Storia dei vecchi simboli…….

Il Partito Socialista Rivoluzionario Italiano è il più antico partito politico in senso moderno e la prima formazione organizzata della sinistra in Italia, oltre ad aver rappresentato anche il prototipo del partito di massa.

Partito fondato a Rimini dall’attivista socialista Andrea Costa nel 1881,(1) con il nome originario di Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna, nel 1884 assunse la denominazione definitiva per confluire infine, nel 1893 nel Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.

Il deputato socialista Andrea Costa, ”L’illustrazione popolare, Fratelli Treves Editori – Milano, 1882” (nasce a Imola il 30 novembre 1851  tra i fondatori del socialismo in Italia, primo deputato socialista della storia d’Italia deceduto a Imola il 19 gennaio 1910).

Il PSI nasce il 16 agosto 1892 a Genova come «Partito dei Lavoratori Italiani», assumendo l’anno seguente la denominazione di «Partito Socialista Italiano». Costituito dalla fusione dei vari circoli socialisti e operai organizzati su scala locale, il PSI manifestò sin dal suo congresso costitutivo una scarsa coesione interna, data la presenza di correnti sia moderate sia rivoluzionarie. Venne fondato il 21 gennaio 1921 a Livorno il Partito Comunista d’Italia come sezione italiana dell’Internazionale Comunista in seguito al biennio rosso, alla rivoluzione d’ottobre e alla separazione dell’ala di sinistra del Partito Socialista Italiano.

Il congresso parigino del 1937 affermò che la caduta del fascismo avrebbe dovuto portare l’Italia verso la “repubblica socialista”. Nel 1936 il PSI, che nel 1934 aveva firmato con il PCI un patto di unità di azione, partecipò alla guerra civile spagnola, insieme con comunisti, giellisti (Giustizia e Libertà) e repubblicani. I rapporti con i comunisti si inasprirono temporaneamente nel 1939, quando si venne a conoscenza del patto Ribbentrop-Molotov tra Stalin e il governo nazista, ma si riaggiustarono quando l’Unione Sovietica, aggredita dai tedeschi nel 1941, divenne una delle potenze determinanti nella guerra contro il regime di Hitler. 

Sandro Pertini nasce a Stella San Giovanni il 25 settembre del 1896, partigiano, primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire la carica di presidente della Repubblica Italiana. Nel primo dopoguerra aderì al Partito Socialista Unitario di Filippo Turati (1857-1932 tra i primi e più importanti leader del socialismo italiano e tra i fondatori a Genova nel 1892) e si distinse per la sua energica opposizione al fascismo. Perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, nel 1925 fu condannato a otto mesi di carcere, e quindi costretto all’esilio in Francia. Contribuì a ricostruire il vecchio PSI fondando insieme a Pietro Nenni e Lelio Basso, il Partito Socialista di Unità Proletaria, deceduto a Roma il 24 febbraio del 1990.

Nel 1953 il PSI si batté, insieme con il PCI, contro la “legge truffa”, la quale prevedeva un premio di maggioranza per la lista che avesse conquistato la maggioranza assoluta dei voti. Attorno alla metà degli anni Settanta il PSI incontrò gravi difficoltà. In quegli anni, nel tentativo di ricreare una alleanza con il PCI, presentando una proposta di governo che comprendesse anche i comunisti, il PSI si vide ripagare la sua linea politica con un insuccesso elettorale. 

Nella foto a destra Enrico Berlinguer (1922-1984) con Bettino Craxi (1934-2000). (6)

Enrico Berlinguer nasce a Sassari il 25 maggio 1922, il padre era avvocato nobile e Cavaliere ereditario, antifascista e vicino alla massoneria (come molti intellettuali laici dell’epoca). La madre era Mariuccia Loriga, cugina della madre di Francesco Cossiga (1928-2010) e figlia del medico igienista Giovanni Loriga. (7) Berlinguer nel 1962 entrò nella segreteria del PCI e divenne responsabile della sezione esteri. Eletto segretario generale del partito nel 1972, mantenne tale ruolo fino alla prematura scomparsa dodici anni dopo, a seguito di un ictus che lo colpì durante un comizio, era l’11 giugno 1984 a Padova.

1) Figlio di Pietro Casadio e di Rosa Tozzi, Andrea nacque nel Palazzo Orsini di Imola, dove il padre svolgeva l’incarico di uomo di fiducia del ricco produttore e mercante di canapa Orso Orsini, amico intimo di Papa Pio IX, nonché zio e tutore di Felice Orsini. Dopo gli studi superiori si iscrisse all’Università di Bologna – Facoltà di Lettere – come semplice uditore, in quanto privo delle risorse economiche necessarie per l’iscrizione quale studente ordinario; poté comunque assistere alle lezioni di Giosuè Carducci e conoscere, fra gli altri, Giovanni Pascoli.

2) Partito socialista rivoluzionario di Romagna

https://www.treccani.it/enciclopedia/partito-socialista-rivoluzionario-di-romagna_(Dizionario-di-Storia)

3) Partito Socialista italiano (PSI) 14 agosto 1892

https://www.storiaememoriadibologna.it/partito-socialista-italiano-psi-334-organizzazione

4) Il Partito Socialista (1892-1994)

http://www.storiaxxisecolo.it/larepubblica/repubblicapartiti2.htm

5) Sandro Pertini

http://www.senato.it/leg/01/BGT/Schede/Attsen/00001844.htm

6) Enrico Berlinguer, a 30 anni dalla morte

7) Francesco Barbagallo, Enrico Berlinguer, Roma, Carocci, 2006.

8) Archivio elezioni storiche

https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=C&dtel=20/06/1976&tpa=I&tpe=A&lev0=0&levsut0=0&es0=S&ms=S

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Don Michelangelo Guerrisi Sacerdote nato nel 1794 figlio del Proprietario Francesco di Tritanti

Il Sacerdote Michelangelo Guerrisi nasce a Tritanti nel 1794, figlio del Proprietario sig. Francesco e della sig. Rosaria Franconeri. Il sig. Francesco Guerrisi sindaco di Tritanti dal 1822 al 1830 (https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2020/04/20/il-sig-francesco-guerrisi-sindaco-di-tritanti-dal-1822-al-1830/).

Francesco Guerrisi 1764-1830 Proprietario figlio di Pasquale e Rosaria Franconieri.
Documenti sul padre del Sacerdote don Michelangelo, sig. Francesco Guerrisi 1764-1830 figlio del sig. Pasquale e della sig. Antonina Gallizzi.

Chiesa di Tritante nascita di Teresa Guerrisi 1766 di Pasquale e Antonina Gallizzi.
Nel 1766 nasce Teresa Guerrisi, figlia di Pasquale e Antonina Gallizzi, sorella di Francesco zia di don Michelangelo.

