’informazione;

diritto alla formazione;

diritto alla consultazione e alla partecipazione;

diritto al controllo e alla verifica.

Gli obblighi a cui deve adempiere, invece, sono:

avvertire il responsabile dell’azienda dei rischi individuati nello svolgimento del suo ruolo;

mantenere il segreto d’ufficio.

È evidente che per esplicare al meglio e pienamente il proprio mandato il RLS deve coordinare la sua azione con quella della RSU.

(1) Rappresentanze sindacali unitarie in “Diritto on line” – Treccani

(2) cosa sono le rsu – rappresentanze sindacali unitarie – Giustizia

(3) RSU – Wikipedia

(4) Rappresentanza sindacale unitaria – Wikipedia

(5) Le rappresentanze sindacali unitarie nelle pubbliche amministrazioni

I sindaci di San Giorgio Morgeto (RC) dal 1863 al 2016

Elenco dei Sindaci di San Giorgio Morgeto dal 1863 al 2016;

Bonini             Giuseppe        Sindaco dal 1863 al 1867

Ammendolea Marcello        Sindaco dal 1867 al 1893

Ammendolea Francesco      Sindaco dal 1893 al 1899

Oliva               Giacomo         Sindaco  dal 1899 al 1913

Correale         Giuseppe        Sindaco  dal 1913 al 1923

Amendolia     Domenico      Sindaco  dal 1923 al 1928

Sigillò              Eduardo        Sin./Pod.  dal 1928 al 1931

Carilli              Giuseppe      Com.Pref. dal 1931 al 1932

Carere             Luigi              Com.Pref. dal 1932 al 1933

Carere             Luigi               Podestà    dal 1933 al 1935

Verrini            Giulio             Com.Pref. dal 1935 al 1940

Catalano         Francesco      Com.Pref. dal 1940 al 1940

Verrini            Giulio              Com.Pref. dal 1940 al 1942

Grassi              Agostino         Com.Pref. dal 1942 al 1943

Morbegno       Salvatore       Com.Pref. dal 1943 al 1943

Cordopatria    Francesco     Com.Pref.  dal 1943 al 1943

Creazzo           Pasquale        Com.Pref.  dal 1944 al 1944

Correale          Giuseppe        Com.Pref. dal  1944 al 1944

Correale          Giuseppe        Sindaco    dal   1944 al 1956

Napoli              Vincenzo        Sindaco    dal   1956 al 1970

Longo        Michelangelo       Sindaco    dal   1970 al 1971

Giovinazzo     Girolamo        Sindaco    dal   1971 al 1972

De Stefano     Francesco        Com.Pref. dal  1972 al 1973

Condò            Alfredo             Sindaco     dal  1973 al 1980

Raco               Luciano             Sindaco    dal  1980 al 1986

Marrapodi    Vincenzo           Sindaco    dal 1986  al 1988

Condello        Giuseppe          Sindaco    dal 1988  al  1993

Marrapodi    Vincenzo          Sindaco     dal 1993 al  1997

Marrapodi    Vincenzo          Sindaco     dal 1997 al  2001

Cleri               Carlo                 Sindaco     dal 2001 al  2005

Martino         Demetrio        Com.Pref.  dal  2005 al  2006

Gargano        Nicola              Sindaco     dal  2006  al  2011

Cleri               Carlo                Sindaco    dal   2011  al  2016

Valerioti       Salvatore          Sindaco    dal   2016 a oggi

001 (3) - CopiaQuadro di Carlo Cleri sindaco del comune di San Giorgio Morgeto nel 2001 al 2005 e 2011-2016.(1)
001 (3) - Copia

http://www.repubblica.it/static/speciale/2016/elezioni/comunali/san_giorgio_morgeto.html

http://www.tuttitalia.it/calabria/12-san-giorgio-morgeto/64-amministrazione/

(3) Comune di San Giorgio Morgeto: Home

http://www.comune.sangiorgiomorgeto.rc.it/

(4) Sindaco – Comune di San Giorgio Morgeto

http://www.comune.sangiorgiomorgeto.rc.it/index.php?action=index&p=98

(5) Comune di San Giorgio Morgeto: Sindaco e Amministrazione …

http://www.comuni-italiani.it/080/071/amm.html

 

 

 

 

Guaimaro di Sorrento capostipite della famiglia Giffone

 

Figlio del Duca Guido di Sorrento (1012 circa – 1073 circa), nipote del principe di Salerno Guaimario III (983 circa – 1027 circa). Guaimaro (Jefuno), da lui discende la nobile casata dei marchesi Giffone (La Nobile Famiglia Giffone).

