Famiglia Milano feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena

Fonti storiche della famiglia MILANO, feudatari di Polistena dal 1568 fino all’abolizione della feudalità (fine del regime feudale 1806-1808).

La famiglia Milano, originaria della Spagna, il suo primo antenato era Goffredo vissuto nel 1200 “Baronel del Milan”, dalla sua baronia deriva il cognome Milano tramandato ai suoi discendenti. Famiglia, trapiantata nel Regno delle due sicilie, al seguito di Alfonso d’Aragona (figlio del Re d’Aragona Giacomo I d’Aragona).I Signori, cui ebbe la nostra Città della famiglia Milano, furono Baldassare il giovane, che vinse, come si è detto, la lite contro i Cordovesi (il Baldassare deceduto nel 1570). Giacomo suo figliouolo il quale nel 1596 ottenne il titolo di Marchese sopra la terra di San Giorgio – Baldassare II morto 1607. Quando poi Giacomo Milano salì alla dignità di Principe di Ardore e stabili a Polistena la sua residenza, essa è cresciuta in bellezza e in grandezza, divenne un centro ricco di chiese e conventi.

Il titolo di Città sia venuto alla nostra Polistena col trasferimento, che fece essa del Marchesato di Postilione, come ci dà ad intendere lo Expelly, incominciando a chiamarla Città dopo un tal fatto, o le sia stato dall’istesso Giacomo Milano, il quale siccome Principe Imperiale si avea un tal privilegio. Giacomo V (1639-1693), Marchese di San Giorgio dal 1667 e Patrizio Napoletano; Marchese di Postiglione, che vende, e appoggia il titolo sul feudo di Polistena. Feudatario abile, riusci nel 1669 ad ottenere da Carlo II di Spagna l’estenzione del titolo di Marchese, anche sulla città di Polistena; da quella data i Milano, assunsero il titolo di Marchesi di San Giorgio e Polistena. Vedi lo Expelly lib.3, io nol saprei decisamente affermare. Il certo è che Polistena si ebbe questo titolo, ed in conferma potremmo addurne i Registri del Regno. Conciossiachè se in questi, dove tutto è rigorosamente legale, la nostra Patria fino a certa epoca viene chiamata Casale, da questa in poi la si addimanda Città.(Domenico Valensise ”Monografia di Polistena”)In conseguenza di ciò, il palazzo di Polistena con una grande Cappella, divenne la sede definitiva del feudo. Polistena prima del terremoto del 1783 era una tranquilla cittadina, il palazzo dei Milano, feudatari di San Giorgio Morgeto e Polistena, era a nord del fiume Jerapotamo, intorno al palazzo del Marchese, si trovavano le case delle altre famiglie nobili.Giacomo, sposò Giovanna Evoli, figlia di Francesco Eboli, Duca di Castropignano e Zenobia Revertera figlia di Nicola Ippolito Duca di Salandra. Dopo il terremoto del 1783 Polistena fu ricostruita completamente su un’altura più a nord su progetto dell’architetto Pompeo Schiantarelli.

Dopo il Cataclisma del 1783 il rione sopra la collina fu costruito con strade non larghe, ma regolari, bei palazzi di varie famiglie, quasi tutte civili, con ampia piazza detta Mercato che i nostri maggiori assegnavano come centro all’ingrandimento della città. Cosi si fosse caldeggiato ai giorni nostri un pò di più l’antico disegno ! Fu edificato nella vigna, detta Eboli, dal nome della Principessa che lo portò in dote ad un Milano. E da ciò il nome di rione Eboli. La qual cosa ha fatto che parte della Città su di esso costrutta si addimandesse Evoli, che, secondo ammirato, è lo stesso che Eboli, mentre in origine era quello di cognome di quella illustre famiglia.Giacomo suo figliouolo il quale nel 1596 ottenne il titolo di Marchese sopra la terra di San Giorgio – Baldassare II morto 1607. – Giovan Domenico, suo fratello, morto nel Luglio 1615. Giovanni Junior figliuoli di costui – Giacomo, che ottene il titolo di Marchese sopra Polistena e quivi mori nel 1693. – Giovanni figliuolo di lui – altri forse ancora che i Repertori non menzionano – e da ultimo Giovan Domenico, sotto il quale, aboliti i feudi, cessò la Signoria.(Domenico Valensise in ”Monografia di Polistena”, e Ammirato Fam. Nob. Nap. Tap. I. p. 3, fonti https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/…/famigl…/).Cit. ”Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento.

1) La famiglia Milano Marchesi di S. Giorgio e Polistena

2) BLASONARIO DELLA CALABRIA

3) Famiglia Milano Marchesi di S. Giorgio e Polistena

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La Nobile famiglia Valensise

Cenni storici della famiglia Valensise, la famiglia discende da Ferdinando De Valencia Capitano Generale.(1) Giunto a Reggio Calabria con la spedizione del 1503, uno dei più valenti Capitani dell’esercito di Ferdinando il Cattolico.(2) BLASONARIO DELLA CALABRIA

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Battaglia di Seminara (1503), Ferdinando De Valencia fu scelto come uno dei condottieri nella spedizione in Calabria contro i Francesi. In tale occasione seguiva a Reggio C. la morte di Portocarrero comandante generale, gli altri capitani lo volevano eleggere suo successore, preferendolo a Don Alfonso di Andrada-e, egli non accettò.(3) I due eserciti si incontrarono a metà strada tra Seminara e Gioia. Nella battaglia le truppe spagnole sconfissero i francesi, questi ultimi si ritirarono verso nord molestati dagli spagnoli. Per i suoi servizi ebbe dal Re 225.000 marchi l’importante ufficio Tesoriere,(4) i suoi meriti vennero apprezzati anche dall’Imperatore Carlo V.

La famiglia dal cognome Valencia (oggettivato poi in Valensies o Valensise) si stabili in Italia con il Re Carlo V d’Asburgo (successore di Ferdinando il Cattolico).(5)

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Guaimaro di Sorrento capostipite della famiglia Giffone

Guaimaro (Jefuno), figlio del Duca Guido di Sorrento (1012 circa – 1073 circa), nipote del principe di Salerno Guaimario III (983 circa – 1027 circa), da lui discende la nobile casata dei marchesi Giffone (La Nobile Famiglia Giffone).

Nell’archivio dell’Abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni, si trova un documento del 1091, dove si legge che Guaimaro fu il capostipite della famiglia dei marchesi Giffone.  Questo documento viene confermato anche dallo scrittore Pellegrino Camillo. Il primo dunque di questa famiglia, che cognominato leggiamo di Giffone, o Gifone, che variamente leggesi negli archivi, o pure de Jefunu latinizato; fu Guaimaro figliuolo di Guidone Duca di Sorrento, nipote, e pronipote dei principi di Salerno, come si legge in un privilegio dell’anno 1091, del famoso archivio del monastero della Trinità della Cava dei Monaci (https://gutenberg.beic.it/view/action/singleViewer.do?dvs=1618498930710~240&locale=it_IT&VIEWER_URL=/view/action/singleViewer.do?&DELIVERY_RULE_ID=10&frameId=1&usePid1=true&usePid2=true). Guaimaro di Sorrento (https://it.wikipedia.org/wiki/Guaimaro_di_Sorrento). 1

Il padre di Guaimaro, Guido di Sorrento fu nominato gastaldo di Capua dallo zio Pandolfo e successivamente anche duca di Sorrento dal fratello Guaimario IV.  Nel 1030 Guaimario conquistò Sorrento e ne affidò il governo a Guido, che fu nominato duca. Il suo sostegno al fratello e ai Normanni fu costante per tutta la durata del regno di Guaimario e oltre, figli di Guaimario III di Salerno.

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Nel 1066, Il feudo dello Stato di Giffoni Valle Piana (Salerno) fu contea longobarda, era in possesso di Guaimaro.

I discendenti di Guaimaro, signori di Altavilla e Morogallico , Marchesi di Tropea, Polistena, Cinquefrondi e Giffone.

Il paese di Giffone (RC) venne fondato alla fine del seicento da Francesco Giffone, marchese di Cinquefrondi, dove si trova la chiesa di Santa Maria del Soccorso, fondata sempre dal marchese Francesco Giffone fervente devoto al culto della Madonna, dove si conserva la statua della Madonna del Soccorso.12

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Giffone (RC), paese che non può vantare origini antichissime.

Francesco Giffone aveva ereditato da suo padre Don Giacomo il feudo di Cinquefrondi con tutte le terre ad esso annesse era il 1685.

Cominciò a governare a 20 anni, era signore di Morogallico e Marchese di Cinquefrondi, nel 1695 all’età di 30 anni il Giffone aveva fatto costruire una palazzina in una località boschiva, dove la sua famiglia ci andava nel periodo estivo, per sfuggire al caldo del feudo di Cinquefrondi e per il divertimento della caccia.

La località boschiva era distante da Cinquefrondi di oltre sei miglia, l’aria era salubre e ricca di acqua, dai paesi limitrofi erano giunte intere famiglie di boscaioli con la certezza di un lavoro, il suo signore Francesco la resa ricca di molti edifici e le ha dato il nome del suo Casato, Giffone.

L’atto di nascita ufficiale della nascita di Giffone porta la data del 1695, anno in cui Don Francesco Giffone ottenne dal vescovo di Mileto Mons. Ottavio Paravicini il permesso di costruire una chiesa.

Il piccolo nucleo abitato cominciava a crescere, sia la palazzina che la chiesa, furono costruite in breve tempo. Non è stato pertanto necessario lasciar trascorrere molto tempo prima che Don Francesco Giffone supplicasse il Vescovo di Mileto perché la chiesa di Maria Santissima del Soccorso venisse elevata a parrocchia.