1768 atto di nascita chiesa di Tritante, Giuseppe Guerrisi di Domenico.
Nel 1768 nasce Giuseppe Guerrisi, figlio di Pasquale e Antonina Gallizzi, fratello di Francesco zio di don Michelangelo.

Il Sacerdote don Michelangelo, deceduto l’ otto settembre del 1848 a 54 anni.

Documenti della parrocchia di Tritanti (RC), atto di morte scritto in latino, del Sacerdote don Michelangelo, deceduto l’ otto settembre del 1848 a 54 anni.
Documenti della parrocchia di Tritanti (RC), atto di morte scritto in latino, del Sacerdote don Michelangelo, deceduto l’ otto settembre del 1848 a 54 anni.

1848 Morte del Sacerdote Don michelangelo Guerrisi.
Atto di morte del 1848, di Don Michelangelo Sacerdote nato nel 1794.

Il sig. Francesco Guerrisi padre di don Michelangelo e sig. Domenico, nato nel 1764, deceduto nel 1830 a 66 anni. Era figlio dei Proprietari sig. Pasquale e della sig. Antonina Gallizzi.

1830 morte del sig. Francesco Guerrisi figlio del sig. Pasquale e sig. Antonina Gallizzi.
Il sig. Francesco deceduto nel 1830, era figlio dei Proprietari sig. Pasquale e della sig. Antonina Gallizzi.

1804 Vincenzo Maria Guerrisi
Atto di nascita del 1804, di Vincenzo Maria, Pasquale, Domenico. Figlio del sig. Francesco e della sig. Rosaria Franconeri.

1808 documento Franconeri-Guerrisi Proprietari.
Documento del 1808, sig. Rosaria Franconeri sig. Francesco Guerrisi.

1832 documento Guerrisi-Gallizzi.
1832 don Michelangelo e don Bruno Gallizzi.

1835 atto di morte di Giuseppe Guerrisi di Francesco.
Atto di morte del 1835, del sig. Giuseppe, figlio del sig. Francesco e sig. Rosaria Franconeri.

Il sig. Domenico (del 1800), fratello di Don Michelangelo sposa nel 1820 la sig. Annamaria Cirillo.

1820 Domenico Guerrisi sposa A. Cirillo proprietari
Nel 1820 Domenico Guerrisi sposa Annamaria Cirillo.

Matrimonio Guerrisi Cirillo.
Matrimonio del sig. Domenico Guerrisi con la sig. Annamaria Cirillo.

1806 nascita di Annamaria Cirillo.
1806 nascita di Annamaria Cirillo.

1852 morte Annamaria cirillo moglie di Domenico Guerrisi.
1852 atto di Morte della sig. Annamaria Cirillo di anni quaranta (46 anni dal 1806 al 1852) figlia del sig. Giuseppe e sig. Nicolina Majoria.

1864 morte di Francesco di Domenico Tritanti.
1864 atto di morte del sig. Francesco di anni 40,  figlio del sig. Domenico e Annamaria Cirillo, sposato a Arcangela Gallizzi.

1865 Atto di morte di Domenico di Francesco Tritanti.
1865 atto di morte di Domenico Guerrisi, sposato con Annamaria Cirillo morta nel 1852.

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

La chiesa Matrice di Polistena distrutta dal terremoto del 1783

Il 5 febbraio del 1783, alle ore 13 circa si verificò uno dei più violenti terremoti che interessarono Polistena, la scossa durò 2 minuti (secondo Dolomieu ebbe come epicentro una zona a sud di Polistena, con magnitudo 7.1, uno dei terremoti più forti della storia sismologica italiana). Su 4610 abitanti perirono ben 2261, secondo il Grimaldi furono 2271 e, secondo altri, ancor più (scrive il Sacerdote Pasquale Calcaterra 1838-1934, nella sua Monografia di Polistena, ”Il numero delle salme cremate fu di 2271”).

La chiesa di Santa Marina anticamente, sorgeva al di là del ponte vicino al fiume Jerapotamo, in località Mulino della Chiesa.

Polistena l' antica chiesa di Santa Marina distrutta dal terremoto del 1783
Polistena l’antica chiesa di Santa Marina distrutta dal terremoto del 1783.

Si pensa che la chiesa fosse intitolata a Santa Marina sin dalla fondazione di Polistena 1020-1050 circa, per molti secoli si confuse Santa Marina con Santa Margherita, ma la parrocchia risulti da sempre dedicata a Santa Marina, su una delle campane del Duomo  si trovava impressa la sua immagine con la data del 1094 ( l’antico stemma di Polistena https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2019/05/08/lantico-stemma-di-polistena/).

Distrutta dal sisma, viene ricostruita più a monte, dall’ interesse dell’ arciprete Nicola Montiglia,  inizialmente ad una sola navata, venne ampliata nel 1852 da due navate laterali su iniziativa dell’ arciprete Francesco Zerbi e nel 1884 per opera dell’ arciprete Domenico Lidonnici, venne abbellita dai fratelli Morani. Nel 1908 colpita gravemente dal terremoto, sul punto di venire demolita, ma grazie all’ interessamento dell’ arciprete Luigi Guido e ai polistenesi, la chiesa fu sottoposta ad accurati lavori di restauro, che durarono due anni  (dal 1930 al 1932), che consentirono la sua restituzione ai sui cittadini il 28 febbraio del 1932.

Il vecchio bassorilievo della ”Deposizione”, prima custodito nell’antica chiesa Matrice, fu recuperato dalle macerie, nel 1822, grazie all’arciprete Rosario Prenestino, e sistemato nella nuova chiesa.

Vecchio timbro della chiesa di Santa Marina di Polistena
Vecchio timbro della chiesa di Santa Marina di Polistena.

Firma dell'arciprete N. Motiglia 1811.
Firma dell’ arciprete Nicola Montiglia 1811.

Firma dell' arciprete R. Prenestino 1819
Firma dell’ arciprete Rosario Prenestino 1819.

Arciprete  Nicola Montiglia
Arciprete Nicola Montiglia 1821.

Arciprete Francesco Zerbi
Arciprete Francesco Zerbi 1824.

Domenico Maria Valensise (Vescovo di Ascolane e Nicastro), scrive della chiesa di S. Marina, nel suo libro ”MONOGRAFIA DI POLISTENA” del 1862.(2) Le 10 Chiese secolari, che si aveva ab antico Polistena, erano dedicate o, come volete dire, intitolate alla SS. Trinità, a S. Marina, a S. Rocco, a S. Ciriaco, a S. Sebastiano, a S. Giuseppe, a San Giovanni, a S. Marina della Catena, a S. Maria degli Angeli e S. Maria del Campo. Le prime cinque erano consacrate, e celebravano in designati giorni la festa di loro consacrazione.