Nell’archivio dell’Abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, si trova un documento del 1091, dove si legge che Guaimaro fu il capostipite della famiglia dei marchesi Giffone.  Questo documento viene confermato anche dallo scrittore Pellegrino Camillo. Il primo dunque di questa famiglia, che cognominato leggiamo di Giffone, o Gifone, che variamente leggesi negli archivi, o pure de Jefunu latinizato; fu Guaimaro figliuolo di Guidone Duca di Sorrento, nipote, e pronipote dei principi di Salerno, come si legge in un privilegio dell’ anno 1091, del famoso archivio del monastero della Trinità della Cava dei Monaci.1

Il padre di Guaimaro, Guido di Sorrento fu nominato gastaldo di Capua dallo zio Pandolfo e successivamente anche duca di Sorrento dal fratello Guaimario IV.  Nel 1030 Guaimario conquistò Sorrento e ne affidò il governo a Guido, che fu nominato duca. Il suo sostegno al fratello e ai Normanni fu costante per tutta la durata del regno di Guaimario e oltre, figli di Guaimario III di Salerno .

Nel 1066, Il feudo dello Stato di Giffoni Valle Piana (Salerno) fu contea longobarda, era in possesso di Guaimaro.

I discendenti di Guaimaro, signori di Altavilla e Morogallico , Marchesi di Tropea, Polistena, Cinquefrondi e Giffone.

Il paese di Giffone (RC) venne fondato alla fine del seicento da Francesco Giffone, marchese di Cinquefrondi. Dove si trova la chiesa di Santa Maria del Soccorso, fondata sempre dal marchese Francesco Giffone fervente devoto al culto della Madonna, si conserva la statua della Madonna del Soccorso.12

11

Stemma d'Aragona d'Alba Giffone
Stemma d’Aragona d’Alba Giffone

Stemma Giffone Pescara d'Aragona  Stemma famiglia Giffone Pescara d’Aragona

I Giffone sono una famiglia nobile. Lo stemma della famiglia, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto, titolo Patrizi di Tropea.
I Giffone sono una famiglia nobile. Lo stemma della famiglia, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto, titolo Patrizi di Tropea.

(1)  Discorso della famiglia Giffone de’ marchesi di Cinquefondi con le notizie della sua prima origine, e delle sue discendenze, Napoli editore Giuseppe Roselli 1703 

(2) Camillo Pellegrino nel secondo ardore de’ principi di Salerno.

(3) (ENThe Deeds of Count Ruggero of Calabria and Sicily and of Duke Robert Guiscard his Brother

(4) (LTDe rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis (ZIP), su cesn.it.

(5) Giffoni Valle Piana (Salerno) storia, arte e tradizioni a cura di Salvatore Mancino ed Elena Sica 1998

(6) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea e Cinquefrondi Giffone desunte. TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea desunte …

(7) Storia del paese di Giffone (RC) fondato dalla famiglia Giffone di Polistena Cinquefrondi Tropea https://youtu.be/LCILeammcts

(8) Storia – Comune di Giffone. Cenni Storici – Comune di Giffone.

(9) Giffone sono una famiglia nobile. Lo stemma della famiglia, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto, titolo Patrizi di Tropea.

(10) Ricadi.-Popolato di 510 anime nel 1783, e di 397 oggi, s’innalza infra al promontorio Vaticano, così detto da Solino e Plinio, dove nel 1278 Raone Giffone possedeva uomini a titolo feudale. (Regest. 1278. B. fol. 161. -Quivi, come in altri documenti del secolo XIV, leggesi Batticano, o Baticano, ma non perciò deve covenirsi con Leandro Alberti sulla origine di tal nome. Alberti, pose a Capo Vaticano l’antica città di Medama, e se la ideò distrutta dai cani pagani, a suo dire, cioè dagli arabi: etimologia veramente posta alla tortura! E quando mai Medama fu a Capo Vaticano? Fu bensì, come altrove dicemmo, nella pianura sottoposta a Nicotera).

(11) Giacomo Giffone, figlio di Riccardo, probabilmente fratello di Gilberto, fu nominato dal re Carlo I d’Angiò giudice di Roma nel 1271 e in seguito giudice e assessore del giustizierato di Abruzzo. Altri figli di Gilberto, signore di Tortora, furono al servizio del re Carlo II in Calabria: tra questi Raone, che fu signore di Tropea.