Don Francesco Giffone di Aragona, Marchese di Cinquefrondi, abitante nella predetta Motta Giffone.

Fonte: ”Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento.

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Stemma d’Aragona d’Alba Giffone (dell’Arc. Luigi Giffone).

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Stemma famiglia Giffone Pescara d’Aragona

I Giffone sono una famiglia nobile. Lo stemma della famiglia, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto, titolo Patrizi di Tropea.
I Giffone sono una famiglia nobile. Lo stemma della famiglia, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto, titolo Patrizi di Tropea.

Il presidente Vincenzo Guerrisi dell’ Associazione Culturale Domenico Rocco Guerrisi, ringrazia per le foto il sig. Gian Luca Giorgetti Toraldo Di Francia.

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Don Luigi Giffone, nobile dei marchesi di Cinquefrondi e patrizio di Tropea (1844-1900) con la consorte donna Claudia d’Aquino (1844-1897) in una fotografia della seconda metà dell’800.

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Don Francesco Giffone (1803-1882) padre di Luigi.

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Cenno storico sulla famiglia Giffone, dal volume ” Il Sedile e la Nobiltà di Tropea con genealogie e tavole” del marchese Felice Toraldo, pubblicato a Pitigliano nel 1898 e nel 1915 a Tropea. Ristampato in copia anastatica dall’editore Forni di Bologna nel 1968.

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Luigi Giffone (1844-1900).

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Orazio Giffone (1876-1921), bisnonno del sig. Gian Luca Giorgetti Toraldo Di Francia.

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Il gruppo ritrae la famiglia di Orazio, con le 4 figlie e la moglie Carlotta Barone (1876-1955) nel 1908. Manca l’ultimo nato, Luigi (1908-1977).

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Fotografia datata anni ’70 dell’800, ritrae Orazio Giffone (1791-1875) fratello di Francesco.

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Il ritratto femminile è invece di Maria Antonia Scordamaglia, prima moglie di Francesco.

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Don Francesco Giffone (1867-1908), sposa a Polistena Donna Maria Cristina Cannata nel 1895 (documento chiesa di Santa Marina),  deceduto nel terremoto di Messina-Reggio Calabria 1908. 1895 mat giffone

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Matrimoni, indici decennali, Polistena 1895 (http://dl.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Reggio+Calabria/Stato+civile+italiano/Polistena/Matrimoni+indici+decennali/1886-1895/007695304_02232.jpg.html?g2_imageViewsIndex=0).

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Giovanna Giffone (1897-1956) sposa nel 1922 il sig. Riccardo Toraldo di Francia (1894-1976) ingegnere generale di divisione del Genio Militare, decorato al valore nella prima guerra e al merito per la guerra partigiana nel 1944. Cavaliere dell’Ordine di Malta e Sindaco di Tropea dal 1960 al 1967, i sindaci di Tropea (TropeaMagazine – I Sindaci).  

(1)  Discorso della famiglia Giffone de’ marchesi di Cinquefondi con le notizie della sua prima origine, e delle sue discendenze, Napoli editore Giuseppe Roselli 1703 

(2) Camillo Pellegrino nel secondo ardore de’ principi di Salerno.

(3) (ENThe Deeds of Count Ruggero of Calabria and Sicily and of Duke Robert Guiscard his Brother

(4) (LTDe rebus gestis Rogerii Calabriae et Siciliae comitis (ZIP), su cesn.it.

(5) Giffoni Valle Piana (Salerno) storia, arte e tradizioni a cura di Salvatore Mancino ed Elena Sica 1998

(6) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea e Cinquefrondi Giffone desunte. TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea desunte …

(7) Storia del paese di Giffone (RC) fondato dalla famiglia Giffone di Polistena Cinquefrondi Tropea https://youtu.be/LCILeammcts

(8) Storia – Comune di Giffone. Cenni Storici – Comune di Giffone.

(9) Giffone sono una famiglia nobile. Lo stemma della famiglia, scaccato di argento e di nero di sei file, con la fascia di rosso attraversante sul tutto, titolo Patrizi di Tropea.

(10) Ricadi.-Popolato di 510 anime nel 1783, e di 397 oggi, s’innalza infra al promontorio Vaticano, così detto da Solino e Plinio, dove nel 1278 Raone Giffone possedeva uomini a titolo feudale. (Regest. 1278. B. fol. 161. -Quivi, come in altri documenti del secolo XIV, leggesi Batticano, o Baticano, ma non perciò deve covenirsi con Leandro Alberti sulla origine di tal nome. Alberti, pose a Capo Vaticano l’antica città di Medama, e se la ideò distrutta dai cani pagani, a suo dire, cioè dagli arabi: etimologia veramente posta alla tortura! E quando mai Medama fu a Capo Vaticano? Fu bensì, come altrove dicemmo, nella pianura sottoposta a Nicotera).

(11) Giacomo Giffone, figlio di Riccardo, probabilmente fratello di Gilberto, fu nominato dal re Carlo I d’Angiò giudice di Roma nel 1271 e in seguito giudice e assessore del giustizierato di Abruzzo. Altri figli di Gilberto, signore di Tortora, furono al servizio del re Carlo II in Calabria: tra questi Raone, che fu signore di Tropea.

(12) Uro Giffone fu il primo della città che si gettò in mare armato per incontrare Re Alfonso che fuggiva da Napoli a causa di torbidi popolari e lo portò in salvo a Tropea 1480.

(12) Nel 1548 Venceslao Giffone, discendente di Giacomo e signore di Altavilla, divenne signore di Cinquefrondi e Morogallico, avendo acquistato il feudo dai Correale, conti di Terranova.

(13) Sindaci di Tropea di questa nobile famiglia, nel 1746 Ottavio Giffone e nel 1794 Luigi. Tropea Magazine – I Sindaci di Tropea 1321 a oggi

(14) Famiglia de’ Medici-Francia di Tropea

https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2021/02/22/famiglia-de-medici-francia-di-tropea/

(15) Codex diplomaticus cavensis. 2

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Codex diplomaticus cavensis. 3

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Codex diplomaticus cavensis. 4

https://gutenberg.beic.it/view/action/singleViewer.do?dvs=1618507113019~494&locale=it_IT&VIEWER_URL=/view/action/singleViewer.do?&DELIVERY_RULE_ID=10&frameId=1&usePid1=true&usePid2=true

Codex diplomaticus cavensis. 5

https://gutenberg.beic.it/view/action/singleViewer.do?dvs=1618507186961~813&locale=it_IT&VIEWER_URL=/view/action/singleViewer.do?&DELIVERY_RULE_ID=10&frameId=1&usePid1=true&usePid2=true

Codex diplomaticus cavensis. 6

https://gutenberg.beic.it/view/action/singleViewer.do?dvs=1618507257674~776&locale=it_IT&VIEWER_URL=/view/action/singleViewer.do?&DELIVERY_RULE_ID=10&frameId=1&usePid1=true&usePid2=true

(16) Vincenzo Guerrisi, Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti libro documento 2021,  ISBN 9788824953078

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Dal conte Warin ai Guerrise-Guerrisi

Il  conte Guerino o Warin di Provenza (Francia), conte di Alvernia, Autun e di Provenza.

Conte d’Alvernia dall’819 all’839 di Provenza dall’830 circa all’845 e conte di Autun dall’832 alla sua morte 853. (1)     Guerino di Provenza     Guerino I d’Alvernia    Guerino di Turgovia.

Guerino di Turgovia stemma dei Welfen

Secondo il cronista Ekkehard IV, la discendenza nobile della casata alla famiglia dei Welfen o Guelfi, viene fatta risalire al conte Warin o Guerino di Turgovia in qualità di administratores Alamanniae.  Casato di Vergy.

A sinistra in alto, lo stemma di Guerino e Adelinde fondatori dell’Abbazia di Buchau nel 770. Armoriale Francese di Hector Le Breton, uno dei più antichi documenti araldici della Francia. Riconosciuto dal XVII secolo come preziosa testimonianza storica, contiene circa 950 blasoni. http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

Guerino di Provenza nipote di Guerino di Turgovia , definito illustre conte viene citato in altri due documenti delle Caroli Calvi Diplomata, rispettivamente la n° LXXI, dell’847 e la LXXXVI, dell’849, di donazioni del re dei Franchi occidentali, Carlo il Calvo.(2)(3)

Guerino I d’Alvernia, parente con Guerino di Turgovia. Si suppone che fosse figlio o nipote di Adalardo († 763) parente di Carlo Martello,  conte di Chalon nell’ambito del ducato di Borgogna, il quale fu ucciso difendendo Chalon contro Waifer, duca di Aquitanis.

