Guerrisi

Dal nome germanico Warin che, tratto dalla radice war (o waran, “difesa”, “guardia”),(1)(2)(3) può essere tradotto come “il difensore” (o “il protettore”, o “che difende”, o altre varianti sul tema).(4)(5)(6)

Un attestato del 1187, che parla del cognome Guerrisi,(7) la famiglia Guerrisi, ha un ceppo nel mantovano e veronese ed uno in Calabria. Il cognome dovrebbe derivare, direttamente o attraverso alterazioni dialettali, dal nome Guerrasius, un’italianizzazione del nome germanico Warin. Il nome del giudice Guerrasius o Guerrasio dichiarato nobile, si trova in tre atti uno con la data del 1187 settembre e gli altri due del 1194 marzo e ottobre.(8) Tutti e tre parlano dei conti Tricarico che stava nel castello di Montoro Avellino. Lo stemma raffigurato ci riporta al conte Guerino di Provenza, nipote di Guerino di Turgovia.(9)(10)

Varianti del cognome sono Guarino, Guarini, Guerin, Guerini e Guerrini.(4)

 

Storia del cognome Guarrisi-Guerrisi di Calabria

 

(1) Michele Francipane, Dizionario Ragionato dei cognomi italiani

(2) Emidio De Felice, Dizionario Dei cognomi italiani

(3)  (EN) Warin

(4) Alfonso Burgio, Dizionario dei nomi propri di persona

(5) Guerrino

(6) Origine E Storia Dei Cognomi Italiani Ettore Rossoni

(7) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

(8) l’atto del 1187 e firmato dal giudice Guerrasius-Guerrasio dichiarato nobile, i due atti del 1194 forse era il figlio del primo visto la data.

(9)  RootsWeb: GEN-MEDIEVAL-L NEW FORUM READY!/IL NUOVO … Annuaire genèral hèraldique universal paris: institut hèraldique, 1901. (FR) Almanach De Gotha Pour L’ Année …: annuaire généalogique, diplomatique et statistique, Chez Justus Perthes, 1º gennaio 1836.

(10) (EN) Nobiltà carolingia-Warin. Isanbart-Guerino, conte di Provenza, Chalon e Macon (Des Franken). Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi. 

Polistena vista da Altanum



Foto del paesaggio di Polistena, scatatte da Altano-Altanum

Foto Vincenzo Guerrisi

« Altanum colle molto ameno, verso l’ostro, nel finistro lato di San Giorgio distante però da lui per ispatto di tre miglia in circa, dove infino ad hoggi si veggono le reliquie dell’antiche mura »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag.113, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601).

Nel 1921 l’archeologo Paolo Orsi incaricò il Vincenzo De Cristo per eseguire alcuni scavi sul sito di Altanum. Le possenti murature, i resti di torri circolari ( una è detta “la bombardiera”).Per la sua posizione fu certamente un punto militare e strategico di grande importanza, che fanno pensare all’esistenza di un’antica città, probabilmente Altanum detta poi Casignana  (S. Eusebio).(3)(4)(5)

mappa di reggio calabria

Foto Vincenzo Guerrisi

Durante gli scavi di Paolo Orsi presso “la cisterna” fu rinvenuta una grande quantità di frammenti di materiale ceramico, frammenti di ossa e monete.(6)

Proclo, scrisse nel « Epitome de oraculis » che gli abitanti di Locri costruirono a nord delle città di Altano e Morgeto una fortezza, Templum Musarum.(1)

« Dice Proclo, che dopo Altano e Morgeto, i Locresi edificarono un Castelletto, il qual hoggi noi chiamiamo Cinquefrondi: Proclo dunque collocando Morgeto tra Altano, e Cinquefrondi. »
(Girolamo Marafioti, Croniche, et antichita di Calabria pag. 113, Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601.(2))

Scritti d’epoca su Polistena

Tra i pochi poi che di Polistena scrivendo si siano, come da principio dicemmo, per l’aggiunta di qualche nuova cosa dal Marafioti scostati voglionsi annoverare il Vivenzio, il Caristena, il Grimaldi ed il Sacco. Questi infatti concordemente affermano esser stata Polistena sotto l’imperio greco fondata, e dall’ Imperadore Federico notevolmente ingrandita. Ma per quanto gradite, ed alla patria nostra onorevoli potessero tornare cosiffatte notizie, non vi a documento che li confermi. Sia pero che si voglia di ciò; ed aggiusti pure il lettore quella fede che gli piace all’autorità del Grimaldi, del Sacco, del Caristena, e del Vivenzio; a noi, che tutte sul proposito abbiam cercate le biblioteche e il grande Archivio del Regno, e dato poter con osservanza affermare la origine della patria nostra andar tuttora ignorata, e quanto dai prelodati autori sulla stessa fu scritto non iscontrar nell’istoria documento di sorta.

La vicinanza di Altanum con Polistena

L’origine di questa città perdersi nella oscurezza dei tempi: ma ne fanno parola l’Itinerario di Antonino, Diodoro nel terzo libro delle guerre di Africa, e Proclo nella narrazione delle guerre dei siracusani. Totila l’ebbe abbattuta, e in segno di dispregio al nome di Altano surrogò quello di Casignana. Or sebbene  la vicinanza di questa città e la emigrazione dei suoi cittadini seguita nel 1059, epoca appunto circa la quale si crede nata la nostra Polistena.