(12) Uro Giffone fu il primo della città che si gettò in mare armato per incontrare Re Alfonso che fuggiva da Napoli a causa di torbidi popolari e lo portò in salvo a Tropea 1480.

(12) Nel 1548 Venceslao Giffone, discendente di Giacomo e signore di Altavilla, divenne signore di Cinquefrondi e Morogallico, avendo acquistato il feudo dai Correale, conti di Terranova.

(13) Sindaci di Tropea di questa nobile famiglia, nel 1746 Ottavio Giffone e nel 1794 Luigi. Tropea Magazine – I Sindaci di Tropea 1321 a oggi

Il poeta Vincenzo Guerrisi Parlà

Nasce a Bovalino (16 agosto del 1925- Bovalino il 15 marzo 2010), da Francesco Guerrisi (1885, i genitori provenivano da Polistena) e Giroloma Parlà (1887) provenivano da Cittanova.  Il poeta vanta una grande produzioni di poesie sia in lingua italiana che in dialetto calabbrese. Ha vinto il primo premio nazionali di poesia “Corrado Alvaro nel 1976” con la poesia in lingua italiana “Peppe” riportata, insieme ad un altra poesia “Calabria”, in lingua dialettale. Ha conferito decini di medagli, coppe, trofei, targhe e diplomi tra vari manifestazioni di incontri con la poesia, è chiamato a far parte della commissioni di “Giugno locrese” e  “Modigliani” di Reggio Calabria. Cittadino benemerito e medaglia d’oro nel comuni di Bovalino, fu conosciuto e molto apprezzato tra tutti gli ambienti letterari. Pure Indro Montanelli, in una lettera che gli invia il 18 dicembre del 1988, gli scrive: “I suoi quinari sono molto divertenti. Mi ricordano un po’ il Giusti di l’odi satiriche e popolari. Complimenti per il premio conferito”. Versi di poesia di Vincenzo “Parli pecchì ‘nto pettu non’ha cori… / cu mangia sulu, è sulu quandu mori!”. Ch’esti u mundu! Doppu di disastri, / ‘rrivunu tutti e po’ si fannu mastri!”(1)

Le sestine del Guerrisi che rendono pregevoli i suio libri: “U suli si curcau dassandu arretu / ‘na fascia d’aria russa, ‘na pittura, / u mundu diventava mundu quetu / pa notti chi venìa sempi ‘cchjù scura, / non ‘nc’era scrusciu, tuttu si stutava, / ‘nc’era ‘na buffareglia chi cantava”. Le sue opere sono: “Sutta Sutta” poesie in dialetto primo volume 1985, “La leggenda del calabrese” (Bovalino, Litografia Diaco, 1995), “Il secondo in vernacolo”, poesie, Brasi (Ardore Marina, Arti Grafiche Edizioni, 1998, prefazione e note di Bruno Chinè) e il secondo volume di “Sutta Sutta” nel 2006.(1)

22 luglio 2005 copia

Articolo di Marinella Guerrisi

Ci racconta Marinella, che vincenzo Guerrisi nasce a Bovalino il 16 agosto del 1925. I genitori Francesco Guerrisi (1885, i genitori provenivano da Polistena) e Giroloma Parlà (1887) provenivano da Cittanova, cittadina della Piana Calabrese. Francesco era il fratello dell’arciprete Rocco Giuseppe Guerrisi (1876, i genitori provenivano da Polistena) religioso molto influente a Cittanova e nella allora diocesi di Mileto. Nel 1918 l’epidemia denominata “Spagnola” aveva falciato un notevole numero di vite. Di questa pandemia si ammalò Francesco. Rocco cadde nella disperazione più profonda poiché non poteva accettare la morte del fratello, il quale era gia sposato e padre di tre figli. E, allora, rimanendo in ginocchio, continuamente, per 48 ore pregò Dio di far guarire il fratello e di prendere al suo posto la propria anima, in quanto la sua morte non avrebbe lasciato nella disperazione nessuna famiglia. Così avvenne. Dio ascoltò la sua preghiera. Francesco miracolosamente guarì mentre Rocco si ammalò esalando l’ultimo respiro qualche giorno più tardi. Questo sacrificio salvò la vita del fratello, ma non la pace della famiglia. Francesco nel 1920 era nel direttivo del partito socialista in quanto paladino dei diritti civili della propria comunità. Cominciavano le purghe fasciste ed, essendo malvisto, rischiava di esserne vittima. La santa morte del Fratello arciprete significò, il ritorno alla vita per lui, ma comportò anche il venir meno della sua protezione… pertanto fu necessario lasciare Cittanova per trasferirsi in un altro luogo, prediligendo Bovalino Marina.(2)