La famiglia Linari, forse discende dal conte Guerino o Warin di Provenza. I Conti di Linari furono un’antica famiglia nobile, originaria dell’omonimo villaggio nell’alta valle del Lamone. Verso il 1360 i Fiorentini distrussero il loro castello, Giovanni di Linari si riparò a Marradi. Il suo abiatico Battista Guerrino morì nel 1416, i suoi figli si chiamarono Guerrini. (4)

La famiglia Guerrisi è considerata come ramo del casato di Guerino o Warin.(5) BLASONARIO DELLA CALABRIA

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La prima menzione finora trovata sul nobile giudice Guerrisi risale al settembre 1187, quando il conte di Tricarico Ruggiero stando nel castello di Montoro, sia per parte sua che del fratello Guglielmo di Caserta, sono presenti per degli atti: nessuna altra informazione abbiamo in merito al giudice Guerrisi, ricordato in quel documento.
La prima menzione finora trovata sul nobile giudice Guerrisi risale al 1186, Il primo documento del nome Warin, poi in latino in
Guarinus-Guerrasius, si trova nel CODICE DIPLOMATICO DEL REGNO DI CARLO I E II D’ANGIO, ossia la collezione di leggi, statuti e privilegi, concernenti la storia ed il diritto politico, civile, finanziere, giudiziario, militare, ed ecclesiastico delle provincie meridionali d’Italia. Documento: Donazione di Riccardo d’Aquila Conte di Fondi a favore del Monastero di San Michele Arcangelo di Gaeta – AGOSTO 1186 – FIRMA ”EGO GUERRASIUS MILES ROGATUS TESTIS” IO GUERRASIUS SOLDATO TESTIMONE RICHIESTO.
Il secondo documento del SETTEMBRE 1187, il conte di Tricarico Ruggiero del castello di Montoro, e il fratello Guglielmo di Caserta- firma ”EGO QUI SUPRA GUERRASIUS IUDEX” IO QUI SOPRA GUERRASIUS GIUDICE.  

Anche Warin de Lisle Sir Waryn de Ysle-Inghilterra. Data di nascita: circa 1272 morto nel 1322 nel suo stemma di famiglia raffigura un leone rampante incoronato. Sir Warin de Lisle Custode del Castello di Windsor, suo padre morì nel 1288,  Warin ereditò molti Stati, principalmente incentrato su Kingston Lisle  nel Berkshire e Stowe-Northamptonshire-Inghilterra.

I warin d'inghilterra

Guarino o Guerino dal nome germanico Warin che, tratto dalla radice war (o waran, “difesa”, “guardia”), può essere tradotto come “il difensore” (o “il protettore”, o “che difende”, o altre varianti sul tema).

Guarino è anche un cognome, che troviamo, ad esempio, in un atto del 1270. Varianti del cognome sono Guarini, Guerin, Guerini, Guerrini e Guerrisi.

Wernigeroder Wappenbu

(1) P. Guinard, Recherches sur les origines des seigneurs de Semur-en-Brionnais, Semur-en-Brionnais, 1996.

(2) (LA) Monumenta Germanie Historica, Scriptores,tomus III: Annales Lausonenses pag 152.

(3) (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VI:Ludovici Pii Imperatoris Diplomata, n°CXXXIV pag 546.

(4) Ernst Wilhelm, Prince de Lynar, conte de Redern, 1924|Genell.net.

(5) Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi. http://www.solofrastorica.it/Normanni.htm

(6) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Guerino o Warin di Provenza

Figlio di  Isanbard  (750– dopo 806), (1) nobile carolingio fu conte d’Alvernia ,  Arles, Autun, Borgogna, Chalon ,  Tolosa e Provenza (Francia).(2) Viene definito duca dal Chronicon S. Maxentii, nell’ 841. Nell’819 Pipino I entrò in armi in Guascogna, con il conte Guerino e il conte Berengario di Tolosa, che sconfissero Lupo III, secondo Erginaldo, misero in fuga parecchi dei suoi sostenitori, tra cui suo fratello, Gersando, ucciso durante la fuga. Lupo III, accusato di slealtà, fu immediatamente deposto ed esiliato, dando la Guascogna in amministrazione al conte Berengario.(5) Sua sorella Hedwig, sposa Guelfo I di Baviera.  Guerino di Turgovia  era il nonno di  Guerino di Provenza,  da lui discende la nobile casata dei Welfen o Guelfi.

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Nell’833 il conte Guerino d’Alvernia, aiutò il conte di Tolosa Bernardo di Settimania  a riprendersi  tutti i suoi possedimenti, insieme arrivarono sino al fiume Marna. Guerino era governatore di Alvernia,  in quello stesso anno,  secondo la Vita Hludovici imperatoris, fortificò la città di Cavillonum.(5)

Nell’841, Guerino si schierò dalla parte di Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo  contro l’imperatore Lotario I ed il nuovo re d’Aquitania, Pipino II d’Aquitania, e secondo il Chronicon S. Maxentii, Guerino al comando dei provenzali e dei tolosani, cacciò Lotario I dall’Aquitania.(6)

Guerino, definito illustre conte viene citato in altri due documenti delle Caroli Calvi Diplomata, rispettivamente la n° LXXI, dell’847 e la LXXXVI, dell’849, di donazioni del re Carlo il Calvo.(3)(4) Morì nell’853, come riportato negli Annales Lausonenses. (7) Guerino aveva sposato Albana o Ava, prima dell’825, come risulta da un documento di quell’anno,(8) Da Albana o Ava, ebbe due figli, Isembardo conte di Barcellona (820/830-l’881) e Bernardo conte d’Alvernia. 

La famiglia Linari forse discende dalla famiglia del conte, si chiamarono semplicemente Guerrini. (9) La Famiglia Guerrisi forse è considerata un ramo del casato, in pratica una variazione cognominale .(10) Mantennero lo stemma della famiglia. BLASONARIO DELLA CALABRIA

La prima menzione finora trovata sul nobile giudice Guerrisi risale al settembre 1187, quando il conte di Tricarico Ruggiero stando nel castello di Montoro, sia per parte sua che del fratello Guglielmo di Caserta, sono presenti per degli atti: nessuna altra informazione abbiamo in merito al giudice Guerrisi, ricordato in quel documento.
La prima menzione finora trovata sul nobile giudice Guerrisi risale al 1186, Il primo documento del nome Warin, poi in latino in
Guarinus-Guerrasius, si trova nel Codice diplomatico del Regno di Carlo I e II d’Angio, ossia la collezione di leggi, statuti e privilegi, concernenti la storia ed il diritto politico, civile, finanziere, giudiziario, militare, ed ecclesiastico delle provincie meridionali d’Italia. Documento: Donazione di Riccardo d’Aquila Conte di Fondi a favore del Monastero di San Michele Arcangelo di Gaeta – Agosto 1186 – firma ”Ego Guerrasius Miles rogatus testis” Io Guerrasius soldato testimone richiesto.
Il secondo documento del settembre 1187, il conte di Tricarico Ruggiero del castello di Montoro, e il fratello Guglielmo di Caserta- firma ”Ego qui supra Guerrasius iudex” Io qui sopra Guerrasius giudice. 

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Armoriale Francese di Hector Le Breton, uno dei più antichi documenti araldici della Francia. Riconosciuto dal XVII secolo come preziosa testimonianza storica, contiene circa 950 blasoni. http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

(1) P. Guinard, Recherches sur les origines des seigneurs de Semur-en-Brionnais, Semur-en-Brionnais, 1996.

(2)(EN) Warin Nobilta carolingia. Armoriale Francese di Hector Le Breton, uno dei più antichi documenti araldici della Francia. Riconosciuto dal XVII secolo come preziosa testimonianza storica, contiene circa 950 blasoni. http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

(3)(LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VIII: Caroli Calvi Diplomata, n°LXXI, pag 491.

(4) (LA)Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VIII: Caroli Calvi Diplomata, n°LXXXVI, pag 503. 

(5) (LA) Monumenta Germanie Historica, Scriptores,tomus II:Vita Hludovici imperatoris. 

(6) (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis pag 601.

(7)(LA) Monumenta Germanie Historica, Scriptores,tomus III: Annales Lausonenses pag 152.

(8)(LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VI:Ludovici Pii Imperatoris Diplomata, n°CXXXIV pag 546.

(9)Ernst Wilhelm, Prince de Lynar, conte de Redern, 1924|Genell.net.

(10)Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi.

(11) Guerrisi conti nobili https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/11/20/guerrisi-conti-nobili

(12) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi

La Nobile famiglia Paparatto-Paparatti

Nel 1599 un nobile Paparatto di Nicotera partecipa con Fabio Furci alla congiura di Tropea.(5)(6)

 

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Paolo Paparatto fu sindaco in un’epoca di turbolenze popolari sia a Napoli che in quasi tutto il Regno, non molto tempo dopo fu eletto sindaco Francesco P. senior. Era il turno di Francesco Paparatto (in tal modo infatti esercitavano l’ufficio di sindaco) che andò incontro al Cardinale per ossequiarlo e questi, saputo che era il sindaco della Città, lo collocò alla sua destra. D. Antonio Paparatto figlio del detto D. Francesco fu anche sindaco.(2)(3)(4)

Da un documento del Sedile di Portercole del 1704 risulta iscritto alla Congregazione dei Nobili un Francesco Paparatto. Nel corso degli anni numerosi Paparatto sono stati Sindaci di Tropea, nel 1619 Tiberio, 1649 Francesco, 1728 Gio. Battista.(4)(7)

Era il ramo di Rosarno dei Paparatti ad essere quello principale, godendo del titolo di Barone e risultando dimorante in questa cittadina almeno dal 1500.(1)(3)

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Lacquaniti, dedica un capitolo del suo libro agli ultimi anni di vita del Barone Antonino Paparatti, sposato con la Principessa Ursula Mastrilli (8) e Sovrintendente alle industrie per il feudo di Rosarno (incarico a lui affidato dal Duca Pignatelli), ci fa sapere che il Barone Antonino nacque all’incirca nell’ultimo decennio del 1600 e che la sua famiglia dimorava a Rosarno da qualche secolo.(3) 

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La Nobile famiglia Giffone

Cenni storici della famiglia Giffone di Calabria, la famiglia Giffone discende da -Jefuno figlio di  Guido di Sorrento  (Guaimario I – Guaimario II).(1)

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Da Francesco Giffone, Marchese di  Cinquefrondi, venne fondato alla fine del Seicento Giffone, comune in provincia di Reggio Calabria (da cui il paese prese il nome).(2)(3)

Giffone (RC), paese che non può vantare origini antichissime.