Quelli che tengono come certa la notizia data dai suddetti cronisti, cioè, che Polistena sia surta sotto lo Impero di Oriente, in congetturando circa i fondatori di essa credono si fossero i cittadini di Altano. E a sapere per tanto, che a tre miglia da Polistena su certo spianato delle montagne sonovi alcuni ruderi  diconsi avanzi del distrutto Altano; ed il luogo va detto S. Eusebio, che si vuol di quello originario. Domenico Valensise, Monografia di Polistena, del sacerdote Domenico Valensise, Napoli, Tipografia di Vincenzo Marchese, 1863, pp. 21-25.

« Delle più celebri terre della Calabria è quella di San Giorgio detta prima Morgezia, per essere stata edificata da Morgete figliuolo di Italo; ma in progresso di tempo essendo in detta terra edificala la Chiesa con un celebre Monastero di Monaci Basiliani sotto il titolo di San Giorgio, per la somma divozione di tal Santo e concorso di popoli che venivano da remotissime parti ad adorarlo, lasciato il nome di Morgeto si disse questa terra San Giorgio; alla quale va unita la terra di Polistena, cos’i detta per essere stata edificata da Polissena Ambiente, cittadina di detta terra di San Giorgio, nel tempo di Re Roberto in un aulico suo Feudo, dal cui nome poi corrottamente si disse Polistena, come viene notato dal P. Girolamo Marafioti dei Minori Osservanti nelle sue Cronache di Calabria. »
(Domenico Valensise Monografia di Polistena, pag.167)

San Giorgio Morgeto e le reliquie dell’antiche mura di Altano-Altanum viste da Polistena

Foto Vincenzo Guerrisi

(1) Christian Vannozzi, Un crocevia tra Ionio e Tirreno – Cinquefrondi, “cuore” di Reggio Calabria

*Polistena vista da Altanum

* POLISTENA foto di un tempo come eravamo

(2)  Girolamo Marafioti pag. 113,Padova, Ad instanza de gl’Uniti, 1601. Ristampa anastatica: editore Arnaldo Forni, 1975 e 1981. Consultabile on line in Google Libri

(3) Il Sito Archeologico – procastello san Giorgio

(4) MicheleTimpano: San Giorgio Morgeto

(5) sulle vie di altanum | Riviera Web

La famiglia Morani e Jerace di Polistena

Morani e Jerace furono una famiglia polistenese di pittori e scultori attivi tra il XVII e il XX secolo.(1)(2)(3)

Foto di Vincenzo Guerrisi

Fortunato Morano

Fortunato Morano, (San Pietro di Caridà 1773 – Polistena 1844)(4) fu membro di una famiglia di decoratori di San Pietro di Caridà che operava già nel corso del XVIII secolo. Secondo il costume del tempo, diede vita ad una bottega d’arte, in cui si svolgeva la sua attività. Trasferitosi a Polistena,(5)(6) prese parte al più generale fermento artistico e culturale che rivitalizzò la zona della Calabria nell’area di Vibo, dopo la distruzione del terremoto del 1783. Questo rinnovato clima culturale era in larga parte generato dal gruppo di artisti il cui fulcro era l’archeologo ed erudito Vito Capialbi.(7)

La facciata del Santuario di Maria Santissima dell’Itria di Polistena, fu realizzata su progetto di Francesco Morani nel 1804, l’edificio originario fu distrutto dal terremoto del 1783.(8)(9)

Nella  Chiesa di SantAnna , all’inizio del Novecento vennero avviati ulteriori lavori di ristrutturazione, su progetto di Francesco Morani, e nel 1962 fu realizzato l’altare marmoreo. All’interno della chiesa si conserva la scultura del Bambinello, opera di Fortunato Morani.(21)

Opera dei Morani e la statua lignea della Madonna del Rosario di Cittanova nella chiesa Santuario di Maria Santissima del Rosario, tuttavia attribuita da alcuni studiosi a Domenico De Lorenzo.(10) La chiesa distrutta dal terremoto del 1783; il sacerdote affidò l’esecuzione architettonica a Fortunato Morani e ai due figli Vincenzo e Francesco con esecuzione di stucchi interni.

La nicchia tra i due campanili ospita una statua in marmo bianco della Madonna col Bambino, opera dello scultore Francesco Jerace. All’interno si possono ammirare le decorazioni neoclassiche a stucco eseguite dai Morani e gli affreschi del soffitto sono fatti sulla tela (Lavanda dei piedi, Incoronazione della Vergine, autore del dipinto Francesco Morani figlio di Giovanni, e La disputa di Gesù al tempio).