1) Scritto da Vincenzo Guerrisi fu Francesco (di Polistena), su Wikipedia in Siciliano il 2 dicembre 2014 Vincenzo Guerrisi – Wikipedia

https://scn.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Guerrisi

2)Vincenzo Guerrisi Parlà – Pellegrini Editore di  Marinella Guerrisi 

http://www.pellegrinieditore.com/banner-cinema.html?page=shop.browse&writer_id=701

3) http://www.larivieraonline.com/il-paese-di-vincenzo-guerrisi-parl%C3%A0 Il paese di Vincenzo Guerrisi Parlà | Riviera Web

4) http://www.unlabovalino.it/PERSONAGGI%20ILLUSTRI/Vincenzo_parla.htm Vincenzo Guerrisi poeta i Bovalinu

5) http://www.unlabovalino.it/NOTIZIARIO/Guerrisi_resoconto.htm Bovalinu 13 agostu 2006

6) Bovalinu Unla, Vicenzu Guerrisi http://www.unlabovalino.it/index.htm

7)Cittanova. Premiazione del concorso giornalistico del Lions

 

San Nicola di Bari la sua figura ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno, san Niccolò e san Nicolò. Nato a Patara di Licia (Turchia) il 15 marzo 270, morto il 6 dicembre 343 a Myra in Asia minore.

002 - Copia - Copia - Copia

La sua figura ha dato origine alla tradizione di Babbo Natale, personaggio noto anche al di fuori del mondo cristiano. Babbo Natale è un elemento importante della tradizione natalizia della civiltà occidentale, oltre che in Giappone, in America ed in altre parti dell’ Asia orientale.

Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l’abbia gettato nella casa dell’uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio.
Un’altra leggenda narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
Per questi episodi san Nicola è ritenuto un santo benefattore e protettore, specialmente dei bambini.

Le Reliquie di san Nicola furono parte traslate a Bari, narra una leggenda da alcuni pescatori, ma in realtà furono dei mercanti a trafugarle da Myra nel 1087 e per ospitarle fu costruita una basilica, poggiando le fondamenta su una preesistente struttura, nell’anno stesso. Il luogo, la basilica di san Nicola di Bari, è da allora meta di pellegrinaggi fra i fedeli. Parte delle Sante Reliquie, rimaste a Myra, furono in seguito rinvenute dai veneziani  e traslate nella chiesa ed abbazia di san Nicolò a Lido di Venezia, l’omero sinistro si trova tuttora quasi integro a Rimini ed altre ossa sono sparse per l’Europa.

(1) S. Nicola: la Grande Avventura, Conferenza tenuta dal prof. Luigi Martino 1994San Nicola: la Grande Avventura (storia di un Uomo e delle Sue Spoglie).

(2) Traslazione delle reliquie – Basilica San Nicola

(3) S. Uggè, Fragmenta Novaliciensia: Abbazia di Novalesa Il museo archeologico, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie – Provincia di Torino – Centro Culturale Diocesano di Susa, Edizioni d’arte Marconi, Genova 2012, pp. 28-29

(4) St. Nicholas Center ::: Relics in the Lido of Venice? 

(5) Prof. Luigi Martino Homepage

(6) Il furto delle reliquie di un santo famoso – Basilica San Nicola

(7) Il rientro a Bari e la deposizione delle reliquie – Basilica San Nicola

I Guerrisi di Polistena dal 1790 al 1965

La prima menzione finora trovata sulla famiglia Guerrisi di Polistena risale al dicembre del 1810, nel libro della chiesa di S.Anna pag. 37 di Giovanni Russo. Giuseppe Guerrisi (17–/18–) riceve carlini quattro, dal sindaco Carmine Manfrè, per aver suonato la sera della Vigilia, e mattina alla benedizione, e messa cantata di solenizzo nella nuova Cappella di Sant’Anna e S. Gioacchino.

Un altro documento della famiglia Guerrisi di Polistena è del 1823, domanda del Guerrisi per la ripartizione delle acqua dei torrenti Garrone e Garigliano, i terreni dei Guerrisi vicino al fiume Sciarapotamo-Jerapotamo.

Documenti di Polistena fiume Sciarapotamo fondo Sgradi 1800-1900. Nei documenti si parla di un Guerrisi, intendenza di Calabria Ultra I (1811-1876).