Francesco Giffone aveva ereditato da suo padre Don Giacomo il feudo di Cinquefrondi con tutte le terre ad esso annesse era il 1685.

Cominciò a governare a 20 anni, era signore di Morogallico e Marchese di Cinquefrondi, nel 1695 all’età di 30 anni il Giffone aveva fatto costruire una palazzina in una località boschiva, dove la sua famiglia ci andava nel periodo estivo, per sfuggire al caldo del feudo di Cinquefrondi e per il divertimento della caccia.

La località boschiva era distante da Cinquefrondi di oltre sei miglia, l’aria era salubre e ricca di acqua, dai paesi limitrofi erano giunte intere famiglie di boscaioli con la certezza di un lavoro, il suo signore Francesco la resa ricca di molti edifici e le ha dato il nome del suo Casato, Giffone.

L’atto di nascita ufficiale della nascita di Giffone porta la data del 1695, anno in cui Don Francesco Giffone ottenne dal vescovo di Mileto Mons. Ottavio Paravicini il permesso di costruire una chiesa.

Il piccolo nucleo abitato cominciava a crescere, sia la palazzina che la chiesa, furono costruite in breve tempo. Non è stato pertanto necessario lasciar trascorrere molto tempo prima che Don Francesco Giffone supplicasse il Vescovo di Mileto perché la chiesa di Maria Santissima del Soccorso venisse elevata a parrocchia.

Don Francesco Giffone di Aragona, Marchese di Cinquefrondi, abitante nella predetta Motta Giffone.

Fonte: ”Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti” libro documento.

Stemma famiglia Giffone
Stemma famiglia Giffone

Il Marchese di Cinquefrondi è di questa stessa famiglia di  Tropea Polistena richiese un’attestazione di discendenza dallo stesso stipite, e negandogliela andò personalmente per ottenerla; e avendogliela negata di nuovo, si riunì un’assemblea di molti nobili e finalmente il Marchese conseguì il certificato di discendenza, ottenendo il titolo di Marchese di Cinquefrondi nel 1611, nel 1580 aveva fondato (con facoltà di papa Gregorio XIII) il monastero dei Padri osservanti francescani e  la chiesa di Santa Maria del Soccorso.(4)

Stemma Giffone Pescara d'Aragona                                Stemma famiglia Giffone Pescara d’Aragona

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Nel 1783 si ebbe la distruzione del paese ad opera del terremoto. Più fonti tramandano che il casale di Giffuni perì e il torrente Giffuni scomparve, mentre apparve un laghetto. (5)(6)

Sindaci di Tropea di questa nobile famiglia, nel 1746 Ottavio Giffone e nel 1794 Luigi.(7)

Stemma Famiglia Giffone Tropea

Palazzo Giffone, risale al 1800, un tempo dell’omonima famiglia nobili di Tropea e Polistena. Oggi il palazzo appartiene al patrimonio demaniale, su cui da decenni si dovrebbero effettuare lavori di restauro.(7) Nel Convento della Pietà si trova il fontanile in pietra che proveniva da Palazzo Giffone di proprietà dell’omonima famiglia, e il camino con lo stemma di famiglia, recuperato in Spagna. Dodici piastrelle, allegramente colorate e composte in quadro, campeggiano sulla semplice caminiera raccontando i  fasti del passato di un delle nobili famiglie di tropea. Lo stemma racconta i motivi geometri della famiglia Giffone, la scacchiera degli Aragonesi e il giglio con le lune del Duca d’Alba.(7)(14)

Stemma d'Aragona d'Alba Giffone
Tropea, stemma d’Aragona d’Alba Giffone dell’Arc. Luigi Giffone.

Foto di Vincenzo Guerrisi

Il Marchese Domenico Maria Giffone di Polistena e Tropea (Commissario prefettizio di Polistena), l’ Ing. (Podestà di Polistena 1935-1941,  cognato del Marchese Orazio Giffone) Mons. Luigi Guido (Parroco del Duomo di Polistena1926-1957 ) contribuirono alla nascita del comune di Melicucco che risale al 14 luglio 1936, anno in cui Melicucco, in precedenza frazione di Polistena (dal 1816 e fino al 1936).(8)(9) A Polistena all’Ing. Giuseppe Lombardi è dedicata una via.(10)

Nel 1954  i Giffoni creano uno storico documentario sulla Città di Tropea ”PROFILI SUL TIRRENO ”. Regia e Fotografia: Manfredo Giffone; Produzione: Orazio Giffone (Commissario prefettizio di Polistena 1942 ); Documento film: Montaggio: Franca Gabrini.(11)

La fondazione del nuovo ospedale di Polistena avvenne nel 1974,  ad opera del cav. Orazio Giffone (1) e del suo valido collaboratore, il primario chirurgo dr. Elio Monticelli. Il costo dell’opera è stato elevato da lire 700 milioni a lire un miliardo.006

La vera storia dell’ospedale di Polistena del 1974, raccontata sui giornali dell’epoca. Il S. Maria degli Ugheresi è stato fondato nel 1905 da Giuseppe Valensise. Il nome gli è stato dato in segno di riconoscimento verso un comitato di ungheresi che, nel 1908, ha aiutato economicamente l’ospedale. I presidenti che hanno lavorato alla realizzazione del nuovo ospedale, progettato per metà dall’ing. Rovere e per l’altra metà dall’ing. Amendolea con Orazio Giffone, Aldo Parello, Pietro Angelo Jerace e Mario Tornatora. L’ospedale è stato elevato ad ente ospedaliero nel 1972. DSCN1856A sinistra Luigi Valensise con i suoi cognati Giuseppe Lombardi e Orazio Giffone.GL (2)

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Maria Cristina (figlia di Orazio e Elisa Lombardi e sorella di Manfredo e Luigi) negli anni ’50 a Polistena con Mons. Luzzi fu la fondatrice della ”Casa di riposo San Francesco di Paola”.(12)

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L’Architetto Luigi Giffone  progetta nella Chiesa di Maria Santissima del Rosario di Polistena la ”Fonte Battesimale” con il Cristo di Michelangelo Parlato e l’ Altare della Chiesa. Un’epigrafe all’interno, con scritto sopra in latino: « D.O.M FONTEM HUNC SALUTIS LINEIS QUEM POLITIS A LOYSIUS GIFFONE  DESCRIPSIT ANTQUE ORNATUM CHRISTI SIMULACRO ADORABILI VIDES MICHALANGELUS PARLATO QUOD AFFABRE E GYPSO FINXIT EIUSDEMQUE GERMANUS DOMINICUS ECCLESIA E DONAVIT ROSARIUS CAMMARERI PIE DE SUO FECIT S.ANGILLETTA UNA CUM M. DE LEO E. RIGGIO J. TRIPODI A. MONTAGNESE OPERAM SUAM ENIXE DEDERUNT AQUAM DE FONTE FIDENDE VULTU TUO PER AMANTER SEMPER HIC CHRISTE HAURIEMUS A.D. MCMLXVI (D. ONUPHRIUS BRINDISI SCRIPSIT) ».(13)

Foto di Vincenzo Guerrisi

A Tropea  l’architetto Giffone contribuì a realizzare una struttura unica di una bellezza senza uguali dominante sulla rupe del paese tropeano,  ricavata nell’antico Monastero della Pietà. Riuscì a portare e concentrare con buon gusto da ogni parte del mondo e dal territorio di Tropea,  per cui l’appartamento era divenuto una specie di museo. Architetto famosissimo in tutto il mondo, guru dello space planning e uno dei fondatori di DEGW.(6)

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Foto V.G. Convento della Pietà anno 2012

Guerrisi Vincenzo, dedicato a Manfredo, Maria Cristina e Luigi Giffone.

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Vincenzo Guerrisi Luigi Giffone

Polistena chiesa Maria Ss. del Rosario, gennaio 2019. Per ricordare Maria Cristina Giffone (Polistena 4 aprile 1930 – Polistena 30 gennaio 2015). — con Luigi Giffone, Don Franco Borgese, Vincenzo Guerrisi e Rosa Macrì.
Polistena chiesa Maria Ss. del Rosario, gennaio 2019. Per ricordare Maria Cristina Giffone (Polistena 4 aprile 1930 – Polistena 30 gennaio 2015). — con Luigi Giffone, Don Franco Borgese, Vincenzo Guerrisi e Rosa Macrì.

(1)  Discorso della famiglia Giffone de’ marchesi di Cinquefondi con le notizie della sua prima origine, e delle sue discendenze, Napoli editore Giuseppe Roselli 1703

(2) Storia – Comune di Giffone. Cenni Storici – Comune di Giffone.

(3) Storia del paese di Giffone (RC) fondato dalla famiglia Giffone di Polistena Cinquefrondi Tropea https://youtu.be/LCILeammcts

(4) TropeaMagazine – Notizie delle famiglie nobili di Tropea e Cinquefrondi Giffone desunte.

(5) Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico ragionato del regno di Napoli, tomo IV, Napoli presso Vincenzo Manfredi, 1802.

Interview with Architect Luigi Giffone Jennifer Bentley Giffone in 2007

(6) CALABRIA-Polistena-Tropea (Giffone Famiglia)

(7) Tropea Magazine – I Sindaci di Tropea 1321 a oggiDOSSIER ”TROPEA” edizione Romano Tropea 1990 Giuseppe Lonetti.  100 CAMINI ANNO V n°1  ANNUALE

(8)  Storia – Comune di Melicucco.