Nel catalogo pertanto delle Chiese consacrate, riportato nella Sinodo di Mons. Parravicino, ove nell’enumerale si assegna il giorno in cui ciascuna è tenuta a celebrare la propria consacrazione, al num. 72, cosi si ha di Polistena << Eccl. Paroch. S. Marinae in dicto Codice fol. 845. Sabato post festum Purificationis – Eccl. S. Cyriaci ut in fol. 858. prima Domenica di Aprilis – ”Eccl. S. Rochi fol. 858. Dominica Secunda Februarii” – Eccl. SS. Trinitatis fol. 859. a terg. Feria V. post festum S. Joachim – Eccl. S. Sebastiano 682; omnes in curia ignorant diem; ideo designata fuit dies 30. augusti.>>(2)

Polistena terremoto del 1783, palazzo Milano, le chiese di San Rocco e di Santa Marina,il fiume Jerapotamo.
Disegno terremoto del 1783, la distruzione di Polistena il palazzo della famiglia Milano e le due chiese che si trovavano nelle vicinanze del fiume Jerapotamo, di San Rocco e di Santa Marina.

1) Storia del terremoto del 1783 Polistena e i suoi villaggi https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2019/09/03/storia-del-terremoto-del-1783-polistena-e-i-suoi-villaggi/

2) Monografia di Polistena, del sacerdote Domenico Valensise 1862

http://books.google.it/books?id=EOTFzoLCVdUC&pg=PA96,M1#PPA95,M1

3) Santa Marina di Bitinia Patrona di Polistena (RC) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2018/07/17/santa-marina-di-bitinia-patrona-di-polistena/

4) Santa Marina di Bitinia protettrice di Polistena https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2018/07/17/santa-marina-di-bitinia-patrona-di-polistena/

5) L’antico stemma di Polistena https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2019/05/08/lantico-stemma-di-polistena/

6) Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti,  anteprima_altanum a polistena.pdf (booksprintedizioni.it)

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

La chiesa di San Rocco di Polistena distrutta dal terremoto del 1783

Mercoledì  5 febbraio del 1783, alle ore 13 circa si verificò uno dei più violenti terremoti che interessarono Polistena, la scossa durò 2 minuti (secondo Dolomieu ebbe come epicentro una zona a sud di Polistena, con magnitudo 7.1, uno dei terremoti più forti della storia sismologica italiana).  Su 4610 abitanti perirono ben 2261, secondo il Grimaldi furono 2271 e, secondo altri, ancor più.

La chiesa di San Rocco a quel che si sa, si trovava  a mezza strada tra il convento e la chiesa di Santa Marina, sulla sponda sinistra del fiume Jerapotamo. Chiesa di Piccole dimensioni dotata di corredo decorativo, marmi pregiati, custodiva sull’altare la statua in legno di San Rocco, andata distrutta con le altre statue.

Il tempio purtroppo distrutto dal devastante sisma del 1783, si racconta che la chiesa costruita a ridosso della riva sinistra dello Jerapotamo, venne portata via dal fiume, mentre si celebrava messa .

Terremoto del 1783, disegno il fiume Jerapotamo di Polistena che porta via la Chiesa di San Rocco con le sue statue.
Disegno terremoto del 1783, il fiume Jerapotamo di Polistena che porta via la chiesa di San Rocco con le sue statue.

Domenico Maria Valensise (Vescovo di Ascolane e Nicastro), scrive della chiesa San Rocco, nel suo libro ”MONOGRAFIA DI POLISTENA” del 1863.(2) Le 10 Chiese secolari, che si aveva ab antico Polistena, erano dedicate o, come volete dire, intitolate alla SS. Trinità, a S. Marina, a S. Rocco, a S. Ciriaco, a S. Sebastiano, a S. Giuseppe, a San Giovanni, a S. Marina della Catena, a S. Maria degli Angeli e S. Maria del Campo. Le prime cinque erano consacrate, e celebravano in designati giorni la festa di loro consacrazione.

Nel catalogo pertanto delle Chiese consacrate, riportato nella Sinodo di Mons. Parravicino, ove nell’enumerale si assegna il giorno in cui ciascuna è tenuta a celebrare la propria consacrazione, al num. 72, cosi si ha di Polistena << Eccl. Paroch. S. Marinae in dicto Codice fol. 845. Sabato post festum Purificationis – Eccl. S. Cyriaci ut in fol. 858. prima Domenica di Aprilis – ”Eccl. S. Rochi fol. 858. Dominica Secunda Februarii” – Eccl. SS. Trinitatis fol. 859. a terg. Feria V. post festum S. Joachim – Eccl. S. Sebastiano 682; omnes in curia ignorant diem; ideo designata fuit dies 30. augusti.>>(2)

Polistena terremoto del 1783, palazzo Milano, le chiese di San Rocco e di Santa Marina,il fiume Jerapotamo.
Disegno terremoto del 1783, la distruzione di Polistena il palazzo della famiglia Milano e le due chiese che si trovavano vicino al fiume Jerapotamo, di San Rocco e di Santa Marina.

1) Storia del terremoto del 1783 Polistena e i suoi villaggi https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2019/09/03/storia-del-terremoto-del-1783-polistena-e-i-suoi-villaggi/

2) Monografia di Polistena, del sacerdote Domenico Valensise 1863 http://books.google.it/books?id=EOTFzoLCVdUC&pg=PA96,M1#PPA95,M1

3) San Rocco di Montpellier compatrono della città di Polistena https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2018/08/06/san-rocco-di-montpellier-compatrono-della-citta-di-polistena/

4) Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti,   anteprima_altanum a polistena.pdf (booksprintedizioni.it).

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Giuseppe Prenestino realizza la ”Villa Giarre” di Polistena

Giuseppe Prenestino, fu prezioso e geniale suggeritore di innovazioni urbanistiche realizzate nella nostra Polistena negli anni venti del novecento. La Villa Giarre, costituisce un prezioso polmone ossigenante per tutti i polistenesi (numerosi i suoi alberi di abeti e cedri), fu il gioiello urbanistico del Prenestino (Podestà di Polistena Edoardo Sigillò dal 1927 al 1934), prende  il suo nome per le quattro giarre  d’argilla che ornano la parte centrale.

Cartolina Polistena-Giardini Pubblici, Villa Italia (Villa Giarre).
Cartolina Polistena-Giardini Pubblici, Villa Italia (Villa Giarre).

 

77347116_3195359600602923_7729184156168486912_n
Foto archivio privato Vincenzo Guerrisi, n. 36 della mostra fotografica agosto 2019.

 

84078452_3272614826210733_629320478183391232_n
Polistena ingresso di Villa Italia, vecchia cartolina in bianco e nero.

 

Screenshot_2020-01-26-23-24-59-541_com.facebook.katana - Copia (2)
Polistena Villa Italia, anni trenta del novecento.

 

n-23
N. 2 Polistena ingresso di Villa Italia, vecchia cartolina in bianco e nero.