22046434_2623094017829487_8674238638371851152_n

Questi documenti, dimostrano che i Guerrisi avevano terreni a Polistena, Melicucco e Cinquefrondi  dal 1811. Si ricorda che Melicucco, dal 1816 e fino al 1936 è stata frazione di Polistena. Terreni e rustici denominati Molinello, Sgradi, Traudertino, Pisdari ecc.

Documento del 23 aprile del 1922, con atto del notaio Domenico Ammendolia di San Giorgio Morgeto.

20914231_2601450173327205_8491410787589367421_nDocumenti del 1942 e 1946.

20882718_2601450519993837_630016505597450345_n

Documento di Cinquefrondi e Polistena del 1927-1928.

20881991_2601450476660508_4949145481788281861_n

Documento del 1900 al 1952, una parte del fondo Pisdari tra Polistena e Cinquefrondi. Messo in vendita negli anni ’70 da Francesco Guerrisi (1942-1993).

 

I Guerrisi Fonte del 1800-1900 di Polistena.

Nella foto, Giuseppe Fonte, papà di Nicolina che sposa Domenico Guerrisi.

21767860_1546556545387446_1670918422_n[1] (2)

DSCN0536 (2)Fonte Domenico fu Giuseppe (1875-1956), fratello di Nicolina che sposa Domenico Guerrisi

Figlio di Giuseppe Guerrisi (17–/18– con lui o suo padre, ci dovrebbe esserci il passaggio da Maropati e Cinquefrondi a Polistena nel 1790 circa) era Domenico (18–/18–), che sposa Fonte Nicolina, di famiglia benestante. Ebbero cinque figli, Vincenzo (1899-1974 sposato con Concetta Pronestì), Giuseppe (1903-1974  sposato con Giuseppina Macrì), Agostino (1906-1978 sposato con Spina Maria C.),  Francesco (1915-1944 sposato con Spina Carmela) e Maria Concetta Immacolata (1919-1975) .

I Guerrisi di Polistena 1900

Una delle mie foto della famiglia Guerrisi, Polistena il ponte vecchio sullo Jerapotamo, con la processione inizio del 900.fiume jer

22554838_2634863733319182_4678763587992911553_n
Il Ponte di legno sullo Jerapotamo

I terreni dei Guerrisi-Mercuri

 

24294193_2656958944442994_7238441297566724492_n

Un’altra foto intitolata da me, COSTUME POPOLARE DI POLISTENA DEL 1900. Si tratta  di Pasqualina Guerrisi Roviero-i (Polistena 1888 Polistena 1969), figlia del dottore Roviero-i, sposa Francesco Mercuri (Polistena 1904  Polistena 1968), ricco proprietario terriero, il matrimonio ai tempi era programmato dalle famiglie.

Polistena vecchia - CopiaLa nostra bella Polistena, in una cartolina d’epoca. La foto sembrerebbe degli anni ’20-’30. Al centro della foto i terreni dei Guerrisi-Mercuri, a destra Palazzo Valensise a sinistra Palazzo Giffone.

Documento del 1922, rustico con terreno denominato Molinello in contrada Sgradi, limitante con la strada provinciale e fiume Sciarapotamo-Jerapotamo. Con atto del 1922, notaio Domenico Ammendolia di San Giorgio Morgeto.

20914231_2601450173327205_8491410787589367421_nFoto del 1930-40, fiume Jerapotamo terreno e rustico denominato Molinello in contrada chiamata Sgradi. Via Timpa, Rinascita confinante con la via Fortuna sulla destra.

Polistena_1930-1940[1]

20882718_2601450519993837_630016505597450345_nDocumento del 1942, terreno e rustico Sgradi che viene poi venduto nel 1967-68.  Confinante con il terreno e rustico denominato Molinello.

Guerrisi terreni
Guerrisi terreni, cerchiata la via Fortuna. Confinante con il terreno e rustico denominato Molinello e sulla sinistra terreno e rustico denominato  Sgradi

20882718_2601450519993837_630016505597450345_n (2)Documento del 1946, Terreno e rustico denominato Traudertino nel territorio di Polistena, che limita per tre lati con la famiglia Rodinò.

20882718_2601450519993837_630016505597450345_n - Copia

Lo stemma in ghisa

Della famiglia Guerrisi, abbiamo uno stemma in ghisa del 1800 o forse fine 1700 (50×50 cm di kg 150) pervenuto agli eredi da Domenico Guerrisi. La figura riporta un leone rampante che tiene un ascia, la visiera del elmo posta come timbro sullo scudo, in posizione di fronte con la bavaglia abbassata,  affibbiature Guerino di Provenza (Guerino di Turgovia  e  Adelinde figlia di  Ildeprando  duca di Spoleto).   Haynrode

CAM_6998

The_arts_in_early_England_(1903)_(14782373764)Foto di  asce da battagliaDSCN0890 (2)Guardare Gueríno I d’Alvernia 760-819 (parente di Carlo Martello), conte di Chalon nell’ambito del ducato di Borgogna, il quale fu ucciso difendendo Chalon contro Waifer, duca di Aquitanis.