(9) Storia del paese di Melicucco (RC) frazione di Polistena fino al 13 luglio 1936 https://youtu.be/QlyCIc03KT0

(10) Storia di Giuseppe Lombardi podestà di Polistena e la nascita del comune di Melicucco https://youtu.be/USrWKfLO8lM   Storia di Giuseppe Lombardi

(11) Tropea, breve documentario girato a Tropea negli anni Cinquanta da Manfredo Giffone.

(12) Luigi Giffone ricorda sua sorella Maria Cristina

(13) Chiesa di Maria Santissima del Rosario (Polistena).

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Guerrisi nobili

Cenni storici della famiglia Guerrisi di Calabria, la famiglia Guerrisi di Tritanti di Maropati-Melicucco di Polistena-Cinquefrondi discende da  Guerino di Provenza,(1) nipote di Guerino di Turgovia.  Secondo il cronista Ekkehard IV, la discendenza nobile della casata alla famiglia dei Welfen o Guelfi,(6) viene fatta risalire a Ruthard, nominato dal sovrano carolingio, assieme al pari dignitario conte Warin o Guerino in qualità di administratores Alamanniae, sua nipote Hedwig (23)  sposa Guelfo I di Baviera.(24)(25) BLASONARIO DELLA CALABRIA ”La Nobile famiglia Guerrisi” (https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/2018/10/08/la-nobile-famiglia-guerrisi/).

Guerino o Warin di Provenza, definito duca (secondo il Chronicon S. Maxentii, nell’841, Guerino, al comando dei provenzali, si schierò con Carlo il Calvo contro l’imperatore Lotario I). Guerino, definito illustre conte viene citato in altri due documenti delle Caroli Calvi Diplomata, rispettivamente la n° LXXI, dell’847 e la LXXXVI, dell’849, di donazioni di Carlo il Calvo, re dei Franchi.(2)(3) La Nobile famiglia Guerrisi (https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/2018/10/08/la-nobile-famiglia-guerrisi/).

Armoriale Francese di Hector Le Breton, uno dei più antichi documenti araldici della Francia. Riconosciuto dal XVII secolo come preziosa testimonianza storica, contiene circa 950 blasoni. http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

Guardare Gueríno I d’Alvernia 760-819 (parente di Carlo Martello), conte di Chalon nell’ambito del ducato di Borgogna, il quale fu ucciso difendendo Chalon contro Waiferduca di Aquitanis.

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Documenti del nobile Hebert-Heberto padre di Guerrisius-Guerrisi e Yves di de Denonville (Vierville, roccaforte di Etampois 1094  http://www.corpusetampois.com/cls-11-vierville.html). Documenti del 1090 del nobile Guerrisius-Guerrisi – TUTTO STORIA. Chartes originales antérieures à 1121 conservées en France, chartres, AD Eure-et-Loir, H 2254, numéro 3136, date 1090 . Unde et donationem fecerunt apud Coinam domno Tetbaldo priori Coinȩ, pro domno abbate, per ramum sebuci. Cujus rei testes sunt. De monachis, Teudo Caput Ferri, Harduinus prepositus Carnotensis, Guarnerius clericus. De laicis, Hugo Malviel, Guerrisius filius Herberti, Rotbertus de Dalleimonte, Rainaldus famulus, Gaufredus de Bellomonte, Guillelmus Rufus de Coina, et alii plures (http://www.cn-telma.fr/originaux/charte3136/).  

La prima menzione finora trovata sul nobile soldato giudice Guerrasius-Guerrisi risale al 1186, ”Codice diplomatico del Regno di Carlo I e II d’Angio”, ossia la collezione di leggi, statuti e privilegi, concernenti la storia ed il diritto politico, civile, finanziere, giudiziario, militare, ed ecclesiastico delle provincie meridionali d’Italia.
Documento: Donazione di Riccardo d’Aquila Conte di Fondi a favore del Monastero di San Michele Arcangelo di Gaeta – Agosto 1186 – firma ”Ego Guerrasius Miles rogatus testis” Io Guerrasius soldato testimone richiesto. Guerrasius discendente dei conti Warinius-Guarrasius di Provenza. Polistena (RC) fu ingrandita dall’Imperatore Federico II (1194-1250), e fin dal regno di Re Carlo I d’Angio (nato a Parigi il 21 marzo 1226, deceduto nel 1285 succede al regno il figlio Carlo II), nell’ anno 1266 era una terra ricca di abitazioni e di popolo. Re Carlo I d’Angio sposa Beatrice di Provenza (1234-1267), nel ”Codice diplomatico” anno 1186, troviamo il primo documento: Monastero di San Michele Arcangelo di Gaeta – Agosto 1186 – firma ”Ego Guerrasius Miles rogatus testis” Io Guerrasius soldato testimone richiesto.
Il secondo documento del settembre 1187, il conte di Tricarico Ruggiero del castello di Montoro, e il fratello Guglielmo di Caserta- firma ”Ego qui supra Guerrasius iudex” ” Io qui sopra Guerrasius giudice.
Il terzo documento del mese di marzo dell’anno 1194, i fratelli Montorio e Martino, figli di Montorio, vendono ad Alessandro de Alife quattro fondi nelle pertinenze di Montoro – firma ”Ego qui supra Guerrasius iudex” ” Io qui sopra Guerrasius giudice. (ABC, Arm. L. 37 in Ibidem, pp. 125-126).
Il quarto documento del mese di ottobre 1194, Il conte di Caserta Guglielmo e il nipote Giacomo di Tricarico, ciascuno per la sua parte, donano ad Alessandro di Alife sette fondi nel territorio di Montoro – firma ”Ego qui supra Guerrasius iudex” Io qui sopra Guerrasius giudice (ABC, Arm. L. 37 in Ibidem, pp. 126-127).

”Codice diplomatico del Regno di Carlo I e II d’Angio”, ossia la collezione di leggi, statuti e privilegi, concernenti la storia ed il diritto politico, civile, finanziere, giudiziario, militare, ed ecclesiastico delle provincie meridionali d’Italia.
”Codice diplomatico del Regno di Carlo I e II d’Angio”, ossia la collezione di leggi, statuti e privilegi, concernenti la storia ed il diritto politico, civile, finanziere, giudiziario, militare, ed ecclesiastico delle provincie meridionali d’Italia. Monastero di San Michele Arcangelo di Gaeta – Agosto 1186 – firma ”Ego Guerrasius Miles rogatus testis” Io Guerrasius soldato testimone richiesto.

La famiglia Guerrisi (1100), con un ceppo nel mantovano, veronese, Campania e poi in Calabria. Il cognome dovrebbe derivare, direttamente o attraverso alterazioni dialettali, dal nome Guerrasius, italianizzazione del nome germanico Warin o Whuerius.(1)

Documento sul nobile giudice Guerrisi risalente al settembre 1187,
Documento sul nobile giudice Guerrisi risalente al settembre 1187.

Del nome del nobile giudice Guerrasius abbiamo un esempio a Solfora in provincia di Avellino,(4) in una registrazione del settembre 1187:”DUM NOS, DEI GRATIA ROGGERIUS TRICARICI COMES INTUS CASTRUM NOSTRUM MONTORII ADESSEMUS. DOMNUS BENENCASA RELIGIOSUS ABBAS COENOBII SANCTAE TRINITIS CAVAE AD NOS SICUT EI PLACUIT. NOBIS DILINGENTER AC BENIGNITER POSTULA VIT PRO PARTE NOSTRA SCILICET.  QUI DE TERRIS EJUSDEM MONASTERII AD LABORANDUM TENET.. ET AD MAJOREM HUIUS CARTULAE FIRMITATEM NOBIS GERVASIO ET GUERRASIO  ET GUILIELMO IUDICIBUS NOSTRIS MONTORII EAM CORROBORARE PRAECEPIMUS. X EGO GERVASIUS  IUDEX QUI SUPRA. X EGO QUI SUPRA GUERRASIUS IUDEX.”(5) Contea di Tricarico e famiglia Sanseverino.

Il giudice Guerrisi, viene specificato come discendente di Guerino di Turgovia  e  Adelinde (Adelinde figlia di  Ildeprando  duca di Spoleto) fondatori dell’Abbazia di Buchau (Germania) nel 770. Guerino di Turgovia era sposato con Adelinde (il figli Isanbard,  si sposa con Ermentrude di Svevia dalla loro unione nasce Guerino di Provenza, dalla seconda moglie Thiedrada nasce Hedwig, che  sposa  Guelfo I di Baviera  capostipite del casato dei Guelfi. Hedwig suocera di Ludovico il Pio, diede la figlia maggiore Giuditta in sposa all’imperatore. Giuditta diventa,   Imperatrice del Sacro Romano Impero e Regina dei Franchi, dall’819 all’840. Emma, figlia di Guelfo I e Hedwig sposa Ludovico II il Germanico, re dei Franchi Orientali).

Guardare  Milone di Treviri, figlio di Liutvino di Treviri e nipote di Guerino di Poitou.

PROMPTV AIRE ARMORIAL I generosi guerrieri che preferiscono morire piuttosto che cadere nelle mani dei nemici (les genereux Guerriers quiaiment mieux mourir que de tomber ès mains des ennemis ).
PROMPTV AIRE ARMORIAL I generosi guerrieri che preferiscono morire piuttosto che cadere nelle mani dei nemici (les genereux Guerriers quiaiment mieux mourir que de tomber ès mains des ennemis ).