I discendenti di Fortunato

Francesco, Vincenzo, Domenico e Giovanni, figli di Fortunato e di Pasqualina Mamone, si formarono nella bottega del padre.(11)(12)
Francesco, il primogenito, di cui è incerta la data di nascita e che morì a Polistena nel 1878, si specializzò in opere devozionali e realizzò sculture e decorazioni per diverse chiese della zona di Reggio Calabria. Si ricordano in particolare una statua e gli stucchi nella Chiesa di San Francesco di Paola e le decorazioni della Chiesa di Maria Santissima del Rosario – a cui lavorò insieme al fratello Vincenzo – a Polistena.(7)

Vincenzo, nato a Polistena nel 1809, divenne un affermato pittore e decoratore. Si formò inizialmente nella bottega del padre e in seguito a Napoli. Mutò il cognome paterno in Morani, sia perché spesso i fratelli firmavano le proprie opere collettivamente ed erano conosciuti come “i Morani”, sia per ricalcare i cognomi dei grandi artisti dell’epoca, molti dei quali terminanti con una i. Dopo aver raggiunto una certa notorietà nel regno borbonico si trasferì nel 1834 a Roma, dove visse e lavorò fino alla morte nel 1870. (13)(7)(14)(15) Ebbe un figlio, Alessandro, anch’egli pittore e decoratore.(16)

Domenico, terzogenito di Fortunato, nacque a Polistena nel 1824 e si trasferì a Roma insieme al fratello maggiore Vincenzo; fu allievo di Pietro Tenerani e divenne uno scultore di opere in gesso e marmo di stile purista. Nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma è conservato un suo angelo in marmo.(17) Nel 1843 realizzò due sculture raffiguranti Menandro e Hendel per il teatro di Villa Torlonia. Una sua statua raffigurante Silvia, personaggio dell’opera Aminta di Torquato Tasso, fu esposta a Firenze nel 1861. Nel Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli è infine conservato un suo busto raffigurante Vincenzo Bellini.(7)

Foto di Vincenzo Guerrisi

Nella  Chiesa della Madonna della Catena, ospita al suo interno una statua della Madonna della Catena in cartapesta, copia di una in legno di Fortunato, distrutta in un incendio, una statua lignea di San Giuseppe, dello stesso autore.(25)

Madonna della catena
Madonna della Catena foto di Vincenzo Guerrisi

 I discendenti di Francesco

Mariarosa Morani, figlia di Francesco, sposò Fortunato Jerace dando alla luce sette figli, tra cui Francesco, Vincenzo e Gaetano Jerace, che seguirono la vocazione artistica di famiglia. Francesco fu pittore e scultore e apprese i primi rudimenti artistici nello studio del nonno materno Francesco;(18) Vincenzo fu uno scultore animalista ed è ricordato per la decorazione del palazzo del duca di Guardialombarda a Napoli;(19) Gaetano fu un pittore specializzato in paesaggi e scorci marinari.(20)

  Foto di Vincenzo Guerrisi

I discendenti di Maria Rosa

La figlia di Fortunato, Maria Stella sposa Raffaele Longo di San Giorgio Morgeto, diede alla luce: Felice (musicista), e Fortunato (scultore).

Il comune di Polistena li ricorda cosi:

 Foto di Vincenzo Guerrisi

Per quanto riguarda lo stemma della famiglia(6)(11) che si trova sulla facciata della casa, non  sappiamo se questa famiglia apparteneva alla nobil casa dei Morano di Gagliato (provincia di Catanzaro, i suoi discendenti dichiarano di si).(22) Una cosa e sicura, Fortunato Morano era un umile artigiano, che con la sua dinastia ha reso grande la nostra Polistena.

Stemma Murano foto Vncenzo Guerrisi
Stemma famiglia Morano-i foto Vincenzo Guerrisi

Guardano delle vecchi foto della famiglia Giffone, ho scoperto che nel 1933, Vincenzo Jerace, regalo una foto al Marchese Orazio Giffone

 Foto di Vincenzo Guerrisi

Il viso di questa busto, sembra quello del Redentore opera bronzea collocata su una cima del monte Ortobene, presso Nuoro ad un’altezza di 925 metri slm. Opera dello scultore Vincenzo Jerace, venne eretta nel 1901 in occasione della celebrazione del Giubileo.(23)

Se si guarda la firma, sulla foto regalata al Marchese, Vincenzo si firma cosi V. L. JERACE. Anche sulla statua del Redentore la stessa firma Vincenzo Luisa Jerace. Sul palmo della mano benedicente, rivolta verso la città di Nuoro, l’artista fece incidere la dedica: A Luisa Jerace, morta mentre il suo Vincenzo la scolpiva.(23) Ai piedi della formazione rocciosa sulla quale è collocata la statua vi è una lapide. Dedicata a Luisa contessa Pompeati Jerace, moglie dello scultore, deceduta nell’aprile del 1901. La leggenda narra che morì alla vista della statua, impressionata dalla sua mole.(24)

I due busti di Manfredo Giffone figlio di Orazio.

 Foto di Vincenzo Guerrisi

(1) Rosa Maria Cagliostro, Atlante del barocco in Italia: Calabria, De Luca Editori d’Arte, 2002, ISBN 8880164538. URL consultato il 9 dicembre 2013

(2) Comune di Polistena

(3) A. Caruso, La famiglia Morani di Polistena, in Calabria Letteraria, XL (1992), 7-9, pp. 99 s.