 

52
N. 3 Polistena ingresso di Villa Italia, vecchia cartolina in bianco e nero.

Giuseppe Prenestino, progetta anche la ”Villa delle Pàpere” ed il laghetto e  giardino di Piazza Tigani (Podestà di Polistena Edoardo Sigillò),  intorno al laghetto delle Papere si trovano fregi marmorei e frammenti di colonne di pietra, artisticamente animato da diverse varietà di pesci, da cigni e pàpere,  originariamente resa preziosa dalle sculture di argilla di Marino Tigani (1902-1941).

POLISTENA - VECCHIA CARTOLINA LAGHETTO DELLE PAPERE.
POLISTENA – VECCHIA CARTOLINA LAGHETTO DELLE PAPERE.

 

Polistena bellissima cartolina da collezione, viaggiata nei primissimi anni del novecento, fontana in Piazza Bara, foto Rodino' T.
Polistena bellissima cartolina da collezione, viaggiata nei primissimi anni del novecento, fontana in Piazza Bara, foto Rodino’ T.

118275486_3450446105094270_7921542988830929488_o

1) Vincenzo Guerrisi  ”Monografia da Altanum a Polistena” territorio degli Itali-Morgeti 2020.

2) POLISTENA VECCHIE CARTOLINE 1900-1970

https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2020/01/28/polistena-rc-vecchie-cartoline/

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

 

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 1-9

Ringrazio Michelangelo Tripodi, per il pregiato documento, sull’ospedale di Polistena.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 1.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 1.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 2.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 2.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 3.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 3.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 4.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 4.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 5.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 5.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 6.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 6.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 7.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 7.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 8.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 8.

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 9.
Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 9.

Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo, volantino archivio privato Vincenzo Guerrisi, n. 136 della mostra fotografica agosto 2019.
Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo, volantino archivio privato della famiglia Guerrisi, n. 136 della mostra fotografica agosto 2019.

Copyright © Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

1) Girolamo Tripodi (1927-2018) https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2019/12/04/girolamo-tripodi-1927-2018/

2) Senatore Girolamo Tripodi (1927-2018) https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2019/12/02/senatore-girolamo-tripodi/

Senatore Girolamo Tripodi (1927-2018)

Girolamo Tripodi

Senatore Girolamo Tripodi (1927-2018).
Senatore Girolamo Tripodi (1927-2018).

Nacque a Polistena il 19 ottobre del 1927, da Michelangelo (1889-1969 figlio di Girolamo e Caterina Versace) e Maria Concetta Macrì (1893-1982 figlia di Vincenzo e Pasqualina Minì).

Atto di nascita numero 163 di Michelangelo 1889-1969 figlio di Girolamo e Caterina Versace.
Atto di nascita numero 163, di Michelangelo Tripodi (1889-1969) figlio di Girolamo e Caterina Versace.

Atto di nascita numero 339, di Maria Concetta Macrì 1893-1982 figlia di Vincenzo e Pasqualina Minì.
Atto di nascita numero 339, di Maria Concetta Macrì (1893-1982) figlia di Vincenzo e Pasqualina Minì.

Foto della casa natale dell’ Onorevole Girolamo Tripodi.

La casa dove nasce Mommo Tripodi.
La casa dove nasce Mommo Tripodi, si trova in via Timpa.

Conosciuto con il diminutivo Mommo, si è iscritto al Partito Comunista Italiano nel 1950. Sindaco di Polistena per circa trentuno anni (fu un record per quanto riguarda la storia dei Sindaci di Polistena), carica che manterrà ininterrottamente per oltre vent’anni una prima volta venendo rieletto nel 1975, nel 1980 e nel 1985 e poi per altri dieci anni fino al 2005 (gli anni da Sindaco 1970-1974, 1975-1979, 1980-1984, 1985-1889, 1990, 1995-1999, 2000-2004).

Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo. Giornale di Calabria 12 novembre 1974, Girolamo Tripodi con l’on. Mancini.
Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo. Giornale di Calabria 12 novembre 1974, Girolamo Tripodi con l’on. Mancini. Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 1-9 https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2019/12/02/discorso-inaugurazione-ospedale-di-polistena-1974-sen-gir-tripodi-pag-1-9/

Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo. Giornale di Calabria 12 novembre 1974, Girolamo Tripodi con l’on. Mancini.

.

Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo, volantino archivio privato della famiglia Guerrisi, n. 136 della mostra fotografica agosto 2019.
Polistena inaugurato il nuovo Ospedale del popolo, volantino archivio privato della famiglia Guerrisi, n. 136 della mostra fotografica agosto 2019.

Negli anni ottanta Girolamo, presiedette il Comitato dei Sindaci contro la costruzione della centrale a carbone a Gioia Tauro, finché il Governo cede alle pressioni di  associazioni ambientaliste e  amministrazioni locali, decise definitivamente di non costruire la centrale in quel sito. Sull’onda di questo successo Tripodi riuscì ad essere eletto al Senato.

Manifestazioni contro la centrale 1986.
Grazie della foto all’ ex sindaco di Rosarno Salvatore Alessi. Manifestazione a Rosarno contro la centrale a carbone, guidata dal sindaco Antonio Salvatore Alessi, nella foto insieme agli altri sindaci della piana, in prima fila il sindaco di Polistena l’on. Mommo Tripodi. Salvatore Alessi: La foto è del 1986 a Rosarno contro l’installazione della “Centrale a carbone” e lo sciopero è guidato a sinistra dal Sindaco locale Alessi e dal Sindaco Mommo Tripodi. Presenti 33 Sindaci della “Piana di Rosarno” e parecchi Sindaci dell’alto Tirreno catanzarese e cosentino. Tra il Sindaco Alessi e Mommo Tripodi, c’è la Signora con la fascia, se non ricordo male, dovrebbe essere la Sindaca di Santa Cristina d’Aspromonte, molto attiva e sempre presente anche a Roma per le manifestazioni contro la centrale.

Manifestazione a Rosarno contro la centrale a carbone.
Manifestazione a Rosarno contro la centrale a carbone.

Tripodi negli anni ottanta riuscì ad essere eletto al Senato nel collegio. Nelle elezioni amministrative del dicembre 1992 è eletto consigliere comunale di Reggio Calabria, dove assume l’incarico di capogruppo del PRC.

Comunista, antifascista, una figura fortemente radicata nel proprio territorio, riconosciuta a livello regionale e nazionale, che aveva conquistato la fiducia non con promesse o regali, ma “sporcandosi” le mani nelle lotte da protagonista, esponendosi sempre in prima linea.
Lo abbiamo visto mille volte alla testa dei cortei, portare striscioni e bandiere, testimonianza di una politica fatta di sacrificio ed umiltà e non a parole, ma coi fatti.