Stemma dei conti d'Angio e conti Warinius di Provenza.
Stemma dei conti d’Angio e conti Warinius-Guerrasius di Provenza.

stemma di Guerino di Turgovia e Adelinde

Guardare Ducati, Ducato di SpoletoWelfen e Guelfi. 

Nel 1198 i  Guelfi si sarebbero schierati, non più dalla parte di un Imperatore, ma da quella del Papa.  In Italia tradizionalmente guelfi furono i comuni di MilanoMantovaBolognaFirenzeLuccaPadova.  

Nei primi decenni del Duecento i Ghibellini erano protetti dall’imperatore  Federico II di Svevia, i Ghibellini avevano quasi sempre la meglio sui Guelfi, giunse il fulmine della scomunica che Gregorio IX lanciò contro Federico II, la domenica delle Palme del 1239. La discendenza nobile della casata alla famiglia dei Welfen o Guelfi, viene fatta risalire a Guerino di Turgovia in qualità di administratores Alamanniae.

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Guerrisi nobili BLASONARIO DELLA CALABRIA

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Il ramo della famiglia Guerrisi (1500), ha  un ceppo a Maropati-Tritanti a Polistena-Melicucco e Cinquefrondi (Sidaci, Monsignori, medici e letterati). Pietro Guarrisi 1687 uno dei fondatore degli altari di Maropati (https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2020/06/02/pietro-guarrisi-e-isabella-vecchie-1687/)

sig. Carmine Guarrisi 17--/17-- di Tritanti di Maropati, da lui discende la nobile casata della famiglia Guerrisi di Polistena e Cinquefrondi.
Sig. Carmine Guarrisi 17–/17– di Tritanti di Maropati, da lui discende la nobile casata della famiglia Guerrisi di Polistena e Cinquefrondi. Nell’ immagine da sin. vecchio timbro di Maropati e Tritanti, stemma della famiglia Guerrisi di Polistena, vecchio timbro Arc. don Antonino Guerrisi e stemma della famiglia Guerrisi di Cinquefrondi. Il sig. Carmine Guarrisi e la sig. Antonia Marchesano di Maropati-Tritanti (https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2020/03/08/il-sig-carmine-guarrisi-e-la-sig-antonia-marchesano-di-maropati-tritanti/).

In origine il cognome era Guarrisi poi Guerrisi, uno dei documenti più antichi che parlano del cognome in Calabria forse è la visita svolta dall’allora vescovo di Mileto il 26 settembre 1630.(1) Il vescovo visita la Chiesa di Santa Lucia (Maropati),  dove si trova tuttora conservata una campana, che  reca la data del 1635, l’iscrizione “Don Franciscus Guarrisi” e l’immagine di Santa Lucia (La campana del 1635 di patronato della famiglia Guarrisi-Guerrisi).

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Rara foto storica dei primi anni del Novecento di Polistena, nella foto i terreni della famiglia Guerrisi-Mercuri, in alto a destra la chiesa Matrice (Palazzo Valensise) a sinistra la chiesa della Trinità (Palazzo Giffone).   

La famiglia Guerrisi risulta dimorare nel paese di Polistena-Melicucco almeno dal 1630 circa, dall’archivio parrocchiale Vergine Polistena (RC).

Archivio parrocchiale, il parroco Don Giovan Francesco Marafioti,  battesimo del 20 giugno del 1637, madrina Elisabetta Guerrisi di Maropati.

Nell’anno del Signore 1637, il 20 del mese di giugno, io Don Giovan Francesco Marafioti Coadiutore in questa chiesa parrocchiale di Santa Marina nel paese di Polistena ho battezzato un bambino nato da Antonino Marandò ed Elisabetta ? coniugi di questa Parrocchia, e di questo paese e famiglia, a cui fu imposto il nome Giuseppe. Madrina furono Elisabetta Guerrisi di Maropati. Polistena 20 Giugno 1637. Io Don Giovan Francesco Marafioti con licenza superiore di battezzare.

U.J.D. Dottore in legge Don Domenico Guerrisi sposa Donna Rosa-Rosaria Lombardo-i nel 1765 circa, Don Domenico giudice di legge aveva il titolo U.J.D. o U.I.D. in latino di Utroque Jure Doctor  ovvero «dottore nell’uno [civile] e nell’altro [ecclesiastico] diritto», precursore della attuale laura in Giurisprudenza. (3) Dal matrimonio di Don Domenico e Donna Luisa nascono due figli o forse più (?),  Don Francesco Antonio e Donna Pasqualina.

Don Domenico Guerrisi fu uno dei capostipiti della famiglia di Polistena-Melicucco (RC).

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Atto di morte di U.J.D. Don Domenico Guerrisi 17 febbraio 1797, di anni sessanta cinque circa. Michelangelo Arciprete Guerrisi il sindaco Giuseppe Custurone, Melicucco li sette del 1832. Don Domenico aveva il titolo U.J.D. o U.I.D. in latino di Utroque Jure Doctor ovvero «dottore nell’uno [civile] e nell’altro [ecclesiastico] diritto», precursore della attuale laura in Giurisprudenza.
La famiglia Guerrisi di numerosi Arcipreti, Civili, Dottori, Cavalieri da Maropati-Tritanti alla fine del 1700 o forse prima acquista dei terreni e costruiscono il mulino della famiglia a Melicucco di Polistena vicino al fiume Sciarapotamo (dove ancora oggi rimane il nome di contrada Guerrisi). Questa famiglia arriva a Polistena nel 1820-30 (come da documenti degli archivi di stato) nel quartiere sotto la Trinità, con Domenico Civile (figlio di Francesco Antonio) e con i figli di Agostino Proprietario (figlio di Francesco), Michelangelo, Caterina e Giuseppa, acquistano dei terreni, e addirittura si trovano dei documenti dove il loro cognome viene trasmesso a dei bambini Proietti (bambino abbandonato dai genitori in tenera età o non riconosciuto alla nascita).

Anno 1774, Reverendo Francesco Guerrisi Economo, battesimo di Giorgio Condoluci di Giuseppe e Lucia Politi, padrino Stefano Galluzzo e Rosa Politi. Riscritto il 18 settembre 1812 dal Francesco Parroco Gallizzi.
Anno 1774, Reverendo Francesco Guerrisi Economo, battesimo di Giorgio Condoluci di Giuseppe e Lucia Politi, padrino Stefano Galluzzo e Rosa Politi. Riscritto il 18 settembre 1812 dal Francesco Parroco Gallizzi.

il vecchio sigillo o timbro dell'Arciprete Antonino Guerrisi
il vecchio sigillo o timbro dell’ Arciprete Antonino Guerrisi, nativo di Maropati, nel 1788 viene nominato economo curato della chiesa di Sant’Atenogene di Tritanti, si adopera per la ricostruzione della chiesa distrutta dal terremoto del 1783, grazie alle sue doti viene promosso ad Arciprete di Radicena (Taurianova). Don Antonino Guerrisi Arciprete  https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2018/12/13/don-antonio-guerrisi-titolare-della-chiesa-san-pietro-e-paolo-di-jatrinoli-taurianova/

Vecchi timbri
Vecchi timbri della fine del 1700.

Alla fine del 1700 inizio 1800, nei documenti di battesimo di Melicucco di Polistena chiesa San Nicola Episcopo, don Pasquale Guerrisi battezza nel 1799 Carmelo Francesco Antonio figli di Francesco Priolo e Caterina Jemma, nel 1802 don Nicola Guerrisi battezza Teresa Apollonia comare Apollonia Mercuri. Sindaco Barone. I Sacerdoti o Preti che da Tritanti-Maropati si spostano a Melicucco di Polistena alla fine del 1700.
Alla fine del 1700 inizio 1800, nei documenti di battesimo di Melicucco di Polistena chiesa San Nicola Episcopo, don Pasquale Guerrisi battezza nel 1799 Carmelo Francesco Antonio figli di Francesco Priolo e Caterina Jemma, nel 1802 don Nicola Guerrisi battezza Teresa Apollonia comare Apollonia Mercuri. Sindaco Barone. I Sacerdoti o Preti che da Tritanti-Maropati si spostano a Melicucco di Polistena alla fine del 1700.

Atto del 1827, Sacerdote Don Nicola figli del Dot. Don Domenico e Donna Rosaria Lombardo.
Atto del 1827, Sacerdote Don Nicola figli del Dottore Don Domenico e Donna Rosaria Lombardo.

Arciprete Michel' Angelo Guerrisi in un documento del 1832.
Arciprete Michel’ Angelo Guerrisi in un documento del 1832.

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Firma di Don Michelangelo Arciprete Guerrisi. Chiesa Matrice di Polistena (Duomo o chiesa di Santa Marina).

Vecchio timbro documento del 1807, della chiesa San Nicola Vescovo - del sotto comune di Melicucco (Polistena), Michelangelo Arciprete Guerrisi M.A.G.
Vecchio timbro documento del 1807, della chiesa San Nicola Vescovo – del sotto comune di Melicucco (Polistena), Michel’Angelo Arciprete Guerrisi M.A.G.

stemma in ghisa 50x50 (stemma cavalleresco) esposto sull' affacciata.
Stemma in ghisa 50×50 (stemma cavalleresco) esposto sull’affacciata.

, ufficiale dello stato civile e cancelliere del comune di Polistena (Melicucco).  Lo stemma riporta un leone rampante tra le anteriori tenente un’ascia, la visiera dell’elmo posta come timbro sullo scudo, in posizione di fronte con la bavaglia abbassata.