(4) Fortunato Morano p.143

(5) L’ORIGINARIA CASA DEI MORANI FU QUELLA … – L’Alba della Piana

(6) La Bottega dei Morani storia nobiliare – Digilander – Libero

(7) Vincenzo Morani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(8) Santuario di Maria Santissima dell’Itria di Polistena – guida e …

(9) Francesco Morani Chiesa di Sant’Anna Polistena…

(10) Le Chiese – .:: Comune di Polistena – portale istituzionale

(11)  GAGLIATO (Provincia di Catanzaro) – Calabresi.net.- Lo stemma in pietra che si trova sulla casa di Polistena e quello che sta a indicare il cognome della famiglia Morano che Gioacchino da Fiore indicò: “nobile famiglia di Giuristi di Catanzaro”, Gagliato è in territorio di Catanzaro dove i Morano possedevano un feudo e poi furono spodestati dai Sanseverino.

(12) Della Calabria illustrata i Morano

(13) 800 Calabrese – Galleria Il Triangolo

(14) Vincenzo Morani – Storia

(15) I dipinti / La collezione – Museo di Roma in Trastevere

(16) Alessandro Morani, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(17) Basilica dei Ss. XII Apostoli di Roma, frescobaldifestival.it. URL consultato il 25/04/2017.

(18) Francesco Jerace, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell’Enciclopedia Italiana.

(19) Vincenzo Jerace, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

(20) Gaetano Jerace, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

(21) Chiesa di Sant’Anna: guida su cosa vedere e visitare a Polistena

(22)  Nel 1856 Francesco Morani acquista la casa di via Domenicani …

(23)  Breve storia della festa del Redentore

(24) Omaggio a Luisa Jerace – 11 gennaio 2014 – La Nuova Sardegna

(25) Chiesa della Madonna della Catena di Polistena

(26)

(27) Storia di Polistena R.C. canzone Polistena Angelo Furfaro

(28) POLISTENA foto di un tempo come eravamo

 

Storia del cognome Guarrisi-Guerrisi di Calabria

In origine il cognome era Guarrisi poi Guerrisi, uno dei documenti più antichi che parlano del cognome in Calabria forse è la visita svolta dall’allora vescovo di Mileto il 26 settembre 1630.(1) Il vescovo visita la Chiesa di Santa Lucia (Maropati),  dove si trova tuttora conservata una campana, che  reca la data del 1635, l’iscrizione “Don Franciscus Guarrisi” e l’immagine di Santa Lucia.(1)(2)(3)

La famiglia Guarrisi-Guerrisi, forse va a vivere nella provincia di Reggio Calabria nel 1600. Numerosi sono gli scrittori della Calabria che parlano di questo cognome,  Antonio Piromalli, Michele Guerrisi, Giovanni Quaranta, Giovanni Mobilia e Giovanni Russo e altri.

002

Un attestato che parla del cognome Guarrisi-Guerrisi,(4) la famiglia Guerrisi, ha un ceppo nel mantovano e veronese ed uno in Calabria. Il cognome dovrebbe derivare, direttamente o attraverso alterazioni dialettali, dal nome Guerrasius, un’italianizzazione del nome germanico Warin. Il nome del giudice Guerrasius o Guerrasio dichiarato nobile, si trova in tre atti uno con data del 1187 settembre e gli altri due del 1194 marzo e ottobre.(5) Tutti e tre parlano dei conti Tricarico che stava nel castello di Montoro Avellino. Lo stemma raffigurato ci riporta al conte Guerino di Provenza, nipote di Guerino di Turgovia.(13)(14)

Avellino_map[1]

In Calabria si trovavano Cavalieri, avvocati, medici, sindaci, sacerdoti e scultori. In un articolo della Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 6-7 ottobre 1905, si parla del terremoto di Polistena e Cinquefrondi, e del sindaco avv. Guerrisi.

L’Ospedale Santa Maria degli Ungheresi di Polistena, nel 1947 l’ospedale viene ammodernato, con la realizzazione di una prima sala operatoria. A tale risultato contribuì il medico chirurgo Antonino Guerrisi (1900-1968), che fu direttore sanitario dal 1947 al 1960.(6) Su iniziativa del polistenese Raffaele Lagamba, una sottoscrizione tra i soci del Circolo dei Calabresi di New York ha permesso nel 1973 l’acquisto di un’autoambulanza per l’ospedale.

Molte altre sono le storie su questo cognome. I Guerrisi di Polistena sono arrivati da Maropati e Cinquefrondi alla fine del 1700. Giovanni Russo nel suo libro di Polistena la chiesa di S.Anna, scrive di un mio lontano zio Giuseppe Guerrisi, siamo nel 1810.(7) Poi di mio zio Francesco (23.01.1915 m. 22.03.1944),(8) di mio  nonno Domenico Rocco (26.08.1921 m. ?- suo figlio Francesco infermiere)(9), figlio del cav. Vincenzo, suo nipote Domenico infermiere suonava nello Storico Complesso Bandistico di Polistena.(10)

DSCN1347 (2)

Nell’alba della piana dicembre 2014, molto bello l’articolo di Giovanni Quaranta, la “leva” è uguale per tutti… o quasi. Siamo nel lontano 1863 a Cinquefrondi, con un atto notarile Don Vincenzo Guerrisi  del fu Don Giovanni (di Francesco legale), riesce ad evitare la leva militare.(11) Giovanni Mobilia sempre a dicembre 2014, parla della chiesa dell’Assunta di Maropati, ci racconta la storia di Don Antonio Guarrisi. Fondatore della Chiesa, con decreto della Curia vescovile anno 1708 (I Guarrisi-Guerrisi di Maropati).(12)In una successiva visita pastorale del 21 febbraio 1707 era presente l’altare, intitolato a Sant’Antonio di Padova,  e nel 1729 una  cappella dedicata allo Spirito Santo(1*) sotto il patronato della famiglia Guerrisi.