72808579_10215493832522955_751967289410060288_oDeceduto il 14 marzo 2018, il figlio Michelangelo (Presidente della Fondazione Girolamo Tripodi) lo ricorda con la manifestazione organizzata a Polistena presso la sala della  Comunità Luigi Monti in via vescovo Morabito. La manifestazione è stata organizzata in coincidenza con l’anniversario della nascita di Girolamo Tripodi che ricorre proprio il 19 ottobre. La premiazione delle borse di studio rappresenta la conclusione di un percorso cominciato nel febbraio scorso quando era stato pubblicizzato il bando promosso dalla Fondazione rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori di Polistena e della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L’iniziativa ha riscosso un importante successo ed ha visto la partecipazione di numerosi studenti che hanno concorso con elaborati scritti, lavori grafici, disegni e video. I lavori sono stati esaminati e valutati da una Commissione presieduta dal prof. Francesco Nasso, già Dirigente Scolastico, che ha predisposto una graduatoria riguardante i primi premiati per ciascuna delle sezioni in cui si articolava il bando di concorso. Presenti i Dirigenti Scolastici, i docenti, gli alunni e le famiglie e delle scuole coinvolte e interessate.

Senatore Mommo Tripodi 19 ottobre 2019.
Senatore Mommo Tripodi 19 ottobre 2019.

Michelangelo Tripodi: Nel giorno dell’anniversario della sua nascita, a Polistena grande partecipazione alla manifestazione per la consegna delle borse di studio Girolamo Tripodi. Particolarmente apprezzato il video presentato nell’occasione “GIROLAMO TRIPODI, STORIA di un ideale”, curato dalla Fondazione e realizzato da Tania Filippone, Cinzia Messina e Tina Tripodi. Un ringraziamento va ai relatori: avv. Aurelio Chizzoniti, sen. Giuseppe Fabio Auddino, Presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto. Inoltre, un ringraziamento particolare agli studenti, alle famiglie, ai docenti, ai Dirigenti Scolastici Simona Sapone e Franco Mileto che hanno partecipato nonché alla Commissione esaminatrice. È stato un percorso ricco e fecondo coronato da una conclusione davvero entusiasmante. Dai giovani un messaggio di speranza per il futuro.

Una piacevole visita inaspettata, ricordando il passato con Michelangelo Tripodi, via Timpa di Polistena.
Ricordando il passato con Michelangelo Tripodi, via Timpa, 4 novembre 2019.

1)  Cariche nazionali: Alle elezioni politiche italiane del 1968 entrò alla Camera dei deputati, con 21.654 voti di preferenza, e venne confermato Deputato anche nelle seguenti consultazioni del 1972, con 35.734 preferenze personali. Nel 1976, trascorse due legislature, non venne più ricandidato. Nel 1987 tornò in Parlamento con il PCI conquistando un seggio al Senato nel Collegio di Palmi. Dopo la svolta della Bolognina fu tra i fondatori di Rifondazione Comunista e fu uno degli 11 senatori che nel febbraio del 1991 costituirono il gruppo senatoriale di Rifondazione Comunista. In quella stessa legislatura fu eletto Segretario della Commissione Antimafia presieduta dal senatore Gerardo Chiaromonte. Alle politiche del 1992 fu eletto sia alla Camera dei Deputati (capolista di Rifondazione Comunista in Calabria) che al Senato della Repubblica (collegio di Palmi) e optò per il seggio alla Camera. Anche in questa legislatura fu eletto Segretario della Commissione Antimafia guidata da Luciano Violante. Nelle successive elezioni, nel 1994, venne rieletto al Senato della Repubblica nel collegio di Locri-Palmi, che vinse con il raggruppamento dei Progressisti. Ancora una volta fece parte della Commissione Antimafia. Il 21 aprile 1994 fu eletto, dall’aula di Palazzo Madama, Questore anziano del Senato della Repubblica. Al termine della legislatura decise di non ricandidarsi poiché nel 1995 il figlio Michelangelo era stato eletto consigliere regionale della Calabria. Tripodi ha sempre fatto parte della Direzione nazionale e del Comitato politico nazionale del PRC finché, nel 1998, è stato tra i fondatori del Partito dei Comunisti Italiani. È stato componente del Comitato centrale del PdCI.

2) Il nuovo ospedale di Polistena del 1974 https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2017/07/25/orazio-giffone-e-il-nuovo-ospedale-di-polistena-1971/?fbclid=IwAR0By5R62Uc0ideZzZtwdPaA8bWmOPVH6-fMR9cfol7bDdvSyRhol5jQyBI

3) Documenti del Sentore Tripodi sull’inagurazione dell’ospedale di Polistena

Discorso inaugurazione ospedale di Polistena 1974 Sen. Gir. Tripodi pag. 1-9 https://vincenzoguerrisi.wordpress.com/2019/12/02/discorso-inaugurazione-ospedale-di-polistena-1974-sen-gir-tripodi-pag-1-9/

4) MOMMO TRIPODI COMPIE NOVANT’ANNI Gli affettuosi auguri di …
https://www.lentelocale.it/home/mommo-tripodi-compie-novantanni-gli-affettuosi-auguri&#8230;

5) Lutto a Reggio, è morto l’ex parlamentare Mommo Tripodi
https://lacnews24.it/politica/lutto-reggio-morto-ex-parlamentare-mommo-tripodi_45309

6) IL RICORDO Mommo Tripodi il bracciante che diventò quarta carica della Repubblica

http://www.zoomsud.it/index.php/cronaca/102668-il-ricordo-mommo-tripodi-il-bracciante-che-divento-quarta-carica-della-repubblica Marcello Villari

7) Reggio Calabria: a Polistena la premiazione delle borse di …
http://www.strettoweb.com/2019/10/reggio-calabria-polistena-premiazione-borse&#8230;

8) Polistena, premiazione borse di studio Girolomo Tripodi …
https://www.approdonews.it/giornale/polistena-premiazione-borse-di-studio-girolomo&#8230;

9) Girolamo Tripodi (1927-2018) https://tuttostoria770638580.wordpress.com/2019/12/04/girolamo-tripodi-1927-2018/

Copyright © Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Michael Angelus Franciscus Guerrisi 1766-1832 Arciprete di Cittanova

Il Reverendo Arciprete Don Michele Angelo Francesco Guerrisi nasce a Cittanova nel 1766, figlio del sig. Girolamo e sig. Caterina Chiaro (). 1767

Atto di morto dell’ Arciprete deceduto a 67 anni nel 1832.  1

.dis-arc-guerrisi-cittanova

Dai coniugi sig. Girolamo e sig. Caterina Chiaro, nasce nel 1762 Filippo Antonio, nel 1763 Leonardo Antonio, nel 1765 Elisabeth Antonina, nel 1766 l’Arciprete Michele Angelo Francesco, nel 1773 Carlo Antonio Domenico, nel 1776 Maria Teresa e nel 1778 Geronima Elisabeth (

1762 fili ant - Copia

.1763 leonardo Antonio

.1765 Elisabeth Antonina

.1773 carl ant domen - Copia

.1776 maria teresa

.1778 geronima elisabeth

Di una Guarrisi Elisabeth ci troviamo un atto del 1754, madrina di Giovanni Antonio Girolamo figlio del sig. Francesco Guarrisi e sig. Caterina Raso.