Un attestato che parla del cognome Guarrisi-Guerrisi, del giudice Guerrasius dichiarato nobile, che si trova in tre atti uno con data del 1187 settembre e gli altri due del 1194 marzo e ottobre. Tutti e tre parlano dei conti Tricarico che stava nel castello di Montoro Avellino. Lo stemma raffigurato nell’attestato ci riporta al conte Guerino di Provenza, nipote di Guerino di Turgovia.  Contea di Tricarico 

002

Il giudice Guerrisi, viene specificato come discendente di Guerino di Turgovia  e  Adelinde (Adelinde figlia di  Ildeprando  duca di Spoleto) fondatori dell’Abbazia di Buchau (Germania) nel 770. Guerino di Turgovia era sposato con Adelinde (il figli Isanbard, sposa Ermentrude di Svevia dalla loro unione nasce Guerino di Provenza, dalla seconda moglie Thiedrada nasce Hedwig, che  sposa  Guelfo I di Baviera  capostipite del casato dei Guelfi. Hedwig suocera di Ludovico il Pio, diede la figlia maggiore Giuditta in sposa all’imperatore. Giuditta diventa,   Imperatrice del Sacro Romano Impero e Regina dei Franchi, dall’819 all’840. Emma, figlia di Guelfo I e Hedwig sposa Ludovico II il Germanico, re dei Franchi Orientali). Signoria di Vergy.

 

Arsenal_ark_12148_Les_Croniques_de_France_(_)Gaguin_Robert_bpt6k10568539J1K14DOZ

Guardare Ducati, Ducato di SpoletoWelfen, i Guelfi  (1198) si sarebbero schierati, non più dalla parte di un Imperatore, ma da quella del Papa. In Italia tradizionalmente guelfi furono i comuni di Milano, Mantova, Bologna, Firenze, Lucca, Padova.  Nei primi decenni del Duecento i Ghibellini erano protetti dall’imperatore  Federico II di Svevia, i Ghibellini avevano quasi sempre la meglio sui Guelfi, giunse il fulmine della scomunica che Gregorio IX lanciò contro Federico II, la domenica delle Palme del 1239. La discendenza nobile della casata alla famiglia dei Welfen o Guelfi, viene fatta risalire a Guerino di Turgovia in qualità di administratores Alamanniae. Nonno di Guerino di Provenza.

Guardare  Milone di Treviri, figlio di Liutvino di Treviri e nipote di Guerino di Poitou.

Vincenzo Guerrisi (1899-1974) fu Domenico.

Nato a Polistena (RC) il 23 gennaio 1899, figlio di Don Domenico (18–/18–) di Giuseppe (cugino di Don Giovanni di Cinquefrondi) e Fonte Nicolina. Sposato con Concetta Pronestì.

Nella foto, Concetta Pronestì con Vincenzo i figli: Agostino, Domenico Rocco, Giuseppina e Pasqua.

Chiamato come soldato di leva di prima categoria della classe 1899 del distretto di Reggio Calabria. Il 26 novembre 1923, gli viene consegnato l’attestato e le medaglie, come soldato vincitore della prima guerra mondiale. Autorizzato a fregarsi della medaglia della vittoria n° 194245, concessione n°1215423 classe 1899. Il 31 maggio 1971 gli viene consegnato l’attestato e le medaglie, Ordine di Vittorio Veneto, numero di ordine 6717, onorificenza di cavaliere dell’ordine di Vittorio Veneto.

Nella foto a destra, Guerrisi Francesco (1915-1944) fu Domenico scomparso per la seconda guerra mondiale.

001 - Copia (5)

004 - Copia (2)
Francesco con sua moglie Spina Carmela

Nato a Polistena il 23 gennaio del 1915, figlio di Domenico 18–/19–  (fu Giuseppe 17–/18– ) e Fonte Nicolina 18–/19–,  sposato con Spina Carmela. Soldato nel fronte territorio metropolita, muore a Polistena il 22 marzo 1944 durante la convalescenza concessa dall’ospedale di Napoli per malattia contratta in guerra, turbercolosi polmonare.