(1) La chiesa di s. lucia di maropati – AnoiaOnline Giovanni Quaranta 2006 – (1*) A.S.D.M.,IC Sch.14, pp.43r-44v, dove si riporta fondata con atto notarile nel 1745, mentre un altro documento del 1832 la riporta fondata dal cappellano don Domenico Guerrisi nel 1729.

(2) Antonio Piromalli: Maropati, storia di un feudo e di una 

(3) CALABRIA-Maropati (R.C.) e la campana di Santa Lucia del 1635

(4) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

(5) l’atto del 1187 e firmato dal giudice Guerrasius-Guerrasio dichiarato nobile, i due atti del 1194 forse era il figlio del primo visto la data.

(6) Francesco Calcaterra, Dolorosa storia della Farmacia dell’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, it.scribd.com, 15 gennaio 1947. 

(7) Giovann Russo, Polistena la chiesa di S.Anna 1996.

(8) Guerrisi Francesco 23-01-1915 m. 22-03-1944. Libro Giov. Rus. Non dimenticateci caduti e dispersi polistenesi nella seconda guerra mondiale 2011.

(9) Storia di un giovane soldato di Polistena 

(10) Storia – Storico Complesso Bandistico “Città di Polistena”

(11) La “leva” è uguale per tutti… o quasi – L’Alba della Piana Giovanni Quaranta

(12) La chiesa dell’Assunta di Maropati  L’alba della Piana 2014 Giovanni Mobilia

(13) RootsWeb: GEN-MEDIEVAL-L NEW FORUM READY!/IL NUOVO … Annuaire genèral hèraldique universal paris: institut hèraldique, 1901. (FR) Almanach De Gotha Pour L’ Année …: annuaire généalogique, diplomatique et statistique, Chez Justus Perthes, 1º gennaio 1836.

(14) (EN) Nobiltà carolingia-Warin. Isanbart-Guerino, conte di Provenza, Chalon e Macon (Des Franken). Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi.  Chiesa di Santa Lucia (Maropati) – Archive.is

I presepi di Occhieppo Superiore Biella

A dicembre 2010 è stata inaugurata la prima Mostra dei Presepi, nella Sala delle Carrozze di Villa Mossa.(1)(2)(3)

I presepi di Occhieppo Superiore,  sono esposti in Villa Mossa situata nel centro storico di Occhieppo a poca distanza dalla chiesa parrocchiale di Santo Stefano. Sono realizzati artigianalmente, dove si può notare la fantasia e la pazienza degli artisti.(4)(5)

DSCN1339 (4) Il consigliere delegato Enzo Bertarelli, Vincenzo Guerrisi e Esterina Fazzari, sala delle carrozze 2014-2015.

001.jpg

il presepe 111
Vincenzo e Emanuela Guerrisi, presepi Chiesa S. Stefano anno 2010.

003

Nella sala delle Carrozze, si possono ammirare presepi molto originali, creati con fili di rame elettrici intrecciati, costruzione di presepi di carta, legno con pietre e conchiglie di mare (creati con la colla a caldo), lavorati all’uncinetto, inseriti nelle lampadine, con pasta di zucchero per dolci, realizzati con le ghiande con margarina vegetale per sculture, con frutta svuotata internamente dai calabroni e fatta essiccare, su radici di albero, nel vecchio ferro da stiro a carbone e in un vecchio macinino, con un filatoio (antico), con una vecchia finestra, oppure creato con l’orologio originale di una delle vecchie Chiese di Occhieppo e altri presepi ancora.(8)(9)

Fantasia Mediterranea

Nel 20142015 ancora una volta presso Villa Mossa l’assessorato alla cultura, ha dato vita a Vieni a fare il tuo Presepe a Villa Mossa,(10) hanno dato il meglio di loro i tanti partecipanti, nella quinta edizione. Bellissimi, infatti i presepi, con personaggi e scene che ricordano la natalità. Insomma, un bel modo per far sì che i paesini del biellese vengano ricordati per la loro peculiarità, e non vengano dimenticati dalla frenesia di tutti i giorni. Altre esposizioni di presepi a Graglia, Mongrando e Salussola.(6)(7)(11)

002

(1)  “Villa Mossa” ad Occhieppo Superiore

(2)  Mostra di presepi artigianaliMostra dei Presepi a Occhieppo Superiore – Biella – Borgo Armonico 

(3)  Villa Mossa

(4) Presepe su radice di albero e presepe creato con la colla a caldo

(5) Un babbo natale seduto su una scala con la lista dei partecipanti, presentazione 2012

(6) Iscrizioni aperte al concorso dei presepi di Graglia

(7)  Il presepe di Mongrando

(8)  Pollone e Occhieppo Superiore: arriva il Gran Presepe – Quotidiano .