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Armoriale Francese di Hector Le Breton, uno dei più antichi documenti araldici della Francia. Riconosciuto dal XVII secolo come preziosa testimonianza storica, contiene circa 950 blasoni. http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

La prima menzione finora trovata sul nobile giudice Guerrisi risale al settembre 1187, quando il conte di Tricarico Ruggiero stando nel castello di Montoro, sia per parte sua che del fratello Guglielmo di Caserta, sono presenti per degli atti: nessuna altra informazione abbiamo in merito al giudice Guerrisi, ricordato in quel documento.
La prima menzione finora trovata sul nobile giudice Guerrisi risale al settembre 1187, quando il conte di Tricarico Ruggiero stando nel castello di Montoro, sia per parte sua che del fratello Guglielmo di Caserta, sono presenti per degli atti: nessuna altra informazione abbiamo in merito al giudice Guerrisi, ricordato in quel documento.

Documento del Guerrisi, di Calabria ultra I anno 1823
Documento del Guerrisi, anno 1823 Polistena.

Guerrisi Domenico Polistena
Guerrisi Domenico ufficiale dello stato civile e cancelliere (doc.1841, anni 1810 al 1818, nascite morti e atti di matrimoni) sindaco Felice Antonio Sigillo’ comune di Polistena (Melicucco).

Firma del Magnifico Pasquale Guerrisi di Bruno.
Firma del Magnifico Pasquale Guerrisi di Bruno.  

La Magnifica Angela Mercuri e le firme del sindaco di Melicucco di Francesco Mercuri.
La Magnifica Angela Mercuri e le firme del sindaco di Melicucco di Francesco Mercuri.

I Guerrisi di Polistena 1900 (2)

I Guerrisi di Polistena, nella foto da sinistra, lo zio Domenico Fonte fu Giuseppe (1875-1956), Vincenzo Guerrisi (1899-1974 sposa Concetta Pronestì), Giuseppe (1903-1974  sposa Giuseppina Macrì), Agostino (1906-1978 sposa Maria C. Spina),  Francesco (1915-1944 sposa Carmela Spina), figli di Domenico e Nicolina Fonte.(8)(9)

Famiglia Guerrisi di Polistena.
Famiglia Guerrisi di Polistena.

Nella foto da sinistra Vincenzo Guerrisi (1899-1974 sposa Concetta Pronestì) con i fratelli Giuseppe (1903-1974  sposa Giuseppina Macrì), Agostino (1906-1978 sposa Maria C. Spina),  Francesco (1915-1944 sposa Carmela Spina) e la sorella Maria Concetta Immacolata (1919-1975), figli di Domenico e Nicolina Fonte.(8)(9)

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Nella foto da sinistra Francesco Guerrisi (fratello più piccolo di Vincenzo) nato a Polistena (R.C.) il 23 gennaio del 1915 è morto il 22 marzo 1944 per malattia contratta in guerra. Al centro Vincenzo Guerrisi (fratello maggiore di Francesco) nato a Polistena (R.C.) il 23 gennaio 1899 è morto nel 1974. A destra Domenico Rocco Guerrisi (figlio di Vincenzo) nato a Polistena (R.C.) il 26-08-1921 trasferito al Campo di concentramento di Buchenwald (Germania) il 4 dicembre 1944, dove se ne perdono le tracce. Presumibilmente morto a Buchenwald. Il Cavaliere Guerrisi Vincenzo (1899-1974) e suo figlio Domenico Rocco (1921-disperso) di Polistena, discendenti dei Guerrisi di Maropati.(8)   

Guerrisi Vincenzo e la “Grande Guerra

*Francesco Guerrisi e la seconda guerra mondiale   

*Guerrisi Domenico Rocco disperso per la seconda guerra mondiale 

Rara foto di gruppo del cav. Vincenzo Guerrisi, Polistena anni venti del ‘900.
Rara foto di gruppo del cav. Vincenzo Guerrisi, Polistena anni venti del ‘900.

Vincenzo fu Domenico Guerrisi e Nicolina Fonte, nasce a Polistena (RC) nel 1899, sposa Concetta Maria Pronesti.
Il cavaliere Vincenzo fu Domenico e Nicolina Fonte, nasce a Polistena (RC) nel 1899, sposa Concetta Maria Pronesti.

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Medaglia d’onore, Domenico Rocco  disperso per la seconda guerra mondiale. 
Nonno Domenico è finalmente uscito dall’oblio | Dimenticati di Stato

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Vincenzo Guerrisi Luigi Giffone

Antonio Paparatto-i (1800) e Pasqualina Arcuri (1815)

La famiglia Guarrise-Guarrisi-Guerrisi risulta dimorare nel paese di Maropati almeno dal 1500, nel libro ”Maropati Anno Domini 1586” di Giovanni Mobilia << In primis uno horto dentro detto casale limito la via pubblica et l’horto di Giurlanda Guarrise serve per lo cappellano. Censi in dinari. Minico Guarrise grana doi et mezzo >>.

Brunone Guerrisi e Elisabeth dichiarano il figlio Pietro nato il 31 ottobre 1707
Atto di nascita, Brunone Guarrisi e Elisabeth Ruffo dichiarano il figlio Pietro nato il 31 ottobre 1707 a Maropati. I nobili Brunone Guerrisi e Elisabeth Ruffo

Brunone Guarrisi sposa Elisabeth Ruffo alla fine del 1600, gli avi di Elisabetta  possedevano dal 1556 al 1636 le terre di Anoia (RC). Guerrisi Ruffo

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Documento della biblioteca di Maropati. Chiesa S. Giorgio Martire, atto di nascita di Domenico fu Pietro. Nel  1707 Pietro fu il fondatore dell’altare di Sant’Antonio della chiesa di Santa Lucia di Maropati. La cappella dello Spirito Santo, fu fondata con atto notarile del 1740 dal reverendo Don Domenico Guarrisi figlio di  Don Pietro.

Il  24 settembre del 1707, il vescovo permette a Don Antonio Guarrisi-Guerrisi, di costruire la chiesa dedicata a Maria SS. Assunta di Maropati, poi distrutta dal terremoto del 1783. << Fu fondata da Don Antonio Guarrisi-Guerrisi, il 24 settembre del 1707, il feudatario decise di realizzare questa piccola chiesa, poiché  devoto alla Vergine Santissima dell’Assunta.  Il Sacerdote don Antonio Guarrisi, come sostentamento della chiesa dell’Assunzione, assegna in dotazione un podere di dodici tumulati, con alberi di querce e ulivo, nel paese di Feroleto della Chiesa, di valore di circa trecento ducati >>.

Maropati  nella Chiesa di Santa Lucia tuttora conservata si trova  una campana, che reca la data del  1635, con l’iscrizione “Don Franciscus Guarrisi” e l’immagine di Santa Lucia. 

La campana del 1635 con l'iscrizione del nobile Don Franciscus Guarrisi.

Nel 1707 era presente l’ altare di Sant’Antoni di Padova, è di fondazione successiva la  cappella dedicata allo Spirito Santo (della famiglia Guerrisi). Il vescovo permette a Don Antonio Guarrisi-Guerrisi, di costruire la chiesa dedicata a Maria SS. Assunta di Maropati, 24 settembre 1707, poi distrutta dal terremoto del 1783. (10)(11)(12) Chiesa di Santa Lucia (Maropati), (8) Nella discendenza dei Guerrisi di Maropati troviamo: Antonio fondatore della chiesa dell’assunta (1707) ; Don Francesco il cui il suo nome si trova su una campana del 1635; Don Michele Angelo sacrestano nella chiesa di Gesù e Maria nel 1720; Don Michele Par. di Maropati dal 1772 al 1775; frat. Domenico nell’ordine dei predicatori 1784, Don Antonio e Don Domenico presenti 1822 nella visita pastorale del vescovo; Don Antonio titolare della chiesa di  San Pietro e Paolo (Jatrinoli- Taurianova). Il 20 giugno 1884 il sindaco di Maropati  era il cavaliere Antonio Guerrisi, (13)  alcuni dei Guerrisi di Maropati negli anni andarono a vivere sia nella vicina Polistena-Cinquefrondi che a Cittanova.(10)(26)

A Cinquefrondi Guerrisi Clementina , sposa don Orazio III Lupis Macedonio di Poligori (Grotteria 1830). Il figlio don Giovanni III Lupis Macedonio Guerrisi (Famiglia Lupis Grotteria 1865 Reggio Calabria 1936), sposa Dorotea Palermo 10 giugno 1891.(14) Palermo  dei principi di Santa Margherita  .

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A Cinquefrondi donna Clementina Guerrisi , sposa don Orazio III Lupis Macedonio di Poligori (Grotteria 1830).

Nella foto di Marco Lupis Macedonio Palermo, donna Clementina Guerrisi con suo marito il Marchese Don Orazio Lupis Macedonio Manso Amato. Donna Clementina (Mariangela Clementina) Guerrisi nacque a Cinquefrondi il 9 aprile 1833 (come da atto di battesimo nella Chiesa Matrice di Cinquefrondi). Era figlia dell’Avvocato Don Giovanni Antonio Guerrisi e di Donna Rosa Floccari dei Baroni di Rocca Imperiale.  Si sposò il 12 ottobre 1855 nella Chiesa Matrice di Cinquefrondi col Marchese Don Orazio Lupis Macedonio Manso Amato. Donna Clementina è menzionata nella divisione dell’eredità della sorella Maria Assunta del 4 maggio 1897.

L’altare del Santissimo Crocefisso, si trovava nella chiesa Matrice “San Michele Arcangelo” di Cinquefrondi. Il 24 marzo 1757, furono spedite delle bolle per l’istituzione della cappella del Crocefisso, della famiglia Guerrisi di Maropati e Cinquefrondi. L’altare fu fondato da Angela Argirò in favore del chierico Michelangelo Guerrisi di Maropati, con onore di una messa da celebrare ogni venerdì.