1754 Elisabet Guarrisi

La famiglia Guarrisi-Guerrisi , nel comune di Cittanova si registra nel primo atto del 1715 con la nascita della sig. Giulia Lucia figlia del sig. Francesco Guarrisi e sig. Angela o Angelica Porcino (). Sposa nel 1743 il sig. Girolamo Ascone.

In altri atti di nascita troviamo molti Magnifici, padrini di: Nel 1787 Rosaria Guerrisi del sig. Francesco e sig. Teresa Berlingeri padrino Magnifico Francesco Antonio Cistofero e Rosaria Muratore, nel 1788 Caterina Rosaria Guerrisi del sig. Domenico e sig. Teresa di Leo padrino Magnifico Michele De Agostino e Caterina Guarrisi, nel 1789 Antonio Giuseppe Guerrisi del sig. Domenico e sig. Teresa di Leo padrino Magnifico Antonio Giofrè e Fortunata Piromalli, nel 1797 Girolamo Guerrisi del sig. Domenico e sig. Teresa di Leo padrino Magnifico Antonio Longo e Caterina Rao.

.1787 Magnif Crisofero - Copia

.1788 magn de agostino - Copia

.1789 magn Giofrè - Copia

.1797 magn anton longo - Copia

Nei documenti dell’ Arciprete 1760-1828, si registrano dei documenti della famiglia Cristofaro-Guarrisi del 1769 atto di morte del Magnifico Gregorio Cristofaro marito di Caterina Guarrisi, il secondo documento del 1797 battesimo di Carolina Cristofaro figlia del Magnifico Cristofaro e Teresa Postiglione, firma Michele Angelo Arciprete Guerrisi di Cittanova. Nell’archivio della chiesa di  si trovano due atti di nascita del 1789 di Pietro Antonio Michele Angelo Raffaele del Magnifico Francesco Cristofaro e Rosaria Muratore, e nel 1793 Anna Maria Girolama del Magnifico Francesco Cristofaro e Rosaria Muratore.

1789 cristofero - Copia

.1793 magn Cristofero - Copia

.

Continua a leggere

Demetrio Aroi ”Muttetta Antica”

E’ deceduto il grande Demetrio Aroi! Se ne va via un pezzo di storia del folk calabrese, autore di una delle più belle canzoni della Calabria. In una storica apparizione su RAIUNO, Aroi con il grande Mino Reitano, cantano ”Muttetta Antica”.

 

34011773_350_350

nda sparamu na muttetta antica?

ttaccati vui, Demetrio Aroi

 

Caru cumpari chi vegnu a diri,

eu nu biccheri i vinu vi voghiu offriri,

se ci tiniti l’avit’accittari

di fronti a tutta sta conversazioni.

 

Caru cumpari vi l’accettu i cori,

lu sacciu fari prestu u me doviri,

però m’ata spiegari la ragiuni,

ca tutt’an trattu vui, siti i bon cori.

 

Caru cumpari non v’è richiamari,

vui siti puru libiru i ccittari,

l’offerta vi la fazzu ed è un onori,

ca i San Giovanni sannu arrispettari.

 

Cumpari non è n’offesa stu parrari,

vi fazzu na preghira mat’ascultari,

cu mia nc’i sunnu amici e ann’ambiviri,

all’urmu non è giustu cann’arristari.

 

Si sunnu amici l’ata prisintari,

e dundi sunnu s’anna dichiarari,

a butti e pronta e puru li biccheri,

mu mbivunu l’amici e me cumpari.

 

Chiustu è ndon Micu e veni di la Sila,

chiustu è n’amicu di Sciumara i Muru,

cumpari Caitanu è di la Chiana,

cumpari nToni scindi di Prunella.

 

Stringimu boni amici sti quattr’ossa,

ca simu nta potia e no nta fossa,

chiamativi a mbiviri e mi presentu,

eu sugnu ncristianu e mi la vantu.

 

l’onuri è tuttu u nostru o me cumpari,

mu nda settamu o tavulu a mbiviri,

e mi vi damu puru soddisfazioni,

volendu ndi potimu mbriacari.

 

Cu li paroli e li ragiunamenti,

s’aggiustanu li cosi senza stenti,

e pe finiri in paci chi presenti,

facimu nu salutu a tutti quanti,

facimu nu salutu a tutti quanti.

 

 

 

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.

Pandosia l’antica capitale del popolo degli Oenotrij-Brutii-Morgetes

Pandosia compare per la prima volta  nella mappa, disegnata da Abraham Ortelius (1528-1598), cartografo fiammingo (famoso per aver pubblicato il primo atlante moderno).

Viene descritta dallo storico Strabone, quale antica capitale del popolo degli Enotri, doveva quindi essere un centro importante tra l’età del Bronzo e quella del Ferro.

Rara mappa dell'Hortelius del 1595 d.C.
Rara mappa dell’Hortelius del 1595 d.C. ()

Di questo popolo sconosciuto non si sa molto, nella cartina storica la Calabria vera e propria è indicata come Italia e divisa in Brutii (Oenotrii, Morgetes)Magna Graecia (Apulftni, Vrfentini) e Locri (Epizephyrij). L’antico popolo, faceva parte del gruppo delle cosiddette genti “italiche”.

Pandofia-Morgetes
Pandosia-Morgetes

La guerra sociale e la guerra civile furono devastanti, che subì le rappresaglie dei Romani e in particolare di Silla; intere città, come Pandosia, furono rase al suolo. Ancora anni dopo quegli eventi, Strabone narra che «in seguito a queste disfatte i loro insediamenti sono assolutamente insignificanti, senza alcuna organizzazione politica e i loro usi, in fatto di lingua armamenti e vestiario, completamente tramontati».

Tito Livio conferma come la mappa di Abraham Ortelius, che Pandosia si trovava nei pressi di Cosenza. In un passo successivo cita la spontanea sottomissione di Consentia e Pandosia ai Romani nel 204-203 a.C.

Che Pandosia fosse presso Acri ed il fiume Moccone, lo si deduce anche da Strabone che ubica la città un po’ sopra e cioè più a nord di Cosenza, presso il fiume Acheronte non molto distante dal confine Bruzio-Lucano segnato presso a poco all’istimo Thurii-Cerilli (VI,255_256); lo si deduce ancora da Livio (VIII,24 Cod.Med.,XXX,19) e da Giustino (XII,2), che ugualmente ubicano Pandosia tra Cosenza e Thurii, presso il fiume Acheronte ed il confine Bruzio-Lucano. Plinio nella sua Historia Naturalis, III,73 nella penisola fluviale dell’Acheronte vide la natura difensiva di Pandosia, alleata dell’antica Sibari, e negli Acherontini la comunità bruzia di Acrentinam od Ocriculum citata da Livio di Acra, qual è detta da Stefano bizantino ed è al presente. Questi dati sostanzialmente concordano con quelli di Pseudo Scilace e dello Pseudo Scimno, in cui i priplo sono della seconda metà del V° Secolo a.C. allorché Consentia era ancora ignota se non proprio inesistente, nel Periplo del Ps. Scilace vediamo Pandosia ubicata tra Thurii, Clampletia e Terina, e in quella di Ps. Scimno semplicemente tra Crotone e Thurii (Scylax Periplus,12; Scymm Orbis descriptio verset.326 in Geographi Graeci Minores, Parisis 1882,I) da ”L. Bertarelli 1938”.