(9)  BIELLA PIEMONTE- I presepi di Occhieppo Superiore 2014-2015

(10) BIELLA PIEMONTE – OMAGGIO a Occhieppo Superiore

(11) 7 mostra del Presepe – ATL Biella

Monsignore Francesco Luzzi e l’ospizio “Opera pia San Francesco di Paola” di Polistena

Vincenzo Francesco Luzzi, originario di  Acquaro, nato il 1 ottobre 1918. Parroco del Duomo di Santa Marina Vergine, dal 1957 al 1971.(1)

032 (2) - Copia

                  Foto di Vincenzo Guerrisi, don Vincenzo Francesco Luzzi chiesa Matrice

A dicembre del 1946, gli fu assegnata, ad Arena, la prima parrocchia, sino al 1957, quando sostituì il defunto arciprete di Polistena Monsignor Luigi Guido.  Quindi alla fine degli anni cinquanta don Francesco Luzzi era Parroco, del Santuario di Maria Santissima dell’Itria , del Duomo di Santa Marina e della chiesa di Sant’Anna (rimase in carica sino al 1971).(2)(3) Ideatore con Maria Cristina Giffone, dell’ospizio “Opera pia San Francesco di Paola” di Polistena.(4)

DSCN0290

Don Francesco Luzzi, scompare il  27 gennaio del 1995,  per un grave incidente lungo la statale “Ionio-Tirreno”, muore per le gravi ferite riportate.(1) 

Di Monsignore rimangono le opere, la casa canonica di Arena, l’ospizio “Opera pia San Francesco di Paola”, l’opera di tutela della cultura e della vocazione dei nuovi sacerdoti a Mileto e la maestosa casa di cura nell’amata Acquaro che prende il suo nome.(2)(3)

Fu direttore dell’archivio storico della diocesi di Mileto, che con perenne impegno riorganizzò egregiamente, rendendolo punto di riferimento per ricercatori e studiosi, facendolo dichiarare «di notevole interesse storico» dalla Sovrintendenza ai beni culturali.(1)

Scrisse nel 1989 il libro “Tabularium Mileten”, edizione critica, da lui voluta, di rilevanti manoscritti inediti. (5)(6)

Leggi altro

Monsignor Luigi Guido e la Chiesa di Sant’Anna

Luigi Guido nato a Polistena il 06 dicembre 1879 (dottore in sacra teologia ed in utroque jure), parroco del Duomo di Santa Marina Vergine, per ben trentuno anni (1926-1957).

Don Luigi Guido

Alla fine degli anni venti Don Luigi Guido era Arciprete, del Santuario di Maria Santissima dell’Itria , del Duomo di Santa Marina e della chiesa di Sant’Anna.

Immagine

La chiesa dedicata a Sant’Anna, la più antica chiesa di Polistena. Fu l’unico edificio a resistere al terremoto del 1783 che rase al suolo l’intera città. Infatti come dice Domenico Valensise, (1) la chiesa non solo resistette al terremoto ma rimase anche aperta al culto e accolse le ceneri dei polistenesi periti nel flagello. I cadaveri vennero trasportati nel largo antistante la Chiesa della SS. Trinità, dove vennero bruciati e le ceneri, una volta raccolte, vennero tumulate nella Cappella.

L’ultima sepoltura effettuata nella chiesa di S. Anna, fu di 71 morti nel 1877, al pari di altre chiese di Polistena più importanti questa chiesa funse da vero e proprio cimitero.

Nel 1921 Ignazio Martino di Archi, trovadosi a Milano compra la statua di Sant’anna, poi benedetta da Monsignor Guido. La statua fu portata dal Martino nella chiesa della Trinita, li benedetta con tutte le dovute funzioni sacre. Il signor Ignazio devoto a Sant’Anna decise di riaprire la cappella,  l’ultima volta che si apri fu il 24 dicembre 1810.  Il  Martino chiede il permesso all’Arciprete Guido, che aveva intenzione di fare una grande festa, il Guido gli rispose di si. Dopo tante difficoltà create dal vescovo di Mileto, Polistena ebbe la festa in onore della Santa.(2)

DSCN0552

Cimitero di Polistena, Luigi  Guido scompare il 14 febbraio 1957.

Monsignore Luigi Guido contribuisce alla nascita del comune di Melicucco con il Marchese Domenico Maria Giffone e  Giuseppe Lombardi, che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza era frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936).(3)(4)(5)

Nel 1939 scrisse il libro ”IL CONCILIO PLENARIO CALABRESE”.(6)

Leggi altro

Francesco Mercuri massaro di altri tempi

Francesco Mercuri fu Angelo, nato a  Polistena il 22 novembre 1904, nella frazione Melicucco. Si  sposò a Polistena con Pasqualina Guerrisi, figlia di Domenico. Si stabilì nella Polistena vecchia, e con la moglie comincia ad acquistare dei terreni, e a creare una masseria.(3)

Francesco MercuriFrancesco,(1) figlio di ,(2) fu cresciuto dai Mercuri, a testimonianza del saldo legame tra le due famiglie.