Francesco era lo zio di Domenico Rocco (1921- disperso, figlio di ). Soldato del 52° Reggimento di Artiglieria – Divisione Fanteria Torino. Catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed imprigionato nel Reclusorio militare di Peschiera del Garda (Verona). Deportato il 20 settembre 1943 nel Campo di concentramento di Dachau. Arrivato il 22 settembre 1943. Matricola 54230. All’atto dell’immatricolazione il nome viene storpiato in Guerresi. Trasferito al Campo di concentramento di Buchenwald il 4 dicembre 1944, dove se ne perdono le tracce. Presumibilmente morto a Buchenwald

nonno foto
Guerrisi Domenico Rocco fu Vincenzo

Domenico Rocco sposa Dieni Concetta, dalla loro unione nasce Vincenzo (morto bambino) e Francesco (1942-1993).

Dieni Concetta e Guerrisi Domenico Rocco

Dopo la scomparsa di Domenico, suo figlio Francesco viene cresciuto dagli zii Francesco Mercuri e Pasqualina Guerrisi.

014 (4)

004 - Copia - Copia (8)Francesco a scuola foto degli anni’50.

005

20108688_2585226151616274_4303363007095329906_n[1]

I cugini Francesco Guerrisi, via Timpa anni '50-'60.
I cugini Francesco Guerrisi, via Timpa anni ’50-’60.

Nel 1965, Francesco sposa Macrì Giffone Rosa.

036 (2)Anno 1965, Roma Santuario del Divino Amore, il matrimonio ai tempi era programmato dalla famiglia Guerrisi Giffone. Rosa nipote di Mons. Luigi Guido (zio materno, Polistena 1879 Polistena 1957) e Papasidero Pietro (bisnonno paterno ricco proprietario terriero). 

23331145_2641641705974718_1254501845225196545_oNella foto, da sinistra i bisnonni, Pronestì Carmela (1880-1966) e Papasidero Pietro (1869-1950) e la figlia Papasidero Caterina (1907-1985 nonna paterna di Rosa).

Rosa cresciuta da piccola dalla famiglia Giffone. Elisa Lombardi (Polistena 15-06-1894 Roma 10-07-1979, figlia di Francesco e Virginia Cavatore) sposa il marchese Orazio Giffone (Tropea 24-09-1904 Roma 31-12-1980). Dalla loro unione nascono, Francesco (morto in giovane età), Luigi (Polistena 30 novembre 1926), Manfredo (Polistena 1928 Roma 1999) e Maria Cristina Giffone (Polistena 1930 Polistena 2015).

 

Mons. Luigi Guido scrive della morte del podesta Giuseppe Lombardi.
Mons. Luigi Guido scrive della morte del podestà Giuseppe Lombardi, fratello di Elisa Lombardi.
Mons. Luigi Guido scrive della morte del podesta Giuseppe Lombardi.
Mons. Luigi Guido scrive della morte del podesta Giuseppe Lombardi.

 

Nelle foto, Il march. l’arch. Luigi Giffone, i suoi 91 anni con Rosa (30 novembre 2017).

Foto famiglia Giffone Guerrisi dagli anni ’30 ai ’70

002Antonio Cotrone Guerrisi (Polistena 07-11-1929 Polistena 18-03-2011).

Don Luigi Guido

Continua

4) Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio | Dimenticati di Stato

5) Medaglia Guerrisi Domenico Rocco – Arte e Storia VG

 

10) Orazio Giffone e il nuovo ospedale di Polistena del 1974

11) Francesco Mercuri massaro di altri tempi

18) Guerrisi Conti Nobili 

20) La nobile famiglia Paparatto-Paparatti

Domenico Guerrisi e lo storico Complesso Bandistico “Città di Polistena”

003 - Copia (4)

Nato a Polistena il 04/04/1955 morto il 27/10/1986, figlio di Agostino (di Vincenzo Guerrisi 1899-1974) e Elvira Pronestì. Abitava in via Fortuna (Polistena), già da piccolo andava ad apprendere alla sartoria e alla scuola di musica dal maestro Russo. Infermiere all’ospedale S.Maria degli Ungheresi di Polistena, nel reparto di medicina dal gennaio 1975.

DSCN0126 (2)

Una banda in festa, attestato del 1994 a Domenico Guerrisi. Con riconoscenza e viva memoria per la costante dedizione alla storica banda cittadina.

Giovanni Russo su facebook, il 20 agosto 2017. ” Quanti ricordi evocano queste foto. La mia mente torna al periodo della sartoria di mio padre, Michelangelo Russo, vera officina di apprendimento dell’arte sartoriale e bandistica. Grazie, per queste bellissime foto di Micuzzedu.”