 

Disegno di V. Guerrisi, della mappa di Abraham Ortelius, Pandosia l’antica capitale.
Disegno di V. Guerrisi, della mappa di Abraham Ortelius, Pandosia l’antica capitale.

I Bretti si costituirono in numerosi piccoli villaggi distanti pochi chilometri l’uno dall’altro, intervallati da roccaforti chiamate oppidum-oppida, nuclei urbani fortificati, nelle quali si riunivano le classi sociali più elevate (guerrieri, magistrati e, si pensa, sacerdoti) per prendere decisioni per la gestione e la difesa dei villaggi limitrofi. Venne battuta moneta, e il tessuto sociale iniziò a prendere forma con il consolidamento delle classi sociali. La più importante era quella dei guerrieri. Iniziarono le mire espansionistiche, e i Bruzi riuscirono ad ottenere importanti successi sia a sud che a nord del loro territorio fino ad impattare ad oriente e ad occidente con le polis della Magna Grecia che verranno anch’esse a più riprese piegate dalla furia brettica.
Era nata la “Confoederatio Bruttiorum”, il culmine dell’espansione, della cultura e dell’economia dei Bretti.

Essa si può identificare nell’attuale intera provincia di Cosenza, escludendone la parte più settentrionale, quella compresa tra il Pollino e l’istmo tra la foce del Crati e quella del Laos, corrispondente, secondo Strabone alla parte meridionale della Lucania storica, e arrivando ad estendersi, con le successive conquiste i territori interni della dorsale appenninica dalla Sila fino a raggiungere l’ Aspromonte.

Avevano un sistema di monetazione proprio, i Bretti, di lingua osca, ma definiti dagli antichi popolo bilingue per la familiarità che avevano anche col greco appreso negli assidui contatti col mondo italiota. La cosiddetta confederazione dei Bruzi, oltre a Consentia, le principali città erano: Pandosia Bruzia (città di cui ancora oggi si cercano le tracce e che forse doveva sorgere fra gli attuali comuni di Castrolibero, Mendicino, Marano Principato e Marano Marchesato sul Crati o presso l’attuale Acri sul Mucone), Aufugum (l’attuale Montalto Uffugo), Bergae, Besidiae l’attuale Bisignano ed Otriculum.

 

Moneta emessa dai Brettii intorno al 211-208 a.C.
Moneta emessa dai Brettii intorno al 211-208 a.C., del peso sui 3,5 – 4 grammi.

Moneta emessa dai Brettii intorno al 211-208 a.C.
Moneta emessa dai Brettii intorno al 211-208 a.C.

Moneta Brutii su la  dea Atene
Moneta dei Brutii, sulla dea Atene, presenta una singolare variante: Atena indossa un elmo sormontato da un granchio. Nella monetazione magno-greca, infatti, l’elmo della dea è sormontato dalla figura di questo mostro marino.

In età più recente è ricordata perché presso il fiume Acheronte (chiamato nella mappa Acheron flu.), che scorreva nelle sue vicinanze, fu assassinato il Re d’ Epiro Alessandro il Molosso  nel 330 a.C. circa (Magna Grecia, edizioni Guide Archeologiche Laterza pag. 64).

Il fiume Acheronte (chiamato nella mappa Acheron flu.)
Il fiume Acheronte (chiamato nella mappa Acheron flu.), che scorreva nelle sue vicinanze di Pandosia, dove fu assassinato il Re d’ Epiro Alessandro il Molosso  nel 330 a.C.

”Trovandosi il re non molto discosto dalla città di Pandosia, vicino ai confini dei Brutii e dei Lucani, si pose su tre monticelli alquanto, l’uno dall’altro divisi e lontani, per scorrere quindi in qual parte volesse delle terre dei nemici; aveva intorno a sé per sua guardia un duecento lucani sbanditi, come persone fedelissime, ma di quella sorte di uomini, che hanno, come avviene, la fede insieme con la fortuna mutabile. Avendo le continue piogge, allagato tutto il piano, diviso l’esercito posto in tre parti, in guisa che l’una all’altra non poteva porgere aiuto, due di quelle bande poste sopra i colli, le quali erano senza la persona del re, furono oppresse e rotte dalla subita venuta ad assalto dei nemici, i quali poi tutti si volsero all’assedio del re, e mandarono alcuni messaggi ai lucani loro sbanditi, i quali avendo pattuito di essere restituiti alla patria, promisero di dar loro nelle mani il re vivo o morto. Ma egli con una compagnia di uomini scelti fece un’ardita impresa che urtando si mise a passare, combattendo, fra mezzo dei nemici; ed ammazzò il capitano dei lucani, che d’appresso lo aveva assaltato; ed avendo raccolto i suoi dalla fuga, tra essi ristretto, giunse al fiume, il quale mostrava qual fosse il cammino con le fresche ruine del ponte, che la furia delle acque aveva menato via. Il qual fiume, passandolo la gente senza sapere il certo guado, un soldato stanco ed affamato, quasi rimbrottandolo e rimproverandogli il suo abominevole nome, disse: Dirittamente sei chiamato Acheronte. La qual parola, posciacché pervenne alle orecchie del re, incontamente lo fece ricordare del suo destino, e stare alquanto sospeso e dubbio, se si doveva mettere a passare. Allora, Sotimo, un ministro dei paggi del re, lo domandò che stesse a badare e l’ammonì che i lucani cercavano d’ingannarlo; i quali poiché il re vide da lungi venire alla sua volta, in uno stuolo trasse fuori la spada ed urtando il cavallo, si mise arditamente per mezzo del fiume per passare; è già uscito dalle profondità delle acque, era giunto nel guado sicuro, quando uno sbandito lucano lo passò dell’un canto all’altro con un dardo. Onde essendo caduto, fu poi trasportato il corpo esanime dalle onde, con la medesima asta insino alle poste dei nemici, ove ei fu crudelmente lacerato, perché tagliato pel mezzo, ne andarono una parte a Cosenza, e l’altra serbarono per straziarla; la quale mentre era percossa da sassi e dardi per scherno, una donna mescolandosi con la turba, che fuori di ogni modo della umana rabbia incrudeliva, pregò che alquanto si fermassero, e piangendo disse: Che aveva il marito ed i figliuoli nelle mani dei nemici e che sperava con quel corpo del re, così straziato come gli era, poterli ricomprare. Questa fu la fine dello strazio; e quel tanto che vi avanzò dei membri fu seppellito in Cosenza, per cura di una sola donna, e le ossa furono rimandate a Metaponto ai nemici; e quindi poi riportate nell’Epiro a Cleopatra sua donna, e ad Olimpiade sua sorella; delle quali l’una fu madre e l’altra sorella di Alessandro Magno”

(Tito Livio, ab Urbe condĭta, VII, 24)

Alessandro I d'Epiro raffigurato sulle moneta dell'Antica Grecia, 350-330 a.C.
Alessandro I d’Epiro raffigurato sulle moneta dell’Antica Grecia, 350-330 a.C.