VERBALE, su Guerrisi Domenico Rocco del 14.12.1948, dove ci conferma che il Guerrisi  viene arrestato per anni sei e mesi sei, di r.m. reati di diserzione e d’insubordinazione.

Il Mercuri, detto U Malandrinu o U Zzi Cicciu,  a Polistena e dintorni metteva insieme un gruppo di uomini d’onore. Si associa alla famiglia Corica, dove controllavano il mercato del bestiame e decisero anche in merito a matrimoni e litigi tra vicini di casa. Inizia la sua latitanza negli anni trenta poi arrestato per pascolo abusivo, appropriazione indebita di terreni e possesso di armi da fuoco. Gli anziani di Polistena raccontano, che quando fu latitante le forze dell’ordine lo trovarono in uno dei suoi terreni nelle vicinanze di Cinquefrondi, si era creato una specie di bunker sotterraneo coperto con rami di ulivo.

Nel 1939 gli vengono confiscati degli immobili e terreni, e già nel 1950 era detenuto nel carcere di Cinquefrondi venne nuovamente arrestato nel 1952, e condotto  nel carcere di Palmi.(4)

Non fu, per altro, l’unico membro della famiglia ad essere arrestato; lo furono anche suoi familiari  per appropriazione indebita di terreni, pascolo abusivo,  e possesso di armi da fuoco: Antonio Cotrone (detto U Zoppu), Domenico Mercuri, Vincenzo Macrì, Michelangelo Muià (detto ‘Mpernu), Michele Zurzolo. Gli vengono confiscati dei terreni e immobili tra Melicucco-Polistena e Cinquefrondi.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Alcuni atti giudiziari dell’epoca.(5)

Polistena 1930-1940

Foto di Polistena anni ’30, a destra la masseria del Mercuri-Guerrisi.

Francesco Mercuri morì il 6 settembre 1968, seguito l’anno seguente dalla moglie. Dopo la sua morte, gli pignola una casa confinante con uno dei suoi terreni, viene distrutta per creare una discesa e l’attuale via rinascita.

Funerale del Mercuri, la casa cerchiata, poi viene distrutta.

FB_IMG_1464691595142 (3) - Copia

Viene ricordato come un uomo di altri tempi che aiutava i più bisognosi. Partecipa alla nascita del comune di Melicucco, che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza era frazione di Polistena, il Podestà di Polistena era Giuseppe Lombardi ed il Rev. Monsignore Luigi Guido, Arciprete di Polistena, parenti del Mercuri.

Lombardi Mercuri Guido

(1) Francesco Guerrisi dopo la scomparsa di suo padre Domenico Rocco viene cresciuto dallo zio Mercuri e la moglie Pasqualina Guerrisi, lo fanno studiare e lo inseriscono nel mondo del lavoro.

(2) Trasferito al Campo di concentramento di Buchenwald il 4 dicembre 1944, dove se ne perdono le tracce. Presumibilmente morto a Buchenwald.

(3) Atto di vendita del 1922, conservatoria delle ipoteche di Reggio Calabria 1946, atto di vendita del 1942, 1946 e 1949.

(4) Atti giudiziari del 1950 e 1952.

(5) Atti del 1939, 1950, 1952 e alcune foto dell’epoca.

(6) Storia – Comune di Melicucco

(7) POLISTENA-I Figghioli di lu ponti-Angelo Furfaro 

(8) Storia del paese di Melicucco (RC) frazione di Polistena fino al 13 luglio 1936

 

(9) ME NONNU MI DICIVA canzone calabrese 

(10) PASSAVA FRISCHIETTANDU Marcello Varamo canzone calabrese 

Manfredo Giffone e lo storico documentario di Tropea del 1950

012 (3)

Nato a Polistena l’11 novembre 1928 (Polistena 03-05-1999), figlio del marchese Orazio Giffone (Tropea 24-09-1904 Roma 31-12-1980) e Elisa Lombardi (Polistena 15-06-1894 Roma 10-07-1979. Figlia di Francesco e Virginia Cavatore) nobili di Polistena e Tropea. Nipote dell’ Ingegnere civile Giuseppe Lombardi.(1)(2)

Nel 1954  i Giffoni creano uno storico documentario sulla Città di Tropea ”PROFILI SUL TIRRENO ”. Regia e Fotografia: Manfredo Giffone; Produzione: Orazio Giffone (Commissario prefettizio di Polistena 1942 ); Documento film: Montaggio: Franca Gabrini.(3)(4)

Statue di Manfredo Giffone.

Questo slideshow richiede JavaScript.