Dalla visita del 1775 si rileva che nella chiesa arcipretale erano stati eretti altri due nuovi altari: uno dedicato all’Arcangelo Gabriele della famiglia Benevento e un altro dedicato al Crocefisso della famiglia Guerrisi, sede anche dell’omonima confraternita eretta il 23 agosto 1719. Altra visita pastorale fu quella effettuata il 15 maggio 1706 dal Can. Gregorio Ruggiero, quando la Chiesa di Cinquefrondi era retta dall’arciprete don Carlo Diego Macedonio con l’assistenza di undici cappellani corali.

Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 1905 articolo del sindaco Cav. Guerrisi.Gazzetta di Messina e delle Calabrie del 1905 articolo del sindaco av. Guerrisi di Cinquefrondi.

Foto del ‘900 della famiglia Guerrisi-Mottola di Cinquefrondi-Tropea, da sinistra in alto; don Nicola Guerrisi, donna Clementina Mottola, don Roberto Mottola, donna Isabella Mottola, donna Maria Antonieta Mottola, donna Raffaela Mottola, donna Maria Teresa Mottola, in basso da destra; donna Maria Carmela Guerrisi, don Fabio De Blasio, Barone don Tiberio De Blasio, don Orazio Mottola, don Francesco Guerrisi, donna Maria Toraldo, March. don Francesco Mottola. Grazie della foto al sig. Carlo Guerrisi.
Foto del ‘900 della famiglia Guerrisi-Mottola di Cinquefrondi-Tropea, da sinistra in alto; don Nicola Guerrisi, donna Clementina Mottola, don Roberto Mottola, donna Isabella Mottola, donna Maria Antonieta Mottola, donna Raffaela Mottola, donna Maria Teresa Mottola, in basso da destra; donna Maria Carmela Guerrisi, don Fabio De Blasio, Barone don Tiberio De Blasio, don Orazio Mottola, don Francesco Guerrisi, donna Maria Toraldo, March. don Francesco Mottola. Grazie della foto al sig. Carlo Guerrisi.

Un Leone rampante d'oro tenente con la branca destra uno scettro, appoggiato su un monte di tre cime verdi, da un sole raggiante d'oro con due stelle d'oro e la luna bianca, alla banda d'azzurro attraversante, il tutto con una corona d'oro.
Stemma famiglia Guerrisi di Cinquefrondi: Un Leone rampante d’oro, appoggiato su un monte di tre cime verdi, da un sole raggiante d’oro con due stelle d’oro e la luna bianca, alla banda d’azzurro attraversante, il tutto con una corona d’oro.

La famiglia Guerrisi di Cinquefrondi si è imparentata con i nobili Lupis Macedonio di Poligori, Crisafi e i  Palermo di Santa Margherita.(1)(14)(15)(16) Sindaco caval. don Domenico Guerrisi avvocato 1905 e Giuseppe Guerrisi dal 1946 al 1949. lo scultore Michele Guerrisi di Cittanova, fu inoltre pittore e scrittore, dichiarava di discendere da questa famiglia.(17)(18) Andrea Cefaly junior, di Raimondo e dalla baronessa Caterina Sanseverino, del 1926 è la sua prima apparizione pubblica alla IV Biennale d’Arte Calabrese. In seguito a questa partecipazione è notato dallo sculto Michele Guerrisi che decide di portare con sé il giovane Andrea a Torino, dove insegnava Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti.(27)(28)

Un altro ramo di Tropea, Polistena e Cinquefrondi si è imparentato con le famiglie nobili dei Taccone, Tocco, Fonte, Spina, Paparatti, Macrì e Giffone.(19)(20)(21)(22)

(1) RootsWeb: GEN-MEDIEVAL-L NEW FORUM READY!/IL NUOVO … Annuaire genèral hèraldique universal paris: institut hèraldique, 1901. (FR) Almanach De Gotha Pour L’ Année …: annuaire généalogique, diplomatique et statistique, Chez Justus Perthes, 1º gennaio 1836.  http://www2.culture.gouv.fr/Wave/image/archim/Pages/03082.htm

(2) (EN) Nobiltà carolingia-Warin. Isanbart-Guerino, conte di Provenza, Chalon e Macon (Des Franken)

(3) (LA)  Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus VIII:Caroli Calvi Diplomata, n° LXXXVI, pag 503.

(4) In pergamena, in Arm. II, O, N, 9. (Purdgavine cit.,pp.20-22). Il conte di Tricarico Ruggiero, atto del settembre 1187   http://www.solofrastorica.it/Normanni.htm

(5) Archivio della Badia di Cava, Arca nova XLIII, 110 in G.Tescione, Caserta medievale e i suoi conti e signori, 1956,pp.125-126. Contea di Tricarico – Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Conti_di_Tricarico

(6) Wolfgang Hartung: Die Herkunft der Welfen aus Alamannien. S. 23–55 (Digitalisat, PDF) e Josef Fleckenstein, Michael Borgolte.

(7) Di Crollanza Goffredo. Enciclopedia araldica cavalleresca, prontuario nobiliare, Pisa: presso la direzione del giornale araldico, 1878.

(8)  Heraldris  Institute of Rome, origini del cognome Guerrisi.  Chiesa di Santa Lucia (Maropati) – Archive.is

(9)  Famiglia Englen – nobili napoletani – Famiglia Spina – nobili napoletani  Famiglia Carafa della Spina – nobili napoletani Giovanni Russo Polistena la Chiesa di S. Anna, 1996.

(10)  Antonio Piromalli, Maropati,  Storia di un feudo e di una usurpazione,  Cosenza, Pellegrini, 2003.  Maropati: storia, dalle origini al 1900 – Ilmiosud.it.

(11)  Archivio Storico Diocesano di Mileto (A.S.D.M).,IC Sch.14, pp.43r-44v, dove si riporta fondata con atto notarile nel 1745, mentre un altro documento del 1832 la riporta fondata dal cappellano don Domenico Guerrisi nel 1729.

(12)  Giovanni Mobilia, tratto da Maropati e Dintorni.

(13) Brigante sonnino – L’Alba della Piana Giovanni Mobilia Luglio 2009. alcune vecchie citazioni sulle acque termali di … – L’Alba della Piana 2016  L’alba delle Piana dicembre 2014

(14) Camelotnews:Hohenstaufen Dynasty: A   Famiglia Lupis – Accademia Araldica Nobiliare Italiana  Rivista Araldica (Rivista del Collegio Araldico) fasc.828 n.7-8-9 a.1986 ISSN0035-5771   * Linea di Isidoro di Orazio Lupis Macedonio Guerrisi  La Casata dei Lupi – I Duchi Lupis Macedonio Palermo di Santa …

(15) lupis di grotteria – Libro d’Oro della Nobiltà Mediterranea  Don Carmine Guerrisi, Cinquefrondi (deceased) – Genealogy – Geni

(16) macedonio – Libro d’Oro della Nobiltà Mediterranea

(17) Michele Guerrisi 1893–1963 scultore pittore e scrittore

(18) Michele Guerrisi Roma 1957,   storia di Cinquefrondi.

(19) Guerino o Warin di Provenza https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2016/12/13/guerino-o-warin-di-provenza

(20) Storia del conte Warin o Guerino ai Guerrini-Guerrisi

(21) Guerrisi Domenico Rocco https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/02/12/mio-nonno-grazi-signor-roberto

(22) Storia di un giovane soldato di Polistena

(23) Hedwig or Heilwig, Duchess of Bavaria at connectedbloodlines.com.

(24) (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus II, Thegani Vita Hludovici Imperatoris, pag 596, par. 26

(25) (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VI, Annalista Saxo, pag 572, anno 819

(26)  Chiesa di Santa Lucia (Maropati) – Archive.is /5yuxS

(27)  ANDREA ALFANO, su Apparati bio-bibliografici, Museo d’Arte MAON. URL consultato il 13 novembre 2015.

(28) Francesco Silvestri, Leonardo Basile. URL consultato il 13 novembre 2015.

(29) I nobili cavalieri Normanni Guerrasius in Italia dal 1130 https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2020/05/02/il-nobile-guerrasius-dai-normani-al-italia/?fbclid=IwAR2QNfIoZh4erM_xK2MbYARVe-7NS8jHzYrxiaOW_4nQAffBGMMuSs9RiGc

(30) GUARINUS VESCOVO E CANCELLIERE DI FRANCIA 1157-1227 https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/2020/05/30/il-vescovo-guarinus-1157-1227/?fbclid=IwAR2bzhe7NiggINvJhyA0o3qo4wkxz270tZqNB_aBMu-yK_rf5m96ZrMTiI8

(31) Sir Warin il giovane cavaliere templare di re Riccardo Cuor di Leone https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/2020/05/29/270/

(32) Warin cancelliere di Ruggero II di Sicilia anno 1131 https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/2020/05/29/warin-cancelliere-di-ruggero-ii-di-sicilia-anno-1131/

(33) Fulk I FitzWarin figlio di Warin-Guarinus 1115-1171 https://blasonariodellacalabria.wordpress.com/2020/05/31/fulk-i-fitzwarin-figlio-di-warin-guarinus-1115-1170-1/

(34) Il nobile soldato giudice Guerrisi del 1187 https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/09/26/il-nobile-giudice-guerrisi-del-1187/?fbclid=IwAR1QW2HRgRvMbwOh3drzO0eI8PUaS8z6bzWhutz_R8dMtdatl8yAdrikBv4

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