Tra il IV secolo a.C. e il III secolo a.C., i Brutii attaccarono e conquistarono diverse città della Magna Grecia, tra cui, sul versante tirreno Themesa e Terina, Hipponion (l’attuale Vibo Valentia), e su quello ionico addirittura Sybaris.

Le polis della magno-greche riuscirono a respingerli solo per un breve periodo dopo l’alleanza con Dionigi I di Siracusa.
I Greci d’Italia quindi tentarono di resistere per l’ultima volta, invocando l’aiuto di Alessandro il Molosso, re d’Epiro e zio di Alessandro Magno, ma anch’esso venne sconfitto dai Brutii perdendo la vita proprio alle porte di Pandosia (330 a.C. circa).

Prima della conquista romana essa era abitata dal popolo di lingue italiche dei Bruzi e, dall’ VIII secolo a.C. al III secolo a.C., le sue coste furono colonizzate dai Greci divenendo parte della Magna Grecia; le colonie principali erano Rhegion, Sybaris, Kroton. Il centro nevralgico di questo popolo era Consentia la quale venne eletta dalle tribù dei Bretti, dopo essersi coalizzate in una lega, “capitale” della regione.
Fu occupata dai Romani assieme al resto della Magna Grecia nel 265 a.C., ma durante la seconda guerra punica si ribellò a Roma per allearsi con Annibale, per poi ritornare sotto il saldo controllo della Repubblica Romana dopo la sconfitta del condottiero cartaginese.

Epigrafe romana di età repubblicana, Cosentia è menzionata nel Cippo di Polla.
Epigrafe romana di età repubblicana, Cosentia è menzionata nel Cippo di Polla .

I Bretti erano ormai riconosciuti come una piccola potenza in rapida ascesa. La loro prerogativa era quella di continuare a svilupparsi come civiltà autonoma e conquistatrice e ciò li spinse all’ostilità verso Roma, quando essa bussò ai loro confini, e in seguito, dunque, alla loro definitiva disfatta.
Iniziò così una serie di sconfitte, fra cui quella del 275 a.C. La Confederazione dei Bruzi si era alleata con Pirro re d’ Epiro e, tacitamente, quindi con molte delle città della Magna Grecia; con la loro disfatta, cadeva per la prima volta Consentia, che fu annessa alla Repubblica. Il fatto portò quindi nel 270 a.C. alla completa caduta di tutto il territorio sotto il dominio dei Roma.

La morte di Pirro. Ilustración en  "storia di Pyrrhus " de Abbott, Edición de 1901.
La morte di Pirro (318 a.C. – Argo, 272 a.C.). Ilustración en “storia di Pyrrhus ” de Abbott, Edición de 1901.

Ma i Bretti in realtà non si sottomisero mai del tutto e, riorganizzatisi, approfittarono dell’invasione di Annibale nel 218 a.C. con il quale si allearono durante le Guerre Puniche. Riconquistarono così Consentia, e forti del nuovo alleato, mossero guerra di nuovo contro Roma per riottenere la loro indipendenza. Quando Annibale però venne sconfitto e costretto a tornare in patria, ordinò ai Bruzi di seguirlo, ma essi vollero rimanere nelle loro terre, attirando così su di loro la sua vendetta. Una volta ricacciato Annibale, che lasciò però dietro di sé terra bruciata, iniziò una nuova massacrante lotta contro Roma, la quale, ben presto, riuscì a sedare ogni focolaio di brettica indipendenza. Il territorio venne di nuovo sottomesso da Servilio, e questa volta i Brettii vennero puniti duramente. Roma tolse a Consentia la carica di città-stato, sciolse la Confederazione e confiscò quasi tutto il territorio trasformandolo in colonia romana.

Annibale sul campo di battaglia di Canne
Annibale (Cartagine, 247 a.C. – Lybissa, 183 a.C.) sul campo di battaglia di Canne dopo la vittoria e la distruzione dell’esercito romano.

 

Nel 73 a.C. Consentia e i Bretti tentarono un’ultima volta di riconquistare la libertà e l’autonomia perdute unendosi alla rivolta che Spartaco aveva mosso contro la Repubblica, scatenando una guerra civile, e trovando proprio nei Bruzi fieri alleati. Nel 71 a.C., dopo due anni di rivolte, Spartaco venne accerchiato e sconfitto dal console Marco Licinio Crasso nei pressi del fiume Sele, tantissimi erano i Bruzi tra i 5.000 morti in battaglia e i 6.000 crocefissi. Roma nuovamente punisce i Bretti, come riferisce Appiano di Alessandria: essi subiscono l’umiliazione di non poter servire negli eserciti romani come soldati, ma solo come attendenti al servizio dei magistrati della Repubblica. Nel 29 a.C. Consentia diventa colonia sotto Augusto, il quale le concesse la cittadinanza romana dopo essersi assicurato delle totale resa dei Bretti.

 

Altanum-Pandosia disegno di V. Guerrisi
Disegno di V. Guerrisi, della mappa di Abraham Ortelius,  Altanum-Pandosia.

L’antica regione dei Bruttii è spesso indicato come ”Bruttium”, da cui deriva quello italiano, Bruzio, che sebbene largamente in uso nella letteratura scientifica, è sconosciuto al latino classico, nel quale viene utilizzato sotto la forma plurale dell’etnico: Bruttii, “territorio dei Bruzi”. A volte viene sostituito erroneamente dal coronimo ”Brutium”, o ”Bruzio”.

 

 

1) Tito Livio, ”Ab urbe cond”.

2) Strabone, ”Geographia, 6.1.5”.

3) Stefano di Bisanzio “De Urbis et Populis”. (..Pandosia castellum Brettiorum munitum tres vertices habens circa quod Alexander oetulus perit ab hujsmodi oroculo decepts:Pandosia tre colles habens, multum aliquando populum perdes…).

4) Giacomo Racioppi, ”Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata.

5) Una tomba principesca da Timmari  Allesandro I d’Epiro ”il Molosso”

http://www.ninniradicini.it/kritik/magna-grecia-timmari-alessandro-epiro.htm

6) Vincenzo Guerrisi, libro ”Monografia da Altanum a Polistena” territorio degli Itali-Morgeti 2020

 

 

© Vincenzo Guerrisi. Tutti i diritti riservati.