(1) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea desunte dalla …  Recupero del palazzo ex Giffoni come Centro Interculturale a Tropea . Comune di Tropea Lavori pubblici: Quattro milioni di euro per Palazzo …

(2) Giffone – famiglie nobili napolitane . Citato in “Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti” vol.I, pag. 476, compilato dal Comm. G.B. di Crollalanza, edito presso la direzione del giornale araldico, Pisa 1888. La Massoneria nelle due Sicilie: E i fratelli meridionali del ‘700 – …  La Calabria illustrata (etc.) – Pagina 136 – Risultati da Google Libri  i cognomi del sud – Il Portale del Sud

(3) L’Architetto Luigi Giffone. l’ Ingegnere

(3)Tropea profili sul tirreno-Breve documentario girato a Tropea negli anni Cinquanta da Manfredo Giffone

(4) http://www.tropeamagazine.it/astronomia/index.html

Il Convento della Pietà di Tropea

L’antico Convento della Pietà, sorto nel 1639 sui resti di un ospedale per i feriti delle Crociate.(14)(15) Edificato per accogliere i giovani della nobiltà di Tropea e dintorni, fu per anni  sede delle carceri ed in fine dell’asilo cittadino. Acquistato da Monsignore Cribellati, fu poi donato alle suore della Carità e in fine acquistato da privati.(1)(2)(3)

La struttura si sviluppa attorno ad una ampia corte centrale articolandosi anche ai piani interrati, le grandi volte che possono indicare intorno al 1600 la data di prima costruzione.(1)(2)(3)

Il Convento è situato nella parte antica della città, di fronte alla Chiesa di Santa Maria dell’Isola.

DSCN0317 - Copia

Recuperato finalmente alla vita civile, ha riconquistato l’originale bellezza grazie a un sapiente e prudente restauro. L’architetto Luigi Giffone che ha lavorato tra Londra e Atene, si è preoccupato soprattutto, di togliere tutte le orribili sovrastrutture aggiunte nel corso dei secoli. Ritrova le semplici linee originali, riapre le finestre ad arco e protette da spesse inferriate. Dentro il convento  tropeano i bei soffitti a volta e gli spessi muri di pietra non permettevano grandi modifiche, a parte la necessità di ricavare i bagni e risistemare gli impianti. Anche la scelta dei materiali e stata rigorosa: piastrelle di ceramica tipica del sud per i bagni e cotto per i pavimenti. Ogni stanza è collegata all’altra da brevi scalinate, stretti corridoi e cortiletti nascosti. Dal terrazzo, che costituisce il tetto della casa, articolata su tre livelli che segue la discesa della costa verso il mare. (4)(5)(6)

A Tropea  l’architetto Giffone contribuì a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe del paese tropeano, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Riuscì a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo.(7)(8) Nel Convento si trova il fontanile in pietra (che proveniva da Palazzo Giffone di proprietà dell’omonima famiglia, oggi appartenente al pratrimonio demaniale)(2)(9) e il camino (l’architetto ha quindi disegnato un grande camino che occupa quasi per intero una delle pareti corte dell’ambiente) con lo stemma di famiglia, recuperato in Spagna (dodici piastrelle, allegramente colorate e composte in quadro, campeggiano sulla semplice caminiera raccontando i  fasti del passato di un delle nobili famiglie di tropea).(10)(11) L’architetto ha vissuto nel convento con la moglie Jennifer Bentley.(6)(12)(13)(16)

(1) TROPEA edizione pama graphicolor rimini 1984 Francesco Pugliese

(2) TROPEA  Pellegrini editore Cosenza 2011 Francesco Laganà

(3)  DOSSIER ”TROPEA” edizione Romano Tropea 1990 Giuseppe Lonetti

(4) VILLE&CASALI 1998 settembre n° 9

(5) Case&Country 1998 agosto n° 8

(6) Interview with Architect Luigi Giffone Jennifer Bentley in 2007

(7) Intervista all’Architetto Luigi Giffone.  L’appartamento di Luigi Giffone e il ricordo di Antonio Caracciolo, Salvatore Libertino. Nei lavori di ammodernamento ha avuto parte determinante l’opera di Mastro Antonio Caracciolo che seppe con la sua intelligenza, creatività e competenza professionale dare corpo e vita alle linee progettuali del padrone di casa, architetto famosissimo in tutto il mondo, guru dello space planning e fondatore di DEGW, contribuendo a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe di Tropea, ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Gli spazi furono arredati e corredati di tutti quei ricordi che l’architetto Giffone è riuscito a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea, per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo, una strana esposizione pittoresca antropologica multietnica, che destava ammirazione, curiosità e interesse durante le visite da parte di numerosissime persone. Le riprese sono state effettuate nell’estate del 1993.

(8) L’appartamento di Luigi Giffone e il ricordo di Antonio Caracciolo 2015 Salvatore Libertino

(9) Palazzo Giffone, risale al 1800, un tempo dell’omonima famiglia nobili di Tropea e Polistena. Oggi il palazzo appartiene al patrimonio demaniale, su cui da decenni si dovrebbero effettuare lavori di restauro.

(10) Lo stemma racconta i motivi geometri della famiglia Giffone, la scacchiera degli Aragonesi e il giglio con le lune del Duca d’Alba.

(11) 100 CAMINI ANNO V n°1  ANNUALE

(12) Highlights – Il Convento della Pietà Appartamenti Tropea – Il Convento …   Il Convento della Pietà | Histouring

(13) TropeaMagazine – I Conventi dell’antica Tropea di Michelangelo Piccolo

(14) Tropea Magazine – Il Monastero delle Clarisse della Madonna della …

(15) TropeaMagazine – Orme Francescane nella Diocesi di Tropea di …

(16) Luigi Giffone guru dello space planning

001 - Copia (2).jpg