VINCENZO - HNI_0057

VINCENZO - HNI_0058

Da Re Morgeto a San Giorgio Morgeto

 

001 (2)

Strabone, Proclo, Plinio, Antioco Siracusano, Dionigi di Alicarnasso, Barrio, Bizantino, Marafioti, Valensise, narrano dell’antico popolo dei Morgeti, e di re Morgeto. Fondatore del Castello di San Giorgio Morgeto, posto sulla cima di un monte.

001 (3) - Copia

San Giorgio Morgeto è un comune italiano della città metropolitana di Reggio di Calabria.

Scritti d’epoca su re Morgeto e San Giorgio Morgeto

« La regione, che ora chiamasi Italia, anticamente tennero gli Enotri; un certo tempo il loro re era Italo, e allora mutarono il loro nome in Itali; succedendo ad Italo Morgete, furono detti Morgeti; dopo venne un Siculo, che divise le genti, che furono quindi Siculi e Morgeti; e Itali furono quelli che erano Enotri »
(in Dionigi di Alicarnasso, 1,12)
« E Castello antichissimo, lo fabricò Morgete figliuolo d’Italo, che per ciò fu chiamato Morgeto »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.114, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601.)
« Delle più celebri terre della Calabria è quella di San Giorgio detta prima Morgezia, per essere stata edificata da Morgete figliuolo di Italo; ma in progresso di tempo essendo in detta terra edificala la Chiesa con un celebre Monastero di Monaci Basiliani sotto il titolo di S. Giorgio, per la somma divozione di tal Santo e concorso di popoli che venivano da remotissime parti ad adorarlo, lasciato il nome di Morgeto si disse questa terra S. Giorgio; alla quale va unita la terra di Polistena, cos’i detta per essere stata edificata da Polissena Ambiente, cittadina di detta terra di S. Giorgio, nel tempo di Re Roberto in un aulico suo Feudo, dal cui nome poi corrottamente si disse Polistena, come viene notato dal P. Girolamo Marafioti dei Minori Osservanti nelle sue Cronache di Calabria. »
(Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.167.)

Monografia di San Giorgio Morgeto del 1886, di Domenico Cangemi. Un ringraziamento particolare a Carlo Cleri.

1

2

3

4

567

8

9

10

002

Mosaico_Castello_di_San_Giorgio_Morgeto_(R.C.)

Mosaico di Re Morgete, foto di Vincenzo Guerrisi del 2 gennaio 2016, anche su Wikipedia.

San_Giorgio_Morgeto_(R.C.),_con_il_castello

San Giorgio Morgeto, con il Castello.

Vista_di_Polistena_dal_Castello_di_San_Giorgio

Vista di Polistena dal Castello di San Giorgio Morgeto.

Castello_di_San_Giorgio_Morgeto_(R.C.)

Castello di San Giorgio Morgeto (R.C.)

Fontana_Grande_simbolo_di_San_Giorgio_Morgeto_

Fontana Grande, simbolo del paese di San Giorgio Morgeto.

1) Il castello di San Giorgio Morgeto

2) Polistena vista da Altanum

  • Girolamo Marafioti, Croniche et antichità di Calabria. Conforme all’ordine de’ testi greco, & latino, raccolte da’ più famosi scrittori antichi, & moderni …, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981. Consultabile on line in Google Libri.
  • Ettore M. De Juliis, Magna Grecia: l’Italia meridionale dalle origini leggendarie alla conquista romana, Santo Spirito (Bari), Edipuglia, 1996.
  • Pasquale Scaglione (1808-1880), Storie di Locri e Gerace.
  • Nicolino Amendolia, La notte Morgezia (pubblicato a Napoli nel 1842).
  • Domenico Valensise Monografia di Polistena (1863).
  • Domenico Valensise Monografia di San Giorgio Morgeto (1882)
  • Domenico Cangemi, Monografia di San Giorgio Morgeto (1886).
  • Marcello Amendolea, “San Giorgio Morgeto”, in Calabria Letteraria, luglio-agosto-settembre 1961 (anno IX n. 7-8-9), pp. 27–28.
  • Tusa Sebastiano, La Sicilia nella preistoria, Palermo, 1999.
  • Storia di Tropea a fumetti, di Bruno Cimino.
  • Antonio Floccari, Storia di Cinquefrondi.
  • Italo 
  • Itali
  • Morgete
  • Morgeti